martedì 19 maggio 2026

Zagor: L'agente di Altrove, Il mondo dell'incubo, Wolf Pass

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor. 


Zagor n. 726 - 729: L'agente di Altrove, recensione

Zagor n. 726 - 729: L'agente di Altrove, di Moreno Burattini e Bane Kerak

So che molti lettori non amano le storie con Altrove, ma io non sono tra quelli: anzi, quando vedo il nome di Altrove mi esalto. Anche se non capisco come mai questi continuino a chiedere l'aiuto di Zagor, visto che ogni volta poi lui gli distrugge le scoperte per evitare che possano essere utilizzate per fare del male... Nel mio piccolo, tempo fa ho scritto una fanfiction in cui è Supermike a collaborare con Altrove, giusto per dire quanto mi piaccia l'organizzazione nata sulle pagine di Martin Mystere (ma comunque ispirata a molte altre organizzazioni di indagatori del paranormale esistenti in narrativa). 
Altrove, però, non va per forza associata a vicende che hanno a che fare con il lato paranormale delle storie di Zagor. Qui, infatti, non avviene niente di davvero soprannaturale: il coinvolgimento di Altrove è giustificato dall'indagine su misteri (o mysteri?) archeologici riguardanti i noti tumuli lasciati dalle civiltà precolombiane in Nord America.
Per interessante che possa essere questo spunto, i nostri avranno davvero a che fare con i tumuli e le relative misteriose civiltà perdute solo nell'ultima parte dell'ultimo dei tre volumi e mezzo in cui si sviluppa la storia.

Zagor n. 726 - 729: L'agente di Altrove, recensione

E' un male? Teoricamente no. Le migliori storie di Zagor scritte da Nolitta impiegavano albi interi ad arrivare al punto. Vedi le prime storie di Kandrax o Rakosi, per esempio. Questo però funziona se anche tutta la parte che precede il cambio di passo è interessante come quella che segue. E, in questo caso, non ci siamo granché.
La vicenda scorre fin quasi alle ultime pagine in modo poco interessante, tra generici scontri e inseguimenti nella foresta, roba che qualunque sceneggiatore di Zagor ormai scrive con il pilota automatico, uniti a un sacco di quei dialoghi tipicamente burattiniani in cui i personaggi si raccontano l'un l'altro cose successe prima. Stavolta ho almeno apprezzato i flashback delle storie precedenti, dato che delle storie a cui si fa riferimento e di cui non ricordavo quasi nulla, ma è chiaro che chi invece quelle storie ce le ha ancora bene in mente possa pensarla diversamente. Anche alcuni scambi di battute con Cico sono divertenti, peccato che i dialoghi non siano tutti così.
Burattini ha scritto le sue storie migliori quando aveva dei paletti a limitarlo. E' chiaro che, almeno negli ultimi anni, se la cava meglio con storie più corte, e ce ne ha regalate (beh, vendute) di ottime. Ma lasciarlo andare a briglia sciolta, dandogli addirittura tre albi e mezzo a disposizione, è deleterio.
Insomma, gli affascinanti misteri di quelle civiltà scomparse avrebbero meritato una storia più interessante. Chissà se Martin Mystere ne ha già parlato?

Burattini, o magari il disegnatore Kerak, si diverte anche a nascondere qua e là qualche citazione, come una ben nota sequenza di volteggio tra gli alberi di Zagor, o addirittura il meme di John Travolta che si guarda intorno spaesato.




Zagor + 19: Il mondo dell'incubo

Zagor + 19: Il mondo dell'incubo

Questo è uno Zagor + con storie brevi, quindi le analizzerò una per volta. Della riduzione della foliazione dello Zagor + ho già parlato qui.


Zagor + 19: Il mondo dell'incubo recensione

Il mondo dell'incubo, di Moreno Burattini e Marco "Will" Villa

Oh ma che figata! Ammetto di aver letto questa storia con un ghigno sulle labbra per tutto il tempo. Cioè, c'è Zagor che ammazza uno pterodattilo infilzandolo con il becco di un altro pterodattilo, come si fa a non amarla, come?!

