martedì 20 settembre 2022

Rachel Rising, di Terry Moore. L'originalità è sopravvalutata?

Rachel Rising, di Terry Moore recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Terry Moore è un autore completo, testi e disegni, che si muove principalmente nel cosiddetto fumetto indipendente. Terry Moore ha effettivamente fondato una sua etichetta personale per poter pubblicare Strangers in paradise, prima di passare alla Image, che non credo di poter considerare una casa editrice "indie", visto che al momento è il terzo editore di fumetti statunitense dopo Marvel e DC.

Comunque sia, Moore esordisce appunto con la lunga saga Strangers in paradise, seguita da Echo, Rachel RisingMotor Girl e al momento in cui scrivo sta pubblicando Five Years, che in pratica riunisce alcuni personaggi delle serie precedenti che risultano così collegate in un "Terryverso" (definizione sua).
Io tempo fa ho letto Echo. Ammetto che me lo ricordo poco, leggo un sacco e capita spesso che di un libro o un fumetto dopo un po' non ricordi più nulla della storia ma solo le sensazioni che mi ha lasciato, e Echo mi era piaciuto abbastanza.
Recentemente ho provato a leggere Strangers in paradise, ma l'ho mollato prima della fine del primo volume. Mentre Echo era una storia d'azione con elementi supereroistici, Strangers in paradise era una storia d'amore e basta, genere che non rientra esattamente nelle mie corde.
Non ero quindi molto convinto su Rachel Risingma quando ho saputo che si trattava di un horror-thriller ho capito che aveva buone probabilità di piacermi.

martedì 13 settembre 2022

Opinioni in pillole, Zagor: Acque Rosse, La Fratellanza Infernale, Una Ragazza in Pericolo

 Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.


Color Zagor 15, Acque Rosse recensione

Color Zagor 15, Acque Rosse

Attenzione SPOILER!

Una storia discreta "poliziesca", con una buona idea di fondo ma un intreccio che poteva probabilmente essere reso meglio: la "pistola di Cechov" mostrata in quel punto permette di risolvere da soli metà del mistero, magari si poteva distribuire meglio gli indizi, anche se al momento non mi viene in mente come. Interessante il personaggio (che porta il volto di Boselli) così accecato dall'oro che non solo non capisce che potrebbe stare inseguendo solo un miraggio, ma non si rende nemmeno conto che la tuta da sommozzatore che ha inventato potrebbe fargli guadagnare molto di più. 

martedì 6 settembre 2022

Il risveglio dell'abisso (The Kraken Wakes), di John Wyndham

 

Il risveglio dell'abisso (The Kraken Wakes), di John Wyndham, recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

John Wyndham ha scritto uno dei miei romanzi preferiti di sempre, Il giorno dei trifidi. E' stato anche il primo suo romanzo che ho letto, quindi non dovrebbe sembrare strano se ho setacciato i banchi dei mercatini, quando ancora esistevano, in cerca di altre opere di questo autore.

Purtroppo, l'impressione è che Il giorno dei trifidi sia un unicum, un evento eccezionale, un colpo di genio che non si è più ripetuto. O forse è solo che quel romanzo ha toccato in me alcune corde particolari e in realtà non è poi tanto meglio degli altri. 
Fatto sta che dopo ho letto un paio di altri romanzi di Wyndham, senza più ritrovare la stessa magia. Non fa eccezione questo Il risveglio dell'abisso.

Si prega di notare la foto qui sopra, che è dell'edizione in mio possesso: 130 lire, 20 febbraio 1954. Niente, non è che valga nulla, l'ho pagato uno o due euro al mercatino, ma ormai abituato all'ebook reader come sono fa un po' specie tenere in mano un libro così vecchio, con le pagine scollate e ingiallite dal tempo.

giovedì 1 settembre 2022

Zagorianità n. 21, con un mio articolo sul rapporto tra Zagor e Lovecraft


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Solo una breve comunicazione di servizio, per ricordare a chiunque sia interessato che è disponibile il numero 21 di Zagorianità, fanzine dedicata al mondo di Zagor e strettamente legata al forum Zagortenay.

martedì 30 agosto 2022

I personaggi di Ucrònia disegnati da Midjourney

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

La mia bacheca Facebbok in questi giorni è intasata di disegni realizzati con Midjourney, la nuova intelligenza artificiale in grado di creare immagini. Mi è venuta quindi la curiosità di provarla, con una mezza idea di ricavarne copertine o illustrazioni per i miei ebook.

Per usare Midjourney bisogna darli un "prompt" con quello che si vuole ottenere, e guardando quelli degli altri e un paio di tutorial su Youtube ho avuto l'impressione di dover essere più dettagliato e specifico possibile. Quindi ho provato a creare un'immagine del protagonista del primo volume di UcròniaGladiator Kibernetes, che è appunto un gladiatore romano cibernetico con arti bionici.

prompt: Cybernetic gladiator standing in front with threatening posture, with bionic right arm and bionic left leg, normal left arm and normal right leg with sandalwood, with sword in left hand, with myrmillone helmet, illuminated from behind, inside the colosseum, highly detailed , --w 1600 --h 2560 --quality 2

I personaggi di Ucrònia disegnati da Midjourney

ARGH! Non esiste Photoshop che possa salvare 'sta roba. Forse ho esagerato con i dettagli, proviamo di nuovo.

martedì 23 agosto 2022

Prey, che non ha la parola "predator" nel titolo perché si vergogna

prey film predator recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Predator è un pezzo della mia giovinezza, quindi immaginate come aspettavo un seguito moderno? Esatto, come una martellata nelle parti basse, visti i risultati del 99,9% di questo tipo di operazioni. Ma l'hanno fatto lo stesso, e proprio perché è un pezzo della mia giovinezza ho "dovuto" vederlo, nonostante la puzza di boiata che continuavo a sentire nonostante tutte le recensioni entusiastiche che lo descrivevano come il migliore dei seguiti di Predator. Mi piacerebbe sapere che film hanno visto, così lo guardo anch'io.

Come in Legion, anche in Prey Amber Midthunder si ritrova a fare la parte della guerriera che mena tutti. Il che è abbastanza incomprensibile, visto che non ne ha né il fisico né le capacità, non mi risulta abbia nessuna preparazione marziale, al massimo qualche esperienza come ballerina [EDIT per i commentatori compulsivi di Facebook: rileggete la parte qui sopra e assicuratevi di averla capita prima di accusarmi di essere un maschio bianco col pisello piccolo spaventato dalle donne. Non che non siano creature spaventose]. Va beh, comunque è di etnia Sioux, quindi è più o meno giusto che interpreti una comanche, no? Sono lontani i tempi in cui Burt Lancaster poteva interpretare un apache nel film omonimo, e meno male perché faceva abbastanza ridere già all'epoca.
Ho lo stesso dei dubbi su questa donna comanche che si pitta la faccia anche per andare a dormire e a raccogliere la verdura, credevo lo facessero solo in occasioni particolari, ma visto che gli attori sono tutti indiani ne sapranno di sicuro più di me.

martedì 16 agosto 2022

Opinioni in Pillole, Zagor: Le storie di Guitar Jim, La foresta incantata, La vendicatrice

Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.


