martedì 21 giugno 2022

Freaks Out, i mostri del grande cinema italiano

Freaks Out recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Pur non essendo esattamente un film di supereroi, i protagonisti di Freaks Out sono persone con superpoteri, per quanto scarsi. Un po' come molti dei mutanti che compaiono nei fumetti degli X-Men, hanno dei poteri e devono conviverci, senza per questo diventare "eroi".
Ultimamente ho fatto un recupero degli ultimi film Marvel che non avevo visto, guardando a breve distanza Shang-ChiEternals e Spider-Man: No way home, e poco dopo ho guardato questo. Boh, sarò campanilista, ma mi sembra che non siano nemmeno da mettere vicino. I freak di Mainetti a parer mio asfaltano senza difficoltà la maggior parte dei film delle tutine Marvel, è vero che il tono è diverso, è vero che questo è un film "per adulti" che negli Stati Uniti non potrebbe vedere il PG13 neanche con il binocolo, ma comunque sempre di superesseri parla, quindi un confronto è possibile, seppur con tutti i distinguo del caso.

Il precedente film di Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot, era un bel film. All'epoca ho scritto una recensione entusiastica, dovuta più che altro al fatto che si trattava di un film italiano. Ora, non so se sto subendo lo stesso effetto, ma francamente non credo che per Freaks Out valga la stessa cosa: questo film è bello a prescindere.

martedì 14 giugno 2022

Se mi ami, non morire

Se mi ami, non morire - Bury me, my love
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Anche questo post è tra quelli che aleggia tra i fantasmi delle bozze del blog da un po', in questo caso "solo" da tre anni. L'ho ripreso dopo aver fatto un terzo gameplay, e ora ve lo ripresento.

Abbiamo già analizzato un paio di videogiochi di questo tipo, per la precisione la saga dedicata a Taylor all'interno della serie di Lifeline e Zarya-1. In entrambi i casi si tratta di avventure di ambientazione fantascientifica, in cui bisogna dare consigli tramite chat a personaggi dispersi su pianeti alieni.

Nel caso di questo gioco del 2017 l'ambientazione non ha niente di fantascientifico, anche se agli occhi di molti può sembrare aliena quanto LV-486, e la chat non avviene tramite qualche strano sistema ultratecnologico: viene simulata una semplice chat di Whatsapp o app simili.

La storia prende l'avvio in Siria. Nour inizia la sua fuga dal paese natale in cerca di miglior fortuna in occidente, con l'intenzione di farsi successivamente raggiungere dal marito Majd.
Stiamo parlando, evidentemente, di immigrazione clandestina.
Nei panni (e nel cellulare) di Majd seguiamo quindi il viaggio di Nour attraverso la Siria, la Turchia, la Grecia, eccetera, tramite i messaggi e le foto che lei ci manda e una mappa che traccia la sua posizione.

martedì 7 giugno 2022

Opinioni in pillole, film russi da tempi non sospetti: T-34, Coma, The Blackout

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In realtà questo articolo è già pronto dalla fine dell'anno scorso, ma per varie decisioni logistiche è slittato un bel po'. Poi la Russia ha fatto quello che ha fatto, e non mi osavo più tanto a pubblicarlo.
Ma, d'altronde, I film di cui parliamo sono tutti antecedenti alle ultime decisioni del governo russo, e probabilmente la maggior parte di quelli che ci hanno lavorato non hanno niente a che vedere con il governo stesso o le sue decisioni.
Oltretutto, due su tre sono film di guerra... Magari è il momento sbagliato per vedere dei film con dei russi che sparano, ma tant'è, io ormai l'articolo l'ho scritto e voi ve lo beccate. Al massimo evitate di guardarli.


T-34

T-34 recensione


Spinto dall'interessantissimo articolo al riguardo del Zinefilo, ho visto questo spettacolare film di guerra russo del 2018, e non posso che concordare con Lucius: a me i film di guerra hanno sempre fatto addormentare, ma questo ti tiene incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Non è di sicuro il primo film di guerra che non parla della guerra, ma delle persone che la combattono. In questo caso, è la storia di un comandante carrista russo impegnato a combattere contro i nazisti.
Il film si apre con uno scontro tra carri armati semplicemente spettacolare, nonostante i carri coinvolti siano relativamente pochi. Segno che non è necessario moltiplicare i fattori per ottenere risultati grandiosi. Insomma, stiamo parlando di carri armati: bestioni enormi e pesantissimi, difficilissimi da guidare ma dotati di una potenza di fuoco devastante, che fanno sentire i loro piloti contemporaneamente come divinità scese in terra e come topi in trappola. Questa è l'epica della guerra, faccenda sporca e schifosa ma che ha davvero regalato pagine epiche e materiale per film e romanzi per il resto dell'eternità. L'epica di pochi uomini per i quali è difficile dire se a muovere i loro passi sia il coraggio o la disperazione.
I carri si muovono con la lentezza e l'ineluttabilità di giganti, e ogni colpo sparato è come un fulmine divino. Non è uno di quei film dove si sprecano centinaia di proiettili per non colpire nulla, qui ogni colpo conta e viene seguito dalla regia con scene al rallentatore che Snyder dovrebbe studiare un po', per poi terminare con il suo effetto devastante.

T-34 recensione


Dopo la lunga battaglia iniziale c'è uno stacco dopo il quale troviamo il protagonista prigioniero in un campo di concentramento, nel quale gli viene data la possibilità di guidare di nuovo un carro armato T-34 per fare da bersaglio in delle esercitazioni dell'esercito nazista.
Un compito tutt'altro che piacevole, ma è anche un'occasione troppo ghiotta. Una volta messa insieme una squadra (e dopo aver avuto un bel colpo di fortuna) ecco che il piano di fuga prende forma.
Questo film non pretende certo di essere realistico, tra botte di fortuna che si possono accettare solo in un film, nazisti macchiettistici e nemici che non riescono mai a colpire un bersaglio grosso come una casa, ma l'abilità con cui il tutto viene messo in scena e grazie anche alle musiche che sottolineano in modo perfetto gli eventi questo film scorre in modo fantastico. Certo, c'è un po' di apologia filo-russa, ma è più blanda di quel che si potrebbe pensare e non da nessun fastidio [almeno, questo è quello che pensavo quando ho scritto questo post, prima che la Russia iniziasse a mandare davvero carri armati ingiro, NdMeStessoDelPresente).

Ok, forse ci sono film di guerra, e ci sono film d'azione ambientati durante la guerra, film in cui non si perde troppo tempo a riflettere su quanto la guerra sia barbara e ingiusta e a piangere sul destino dei giovani che combattendo hanno perso la vita, preferendo usare quel setting per mostrare grandiose scene d'azione. Questo appartiene alla seconda categoria, e tra quelli è sicuramente tra i migliori.

martedì 31 maggio 2022

Alle montagne della follia, di H.P. Lovecraft

Le montagne della follia, di H.P. Lovecraft
Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Vi presento qui di seguito un manuale per farsi detestare in qualsiasi circolo di narrativa, non solo del fantastico. Un metodo infallibile, che può essere riassunto agevolmente in una sola frase: parlare male di Lovecraft..

Ora, io non intendo parlar male di lovecraft in, in realtà. Intendo parlar male di una sua opera che, guarda caso, è anche una delle sue opere più famose: Alle montagne della follia, o, più spesso, Le montagne della follia.