Il mondo dell'incubo è una tamarrata tutta azione con uno Zagor del tutto indifferente alla fatica, fatto che potrebbe essere addirittura giustificato dal fatto che in pratica si trova probabilmente dentro una sorta di ambiente virtuale: i personaggi dei videogiochi mica si stancano (sì, a volte hanno anche la barra della fatica, ma non andiamo a cercare il pelo nell'uovo). Azione furibonda splendidamente disegnata dal figlio di Claudio Villa e ulteriormente valorizzata dall'assenza della gabbia fissa: le vignette danzano sapientemente per la pagina in modo assolutamente naturale, laddove precedenti esperimenti di questo genere apparivano forzati.
Il pretesto del "gioco" è tutto meno che originale, anche nella serie di Zagor è già stato usato almeno un paio di volte (mi viene in mente ad esempio La preda umana, Zagor n.30, remake zagoriano di Pericolosa partita), ma l'importante è divertirsi. 
E dire che ho appena finito di lamentarmi della scrittura di Burattini, nel commento sopra, ed ecco che lo stesso autore mi tira fuori questa perla. Deciditi, insomma! Ma ormai ho capito che Burattini lavora meglio quando ha dei limiti di lunghezza.

L'unica nota stonata è il finale molto sbrigativo, ma il nuovo curatore Antonio Serra nell'editoriale all'inizio dell'albo ha già ventilato la possibilità di un seguito. E speriamo!


Zagor + 19: Il mondo dell'incubo recensione
Hatunoki!, di Simeoni e Spadavecchia

Storia un po' particolare, che ha il difetto di essere troppo esagerata rispetto al numero di pagine. Prima sembra andare verso un lato "mistico" profondo, con gli indiani che hanno tutta questa fiducia nello spirito della foresta dalle mire di generico-affarista-senza-scrupoli-n.-312, e poi di colpo salta fuori questo gigantone, tra l'altro ritratto in un modo che non rende giustizia alla sua gigantosità. Gigantosaggine. Giganteria. Quello che è.
Un'altra di quelle storie, insomma, che ha un'idea anche buona, ma che avrebbe avuto bisogno del centinaio abbondante di pagine di uno speciale (già solo due albi della serie regolare sarebbero troppi), per rendere al meglio, esplorando di più la parte misticheggiante e valorizzando meglio il gigante. Ditemi che non ci stavano bene un paio di pagine solo per mostrare lo spirito formarsi un pezzo per volta unendo rami, foglie e radici, più un'altra o due per vederlo emergere dalla foresta in tutta la sua possanza. Qui va tutto di corsa e si rischia di cadere nel ridicolo.


Zagor + 19: Il mondo dell'incubo recensione

Terra promessa, di Zamberletti e Mattone

Una malinconica storia di fantasmi. Non male nel tono e nell'atmosfera, niente di particolarmente memorabile ma piacevole da leggere, giusta nella lunghezza e la più "classica" delle tre. Con qualche accorgimento forse avrebbe potuto essere più toccante, ma non ci si può lamentare.



Zagor Speciale n. 42 - Wolf Pass, di Zamberletti e Laurenti recensione

Zagor Speciale n. 42 - Wolf Pass, di Zamberletti e Laurenti

L'ho letta ieri, e ammetto che ho fatto fatica a riportarla alla mente per scrivere queste righe. 
Il che vuol dire che non è particolarmente bella, ma nemmeno particolarmente brutta, in ogni caso mi sarebbe rimasta impressa di più: è una storia senza infamia e senza lode, che si lascia leggere ma non fa nulla per stupire o appassionare più di tanto. Colpo di scena prevedibile fin dalla prima pagina, un mix di elementi noti quali l'indiano che si ribella all'autorità del capo tribù formando una sua banda, il gruppo di persone in pericolo nella foresta, eccetera. Viene promessa una situazione di assedio, promessa che non viene mantenuta, preferendo una soluzione diversa. Non sono riuscito a decidere se questa decisione mi sia piaciuta o no: da una parte è un risvolto interessante e inaspettato, dall'altra a me le situazioni di assedio piacciono! 😁
Come già detto altre volte, i disegni di Laurenti, un tempo uno dei migliori disegnatori di Zagor, vanno sempre peggiorando (è del '57 e prima o poi il calo viene per tutti), ed è un gran peccato, ma le sue donne sono ancora splendide. 