Zagor le storie di Guitar Jim recensione

Zagor + n. 5: Le storiedi Guitar Jim

Un'altra raccolta di racconti brevi uniti da una cornice, che in questo caso vede Guitar Jim prendere tempo con dei banditi presentandosi loro come un menestrello intenzionato a raccontare storie in cambio di una cena.
Dopo lo Zagor+ n.3 in cui le storie erano tutte incentrate sul soprannaturale, abbiamo qui a fare da contraltare un volume in cui le storie sono tutte rigorosamente western. Per me ci può stare. Anzi, facessero una volta una raccolta di western, un'altra una raccolta di horror, un'altra una raccolta di thriller, un'altra una raccolta di fantasy e così via, insomma creare delle raccolte più o meno tematiche, per me sarebbe perfetto.

Zagor le storie di Guitar Jim recensione

La prima storia di questo speciale, Fuga nella foresta di Perniola e Laurenti, appare essere una semplice storia interlocutoria, un riempitivo se vogliamo. Uno scontro un po' banale tra Zagor è un gruppo di indiani feroci, quello che in una storia "normale" potrebbe fare al massimo da introduzione per una trama più complessa.

La prima è anche l'unica che non mi è piaciuta, le altre storie sono tutte dei discreti western, in cui Zagor spara molto e lascia dietro di sé un sacco di cadaveri. Burattini conferma la sua tendenza a mettere in bocca a Zagor e agli altri personaggi un sacco di spiegoni, come se si dovessero vantare della loro intelligenza. Buoni in generale i disegni, menzione particolare per Fabrizio de Fabritiis alla sua prima prova su Zagor, la storia da lui disegnata e scritta da Secchi è anche la migliore dell'albo. Tutte storie abbastanza classiche senza particolari guizzi d'inventiva o colpi di scena, ma che si lasciano leggere con piacere.
Si nota come il morigerato Zagor accetti un paio di volte di bere alcolici (oltre ad ammazzare un mucchio di gente, beninteso).

venerdì 29 luglio 2022

Pausa estiva!

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Solo una piccola comunicazione di servizio: il blog va in vacanza, quindi per due settimane non usciranno nuovi articoli. Cercherò comunque di rispondere ai commenti.

Ciao e buone ferie, sia che le abbiate già fatte sia che dobbiate ancora farle!


Il Moro


martedì 26 luglio 2022

Opinioni in pillole, film d'azione: Fast & Furious 9, Io sono Nessuno, RRR

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di film prevalentemente action.


Fast & Furious 9 recensione


Fast & Furious 9

Fate un gioco: guardate questo film e ogni volta che succede qualcosa di totalmente implausibile e che viola ogni legge della fisica, della logica e del buon senso, bevete un sorso. Potete scegliere la bevanda che preferite, ma vi suggerisco una birra leggerissima o non supererete sobri nemmeno il primo quarto d'ora.
Fast & Furious 9 sembra quasi indeciso tra essere un film di supereroi (perché nessun essere umano può uscire indenne da delle cose del genere) e una parodia, ma non ci sono supereroi e non si prende abbastanza in giro. Sì, c'è un momento in cui loro stessi ironizzano sul loro essere apparentemente indistruttibili, ma non basta. 

Non ricordo abbastanza bene i film precedenti (non li ricordo quasi per niente, in effetti) per sapere come questi tizi siano passati dal fare le gare clandestine con le macchine a missioni da superspie in giro per il mondo. Ma tanto non importa, la trama è quella parte fastidiosa e così stupida e senza senso da risultare incomprensibile che sta tra una scena d'azione e l'altra. Purtroppo queste parti dove c'è gente che parla di cose che non interessano a nessuno è decisamente troppo lunga, e delle due ore e venti di durata del film, anche al netto dei dieci minuti dei titoli di di coda, io ne avrei tagliati tranquillamente almeno tre quarti d'ora. 

Fast & Furious 9 recensione

Il grosso problema di questo film è il contrasto fra le cialtronate che succedono durante le scene d'azione, e l'atteggiamento serio e pomposo dei personaggi nelle parti parlate, di Vin Diesel in particolare, che non è mai stato il miglior attore in circolazione ma qui dà davvero il suo peggio. Le facezie tipo la hacker che hackera "cose", che fa subito venire in mente il meraviglioso hacker di Kung Fury (cortometraggio meraviglioso che con la sua parodia avrebbe dovuto mettere la parola fine a queste stupidaggini sugli hacker che hackerano le cose, ma nessuno può battere gli sceneggiatori svogliati), o perle di cultura come il cenno a tale Khasar Khan, fratello minore di Gengis Khan, come se "Khan" fosse il cognome (Khasar è esistito ma non è mai diventato khan, parola che, ricordiamolo agli sceneggiatori di hollywood, è un titolo corrispondente grossomodo a "sovrano"), non bastano a stemperare l'aria di seriosità generale, Anche perché è abbastanza chiaro che non siano fatte apposta per far ridere. 

Fast & Furious 9 recensione

Può un film come Fast & Furious 9 essere noioso? Eh, hai voglia! Specialmente se ci sono troppi rimandi ai film precedenti, di cui nessuno ricorda la trama perché l'unica cosa che rimane sono le acrobazie con le macchine, anzi nemmeno quelle, l'unica cosa che rimane è il fatto che ci fossero un sacco di acrobazie..

Alla fine probabilmente il modo migliore di vedere questo film è guardare solo le scene d'azione e mandare avanti veloce il resto. E, diciamo la verità, in quanto ai magneti utilizzati in modo così fantasioso nell'ultima parte, non sono nemmeno da mettere vicino ai poteri magnetici di Enthiran e 2.0


Io Sono Nessuno recensione

Io Sono Nessuno

Sì tratta di nient'altro che un simpatico film d'azione alla John Wick, interpretato da un attore che sta avendo il suo momento grazie a Breaking Bad e Better Call Saul. E in effetti non ha proprio il fisique du role per interpretare quello che ammazza centinaia di persone da solo, ma non ce l'ha neanche Keanu Reeves, no?. 

Dopo John Wick i cloni dello stesso hanno iniziato a spuntare come funghi, e non ho intenzione di vederli tutti, penso anzi che dopo questo ne avrò abbastanza per un po'. In realtà si può andare decisamente più indietro, tipo al 2005 con A History Of Violence con Viggo Mortensen e Ed Harris diretto da David Cronenberg, tratto da un fumetto di John Wagner del 1997. Inutile dire che il livello  qualitativo era ben diverso, ma anche lo scopo del film, più virato verso il drammatico e il thriller. O addirittura al 1985 di Commando, dove però il protagonista non aveva nessuna intenzione di nascondere la sua vera natura di prima di diventare pater familias. Voglio vedere voi a nascondere Schwarzenegger.
L'idea del vendicatore ammazzasette che prima sembra una persona normale e poi salta fuori che una volta era un superkiller ora in pensione e fa una strage è stata sfruttata più volte (Liam Neeson, sei tu?), è altamente probabile che ci siano esempi precedenti anche a quello di Cronenberg ma così su due piedi non mi viene in mente niente, sentitevi liberi di segnalarmeli. Il film di Keanu Reeves però è quello che ha fatto più parlare di sé ultimamente, quindi ecco che per ogni cosa del genere che viene subito da pensare "ecco, un'altra Johnwickata".