Ora, sarà che io vivo nel 2022 e ho letto centinaia di libri e racconti fantastici, horror e fantascientifici, molti dei quali derivativi dalle opere dello stesso Lovecraft, ed è probabilmente per questo che non riesco a mettermi nei panni di un lettore del 1936 e che si trova davanti un'opera, per l'epoca, innovativa sotto diversi punti di vista (viene anche considerata la prima opera riguardante storie di spedizioni in regioni polari).

Sia come sia, ho trovato Alle montagne della follia di una noia mortale.

giovedì 26 maggio 2022

Dottor Strange nel multiverso della follia

Dottor Strange nel multiverso della follia recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ammettiamolo, eravamo tutti curiosi di vedere questo film, ma mica per il Dottor Stefano Strano, o perché è l'ennesima puntata dell'enorme telenovela cinematografica che ha cambiato il modo di fare cinema negli ultimi 10 anni. No, tutti aspettavamo solo Sam Raimi. 

Cosa farà Sam Raimi? Si piegherà alle richieste del carrozzone Marvel e dell'onnipotente Disney oppure riuscirà a farsi valere e a produrre qualcosa degno del suo nome? Sarà come i primi film dell'Uomo Ragno? Beh, impossibile che sia come La Casa, no?

Ebbene, il nostro Sam ce l'ha fatta: ha portato nella Marvel quello che è il suo modo di fare cinema e quello che i suoi fans amano di più. Per la prima volta non ho dovuto limitarmi a prendere atto di tutte le citazioni che i fan della Marvel riuscivano a beccare e che a me sfuggivano completamente: stavolta ho beccato io tutte le citazioni agli horror di Raimi! Dalle più evidenti, come quel cameo, a quelle più vaghe, come alcuni tipici movimenti di macchina, per non parlare di quello che si configura ormai come un certo feticismo per i libri maledetti. 

martedì 24 maggio 2022

Opinioni in pillole, film Marvel: Shang-Chi, Eternals, Spider-Man: No Way Home

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo commenti brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso ho raccolto qui i commenti per tre degli ultimi film Marvel, tutti da me visti sul divano. E' un po' che la Marvel non riesce più ad attirarmi al cinema, lo ammetto.


Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione

Non so un accidente di questo personaggio, so che esiste ma non ho idea nemmeno di come sia fatto il suo costume. E non ho nemmeno letto nulla a riguardo del film, né recensioni, né approfondimenti né niente, quindi quanto segue è tutto legato esclusivamente alle mie impressioni durante la visione.

Shang-Chi si rifa chiaramente ai film di arti marziali cinesi. Non sono uno studioso del genere, quindi magari a questo punto dirò qualche castroneria, mi aspetto di essere pesantemente redarguito nei commenti.
La parte iniziale nel passato sembra, e probabilmente è, la fedele riproduzione live-action di un Dinasty Warriors a caso o altro videogioco di genere musou ("colui che non ha rivali"), cioè quei giochi dove singoli guerrieri potentissimi menano centinaia di nemici contemporaneamente su campi di battaglia, anche questi quasi sempre di ambientazione cinese o giapponese. In questo senso, mi è anche piaciuto.
La parte successiva, poi, appare ispirata ai film di genere gogfu, a cui noi di solito ci riferiamo semplicemente come ai "film di menare cinesi". Quelli di Bruce Lee, per dire, di enorme successo sia nel paese d'origine che nell'Italia degli anni '60 e '70, come ben ci racconta il Zinefilo nel suo ciclo dedicato.
Ci sono poi delle parti che sembrano rifarsi invece al wuxiapian, genere identificabile con quello che noi chiameremmo "cappa e spada", ambientato quasi sempre nel medioevo cinese. Storie di guerra e/o di vendetta, con la caratteristica di poggiare le loro fondamenta sui combattimenti realizzati con l'ausilio di cavi. I personaggi dei wuxiapian svolazzano qua e là scambiandosi colpi in quelli che sembrano più balletti aerei che duelli, con movimenti aggraziati e vestiti svolazzanti. Il film più famoso di questo genere in occidente è probabilmente La tigre e il dragone, l'unico film di arti marziali ad aver vinto un oscar (nel suo caso addirittura quattro, oltre a una paccata di altri premi), ma il genere è popolarissimo in Cina e i film prodotti sono centinaia.
Mi piacciono molto i combattimenti dei wuxia, ma ammetto che mi risulta più facile guardare gli spezzoni relativi su Youtube. I film di questo tipo hanno la tendenza ad essere mortalmente noiosi quando non combattono, e a volte anche quando combattono. Quindi alla fine ne ho visti pochi, e di quei pochi devo dire che il mio preferito è Hero.

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione
Cominciamo a parlare del film o no?!

Sia i gongfu che i wuxia sono basati tutti sull'abilita di attori, stuntman e coreografi. Qui, il protagonista due pugni li saprà pure tirare, ma il cinema marziale cinese (e, più di recente, indonesiano) ci ha abituati ad artisti marziali di tutt'altro livello. Le coreografie dei momenti più "fantasy" hanno il vantaggio di essere più movimentate di quelle di molti wuxia, quindi non stufano, ma allo stesso tempo mancano di quella sensazione di "poesia nel movimento" dei migliori film del genere, e poi è troppo evidente è l'uso della CGI.

Essendo che il film è interamente recitato da attori orientali (il che è piuttosto strano se pensiamo che di solito gli americani sono talmente razzisti che piuttosto di doppiare un film straniero lo rifanno da capo con attori americani), immagino che sia stato pensato con l'occhio verso il mercato cinese. Certo che andare a giocare nel campo dei cinesi, producendo roba di qualità inferiore a quella a cui sono abituati, e poi cercare di vendere loro il film, beh, forse avete sbagliato qualcosa.

Non voglio nemmeno parlare delle parti in cui non si menano, con un protagonista carismatico come una mozzarella, personaggi insulsi come l'amica/spalla comica, battute infilate con l'accetta in momenti in cui tutto ci voleva tranne una battuta, e tutti i peggiori difetti dei film Marvel tutti insieme.

Abbiamo un film che cerca di mettere il piede in un sacco di scarpe, abbracciando diverse filosofie senza riuscire a coglierne davvero nessuna, con qualche combattimento pseudo-marziale godibile solo da chi di "veri" film marziali ne ha visti pochi. Insomma, parecchio evitabile. Almeno ha il pregio di non pretendere di aver visto cento altri film e telefilm prima.


Eternals

Eternals recensione


Con il film visto poco sopra questo condivide il vantaggio di non pretendere di aver visto tutta la filmografia Marvel precedente, visto che prende in considerazione personaggi nuovi e per i quali evidentemente non c'era intenzione di inserirli dall'inizio. In effetti, la loro esistenza in questo mondo narrativo appare piuttosto forzata... proprio come nei fumetti, guarda un po'.