Zagor Speciale n. 42 - Wolf Pass, di Zamberletti e Laurenti recensione


Ne approfitto per segnalare, anche se un po' in ritardo, che è uscito Zagorianità n. 31 - Una mummia resuscitata, fanzine di Zagor che ospita anche un mio articolo, Mitologia Norrena, nel quale tratto, confrontandole con la tradizione e il mito, le creature che compaiono nella storia Oscura minaccia.


Articoli interessanti: 

Le mie fanfiction (gratuite) su Zagor:

Tutti i miei articoli su Zagor


martedì 12 maggio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film Marvel: Ant-Man and the Wasp: Quantumania, The Marvels, The Thunderbolts, Captain America: Brave New World

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Insieme a mia moglie, abbiamo deciso, giusto per curiosità, di provare a recuperare qualche film Marvel che avevamo evitato. Ma li avevamo evitati per un motivo. Motivo ancora perfettamente valido.


Ant-Man and the Wasp: Quantumania recensione

Ant-Man and the Wasp: Quantumania 

Il titolo, Ant-Man and The Wasp, presumo sia giustificato dall'essere il seguito di un film precedente con quel titolo, ma non lo è dalla trama, dato che The Wasp si vede pochissimo. E anche Ant-Man non è che faccia poi molto, la storia appare più centrata sulla figlia e su Janet van Dyne (Michelle Pfeiffer) che sa tutto ma non spiega niente a tutti i parenti, la prenderesti a schiaffi per mezzo film.
Questo film è piatto. Piatto come il lago salato. Lo guardi e vedi gente che parla in modo statico e noioso, in attesa che succeda qualcosa. Ci sono spiegoni uno dietro l'altro, l'unica che non spiega è l'unica che dovrebbe farlo. Quando ci sono delle scene d'azione, sono noiose e per nulla coinvolgenti. Ci sono poche gag, e se altre volte avrei detto che è un bene qui almeno avrebbero ravvivato un po' la situazione, visto anche che Paul Rudd prima di Ant-Man era noto principalmente come attore di commedie, quindi potevano pure sfruttarlo meglio. E quelle che ci sono non fanno ridere. Qualsiasi tentativo di ottenere un picco emotivo nello spettatore si perde annegato in fiumi di parole recitate da attori imbalsamati che chiaramente pensavano di avere di meglio da fare, l'unica che sembra crederci è Kathryn Newton, interprete della figlia (il nome non me lo ricordo), guarda caso la più giovane del cast. Beh, dai, lo scazzo di Jonathan Majors nei panni di Kang magari è voluto, dovrebbe essere quello che ha già visto tutti i futuri possibili o giù di lì. Sarà scazzo vero o recitato? Ci rimarrà il dubbio...

martedì 5 maggio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti dei MOTU: Turtles of Grayskull, Revolution, Andra

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni più o meno brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Stavolta parliamo di tre fumetti recenti dei Masters of The Universe (l'ultimo, Sword of Flaws, non è ancora concluso).


Turtles of Grayskull, di  Jim Seeley e Freddie E. Williams II (2024) recensione


Turtles of Grayskull, di  Jim Seeley e Freddie E. Williams II (2024)

Un nuovo crossover per i Masters of the Universe, questa volta con le Teenage Mutant Ninja Turtles!

Ho sempre avuto una certa antipatia per le tartarughe ninja mutanti adolescenti, ma è ovvio che siano un importante pezzo dell'immaginario mondiale, al pari dei MOTU, forse anche di più: infatti mentre le varie nuove versioni dei MOTU che sono uscite nel tempo continuavano a rivolgersi a un pubblico di afffezionati della prima ora, le TMNT hanno saputo rinnovarsi e quasi tutte le nuove uscite sono sempre state rivolte a un pubblico di bambini. Il che è paradossale, se pensiamo che il fumetto da cui sono nate non era proprio per bambini...
Questo fumetto, quindi, non si inserisce nel solco di quelli più recenti che utlizzano il background della serie Revelation - Revolution, ma riprende la versione classica dei personaggi per farne un crossover con un altro classico dell'infanzia di molti, come già fatto con i Thundercats nel 2017. Con quel fumetto condivide anche il disegnatore, Freddie E. Williams II, che disegnò pure Injustice Vs. Masters of the Universe, il crossover con la versione dal videogioco e relativa serie a fumetti Injustice dei supereroi DC.

martedì 28 aprile 2026

Opinioni a piccoli sorsi, romanzi fantasy: Tito di Gormenghast, la saga di Abarat, La fine di tutte le cose

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta parliamo di tre romanzi fantasy, che non hanno altro in comune se non l'essere fantasy, un genere che non leggo più molto.