Io Sono Nessuno recensione

È in effetti impossibile guardare I Am Nobody senza pensare a quanto sia derivativo, ma ciò non gli impedisce di essere divertente. La principale, anzi forse l'unica differenza con gli altri film citati è che al nostro Nobody l'idea di ritornare in azione piace da matti.
All'inizio il film sembra cercare un approccio realistico, la rissa nell'autobus è cruda e, non dico perfettamente plausibile, ma il protagonista non sembra un supereroe e vince a fatica. Poi però man mano che si va avanti il realismo va a farsi benedire, il signor Nobody ammazza gente a carrettate, gli altri gli sparano in dieci coi mitra tutti insieme senza colpirlo e lui fa un colpo un morto senza mirare, le solite cose insomma. L'accenno al dramma dell'uomo che vive una vita fasulla che rimanda al film di Cronenberg se ne va in caciara in una serie di scene d'azione una meno credibile dell'altra, per non parlare dell'assurdità del finale. 

Questa diversità tra la prima e la seconda parte del film stride un po', e in generale il film non ha niente di particolare per cui essere ricordato (forse giusto la scazzottata sul bus) ma è comunque ben girato e non annoia, perfetto per una visione in spensieratezza.


RRR recensione


RRR

Ho visto questo film su consiglio di Cassidy, e devo dire che è stato un buon consiglio.

La mia conoscenza del cinema indiano è probabilmente superiore alla media, nel senso che oltre a vedere gli spezzoni su Youtube dei film action-demenziali io ho visto anche per intero ben due film indiani, Enthiran e il suo seguito 2.0. Ok, questo forse non mi piazza proprio tra i massimi esperti occidentali in materia. Tutto questo per dire che è il più bel film indiano che io abbia mai visto! Yeah!

In India quasi ogni anno esce un film che infrange il record del più costoso della loro produzione, ma in questo caso siamo al secondo posto dopo 2.0. Soldi spesi meglio, però.

RRR recensione


Il film va preso per quello che è, cioè una storia "epica", dove la sceneggiatura e la recitazione non inseguono il realismo ma piuttosto l'estremizzazione e il carisma dei personaggi. E' tutto chiaramente finto, teatrale. Eppure, o forse proprio per questo se siete come me e vi piace questo modo di fare film, riesce a emozionare. La storia è epica e drammatica, con l'amicizia tra questi due uomini che senza saperlo stanno dai due lati opposti della barricata, destinati prima o poi a scontrarsi, durante il periodo della colonizzazione inglese dell'India. 

Dall'alto della mia esperienza di tre film visti per intero posso dire gli indiani amano il musical e i film d'azione esagerati, ecco quindi che ogni volta devono inserire dei momenti musicali e dei momenti d'azione ultra esagerata. Per fortuna qui sembrano tenersi un po', nelle scene action i protagonisti sfoggiano abilità sovrumane ma non al livello di alcuni spezzoni che potete trovare sul tubo. Solo verso la fine, forse, si lasciano prendere la mano, e infatti l'ultima mezz'ora è la meno riuscita, il tono farsesco dell'azione esagerata va a contrastare troppo con la storia drammatica. E il balletto finale ultrapatriottico può lasciarci un po' straniti.

RRR recensione

Tre ore di film sono tante, tanto che a metà film c'è uno stacco che sembra fatto apposta per dire "interrompi qui e riprendi un altro giorno", che è il modo migliore per vederlo. Ma l'alternanza dei momenti drammatici e quelli divertenti,. la storia appassionante, l'evidente sforzo produttivo (quante comparse hanno usato nella scena iniziale, un milione?), rendono questo film una gioia per gli occhi.

Lo trovate su Netflix, sottotitolato. Ve lo consiglio. E vi consiglio anche la recensione di Cassidy, che ne ha parlato meglio di quanto non abbia fatto io. Ma, ehi, tutto quello che mi veniva in mente di scrivere l'aveva già scritto lui!


Il Moro

martedì 19 luglio 2022

Future Man

Future man recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla

Serie statunitense del 2017, attualmente disponibile su Prime, Future Man è una storia di fantascienza con per tema principale il viaggio nel tempo, ma non aspettiamoci pipponi alla Dark: il tono di Future Man è decisamente ironico, per non dire quasi demenziale. 
Un ragazzo che lavora come inserviente in un laboratorio chimico di una casa farmaceutica sfoga le sue frustrazioni sui videogiochi, su uno in particolare, un videogioco di combattimenti in terza persona la cui ambientazione ricorda il futuro di Terminator. E' il primo a riuscire a terminarlo (ah ah, ha fatto la battuta!), e un istante dopo (in un momento leggermente imbarazzante) ecco che compaiono dal nulla due personaggi del videogioco, che gli dicono di provenire dal futuro e che hanno mandato quel videogioco nel passato per trovare l'eroe che possa aiutarli a impedire l'avverarsi del futuro raccontato nel gioco stesso.
Questo spassoso inizio è l'incipit di Future Man, una storia di viaggi nel tempo e gente che muore malissimo.

Siamo dalle parti della commedia nera, quel tipo di commedia dove l'esplosione di una testa fa ridere quasi quanto un ufficio pieno di gente che vomita. E fa ridere un sacco!

martedì 12 luglio 2022

Opinioni in pillole, film per ragazzi: Sonic - Il film, Luca, Jungle Cruise, Red, Cip e Ciop Agenti Speciali, Il Mostro dei Mari

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo riassuntivo, in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di film per bambini/ragazzi. 
Capita che scriva queste opinioni subito dopo aver visto il film, e le tenga lì a sobbollire ginché non ne ho accumulate abbastanza da farci un articolo. Trovate quindi qui sia film che ho visto settimana scorsa che film visti più di un anno fa, con relativi commenti scritti poco dopo aver visto il film, quindi se questo articolo vi sembra un collage è perché lo è.


Sonic - Il film 

Sonic - Il film  recensione

Non ho mai amato granché il gioco di sonic, ma all'epoca ci ho giocato un sacco lo stesso... Perché avevo solo quello! Ho provato negli ultimi anni qualcuna delle ultime edizioni, mollandole tutte dopo tre/quattro minuti al massimo. Effetto nostalgia un paio di...
 Il film è divertente e, ovviamente, velocissimo, con un fantastico Jim Carrey che al suo ruolo classico da matto. Mio figlio seienne qualche partita ai giochi l'ha fatta ma anche lui non è che abbia apprezzato molto,  gli è piaciuto di più il film.
Alla fine ci è piaciuto abbastanza, anche se probabilmente verrà ricordato di più per la campagna pubblicitaria con il primo orribile look di Sonic e i produttori che fingono di rimandare il film per rivederlo secondo le indicazioni dei fan. Sì, certo.


Luca

Luca recensione

Simpatico film Disney incentrato sui classici temi dell'accettazione delle diversità, sia da parte degli altri che da parte del diverso stesso. Non una pellicola destinata a rimanere impressa nella memoria, ma comunque un bel film, in linea con la qualità dei film d'animazione Disney.
La parte per noi più interessante è probabilmente l'ambientazione italiana, in un paese ligure che sembra la replica di Portofino. Grazie probabilmente al regista Enrico Casarosa siamo anche riusciti ad evitare i soliti stereotipi sugli italiani (non ho notato "mani a carciofo" sparate a caso).
Merita.