Sì, qualche fumetto degli Eterni l'ho letto, e ho letto la versione moderna scritta da Neil Gaiman pubblicata all'interno di qualche collana raccoglitore abbinata a un giornale qualche anno fa. So che dovrebbe esistere uno o due seguiti, ma quelli mi sono sfuggiti.
Non avendo alcuna affezione per i personaggi, il rimescolamento di etnie non mi tange minimamente, e in questo caso potremmo dire che è stato fatto per una motivazione anche narrativa piuttosto che solo per spuntare un elenco di etnie e minoranze da rappresentare. Presentare tutti gli Eterni come appartenenti ad etnie diverse ha sicuramente senso in quanto gli Eterni dovrebbero rappresentare tutta l'umanità, non solo gli Stati Uniti, avendo oltretutto iniziato ad agire in medio oriente. Certo, fa strano che quella che dovrebbe essere Circe sia per metà cinese, che quello che dovrebbe essere Efesto sia nero, che quella che dovrebbe essere Mercurio sia mezza messicana e mezza africana, che quello che dovrebbe essere Gilghamesh sia cinese... Sprite, Kingo e Druig non so bene che dei dovrebbero rappresentare, quindi prendiamoli per buoni, ma se mi ricordo i titoli di coda più o meno dovrebbero starci.
E poi, visto che sono macchine perfette create ad arte, perché ne hai creata una sordomuta? E' solo che sei stronzo, Arishem?

Eternals recensione
Tutto il potere dell'universo e lo usa per fare gli scherzoni.


Pur concedendosi qualche battutina qua e là, Eternals ha un tono di gran lunga più cupo della media dei film Marvel, tono che si riflette anche nella palette di colori usati: è tutto più scuro, sembra quasi un film della DC.
Abbiamo uno stile altalenante, con momenti che cercano (senza riuscirci nemmeno per sbaglio) di imitare l'epica e l'epicità (non sono la stessa cosa) delle pazzesche tavole che Jack Kirby ha creato per questi personaggi, che si alternano con momenti sottotono e che sembrano avanzare a stento. No, nemmeno l'entrata in scena di Arishem e la risalita di Tiamat mi hanno colpito più di tanto, magari viste al cinema rendevano di più.
Film che cerca di essere epico senza riuscirci davvero, forse per paura di allontanarsi troppo dallo "stile Marvel" e perdere spettatori invece di acquistarli. Gli Eterni non sembrano nemmeno così potenti, le loro battaglie coi devianti non sono nemmeno da mettere vicino a quella degli Avengers coi Chitauri.
Ma probabilmente l'in6ento non era di concentrarsi sulle mazzate ma puntare il focus su temi quali inclusività, semidei in cerca di umanità, vivere per sempre in un corpo da bambina, eccetera. Insomma rendere tutta la faccenda piuttosto noiosa oltre che già vista: obbiettivo perfettamente riuscito, complice anche l'eccessiva durata del film. Questa cosa dei film che durano troppo si può applicare a quasi ogni blockbuster degli ultimi dieci anni, o sbaglio?


Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home recensione


Ci ho messo un bel po' a decidermi a vedere questo film, nauseato dall'hype esagerato che si respirava in rete prima, e dal proliferare di immagini e spoiler a pioggia e senza nessun ritegno dopo. Un paio di giorni dopo l'uscita al cinema sembrava che ormai l'avessero già visto tutti e tutti dovessero condividere le loro impressioni al riguardo. Questo è quello che mi succede quando si parla "troppo" di un film (o altra opera narrativa): mi passa la voglia di vederlo.
Ho quindi visto Spider-Man: No Way Home quasi sei mesi dopo, senza troppa ansia di tenermi lontano da spoiler, un po' perché sarebbe stata una battaglia persa in partenza, un po' perché non è che ci sia tanto da spoilerare, in fondo. Andiamo, il film si basa per la maggior parte sull'apparizione di questo o quel personaggio proveniente da altri film dell'Uomo Ragno, e basta cercare il titolo su Google per veder comparire al primo posto le foto di tutti gli attori principali.

Questo film parte bene, con una parte iniziale comica che effettivamente risulta molto divertente ma, man mano che si va avanti e il tutto cerca di diventare più drammatico, il film diventa meno interessante. Le scene d'azione sono abbastanza ben girate, ma niente di particolarmente esaltante, abbiamo visto di meglio in altre produzioni Marvel. La trama, va ammesso, ha molti difetti: come è possibile che decidano di continuare ad andare a scuola in quel delirio? Come è possibile che nello stesso delirio Peter si preoccupi della relazione tra Happy e sua zia? Ma questi, volendo, possiamo farli rientrare nella parte "commedia".
Quando, però, Peter si mette a cercare delle "cure" per i villain, trovandole tutte con facilità irrisoria nel giro di mezza giornata, sintetizzando addirittura un siero per guarire le persone dallo sdoppiamento di personalità, va beh che son fumetti su gente che butta giù i palazzi a pugni, ma a me sembra lo stesso che si esageri. Uno con un genio del genere non dovrebbe fare domanda all'M.I.T., è l'M.I.T. che dovrebbe fare domanda da lui. Insopportabile poi il siparietto di rilassamento tra i tre Spider-Man prima della battaglia finale, lungo e spezza-ritmo.

C'è comunque da dire che poteva andare molto peggio, poteva essere solo una fiera del fan service, invece è tutto giustificato e, alla fine, gira tutto nel modo giusto.

Spider-Man: No Way Home recensione
Ma siamo sicuri che lo zio si chiamasse Ben e non Otto?

Ciò detto, andando contro ai molti commenti entusiastici che si sentono in giro, non rientrerà di certo tra i migliori film Marvel e nemmeno tra i migliori dell'Uomo Ragno (Un nuovo universo, a parer mio, se lo mangia a colazione), ma comunque un buon film che merita di essere visto. A patto che abbiate visto tutti quelli che lo hanno preceduto, ovviamente. Addirittura, giusto per rincarare la dose (tranquilli, non era spoiler nemmeno prima che l'avessero visto tutti), dopo i titoli di coda invece della solita scenetta c'è né più e né meno che il trailer di Doctor Strange nel multiverso della follia, così che non si possa dubitare nemmeno per un istante che il vero scopo di questo film è farvi comprare il biglietto per il prossimo.

Al giorno d'oggi bisogna studiare prima di poter andare al cinema.

Il Moro.

Tutte gli altri articoli sui film di supereroi

martedì 17 maggio 2022

Opinioni in pillole su Zagor: L'acqua che urla, Da un antico passato, Vulture Peak

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison, recensione


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison

Leggo solo pareri positivi su questa storia, ma a me ha lasciato ben poco.
Il punto è che è una storia che sarà pure ben scritta, ma è già sentita e strasentita. Una classica rivolta indiana con i coloni da salvare e la giustizia che non sta mai da una parte sola. Se esistesse un "manuale su come scrivere Zagor", l'autore in questo caso l'avrebbe seguito punto per punto.
Il risultato è una storia di Zagor che, pur non essendo né brutta né deludente in nessun aspetto, non ha nemmeno nessuna caratteristica che le permetta di rimanere nella memoria, risultanto troppo simile a molte altre. Sono sicuro che me la sarà completamente dimenticata nel giro di una settimana.
Sembra una storia scritta apposta per far ritrovare il gusto delle "belle storie di una volta", visto che contiene tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna di storie molto amate. Però visto che io quelle storie le ho già lette tutte (e più volte), questa mi da l'impressione di minestra riscaldata.
Se, invece, l'obbiettivo fosse far conoscere ai lettori "giovani" quella che è una "tipica storia western dello Spirito Con La Scure", allora è stato completamente centrato.

martedì 10 maggio 2022

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro, recensione
 Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Autonomous è un romanzo di fantascienza del 2017, da me ascoltato sotto forma di audiolibro scaricato dalla piattaforma Audible di Amazon.