Tito di Gormenghast, di Mervyn Peake


Tito di Gormenghast, di Mervyn Peake (Titus Groan, 1946)

La trilogia di Gormenghast è strafamosa, quindi questo è probabilmente uno di quei casi in cui a parlarne male si finisce per essere tacciati di ignoranza abissale e in cui screenshot dell'articolo vengono condivisi su Facebook a dimostrazione di come i giovani d'oggi non capiscano niente di letteratura e in generale. Per fortuna io sono un giovane di ieri (anche l'altro ieri), quindi questo rischio non mi tange.

martedì 21 aprile 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film d'animazione: Zootropolis 2, Super Mario Galaxy, In Your Dreams - Continua a Sognare

Salve a tutti è Il Moro che vi parla!

Stavolta trattiamo di tre film d'animazione recenti, dedicati a un pubblico di bambini. Così dicono, almeno.


Zootropolis 2 recensione

Zootropolis 2 (2026)

È passato un po' di tempo da quando ho visto il film al momento in cui sto scrivendo queste righe, e il ricordo è già abbastanza sbiadito. Sarà perché questo film non riesce ad essere così incisivo, o sarà che ho raggiunto un'età tale che risulta difficile smuovere il mio cuore di pietra? Probabilmente una combinazione di entrambi, dai. 

martedì 14 aprile 2026

Rise of the tomb Raider e Tomb Raider Reloaded

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta prendiamo in esame due capitoli della saga di Tomb Raider. Due capitoli in realtà molto diversi tra di loro, ma sempre di Tomb Raider si tratta. 


Rise of the tomb Raider recensione

Rise of the tomb Raider (PC, 2015)

Mi sono accaparrato tutti e tre i Tomb Raider della saga cosiddetta "survivor timeline" gratuitamente grazie alle promozioni dell'Epic Store, ma la vita gira come vuole quindi è ormai da qualche anno che ce li ho ma solo adesso ho giocato al secondo. Quando giocherò il terzo probabilmente sarò in età pensionabile. No, scherzo: per me non arriverà mai l'età pensionabile.
Che scherzo triste... lasciamo perdere, e partiamo del gioco: come in ogni sequel che si rispetti, anche Rise of the tomb Raider è come il primo, ma di più!

martedì 7 aprile 2026

Opinioni a piccoli sorsi, la saga dei 28 qualcosa dopo.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho raccolto in un unico articolo le mie opinioni su secondo, terzo e quarto film della saga iniziata con 28 giorni dopo. Ogni opinione è stata scritta subito dopo aver visto il relativo film, quindi tra la stesura dell'una e dell'altra è passato un po' di tempo, se l'articolo non vi sembra un discorso unico è perché non lo è.


28 settimane dopo recensione


28 settimane dopo (2007)

Volevo guardare 28 anni dopo, e m'è venuto un dubbio: ma questo non è il terzo? Ma il secondo l'ho visto? 
O non l'ho visto, o non me lo ricordavo per niente, quindi in ogni caso ho fatto bene a guardarlo (che poi anche 28 giorni dopo me lo ricordo solo più o meno, non ho idea di come finisse... Ah, l'età).
Ma dite la verità: voi ve lo ricordavate? L'originale è strafamoso, questo non mi sembra proprio che abbia avuto la stessa risonanza. Perché, non saprei, visto che non è affatto male.
28 settimane dopo, è ambientato dopo, beh, potete arrivarci. Siamo sempre a Londra, ma ormai gli "infetti" sono tutti morti di fame. Le forze armate americane sono sbarcate in Inghilterra e hanno riunito i pochi superstiti con gli inglesi che fortunatamente erano all'estero, scegliendo la capitale per iniziare la ricostruzione. Ma ovviamente tutto se ne va a quel paese, se no che film di zombi è (si, vabbé, non sono zombi, ma poco ci manca)?
Seguiamo quindi le vicende di una famigliola divisa dalle avversità, poi riunita, poi divisa di nuovo. Una vicenda struggente e recitata da bravi attori, in particolare da un Robert Carlyle meravigliosamente tormentato, che riesce a coinvolgere dall'inizio alla fine, con alcuni pugni nello stomaco che si fanno ben sentire.

martedì 31 marzo 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti di Star Trek pubblicati da IDW

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Ancora una volta, un po' di fumetti moderni di Star Trek.