Jungle Cruise

Jungle Cruise recensione

Film Disney ispirato, come I pirati dei caraibi, a un'attrazione di Disneyland.
Una roba noiosetta, che si lascia guardare come qualsiasi film della Disney senza però lasciare nulla. Sto già per dimenticarmelo.
L'ho visto al cinema insieme al seienne di casa e anche lui a un certo punto ha chiesto "quanto dura ancora?" il che è tutto dire. 

Ormai l'argomento del politically correct tiene talmente banco che non riesco più a guardare un film senza notarlo. In un altro momento magari avrei visto nella protagonista, donna che si ribella a una società maschilista, nient'altro che una donna "tosta" che non si fa mettere i piedi in testa (e la società contro cui combatte non sembra in grado di colpirla veramente, visto che alla fine fa tutto quello che le pare, ma ehi, è sempre un film per bambini), oggi vedo MeToo dappertutto e mi partono considerazioni tipo "ecco che anche qui hanno dovuto..."
Cacchio, non sono più capace a guardare un film senza farmi le paturnie.
Plauso comunque al cattivo serpentino: qui si parla da anni di fare un film nuovo dei Masters of the universe, ed ecco lì che la Disney ti butta in mezzo un King Hiss perfetto senza nemmeno avvertire!

Jungle Cruise king hiss
L'unica cosa che mi ricordo del film: la somiglianza di questo tizio con un personaggio dei Masters Of The Universe.


Red

red recensione


FIlm della Pixar che sembra un film della Dreamworks, tutta un'allegoria del diventare adulti e avere le prime mestruazioni, in pratica un Voglia di vincere al femminile. Direi "con più sangue" visto il tema delle mestruazioni, ma essendo un film Disney di sangue non ce n'é lo stesso.
Il punto è che, ancora più che in altri film della Pixar, si pensa solo all'allegoria e al messaggio e poco alla storia. E, già che ci siamo, ad ambientare tutto in un 2002 nostalgico, che la nostalgia degli anni '80 magari la stiamo superando e quella degli anni '90 abbiamo fatto che saltarla.
Decisamente il più debole dei film Pixar degli ultimi anni. Probabilmente uno dei più deboli in generale. Il ritmo sostenuto e le trovate comiche divertenti, anche se tutte abbondantemente già viste, lo rendono comunque adatto alla visione da parte dei bambini, ma non è uno di quei film Pixar dove dietro la storia per i bambini ci sono dei sottotesti per gli adulti.


Cip e Ciop Agenti Speciali

Cip e Ciop Agenti Speciali recensione


Avevo dei dubbi sul far vedere questo film a mio figlio di 7 anni [notare che nel frattempo che accumulavo queste opinioni è cresciuto di un anno, ndMeStessoDelPresente], visto che, da quanto leggevo in giro, si tratta di uno di quei film che vanno di moda adesso, stracolmi di citazioni e rimandi, in particolare a roba degli anni 90 [e per il film precedente di questa lista ho appena detto che la nostalgia degli anni '90 l'avevamo saltata, ndMeStessoDelPresente]. Alla fine l'abbiamo guardato e al settenne è piaciuto, anche se abbiamo dovuto bloccare qualche volta per spiegargli alcune cose. Neanche tanto sulle citazioni, ma proprio per la storia, forse un po' troppo complessa per un bambino di 7 anni, ma magari gli è piaciuto anche per questo. 

Un po' come per Spider-Man: No Way Home, non si tratta di un'operazione nostalgia fine a se stessa, ma di una storia che sta in piedi per conto suo, seppur non particolarmente originale, impreziosita da queste citazioni per chi le capisce, ma che non risultano necessarie o pesanti per chi non le capisce.
A parte Ugly Sonic, che francamente si poteva evitare, visto che è una citazione difficile da cogliere se non sei un nerd che segue queste cose, e ha pure una certa importanza nella storia. [come dicevo all'inizio, il primo film di questa lista l'ho visto oltre un anno fa, questo invece nemmeno un mese fa. ndMeStessoDelPresente]
A parte le citazioni e il fatto che i cartoni animati vivano insieme agli umani come in Chi ha incastrato Roger Rabbit?, la storia è un poliziesco piuttosto classico, credo anzi che la scelta di un canovaccio così classico sia voluta. Ecco, una cosa che non me la sono sentita di spiegare nel dettaglio al settenne è il formaggio puzzolente come allegoria della cocaina o quale sia la droga che va per la maggiore a Hollywood. 

Film quindi decisamente buono e che si è rivelato adatto, oltre che agli adulti che riescono a capire le citazioni, anche ai bambini che, pur perdendosi metà del valore del film, potranno apprezzarne la trama abbastanza complessa da mettere in moto le loro meningi e il ritmo movimentato ma non troppo, che molti film per bambini dei tempi moderni sembrano intenzionati a far venire l'epilessia a chi li guarda.

Peccato per le voci del doppiaggio italiano che spesso suonano fasulle e forzate, infatti basta fare un giro su Wikipedia per vedere che alcuni dei personaggi principali sono doppiati da personaggi televisivi.


Il mostro dei mari

Il mostro dei mari recensione


Ho visto questo film non appena Netflix me l'ha proposto in home page, senza saperne nulla. Cioè, c'erano i mostri giganti, come dirgli di no?

Si ambienta in un mondo dove i mostri marini esistono, e dove una casta chiamata "cacciatori" va in giro per i mari a dar loro, appunto, la caccia (anche se forse sarebbe meglio parlare di "pescatori", no?).
I protagonisti sono a bordo della Inevitabile, la nave che ha ucciso più mostri di sempre, tanto che su di lei e sul suo equipaggio si scrivono storie e nascono leggende. Una bambina, orfana di entrambi i genitori uccisi dai mostri, è disposta a tutto pur di entrare a far parte dell'equipaggio, e questo proprio mentre l'Inevitabile con il suo invincibile capitano Crow viene investita della missione più pericolosa, sconfiggere il più grande e terribile di tutti i mostri marini.

Ovviamente, si tratta di un film per bambini, quindi sappiamo già che verrà fuori che i mostri non sono poi così cattivi, vero? E non ditemi che è spoiler.

Il mostro dei mari recensione


In effetti quello che manca di più a questo film è l'originalità. La storia ha echi di Dragon Trainer, di King Kong, di Moby Dick e di mille altri film e storie che avete già sentito, e non risulta originale praticamente in nulla.
Quello che difetta in originalità, però, lo guadagna in ritmo, divertimento, sentimenti. E quando parlo di "divertimento" non intendo l'inserimento forzato di gag sceme in stile MCU, qualche gag c'è ma è poca roba, parlo del divertimento intrinseco nel vedere uno spettacolare combattimento contro un mostro gigante nel mezzo di un mare in tempesta.
Tenevo d'occhio il settenne di casa mentre guardavamo il film, e poche volte l'ho visto così coinvolto ed esaltato. Alla sua età è chiaro che non gli da fastidio che la trama sia un misto di film che non ha ancora visto. Ma ha adorato la sfida che gli è stata gettata da una trama più complessa di quella di altri "film per bambini", dove i personaggi principali non sono delle marionette monocorde ma hanno personalità e sentimenti complessi e sono combattuti su quale sia il loro dovere. Laddove molti film d'animazione mettono insieme una trama "per bambini" con delle sottotracce "per adulti", in modo da tenere il piede in due scarpe, Il mostro dei mari (The Sea Beast) preferisce imbastire una storia per bambini senza però pensare che essendo piccoli possano capire solo battute sceme e comicità slapstick.