Due sono i principali spunti fantascientifici di questo romanzo. Il più evidente sono i BOT, che altro non sono che dei robot senzienti, alcuni di forma praticamente identica agli umani, altri macchine solo vagamente umanoidi, utilizzati nei modi più disparati similmente a degli schiavi, e come gli schiavi possono essere liberati.
Ma la storia ruota principalmente intorno ai brevetti farmaceutici, detenuti dalle solite multinazionali farmaceutiche malvagie.

Una droga legale che aumenta l'efficienza nel lavoro provoca un tremendo effetto collaterale: chi ne abusa diventa dipendente dal lavoro, al punto di scordarsi di mangiare e dormire per continuare a lavorare in modo ossessivo. Il problema pare legato a una partita di medicinale fallato, diffuso nel mercato nero da un pirata dei brevetti.
Il pirata dei brevetti in questione, una scienziata clandestina di nome Jack, fa ingegneria inversa sulle medicine creando così delle copie perfette da diffondere a prezzi molto inferiori a quelli delle medicine ufficiali. Jack sa che la medicina da lei creata non è per nulla fallata: era l'originale ad avere il problema, ma la multinazionale farmaceutica malvagia in questione trova ovviamente molto più comodo usare lei come capro espiatorio, costringendola alla fuga e a mettersi alla ricerca delle prove per sostenere la sua innocenza.

martedì 3 maggio 2022

Monster, di Naoki Urasawa

Monster, di Naoki Urasawa, recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Monster è il primo manga di Naoki Urasawa, già autore di 20 century Boys e Pluto.

Come già detto, 20 century boys è bellissimo, ma nella seconda parte si dilunga troppo. Ecco, Monster è quasi tutto così.

Inizia con un abilissimo neurochirurgo giapponese che va a lavorare in Germania. La direzione dell'ospedale in cui lavora dimostra di preferire dare la precedenza alle persone da operare non in base all'ordine di arrivo o all'urgenza ma all'importanza della persona. Qui c'è da aprire una piccola parentesi: si ha la forte sensazione che l'autore voglia dire che queste cose in Giappone non succedono, e che invece in Europa sia normale. Chiusa parentesi.
Comunque sia, quando gli viene chiesto di operare un cantante lirico invece di un bambino che è arrivato prima, lui non ha dubbi su quale sia la scelta giusta da fare... andando quindi contro le ire della direzione.
Ma non è questo il guaio più grande, perché il bambino che ha salvato si rivelerà, poco tempo dopo, essere un vero e proprio "mostro". Il medico caduto in disgrazia inizia quindi a dare la caccia a quello che nel frattempo è diventato un ragazzino, per eliminare definitivamente il suo errore...

martedì 26 aprile 2022

Stargate Universe, una serie brutta ma bella. Ma brutta.

Stargate Universe recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho guardato Stargate SG-1 fino alla sesta o settima stagione, poi ammetto di essermi rotto le balle: era diventato noioso. Molto meglio Stargate Atlantis, che ho amato.
Fino ad ora ho sempre evitato Stargate Universe, spinto dalle numerose critiche, ma di recente qualcuno di qualche blog che seguo, forse il Zinefilo ma non ne sono sicuro, ha speso buone parole al riguardo e mi sono convinto a dargli una possibilità. 

La prima stagione, uscita nel 2009, è davvero intrigante. Certo, si svolge tutta su un unico set che avrà tipo dieci metri di corridoi ripresi in mille modi per farli sembrare cento: non è minimamente una serie dai forti investimenti come quelle che l'hanno preceduta. Uno degli attori ha parlato di un costo di due milioni di dollari per episodio, ma probabilmente sono andati tutti in birra. Allora SG-1 quanto doveva costare, che a ogni puntata approdavano su un pianeta alieno?.
Si tratta della storia di un gruppo di persone, in parte civili e in parte militari (dicotomia caratteristica dell'universo di Stargate), che rimane intrappolata in un'astronave degli Antichi, gli ormai scomparsi costruttori degli Stargate, completamente automatizzata e impegnata in un viaggio infinito e apparentemente senza senso tra stelle lontanissime.
Abbiamo quindi alcune avventure "fantascienze" con questi che scendono su alcuni pianeti disabitati ai quali l'astronave ogni tanto si ferma per fare rifornimento, pianeti dei quali non vediamo mai più di dieci metri quadrati, ma la parte da padrone la fanno i rapporti tra i personaggi. Detta così sembra una noia mortale, ma il punto è che i rapporti in questione sono TESISSIMI e sfociano continuamente in scontri non solo verbali.

martedì 19 aprile 2022

Plague Inc.

plague inc. recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questo articolo è stato scritto a gennaio 2021, ma è rimasto ad aleggiare tra gli altri fantasmi del blog fino adesso. Il MeStessoDelPassato non è quindi a conoscenza di ulteriori nuove espansioni o modifiche applicate al gioco nell'ultimo anno, né lo è il MeStessoDelPresente, che da un pezzo non lo apre più.
Ciò detto, torniamo all'articolo.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In realtà avevo già Plague Inc. installato sul telefono da un annetto [quindi a inizio 2020, Nd MeStessoDelPresente], ma solo quest'anno mi ci sono messo a giocarci un po' di più, complice soprattutto l'espansione Cura.

Parliamo di un videogioco strategico, praticamente l'unico gioco strategico che non abbia mollato dopo cinque minuti, nel quale noi interpretiamo il virus che ha il compito di annichilire l'umanità.

La schermata di gioco vede un planisfero che si colora di rosso pian piano mentre il virus si diffonde. Noi, tramite alcune schermate di menu, possiamo agire indirettamente su diversi aspetti del virus, ad esempio dargli la capacità di superare i filtri degli aerei, renderlo resistente ai climi freddi, far sì che possa infettare diversi tipi di animali, eccetera. Per farlo dobbiamo spendere dei punti che ci vengono assegnati man mano che infettiamo gente o mietiamo vittime. 

Nella versione gratuita ci vengono dati cinque scenari corrispondenti diversi tipi di virus, con difficoltà crescente, salvo la possibilità di sbloccarne altri (per ora quattro) acquistando la versione a pagamento, la quale da anche l'accesso a dei potenziamenti e alla possibilità di far andare avanti veloce il tempo che passa, possibilità molto utile nelle fasi iniziali dell'infezione che sono parecchio noiose, non c'è altro da fare che stare a guardare lo schermo e scoppiare le bolle che compaiono ogni tanto per regalarci dei punti.

giovedì 14 aprile 2022

Aslan Sukur, copertinista turco di Zagor

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho saputo che è venuto a mancare Aslan Sukur, che fu in passato copertinista dell'edizione turca di Zagor.
Purtroppo non si trovano molte informazioni su di lui, almeno in italiano, quindi non so dire esattamente quali copertine abbia disegnato, né se tutti i disegni di Zagor che si trovano in giro siano copertine o ci siano anche illustrazioni destinate ad altri usi. Quello che posso dire è che i suoi disegni forse non erano stilisticamente perfetti, ma l'uso del colore li rendeva simili a dei dipinti (un po' come le copertine del Piccolo Ranger disegnate da Donatelli), e che erano in grado di esprimere al meglio l'animo più western delle storie di Zagor. 
Quella che segue è una semplice raccolta di disegni di Aslan Sukur trovati in rete, per celebrare un artista che ha rappresentato Zagor per anni.