Star Trek e Star Trek - Defiant fumetti recensione

Star Trek e Star Trek - Defiant, autori vari

La IDW Publishing sta pubblicando negli Stati Uniti un sacco di nuovi fumetti di Star Trek. In particolare, anche se non ne ho quasi mai parlato, i fumetti di Lower Decks sono fantastici, leggerli è praticamente la stessa cosa che guardare la serie animata.
Ma la serie principale è questa, pubblicata dal 2022 al 2025, per un totale di oltre 70 numeri.
Inizia con la serie intitolata semplicemente Star Trek, ambientata dopo la fine delle serie classiche. Qui, Benjamin Sisko viene risputato nel mondo reale, dopo aver passato tre anni tra i Profeti del Tempio Celeste, ossia quelle creature mistiche che vivono all'interno del tunnel spaziale vicino al quale sorge la stazione Deep Space 9. Sisko ritorna con una missione affidatagli dai Profeti: qualcuno sta andando in giro per la galassia con un'arma di smisurata potenza, distruggendo tutte le creature divine o quasi, quali Q e simili, che riesce a trovare. Sta a Sisko fermare questa strage (possibilmente prima che arrivi ai Profeti stessi), ma non riesce a trovare l'aiuto che vorrebbe, perché molti affermano, giustamente, che questi dei spaziali non hanno mai causato altro che guai. 

martedì 24 marzo 2026

Opionioni a piccoli sorsi, film di fantascienza: Project Hail Mary, I Am Mother, The Running Man

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Stavolta parliamo di tre film di fantascienza. Quello che ho messo per primo è in realtà l'ultimo che ho visto, e l'unico che ho visto al cinema. 


L'ultima missione - Project Hail Mary recensione

L'ultima missione - Project Hail Mary (2026)

Sì, il titolo italiano è quanto di più anonimo si possa immaginare. 

Avendo letto il libro (o meglio ascoltato l'audiolibro) e anche abbastanza di recente, non riesco a non fare un confronto diretto, e mi riesce anche abbastanza difficile mettermi nei panni di chi il libro non l'ha letto. Ho idea che alcuni cenni e passaggi possano risultare un po' oscuri, non nel senso che non si capisca la storia, ma piuttosto come quando in un film Marvel vedi una cosa che capisci che è una citazione ma non riconosci cosa stia citando.

martedì 17 marzo 2026

La trilogia della corrente nera, di Ian Watson

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta trattiamo una trilogia di romanzi di Ian Watson, tutti editi in Italia da Urania. Il commento a ognuno è stato scritto subito dopo averlo letto, quindi prima di leggere il successivo.


Il libro del Fiume, di Ian Watson (1983) recensione

Il libro del Fiume (1983)

Siamo su un mondo lontano, che gli umani hanno raggiunto (o meglio: su cui si sono schiantati) tempo addietro, non tanto che se ne sia perso il ricordo, ma abbastanza da essere riusciti a mettere su una civiltà fiorente. Civiltà dal livello tecnologico che potremmo paragonare alla fine del 1700, più o meno. 
L'unica zona abitabile è quella vicina a un enorme, lunghissimo fiume, il resto è deserto. Al centro del fiume, una misteriosa corrente nera impedisce il passaggio: chi è sulla una riva è destinato a rimanerci, senza avere nemmeno idea di come sia la civiltà sulla riva opposta. 
Ma la corrente nera impone anche un'altra, strana regola a chi vuole navigare lungo il fiume: solo le donne possono farlo. Agli uomini è concesso un solo viaggio, al secondo cadono preda di follia e si tuffano a morire nella corrente nera.
Nella società che si è creata su una delle rive, il fiume è quindi onnipresente, e si è formata una corporazione di naviganti, ovviamente tutte donne, che hanno una grande potenza economica e politica. Il mondo del fiume è la storia di una di loro, Yaleen, raccontata da lei stessa in prima persona. Storia che la porterà, suo malgrado, a scoprire come vivono gli abitanti dell'altra riva, e a sconcertarti scoperte sulla natura del suo mondo e della corrente nera.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
;