Stiamo quindi parlando di un film che è per bambini senza essere una vuota sequela di gag, ma un vero film d'avventura e azione e sentimenti forti. Il settenne ha approvato.
Peccato per il doppiaggio del capitano Crow da parte di Diego Abatantuono, che fa digrignare i denti ogni volta che apre bocca. Bene invece la prova di Claudio Santamaria.

E poi, tutto è più bello con i mostri giganti.

Il Moro

martedì 5 luglio 2022

L'isola dei liombruni, di Giovanni De Feo

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

L'isola dei liombruni, del 2011, se non sbaglio è il secondo romanzo di Giovanni De Feo, dopo l'ottimo Il mangianomi che lessi anni fa. Si inserisce in quel filone di storie con i ragazzini che rimangono da soli, senza gli adulti, solitamente su un'isola.

Vengono subito in mente Peter Pan e Il signore delle mosche, ma mi ha ricordato anche un romanzo che lessi una decina di anni fa intitolato Gone, di Michael Grant, primo di una saga della quale all'epoca esisteva in italiano solo il primo volume, quindi nemmeno finiva (la saga completa è poi stata ripubblicata l'anno scorso, a distanza oltre dieci anni).

Le storie di questo sottogenere possono differire per il motivo per cui gli adulti sono assenti, e qui possiamo dividerle in due ulteriori tronconi: gli adulti esistono ma sono altrove e non possono raggiungere i ragazzi (Peter Pan, Il signore delle mosche), oppure gli adulti non esistono più, scomparsi per un qualche motivo variabile, che può essere una malattia , un misterioso evento magico, o altro ancora (Gone, Anna di Niccolò Ammaniti, la serie TV The society, il fumetto Sacred Earth di Liz Suburbia o, appunto, L'isola dei liombruni. Sentitevi liberi di segnalarmene altri esempi...).

martedì 28 giugno 2022

Opinioni in pillole, videogiochi d'azione 3D: Saints Row IV, Warhammer 40.000 - Space Marine

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Di nuovo un articolo di "opinioni in pillole", perché a volte mi riesce difficile scrivere articoli di una lunghezza accettabile su quello che guardo/gioco/leggo. Magari sono cose su cui ho poco da dire, oppure mi sta un po' passando la voglia di sbattermi per fare articoli lunghi e circostanziati, chi lo sa. Comunque sia, questa volta parlerò di due videogiochi che ho giocato nel primo trimestre del 2021 (che quindi non è l'anno di uscita del gioco, ma il momento in cui io li ho giocati! Ormai potrebbero essere quasi considerati retrogames... Sì, questo è uno di quegli articoli che aleggiano da un sacco di tempo tra i fantasmi del blog), due giochi d'azione con prospettiva in terza persona, giusto per dare un "tema" all'articolo.

Saints Row IV recensione

Il primo è Saints Row IV, del 2013 per PC. Un gioco davvero cretino.

I Saints, protagonisti degli episodi precedenti, dopo aver preso il controllo della città e altre amenità simili hanno salvato gli Stati Uniti dalla distruzione, e per qualche strana catena di conseguenze il loro capo è stato nominato presidente. Ma un'invasione aliena distrugge la terra e rinchiude i superstiti nel Matrix. Sì, è proprio uguale a quello del film. Il capo dei Saints riesce a liberarsi e a dominare la simulazione, acquisendo superpoteri, e lotta per liberare i suoi amici e vendicare la Terra.

Saints Row IV recensione
Armi non convenzionali

Il gioco è puro divertimento, il capo e gli altri Saints sono dei cazzoni incorreggibili e non mancheranno di dire e fare un mucchio di stupidaggini. Avete mai usato come arma in un videogioco una sonda rettale? Ecco.

La città simulata di Steelport è molto grande, anche se esistono free roaming molto più vasti, e costellata di missioni secondarie. Queste spesso prevedono di giocare in modo molto diverso dal gioco principale, A volte cambiando addirittura la grafica (mitica la sessione simil beat 'em up 2d in grafica 16 bit). Tonnellate di citazioni cinematografiche e videoludiche, soprattutto dagli anni '90, e un mucchio di piccole prelibatezze sparse qua e là per l'area di gioco, come i punti in cui la simulazione scazza e ambiente e persone si deformano e fanno cose strane. Punto più importante, l'editor del personaggio mi ha permesso di crearne uno molto somigliante a Bud Spencer, e così si vince facile.

Saints Row IV recensione
Ci sono anche armi normali, eh. Quella che fa ballare i bersagli non è tra quelle.


Difetti: alcune cose che si porta dietro dai capitoli precedenti risultano ora inutili, come le missioni coi veicoli. Perché andare in macchina quando a piedi si va molto più in fretta?
I poteri, poi, a volte sono così esagerati da creare confusione. Si corre talmente in fretta che non si vede più la strada, e a volte lo schermo si riempie talmente di esplosioni che non ci si capisce più niente. Inoltre c'è da dire che dopo un po' le missioni secondarie vengono a noia, per cui il consiglio è di fare solo quelle che vi danno delle effettive ricompense (difetto, questo, tipico di qualsiasi open world abbia mai giocato). Comunque un bel gioco, divertente, da provare.

martedì 21 giugno 2022

Freaks Out, i mostri del grande cinema italiano

Freaks Out recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Pur non essendo esattamente un film di supereroi, i protagonisti di Freaks Out sono persone con superpoteri, per quanto scarsi. Un po' come molti dei mutanti che compaiono nei fumetti degli X-Men, hanno dei poteri e devono conviverci, senza per questo diventare "eroi".
Ultimamente ho fatto un recupero degli ultimi film Marvel che non avevo visto, guardando a breve distanza Shang-ChiEternals e Spider-Man: No way home, e poco dopo ho guardato questo. Boh, sarò campanilista, ma mi sembra che non siano nemmeno da mettere vicino. I freak di Mainetti a parer mio asfaltano senza difficoltà la maggior parte dei film delle tutine Marvel, è vero che il tono è diverso, è vero che questo è un film "per adulti" che negli Stati Uniti non potrebbe vedere il PG13 neanche con il binocolo, ma comunque sempre di superesseri parla, quindi un confronto è possibile, seppur con tutti i distinguo del caso.

Il precedente film di Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot, era un bel film. All'epoca ho scritto una recensione entusiastica, dovuta più che altro al fatto che si trattava di un film italiano. Ora, non so se sto subendo lo stesso effetto, ma francamente non credo che per Freaks Out valga la stessa cosa: questo film è bello a prescindere.

martedì 14 giugno 2022

Se mi ami, non morire

Se mi ami, non morire - Bury me, my love
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Anche questo post è tra quelli che aleggia tra i fantasmi delle bozze del blog da un po', in questo caso "solo" da tre anni. L'ho ripreso dopo aver fatto un terzo gameplay, e ora ve lo ripresento.