martedì 12 aprile 2022

JoJo's Bizarre Adventure: Diamond Is Unbreakable Chapter I

JoJo's Bizarre Adventure: Diamond Is Unbreakable Chapter I Takashi Miike recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla

Io ho una lista di lettura e una di visione. Quella di visione comprende sia serie che film. Non che le tenga davvero scritte, è tutto nella mia testa, e forse anche per questo le liste sono parecchio mobili, i titoli salgono e scendono, ma di solito la "scaletta" che ho deciso è più o meno rispettata. Quando però ho scoperto che esiste un film live action tratto dalla quarta serie de Le bizzarre avventure di JoJo diretto da Takashi Miike la mia reazione è stata più o meno: "OH MIO DIO DEVO VEDERLO SUBITO!!!", ed ecco che tutto il resto è finito in fondo alla scala e vedere questo film dal titolo chilometrico è diventata una delle mie priorità.

Takashi Miike, del quale su questo blog trovate la recensione di Yakuza Apocalypse, è notoriamente uno psicopatico prestato al cinema, che nella sua sterminata filmografia ha infilato anche pezzi di rara follia. E Jojo è il manga di combattimenti più strampalato che esista, caratterizzato da un'inventiva inesauribile e geniale. Cosa potrà saltare fuori da questo incontro tra menti strambe?

martedì 5 aprile 2022

Spaghetti horror, l'orrore piemontese di Christian Sartirana

Christian Sartirana spaghetti horror neogotico piemontese
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Christian Sartirana, autore di romanzi e racconti horror, ha pubblicato con Vizi Editore, casa editrice specializzata in audiolibri, tre racconti che stanno a metà tra l'audiolibro e lo sceneggiato radiofonico. 

Una sola voce narrante, a parte alcuni brevi inserti di voci femminili o giovanili, che parla in prima persona, perché si tratta di qualcuno che sta raccontando la storia a un interlocutore. Effetti sonori e musiche.
La sensazione che sia ascoltandoli è quindi avvolgente, coinvolgente, più immersiva che con un audiolibro "semplice" dove un narratore, per quanto bravo, si limita a leggere una storia scritta, magari un po' riadattata per l'audio, senza però arrivare ad essere dei veri e propri sceneggiati radiofonici. 

martedì 29 marzo 2022

Il simbolo dell'armatura di He-Man

Il simbolo dell'armatura di He-Man
 

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Nel gruppo Facebook Masters of the universe Life è stato fatto tempo fa un sondaggio per chiedere se gli utenti preferivano la croce o la H sul petto di He-Man.
Ovviamente ha stravinto la croce, perché la nostalgia è canaglia (la seconda versione di He-Man, Battle Armor, aveva la H già nel 1983, ma il cartone filmation aveva ormai cementificato la croce nell'immaginario collettivo). Mi è venuta quindi un po' di curiosità al riguardo.

Come si vede, sia nel giocattolo (1981) che nel cartone (1983) il simbolo sul petto di He-Man è una croce rossa. Il giocattolo presenta anche delle tacche in rilievo nei quattro bracci.

Il simbolo dell'armatura di He-Man
Il simbolo dell'armatura di He-Man

Addirittura, la croce appare già sul primo prototipo della versione "barbara" di He-Man, che qui vediamo insieme agli altri due prototipi, quello militare e quello spaziale.

Il simbolo dell'armatura di He-Man

Il simbolo però viene cambiato in fretta. Sparisce infatti dalle successive versioni di He-Man, uscite tra il 1983 e il 1986, sostitutuito dalla fusione tra una "H" e una "M" che fa tanto Superman, almeno fino a Laser Power He-Man, che divide la H e la M tra il petto e la cintura.

martedì 22 marzo 2022

Scooby Apocalypse, la versione seria, cupa e apocalittica di Scooby-Doo


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Nel 2016 la DC Comics e la Hanna & Barbera Productions iniziarono un progetto, chiamato Hanna & Barbera Beyond, che prevedeva di riprendere i personaggi dei cartoni animanti e farne una versione più realistica, cupa e adulta. 
Tendenzialmente una cagata, insomma, ma in America queste cose succedono di continuo. I personaggi dei fumetti, quelli DC in particolar modo, hanno già visto centinaia di riscritture, versioni alternative, remake del reboot del restyle e quant'altro. Su quanto sia opportuno mettere dei personaggi sostanzialmente comici in situazioni drammatiche... L'unica è vedere cosa sono riusciti a tirarne fuori!

Tutti o quasi i personaggi di Hanna & Barbera hanno avuto parte in questa iniziativa (molti dei quali tutti insieme nella serie Future Quest che è di fatto un crossover tra sette o otto serie animate), ma la stragrande maggioranza non ho idea di chi siano, quelli che potrebbero interessarmi sono Scooby-Doo. Wacky Races e magari i Flintstones.

Parliamo quindi di Scooby Apocalypse, serie uscita in trentasei spillati. E' la serie più lunga del progetto Hanna & Barbera Beyond

martedì 15 marzo 2022

Dentures and demons 1 e 2, due fantastici giochi retrò per Android.

Dentures and demons 1 e 2 recensione


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Dentures and demons è un videogioco indipendente sviluppato da Sui Arts, se non sbaglio del 2020, per Android.

La schermata iniziale mette subito in chiaro quale sarà il tono del gioco: vicino alla scritta "Sui Arts" compare per un istante una F che va quindi a formare la parola "FArts"... 

Sui Arts è in realtà un solo programmatore, italiano, Stefano Mazzotta, e questo è il suo primo gioco dopo una carriera da sviluppatore di programmi gestionali.

Si tratta di un'avventura grafica mista, resa con quello stile grafico pixelloso che ora va di moda. Potrebbe non piacere agli amanti di uno stile grafico più moderno, e anche gli amanti del retrogaming potrebbero non trovarlo di loro gradimento (la grafica dei giochi a 8 bit non era davvero "così", questa è chiaramente un'imitazione moderna), ma a me piace, e l'importante è quello, no? 😉

giovedì 10 marzo 2022

I guerrieri della notte, di Sol Yurick

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Avete forse letto i miei due articoli precedenti sui "Warriors", Che fine hanno fatto i guerrieri della notte? e I guerrieri della notte è un film di fantascienza?

Con questo chiudo il trittico di posto sui Guerrieri, e questo è anche l'unico articolo "contemporaneo", che non ho cioè recuperato dalle bozze del blog. In effetti, l'ascolto dell'audiolibro de I guerrieri della notte è per me storia recente, ma andiamo con ordine.