Abbiamo già analizzato un paio di videogiochi di questo tipo, per la precisione la saga dedicata a Taylor all'interno della serie di Lifeline e Zarya-1. In entrambi i casi si tratta di avventure di ambientazione fantascientifica, in cui bisogna dare consigli tramite chat a personaggi dispersi su pianeti alieni.

Nel caso di questo gioco del 2017 l'ambientazione non ha niente di fantascientifico, anche se agli occhi di molti può sembrare aliena quanto LV-486, e la chat non avviene tramite qualche strano sistema ultratecnologico: viene simulata una semplice chat di Whatsapp o app simili.

La storia prende l'avvio in Siria. Nour inizia la sua fuga dal paese natale in cerca di miglior fortuna in occidente, con l'intenzione di farsi successivamente raggiungere dal marito Majd.
Stiamo parlando, evidentemente, di immigrazione clandestina.
Nei panni (e nel cellulare) di Majd seguiamo quindi il viaggio di Nour attraverso la Siria, la Turchia, la Grecia, eccetera, tramite i messaggi e le foto che lei ci manda e una mappa che traccia la sua posizione.

martedì 7 giugno 2022

Opinioni in pillole, film russi da tempi non sospetti: T-34, Coma, The Blackout

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In realtà questo articolo è già pronto dalla fine dell'anno scorso, ma per varie decisioni logistiche è slittato un bel po'. Poi la Russia ha fatto quello che ha fatto, e non mi osavo più tanto a pubblicarlo.
Ma, d'altronde, I film di cui parliamo sono tutti antecedenti alle ultime decisioni del governo russo, e probabilmente la maggior parte di quelli che ci hanno lavorato non hanno niente a che vedere con il governo stesso o le sue decisioni.
Oltretutto, due su tre sono film di guerra... Magari è il momento sbagliato per vedere dei film con dei russi che sparano, ma tant'è, io ormai l'articolo l'ho scritto e voi ve lo beccate. Al massimo evitate di guardarli.


T-34

T-34 recensione


Spinto dall'interessantissimo articolo al riguardo del Zinefilo, ho visto questo spettacolare film di guerra russo del 2018, e non posso che concordare con Lucius: a me i film di guerra hanno sempre fatto addormentare, ma questo ti tiene incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Non è di sicuro il primo film di guerra che non parla della guerra, ma delle persone che la combattono. In questo caso, è la storia di un comandante carrista russo impegnato a combattere contro i nazisti.
Il film si apre con uno scontro tra carri armati semplicemente spettacolare, nonostante i carri coinvolti siano relativamente pochi. Segno che non è necessario moltiplicare i fattori per ottenere risultati grandiosi. Insomma, stiamo parlando di carri armati: bestioni enormi e pesantissimi, difficilissimi da guidare ma dotati di una potenza di fuoco devastante, che fanno sentire i loro piloti contemporaneamente come divinità scese in terra e come topi in trappola. Questa è l'epica della guerra, faccenda sporca e schifosa ma che ha davvero regalato pagine epiche e materiale per film e romanzi per il resto dell'eternità. L'epica di pochi uomini per i quali è difficile dire se a muovere i loro passi sia il coraggio o la disperazione.
I carri si muovono con la lentezza e l'ineluttabilità di giganti, e ogni colpo sparato è come un fulmine divino. Non è uno di quei film dove si sprecano centinaia di proiettili per non colpire nulla, qui ogni colpo conta e viene seguito dalla regia con scene al rallentatore che Snyder dovrebbe studiare un po', per poi terminare con il suo effetto devastante.

T-34 recensione


Dopo la lunga battaglia iniziale c'è uno stacco dopo il quale troviamo il protagonista prigioniero in un campo di concentramento, nel quale gli viene data la possibilità di guidare di nuovo un carro armato T-34 per fare da bersaglio in delle esercitazioni dell'esercito nazista.
Un compito tutt'altro che piacevole, ma è anche un'occasione troppo ghiotta. Una volta messa insieme una squadra (e dopo aver avuto un bel colpo di fortuna) ecco che il piano di fuga prende forma.
Questo film non pretende certo di essere realistico, tra botte di fortuna che si possono accettare solo in un film, nazisti macchiettistici e nemici che non riescono mai a colpire un bersaglio grosso come una casa, ma l'abilità con cui il tutto viene messo in scena e grazie anche alle musiche che sottolineano in modo perfetto gli eventi questo film scorre in modo fantastico. Certo, c'è un po' di apologia filo-russa, ma è più blanda di quel che si potrebbe pensare e non da nessun fastidio [almeno, questo è quello che pensavo quando ho scritto questo post, prima che la Russia iniziasse a mandare davvero carri armati ingiro, NdMeStessoDelPresente).

Ok, forse ci sono film di guerra, e ci sono film d'azione ambientati durante la guerra, film in cui non si perde troppo tempo a riflettere su quanto la guerra sia barbara e ingiusta e a piangere sul destino dei giovani che combattendo hanno perso la vita, preferendo usare quel setting per mostrare grandiose scene d'azione. Questo appartiene alla seconda categoria, e tra quelli è sicuramente tra i migliori.

martedì 31 maggio 2022

Alle montagne della follia, di H.P. Lovecraft

Le montagne della follia, di H.P. Lovecraft
Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Vi presento qui di seguito un manuale per farsi detestare in qualsiasi circolo di narrativa, non solo del fantastico. Un metodo infallibile, che può essere riassunto agevolmente in una sola frase: parlare male di Lovecraft..

Ora, io non intendo parlar male di lovecraft in, in realtà. Intendo parlar male di una sua opera che, guarda caso, è anche una delle sue opere più famose: Alle montagne della follia, o, più spesso, Le montagne della follia.

Ora, sarà che io vivo nel 2022 e ho letto centinaia di libri e racconti fantastici, horror e fantascientifici, molti dei quali derivativi dalle opere dello stesso Lovecraft, ed è probabilmente per questo che non riesco a mettermi nei panni di un lettore del 1936 e che si trova davanti un'opera, per l'epoca, innovativa sotto diversi punti di vista (viene anche considerata la prima opera riguardante storie di spedizioni in regioni polari).

Sia come sia, ho trovato Alle montagne della follia di una noia mortale.

giovedì 26 maggio 2022

Dottor Strange nel multiverso della follia

Dottor Strange nel multiverso della follia recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ammettiamolo, eravamo tutti curiosi di vedere questo film, ma mica per il Dottor Stefano Strano, o perché è l'ennesima puntata dell'enorme telenovela cinematografica che ha cambiato il modo di fare cinema negli ultimi 10 anni. No, tutti aspettavamo solo Sam Raimi. 

Cosa farà Sam Raimi? Si piegherà alle richieste del carrozzone Marvel e dell'onnipotente Disney oppure riuscirà a farsi valere e a produrre qualcosa degno del suo nome? Sarà come i primi film dell'Uomo Ragno? Beh, impossibile che sia come La Casa, no?

Ebbene, il nostro Sam ce l'ha fatta: ha portato nella Marvel quello che è il suo modo di fare cinema e quello che i suoi fans amano di più. Per la prima volta non ho dovuto limitarmi a prendere atto di tutte le citazioni che i fan della Marvel riuscivano a beccare e che a me sfuggivano completamente: stavolta ho beccato io tutte le citazioni agli horror di Raimi! Dalle più evidenti, come quel cameo, a quelle più vaghe, come alcuni tipici movimenti di macchina, per non parlare di quello che si configura ormai come un certo feticismo per i libri maledetti. 

martedì 24 maggio 2022

Opinioni in pillole, film Marvel: Shang-Chi, Eternals, Spider-Man: No Way Home

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo commenti brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso ho raccolto qui i commenti per tre degli ultimi film Marvel, tutti da me visti sul divano. E' un po' che la Marvel non riesce più ad attirarmi al cinema, lo ammetto.


Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione

Non so un accidente di questo personaggio, so che esiste ma non ho idea nemmeno di come sia fatto il suo costume. E non ho nemmeno letto nulla a riguardo del film, né recensioni, né approfondimenti né niente, quindi quanto segue è tutto legato esclusivamente alle mie impressioni durante la visione.

Shang-Chi si rifa chiaramente ai film di arti marziali cinesi. Non sono uno studioso del genere, quindi magari a questo punto dirò qualche castroneria, mi aspetto di essere pesantemente redarguito nei commenti.
La parte iniziale nel passato sembra, e probabilmente è, la fedele riproduzione live-action di un Dinasty Warriors a caso o altro videogioco di genere musou ("colui che non ha rivali"), cioè quei giochi dove singoli guerrieri potentissimi menano centinaia di nemici contemporaneamente su campi di battaglia, anche questi quasi sempre di ambientazione cinese o giapponese. In questo senso, mi è anche piaciuto.
La parte successiva, poi, appare ispirata ai film di genere gogfu, a cui noi di solito ci riferiamo semplicemente come ai "film di menare cinesi". Quelli di Bruce Lee, per dire, di enorme successo sia nel paese d'origine che nell'Italia degli anni '60 e '70, come ben ci racconta il Zinefilo nel suo ciclo dedicato.
Ci sono poi delle parti che sembrano rifarsi invece al wuxiapian, genere identificabile con quello che noi chiameremmo "cappa e spada", ambientato quasi sempre nel medioevo cinese. Storie di guerra e/o di vendetta, con la caratteristica di poggiare le loro fondamenta sui combattimenti realizzati con l'ausilio di cavi. I personaggi dei wuxiapian svolazzano qua e là scambiandosi colpi in quelli che sembrano più balletti aerei che duelli, con movimenti aggraziati e vestiti svolazzanti. Il film più famoso di questo genere in occidente è probabilmente La tigre e il dragone, l'unico film di arti marziali ad aver vinto un oscar (nel suo caso addirittura quattro, oltre a una paccata di altri premi), ma il genere è popolarissimo in Cina e i film prodotti sono centinaia.
Mi piacciono molto i combattimenti dei wuxia, ma ammetto che mi risulta più facile guardare gli spezzoni relativi su Youtube. I film di questo tipo hanno la tendenza ad essere mortalmente noiosi quando non combattono, e a volte anche quando combattono. Quindi alla fine ne ho visti pochi, e di quei pochi devo dire che il mio preferito è Hero.

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione
Cominciamo a parlare del film o no?!

Sia i gongfu che i wuxia sono basati tutti sull'abilita di attori, stuntman e coreografi. Qui, il protagonista due pugni li saprà pure tirare, ma il cinema marziale cinese (e, più di recente, indonesiano) ci ha abituati ad artisti marziali di tutt'altro livello. Le coreografie dei momenti più "fantasy" hanno il vantaggio di essere più movimentate di quelle di molti wuxia, quindi non stufano, ma allo stesso tempo mancano di quella sensazione di "poesia nel movimento" dei migliori film del genere, e poi è troppo evidente è l'uso della CGI.

Essendo che il film è interamente recitato da attori orientali (il che è piuttosto strano se pensiamo che di solito gli americani sono talmente razzisti che piuttosto di doppiare un film straniero lo rifanno da capo con attori americani), immagino che sia stato pensato con l'occhio verso il mercato cinese. Certo che andare a giocare nel campo dei cinesi, producendo roba di qualità inferiore a quella a cui sono abituati, e poi cercare di vendere loro il film, beh, forse avete sbagliato qualcosa.

Non voglio nemmeno parlare delle parti in cui non si menano, con un protagonista carismatico come una mozzarella, personaggi insulsi come l'amica/spalla comica, battute infilate con l'accetta in momenti in cui tutto ci voleva tranne una battuta, e tutti i peggiori difetti dei film Marvel tutti insieme.

Abbiamo un film che cerca di mettere il piede in un sacco di scarpe, abbracciando diverse filosofie senza riuscire a coglierne davvero nessuna, con qualche combattimento pseudo-marziale godibile solo da chi di "veri" film marziali ne ha visti pochi. Insomma, parecchio evitabile. Almeno ha il pregio di non pretendere di aver visto cento altri film e telefilm prima.


Eternals

Eternals recensione


Con il film visto poco sopra questo condivide il vantaggio di non pretendere di aver visto tutta la filmografia Marvel precedente, visto che prende in considerazione personaggi nuovi e per i quali evidentemente non c'era intenzione di inserirli dall'inizio. In effetti, la loro esistenza in questo mondo narrativo appare piuttosto forzata... proprio come nei fumetti, guarda un po'.

Sì, qualche fumetto degli Eterni l'ho letto, e ho letto la versione moderna scritta da Neil Gaiman pubblicata all'interno di qualche collana raccoglitore abbinata a un giornale qualche anno fa. So che dovrebbe esistere uno o due seguiti, ma quelli mi sono sfuggiti.
Non avendo alcuna affezione per i personaggi, il rimescolamento di etnie non mi tange minimamente, e in questo caso potremmo dire che è stato fatto per una motivazione anche narrativa piuttosto che solo per spuntare un elenco di etnie e minoranze da rappresentare. Presentare tutti gli Eterni come appartenenti ad etnie diverse ha sicuramente senso in quanto gli Eterni dovrebbero rappresentare tutta l'umanità, non solo gli Stati Uniti, avendo oltretutto iniziato ad agire in medio oriente. Certo, fa strano che quella che dovrebbe essere Circe sia per metà cinese, che quello che dovrebbe essere Efesto sia nero, che quella che dovrebbe essere Mercurio sia mezza messicana e mezza africana, che quello che dovrebbe essere Gilghamesh sia cinese... Sprite, Kingo e Druig non so bene che dei dovrebbero rappresentare, quindi prendiamoli per buoni, ma se mi ricordo i titoli di coda più o meno dovrebbero starci.
E poi, visto che sono macchine perfette create ad arte, perché ne hai creata una sordomuta? E' solo che sei stronzo, Arishem?

Eternals recensione
Tutto il potere dell'universo e lo usa per fare gli scherzoni.