Sol Yurick è stato un uomo dalla vita avventurosa. Figlio di un russo e di una lituana a New York, entrambi ebrei, operai e comunisti attivi politicamente, a tavola discuteva normalmente di politica, tanto che a soli 14 anni Sol, dopo un litigio col padre a proposito del patto di non aggressione tra il reich tedesco e l'U.R.S.S., se ne andò di casa per arruolarsi nella seconda guerra mondiale dove divenne chirurgo dell'esercito. 14 anni, eh. Io a 14 anni solo ai videogiochi e alla figa pensavo, senza peraltro averla mai vista.
Dopo la fine della guerra e una laurea in letteratura iniziò un lavoro come ispettore sociale, che lo mise in contatto con la realtà degradata della delinquenza giovanile. In seguito partecipò come attivista a manifestazioni e organizzazioni pacifiste, ma fu l'esperienza con i giovani a ispirargli quello che è il suo romanzo più famoso, I guerrieri della notte, uscito nel 1965 (scrisse una manciata di altri romanzi, tutti inediti in Italia, almeno che io sappia).

martedì 8 marzo 2022

The Batman

The Batman recensione

Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

Facciamola breve (diversamente dal film), perché tanto questo The Batman l'hanno già recensito tutti e voi avrete già letto almeno 10 recensioni, quindi ne avrete anche le palle piene. 

Ci saranno SPOILER, quindi se non avete ancora visto il film non andate avanti a leggere mandate a vedere il film che è bello. Portatevi solo un cuscino, le vostre chiappe vi saranno grate. 

Devo dire che questo film di Batman mi è piaciuto molto. La storia è decisamente sui toni del noir e dell'hard boiled, e finalmente vediamo Batman che indaga. Dopo anni che ci ripetono nei fumetti che è il migliore investigatore del mondo, era anche ora. Qui niente alieni onnipotenti o antiche divinità: là dove il Batman di Ben Affleck era anziano, esperto ed equipaggiato a sufficienza per affrontare letteralmente qualunque cosa, come quello dei fumetti, qui abbiamo un Batman a inizio carriera, in una storia che pur essendo originale è chiaramente ispirata a fumetti quali Batman: Anno uno, Earth One, Il lungo Halloween. Un Batman che può scazzare e anche spaventarsi, a volte, addirittura un Batman a cui non parte la Batmobile!

giovedì 3 marzo 2022

I Guerrieri Della Notte è un film di fantascienza?

I Guerrieri Della Notte è un film di fantascienza?
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come il precedente, anche questo è un post che aleggia come uno spettro inqueto tra le bozze del blog fin dall'ormai lontano 2018, che sembra ieri ma se provate a pensare che non c'era ancora il Covid 19 vedrete che vi sembrerà molto più lontano.
Anche qui, ho rivisto e completato l'articolo che ora fa parte di un trittico. Vi lascio quindi al me stesso del passato.

Qualche giorno fa (ovviamente nel 2018. ndMeStessoDelPresente) un utente di Facebook ha lanciato una domanda in un paio di gruppi dedicati alla fantascienza: I guerrieri della notte può essere considerato un film di fantascienza?
Con mia sorpresa, le risposte sono state una serie di secchi NO, alcuni anche piuttosto scocciati, perché si sa che su Facebook l'educazione non è mai scontata (dopo quattro anni la situazione non è cambiata, caro MeStessoDelPassato, ndMeStessoDelPresente).
E mi è venuto da dire: ma come, no? CERTO che I guerrieri della notte è un film di fantascienza!
Innanzitutto perché descrive un mondo alternativo in cui New York è infestata da bande di delinquenti coloratissime. La fantascienza non ha mai avuto bisogno di tecnologie avanzate per essere definita tale, altrimenti non dovremmo far rientrare nel genere nemmeno i post apocalittici o le ucronie. Gli autori del film hanno immaginato un futuro prossimo in cui le gang giovanili che all'epoca erano già un problema per New York si fosse evoluto portando alla creazione di bande iper colorate con aspetti da fumetto, a differenza, tra l'altro, che in The Warriors di Sol Yourik, del 1965, il libro da cui il film è tratto. La trama è diversa, le gang non sono le stesse, e soprattutto non hanno il taglio eccessivo e fumettoso che hanno nel film (pur essendo comunque piuttosto colorite).

Ma c'è anche un motivo più specifico e preciso: la scritta in sovraimpressione "Sometime in the future " all'inizio del film.
Ma come, non l'ha vista nessuno?
E così salta fuori che quella scritta l'ho vista solo io, e mi sono preso un po' del visionario dai soliti gentilissimi commentatori di Facebook.

martedì 1 marzo 2022

Che fine hanno fatto i Guerrieri della Notte?

Che fine hanno fatto i Guerrieri della Notte?
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro recupero dal passato: ho iniziato a scrivere questo articolo nel 2018, poi è rimasto ad aleggiare nelle bozze fino adesso. Di recente ho ascoltato l'audiolibro del romanzo da cui il film è tratto, e mi sono ricordato di questo fantasma che ho quindi prontamente recuperato e completato.

Venuto a sapere di recente (beh, nel 2018, ndMeStessoDelPresente) che esiste una versione integrale de I guerrieri della notte, non ho potuto fare a meno di cercarla.
In realtà non aggiunge niente al film che abbiamo già visto tutti: alcuni cambi di scena sono realizzati con disegni statici in stile fumetto, e c'è una breve introduzione semianimata che riassume la storia dell'Anabasi di Senofonte, paragonandola con quella del film (un esercito in territorio nemico in marcia verso casa). Non sono incluse le scene tagliate reperibili su internet, alcune delle quali ci sarebbero state anche piuttosto bene (ma ne parliamo la prossima volta, ndMeStessoDelPresente).

I guerrieri della notte è uno dei pochissimi film di cui sarei curioso di vedere un remake (se ben fatto, ovviamente).
Se ne parlò, in effetti. Nel 2006 il regista Tony Scott (lo Scott giusto) dichiarò di essere al lavoro su un remake del film, ambientato ai giorni nostri a Los Angeles. Purtroppo tutto si è fermato per il suicidio del regista, nel 2012. Per ironia della sorte, si è suicidato proprio lanciandosi dal ponte di Long Beach, che aveva scelto come location per il nuovo raduno delle gang nel suo remake.

martedì 22 febbraio 2022

Opinioni in pillole: Fast & Furious - Hobbs & Shaw, Black Widow, Bright, Shorta

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Raccolgo in un unico articolo i commenti che ho scritto per alcuni film che ho visto, commenti troppo corti per diventare post a sé stanti e che non avevo voglia di approfondire. In questo caso, ho cercato di riunire film con una parte preponderante d'azione, giusto per tenere un tema, per quanto vagamente.

Fast & Furious - Hobbs & Shaw recensione

Fast & Furious - Hobbs & Shaw

Lo spin-off di Fast & Furios incentrato sui due divi d'azione The Rock e Jason Statham fa esattamente quello che ci si aspetta da lui: c'è un sacco di roba che esplode, palazzi che crollano, gente che viene menata con pugni che paiono in grado di piegare l'acciaio, e ovviamente anche qualche inseguimento in macchina, che parlando di Fast & Furios non può mancare. Giusto per rendere ancora più chiaro che la saga si è ormai completamente trasformata in una baracconata in stile film Marvel, il cattivo è un cyborg che vuole fare un upgrade all'umanità.
La trama non conta granché. Conta solo l'azione e i battibecchi tra i due attori, che quando non sfondano muri a calci non fanno altro che litigare. Io l'ho visto in lingua originale, ma per queste parti mi sa che col doppiaggio ci guadagna.
Filmetto mascherato da filmone, fa il suo dovere di intrattenere sapendo di essere destinato al dimenticatoio mezz'ora dopo il termine della visione.

martedì 15 febbraio 2022

Torniamo a parlare di Windjammers e dei suoi seguiti, fino a quello ufficiale!