Pur concedendosi qualche battutina qua e là, Eternals ha un tono di gran lunga più cupo della media dei film Marvel, tono che si riflette anche nella palette di colori usati: è tutto più scuro, sembra quasi un film della DC.
Abbiamo uno stile altalenante, con momenti che cercano (senza riuscirci nemmeno per sbaglio) di imitare l'epica e l'epicità (non sono la stessa cosa) delle pazzesche tavole che Jack Kirby ha creato per questi personaggi, che si alternano con momenti sottotono e che sembrano avanzare a stento. No, nemmeno l'entrata in scena di Arishem e la risalita di Tiamat mi hanno colpito più di tanto, magari viste al cinema rendevano di più.
Film che cerca di essere epico senza riuscirci davvero, forse per paura di allontanarsi troppo dallo "stile Marvel" e perdere spettatori invece di acquistarli. Gli Eterni non sembrano nemmeno così potenti, le loro battaglie coi devianti non sono nemmeno da mettere vicino a quella degli Avengers coi Chitauri.
Ma probabilmente l'in6ento non era di concentrarsi sulle mazzate ma puntare il focus su temi quali inclusività, semidei in cerca di umanità, vivere per sempre in un corpo da bambina, eccetera. Insomma rendere tutta la faccenda piuttosto noiosa oltre che già vista: obbiettivo perfettamente riuscito, complice anche l'eccessiva durata del film. Questa cosa dei film che durano troppo si può applicare a quasi ogni blockbuster degli ultimi dieci anni, o sbaglio?


Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home recensione


Ci ho messo un bel po' a decidermi a vedere questo film, nauseato dall'hype esagerato che si respirava in rete prima, e dal proliferare di immagini e spoiler a pioggia e senza nessun ritegno dopo. Un paio di giorni dopo l'uscita al cinema sembrava che ormai l'avessero già visto tutti e tutti dovessero condividere le loro impressioni al riguardo. Questo è quello che mi succede quando si parla "troppo" di un film (o altra opera narrativa): mi passa la voglia di vederlo.
Ho quindi visto Spider-Man: No Way Home quasi sei mesi dopo, senza troppa ansia di tenermi lontano da spoiler, un po' perché sarebbe stata una battaglia persa in partenza, un po' perché non è che ci sia tanto da spoilerare, in fondo. Andiamo, il film si basa per la maggior parte sull'apparizione di questo o quel personaggio proveniente da altri film dell'Uomo Ragno, e basta cercare il titolo su Google per veder comparire al primo posto le foto di tutti gli attori principali.

Questo film parte bene, con una parte iniziale comica che effettivamente risulta molto divertente ma, man mano che si va avanti e il tutto cerca di diventare più drammatico, il film diventa meno interessante. Le scene d'azione sono abbastanza ben girate, ma niente di particolarmente esaltante, abbiamo visto di meglio in altre produzioni Marvel. La trama, va ammesso, ha molti difetti: come è possibile che decidano di continuare ad andare a scuola in quel delirio? Come è possibile che nello stesso delirio Peter si preoccupi della relazione tra Happy e sua zia? Ma questi, volendo, possiamo farli rientrare nella parte "commedia".
Quando, però, Peter si mette a cercare delle "cure" per i villain, trovandole tutte con facilità irrisoria nel giro di mezza giornata, sintetizzando addirittura un siero per guarire le persone dallo sdoppiamento di personalità, va beh che son fumetti su gente che butta giù i palazzi a pugni, ma a me sembra lo stesso che si esageri. Uno con un genio del genere non dovrebbe fare domanda all'M.I.T., è l'M.I.T. che dovrebbe fare domanda da lui. Insopportabile poi il siparietto di rilassamento tra i tre Spider-Man prima della battaglia finale, lungo e spezza-ritmo.

C'è comunque da dire che poteva andare molto peggio, poteva essere solo una fiera del fan service, invece è tutto giustificato e, alla fine, gira tutto nel modo giusto.

Spider-Man: No Way Home recensione
Ma siamo sicuri che lo zio si chiamasse Ben e non Otto?

Ciò detto, andando contro ai molti commenti entusiastici che si sentono in giro, non rientrerà di certo tra i migliori film Marvel e nemmeno tra i migliori dell'Uomo Ragno (Un nuovo universo, a parer mio, se lo mangia a colazione), ma comunque un buon film che merita di essere visto. A patto che abbiate visto tutti quelli che lo hanno preceduto, ovviamente. Addirittura, giusto per rincarare la dose (tranquilli, non era spoiler nemmeno prima che l'avessero visto tutti), dopo i titoli di coda invece della solita scenetta c'è né più e né meno che il trailer di Doctor Strange nel multiverso della follia, così che non si possa dubitare nemmeno per un istante che il vero scopo di questo film è farvi comprare il biglietto per il prossimo.

Al giorno d'oggi bisogna studiare prima di poter andare al cinema.

Il Moro.

Tutte gli altri articoli sui film di supereroi

martedì 17 maggio 2022

Opinioni in pillole su Zagor: L'acqua che urla, Da un antico passato, Vulture Peak

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison, recensione


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison

Leggo solo pareri positivi su questa storia, ma a me ha lasciato ben poco.
Il punto è che è una storia che sarà pure ben scritta, ma è già sentita e strasentita. Una classica rivolta indiana con i coloni da salvare e la giustizia che non sta mai da una parte sola. Se esistesse un "manuale su come scrivere Zagor", l'autore in questo caso l'avrebbe seguito punto per punto.
Il risultato è una storia di Zagor che, pur non essendo né brutta né deludente in nessun aspetto, non ha nemmeno nessuna caratteristica che le permetta di rimanere nella memoria, risultanto troppo simile a molte altre. Sono sicuro che me la sarà completamente dimenticata nel giro di una settimana.
Sembra una storia scritta apposta per far ritrovare il gusto delle "belle storie di una volta", visto che contiene tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna di storie molto amate. Però visto che io quelle storie le ho già lette tutte (e più volte), questa mi da l'impressione di minestra riscaldata.
Se, invece, l'obbiettivo fosse far conoscere ai lettori "giovani" quella che è una "tipica storia western dello Spirito Con La Scure", allora è stato completamente centrato.

martedì 10 maggio 2022

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro, recensione
 Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Autonomous è un romanzo di fantascienza del 2017, da me ascoltato sotto forma di audiolibro scaricato dalla piattaforma Audible di Amazon.

Due sono i principali spunti fantascientifici di questo romanzo. Il più evidente sono i BOT, che altro non sono che dei robot senzienti, alcuni di forma praticamente identica agli umani, altri macchine solo vagamente umanoidi, utilizzati nei modi più disparati similmente a degli schiavi, e come gli schiavi possono essere liberati.
Ma la storia ruota principalmente intorno ai brevetti farmaceutici, detenuti dalle solite multinazionali farmaceutiche malvagie.

Una droga legale che aumenta l'efficienza nel lavoro provoca un tremendo effetto collaterale: chi ne abusa diventa dipendente dal lavoro, al punto di scordarsi di mangiare e dormire per continuare a lavorare in modo ossessivo. Il problema pare legato a una partita di medicinale fallato, diffuso nel mercato nero da un pirata dei brevetti.
Il pirata dei brevetti in questione, una scienziata clandestina di nome Jack, fa ingegneria inversa sulle medicine creando così delle copie perfette da diffondere a prezzi molto inferiori a quelli delle medicine ufficiali. Jack sa che la medicina da lei creata non è per nulla fallata: era l'originale ad avere il problema, ma la multinazionale farmaceutica malvagia in questione trova ovviamente molto più comodo usare lei come capro espiatorio, costringendola alla fuga e a mettersi alla ricerca delle prove per sostenere la sua innocenza.
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