I vari seguiti di Windjammers

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho già fatto in passato un articolo in cui parlo di tutti i "cloni" di Windjammers, videogame che riciclano cioè lo stesso schema di gioco.
Ora che è uscito il seguito ufficiale, voglio confrontarlo più nel dettaglio con alcuni di questi "seguiti non ufficiali". Approfondirò quindi i titoli più importanti tra quelli di cui ho parlato l'altra volta, evidenziando le differenze, i pregi e i difetti di ognuno.

Ho sempre trovato il primo Windjammers del 1994 un gioco intrigante, ma limitato. Sei soli personaggi, sei sole arene con pochissime differenze l'una dall'altra, un paio di minigiochi "bonus" non molto interessanti, assenza di un "boss finale" nel gioco in single player. Ovviamente, da il suo meglio nelle sfide tra due giocatori.
Un gioco bello, ma al quale per essere splendido mancava qualcosa: la "qualità" andava bene, ma era la "quantità" che non bastava.

Giusto per permettere un confronto diretto, metto un video di gameplay anche se il gioco lo conoscete già tutti.

E ora andiamo a parlare dei suoi "seguiti".

giovedì 10 febbraio 2022

Un milione di visite!

Un milione di visite!


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Incredibile, il blog è arrivato a un milione di visite e non me ne sono accorto! Al momento in cui scrivo queste righe, cioè subito dopo aver dato un'occhiata a un contatore che in realtà non guardo mai, siamo a 1.007.637. Mica cotiche!

Mi sono accorto di aver superato il milione quando ormai avevo 7000 visite in più, ma in realtà più o meno i conti tornano: all'inizio permettevo anche i commenti anonimi, quindi avevo un sacco di bot che venivano a lasciare spam sempre sugli stessi articoli (è il motivo per cui questo e questo articolo sono ancora tra i più letti di sempre). Una volta bloccati i commenti anonimi quei bot non si sono più visti e quindi le visite sono tutte reali, almeno spero (ho anche disattivato il conteggio delle mie!), ma intanto il blog ha macinato un sacco di visite farlocche, credo anche più di settemila. Quindi, festeggio più o meno al momento giusto!
Certo, ci sono un po' di visite da paesi come Russia, Stati Uniti e un po' da tutto il mondo, ma tendo a credere che sia gente che è finita qui in seguito a una qualche ricerca piuttosto che altri bot. Spero, almeno. Non ho voglia di approfondire, diciamo che tendenzialmente non me ne frega niente.

Fondai il blog nell'aprile del 2012, quindi tra poco sarà anche il decennale. Dieci anni! Roba da pazzi. Dieci anni in cui ho fatto uscire almeno un articolo a settimana, per l'esattezza all'inizio tenevo il ritmo di un articolo ogni tre giorni, poi sono passato a due a settimana, e solo da poco più di un anno ho ridotto a un articolo a settimana, e credo che sarà difficile riuscire a fare di meglio, se non in occasioni particolari come questa.

Insieme alla frequenza dei post è diminuito anche l'afflusso, anche se mi sembra di offrire contenuti di maggior qualità rispetto a qualche anno fa, ma ehi, chi sono io per giudicare me stesso?
Continuo a dire che per me la maggiore batosta è stata la chiusura di Google Plus, nell'attimo stesso le mie visite si sono dimezzate e non si sono più riprese. Ma dove sono andati a finire quelli che usavano Google Plus?

Non ho voglia di fare nulla di troppo tecnico per aumentare le visite, comunque, ma solo di continuare a scrivere delle cose che mi interessano. Uso pochissimi accorgimenti in ottica SEO, perché non ho voglia né tempo, e difficilmente le cose cambieranno. Cioè, credo di avere aperto Google Analytics una decina di volte al massimo. L'unica cosa che faccio è spammare un po' su Facebook e Instagram.  Non scrivo su questo blog per monetizzare: potete vedere degli annunci, piccolissimi, che ho messo più che altro per provare, ma credo che potrei contare quanti euro mi hanno procurato sulle dita di una mano. Ho anche attivato il programma di affiliazione di Amazon, ma credo di averlo usato tre o quattro volte al massimo. Anche perché non ho ancora capito come diavolo dovrei fatturare gli eventuali guadagni derivanti da queste cose...

DIECI ANNI a blaterare di nerdate su internet. Pensa te. Beh, in questi anni posso dire di aver conosciuto molta gente interessante e scoperto un mucchio di cose, per cui non rimpiango nemmeno un minuto passato a scrivere per il blog. 

GRAZIE A TUTTI quindi per il bel traguardo che mi avete fatto raggiungere!

Il Moro

martedì 8 febbraio 2022

Opinioni in pillole, Zagor: Il ritorno del barone Lapalette, Mortimer colpisce ancora, Il sakem senza piume

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.

Zagor il ritorno di Lapalette recensione

Color Zagor n.14: Il ritorno di Lapalette.

La storia nel complesso è un buon horror gotico, che magari avrebbe beneficiato di qualche pagina di sparatoria in meno e qualche approfondimento in più dello scienziato pazzo.
Le sparatorie comunque, unite ai disegni di Chiarolla, restituiscono uno zagor dinamico e ipercinetico, e non posso che apprezzarlo.
Un po' troppo sbrigativo il modo in cui viene eliminato dalla scacchiera l'avversario/alleato, il gestore del bordello di cui ora non ricordo il nome.
E' da segnalare la scarsa presenza del conte di Lapalette. In un albo dal titolo "Il ritorno di Lapalette", contenuto in una collana dove il principale leit motiv è dedicare ogni numero a un personaggio secondario, il barone in questione fa davvero poco.
Con questo non voglio dire che avrei voluto avere approfondimenti sulla figura del conte, passato drammatico o roba del genere, ma solo che avrei preferito che fosse un po' più presente sulla scena e che la storia girasse in qualche modo intorno a lui, invece è solo un personaggio secondario.
Cico quasi assente, è il problema delle storie troppo corte, ma magari sforbiciare un po' qualche sparatoria e dedicargli una gag anche solo di un paio di pagine si poteva fare.

martedì 1 febbraio 2022

The expanse 5: Nemesis Games - L'esodo, di James S.A. Corey

The expanse 5: Nemesis Games - L'esodo, di James S.A. Corey recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Torniamo a parlare di questa saga da me ascoltata in forma di audiolibro, qui gli articoli precedenti:

The Expanse 1: Leviathan - Il risveglio
The expanse 2: Caliban - la guerra
The Expanse 3: Abaddon's Gate - La Fuga
The Expanse 4: Cibola Burn - La cura

All'inizio del libro per, per la prima volta, i membri dell'equipaggio della Rocinante si separano. La nave è bloccata in un hangar della Fascia per le riparazioni, e i protagonisti approfittano della lunga sosta forzata per sistemare un po' di affari personali: Amos sulla Terra, Alex su Marte e Naomi sulla stazione di Ceres, mentre Holden, che di affari personali non ne aveva, decide di aiutare una giornalista a fare chiarezza sul misterioso caso di una certa quantità di navi scomparse durante l'attraversamento dell'Anello (non chiedetemi cosa sia l'Anello, perché per spiegarlo dovrei spoilerare sui volumi precedenti).

Ovviamente, per una "famiglia" come è diventato l'equipaggio della Rocinante dividersi non è mai una buona idea, in narrativa. Infatti, a questo segue l'apocalisse.

martedì 25 gennaio 2022

Doki Doki Literature Club! Come portare la narrazione su un altro livello.

Doki Doki Literature Club! recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Le visual novel sono un genere videoludico che va fortissimo in Giappone, ma qui da noi sono quasi sconosciute. Io stesso ne ho provata solo una, 999: 9 hours, 9 persons, 9 doors, visual novel thriller-horror con enigmi da risolvere.
Questa appartiene invece (o dice di appartenere) al sottogenere dei simulatori d'appuntamenti, in pratica la storia vede il protagonista iscriversi a un club scolastico i cui altri membri sono quattro avvenenti ragazze. Credo che sia il sottogenere delle visual novel più diffuso in Giappone, ma non ne sono sicuro. Ci sono anche quelle erotiche, ma la maggior parte prevede semplici appuntamenti in cui si chiacchiera cercando di fare colpo sulle ragazze e/o instaurare rapporti sociali con diverse persone.
Doki Doki literature club! (l'espressione "doki-doki" indica il battito del cuore, come dire "tum-tum") è fatto, come tutte le visual novel, di lunghissimi dialoghi con come sfondo immagini fisse o seminanimate, in cui ogni tanto si inserisce un semplice sottogioco. In questo caso bisogna scegliere tra un elenco di parole quelle giuste per scrivere una poesia. A seconda delle parole scelte, il nostro personaggio comincerà a piacere sempre di più all'una o all'altra ragazza, si spera fino ad "andare in buca" (non è un gioco pornografico, quindi niente scene di sesso, spiacente).

Ma se non c'è azione, ci sono chilometri di righe di testo di dialoghi zuccherosi e non è nemmeno porno, perché diavolo mai ho giocato a questa cosa?

martedì 18 gennaio 2022

La storia di Wun-Dar secondo Gerald Parel

La storia di Wun-Dar secondo Gerald Parel

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Innanzitutto, cerchiamo di capire chi diavolo è Wun-Dar.

In realtà, in giro si trovano addirittura tre versioni di quella storia.
La prima dice che nel 1981 la ditta di prodotti panificati Wonder Bread fece una promozione secondo la quale con le prove di acquisto di tre prodotti, credo pane in cassetta, ti inviavano per posta un personaggio dei Masters Of The Universe. E arrivava questo tizio.
Ad avvalorare la tesi del pane, ci sarebbe un logo molto piccolo sul retro dell'armatura che ricorda quello della ditta Wonder Bread.
La seconda versione parla non di tre prove d'acquisto di prodotti da forno, ma di tre Masters acquistati tramite un catalogo. Poi ci sono anche altre versioni con ditte diverse dalla Wonder Bread.
Una terza e più rara versione ne parla come di un prototipo creato per accaparrarsi i diritti per i giocattoli del film di Conan, e quando le trattative fallirono fu riciclato come He-Man. Questa versione però mi sembra in contrasto con quanto sappiamo della nascita di He-Man, come raccontato ad esempio qui

Il master in questione è una versione ricolorata e senza pettorina di He-Man, con due armi ricolorate prese dal set del castello di Grayskull.

martedì 11 gennaio 2022

Encanto, il "nuovo classico Disney"

Encanto recensione
Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

L'ultimo film Disney (o, come racconta il loro ufficio marketing, il "nuovo classico Disney", come se ogni pisciata che fanno dovesse diventare un classico del cinema), è ambientato in Colombia, in una valle creatasi magicamente per difendere gli abitanti di un villaggio, e una famiglia in particolare, dagli orrori della guerra, o da qualsiasi altra cosa rappresentassero quei quattro cavalieri dall'area così biblica che hanno scacciato gli abitanti dalle loro case. Se c'è un qualche riferimento alla storia della Colombia, persecuzioni o simili, dal film non si capisce e io non la conosco abbastanza per arrivarci da solo. 

I membri di questa famiglia sono i custodi di una candela magica, che ha creato la valle e una casa magica e senziente per loro. Sempre la candela dona ai bambini della famiglia dei poteri magici. Protagonista del film è l'unica che non ha ricevuto questi poteri. 

È abbastanza facile vedere la cosa come un'allegoria del ritrovarsi in casa un figlio handicappato, ma senza andare su questi estremi è più probabile che sia una più semplice allegoria del sentirsi inadeguati in confronto ai genitori, che hanno per i figli aspettative che questi non riescono a soddisfare. Gli altri membri della famiglia sembrano limitarsi a tollerare la povera Mirabel, che ne soffre molto ma fa finta di niente. Il problema è che qui l'allegoria è più importante della storia. 

Cerco di fare un discorso privo di spoiler per passare allo spoiler poi più tardi.

martedì 4 gennaio 2022

Il meglio del 2021

Il meglio del 2021


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ogni anno in questo periodo, mi piace fare un piccolo bilancio personale delle cose migliori che ho visto/letto/giocato quest'anno.
Si parla delle cose migliori che ho visto/letto/giocato IO, non delle cose che sono "uscite" nel 2021, quindi è chiaro che questo articolo ha un valore solo per me!

Ora quindi proverò a stilare delle classifiche che comprenderanno le opere di cui ho parlato l'anno scorso sul blog (anche se qualcuna l'ho vista/letta/giocata l'anno prima e poi la recensione l'ho pubblicata solo nel 2021). In mezzo ci infilerò anche alcune opere di cui ho usufruito l'anno scorso ma di cui non ho parlato sul blog. Alcune perché di sicuro non me le ricordo tutte. Cercherò di mettere qualche rapido commento per quello che non ha un articolo dedicato sul blog.

In realtà non ci saranno tutte le opere che ho visto/letto/giocato. Questo perché io tendo ad accumulare gli articoli per i tempi di magra: ci sono periodi in cui non riesco a stare dietro al blog, quindi nei momenti in cui ho tempo scrivo articoli che lascio poi nelle bozze a macerare, in attesa di essere ripescati nei momenti in cui non riesco a scriverne di nuovi. Per questo, di diverse opere di cui ho usufruito nel 2021 parlerò nel 2022, ed essendo poi troppo complicato ricordarmi tra un anno quando le ho viste/lette/giocate finiranno nella classifica del 2022. 
Tutto chiaro? Non importa perché il blog è MIO e le regole le faccio IO, e pazienza se non hanno alcun senso!

lunedì 3 gennaio 2022

Alien: Il mare della disperazione, l'audiosceneggiato


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Il post di oggi non lo trovate qui: sono infatti ospite di Lucius Etruscus sul blog Aliens30Anni, il miglior sito italiano dedicato alla saga aliena. Per lui ho esaminato lo sceneggiato audio (una volta avremmo detto sceneggiato radiofonico, ma questo non è passato per radio) Alien: Il mare della disperazione, terzo di una trilogia inizata con Alien: Oltre l'oscurità Alien: Il fiume del dolore.

Trovate l'articolo integrale a questo link:

Alien: Il mare della disperazione

Le mie altre comparsate nel blog alieno di Lucius:

Videogiochi cancellati di Alien (e Predator)
Xeno Crisis
Aliens infestation
Aliens e Predator video musicale
Aliens (Konami, 1990)
Alien Vs Predator (Capcom, 1994)

Il Moro

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
;