martedì 22 settembre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film di zombi: Resident Evil (2026), I Am a Hero, One Cut Of The Dead

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Dato che ho visto al cinema Resident Evil, e che avevo già in canna i commenti su altri due film di zombi, eccoveli tutti insieme. 


Resident Evil (2026) recensione

Resident Evil (2026)

In realtà non è che avessi tutta 'sta voglia di vedere questo film al cinema. Ma ho dovuto accompagnare mia moglie e mio figlio allo stadio, e data la mia enorme passione per il calcio ho subito cercato se ci fosse un cinema nei paraggi per superare al meglio l'attesa. Ne ho trovato uno, un multisala, a 10 minuti di macchina, diventati 20 con il casino fuori dallo stadio. Avrei voluto vedere Coyote Vs. Acme, ma ovviamente sfiga vuole che quella sera, era giovedì, non lo dessero. Degli altri film in cartellone l'unico che avesse per me un qualche interesse era questo, e pure gli orari combaciavano.

Ammetto insomma che sono partito prevenuto, ma devo dire di essere stato piacevolmente sorpreso.
Allora, cercando di fare mente locale di quali Resident Evil ho giocato: tutti i capitoli principali dall'1 al 5 compreso Code-Veronica, gli spin-off Survivor per PS1 e il primo Outbreak per PS2, The Umbrella Chronicles e The Darkside Chronicles per Nintendo Wii, e di recente anche Resident Evil 7: Biohazard, il cui articolo è già pronto e perso in qualche oscuro meandro, le bozze di questo blog sono più incasinate di Racoon City alla vigilia di Natale.
Ho visto anche alcuni dei film con Milla Jovovich, trovando che avrebbero anche potuto essere delle divertenti baracconate se non avessero avuto il difetto di prendersi troppo sul serio, sembrando più che altro dei monumenti all'ego dell'attrice protagonista. Visto che il regista è suo marito, ho l'impressione che in casa comandi lei.
Non credo insomma di potermi definire un "fan" di Resident Evil, che mi piacciono ma non è che siano i miei videogiochi preferiti, né un profondo conoscitore della saga, che è più complessa di una telenovela brasiliana. Per fortuna questo film non pretende da me nulla del genere.

Resident Evil (2026) recensione

Questa versione 2026 di Resident Evil funziona, riprendendo i primi capitoli per una storia e dei personaggi nuovi. Il protagonista è un corriere che porta organi per trapianti, e viene incaricato di portarne uno a Racoon City in una notte invernale. Ovviamente se quel giorno si fosse messo in malattia sarebbe stato meglio.
In verità non si parte benissimo: per la prima mezz'ora sembra di poter prevedere ogni cosa che sta per succedere, tanti sono gli spaventi telefonati. Poi però il film sembra decollare, si entra nel mood e si simpatizza con il protagonista.
Il corriere sfigato è simpatico, perché è un po' un cazzone e un po' pasticcione, ma non tanto da essere ridicolo, e mi sono ritrovato a pensare più di una volta che probabilmente io avrei fatto più o meno quello che fa lui (ma non è vero, sarei sicuramente morto al primo mostro).  Resident Evil è quindi un horror, che fa il suo mestiere da horror presentando situazioni spaventose, mostri schifosi (la maggior parte dei quali mai visti nei videogiochi, a meno che non fossero in qualcuno di quelli che non ho giocato, ma oserei dire che il regista si sia piuttosto rivisto La Cosa) e gente che muore malissimo, ma la simpatia del protagonista lo trasforma a tratti in una commedia horror.

Gustose e poi le citazioni videoludiche, come il fatto che trova sempre armi più potenti, ma deve sempre stare attento alle munizioni, e tutti i lucchetti di cui non si trova la chiave, eccetera. Citazioni che però non sembrano, o almeno non tutte, inserite forzatamente, ma scorrono con il flusso della storia.
Interessante anche che

A ciò aggiungiamo una regia che riesce a creare delle belle immagini (belle nel senso di inquietanti e spaventose), e degli ottimi effetti visivi: per la maggior parte del tempo è difficile capire dove inizia la CGI e finiscono gli effetti artigianali, e alcune ambientazioni sono spettacolari. 

Insomma non so cosa possano dirne i "veri" fan del videogioco, e presumo che i fan della precedente saga cinematografica ne saranno delusi (ma esistono davvero fan di quella roba?), quello che importa davvero è che a me è piaciuto, e tanto mi basta.
Credo anche che sia non più della seconda volta che vado al cinema da solo.


I am a Hero (2015) recensione

I am a Hero (2015)

Al manga I am a Hero dedicai un lungo articolo tempo fa
Il film copre la prima parte del manga, credo più o meno i primi 7 o 8 volumi (su 22) e, per quanto posso ricordare, è identico, solo molto ma molto più veloce (nel fumetto il primo "infetto" appariva nelle ultimissime pagine delle 270 del primo volume). E' passato qualche anno e magari mi confondo, ma mi sembra che la storia sia piuttosto fedele anche se con molte parti tagliate, e che svariate scene siano addirittura riprese direttamente dal fumetto per ricrearlo il più fedelmente possibile. Non solo gli attori scelti assomigliano molto ai personaggi del fumetto, ma addirittura le ambientazioni sono uguali, tanto da farmi pensare che abbiano ricostruito alcuni edifici per renderli identici, o che siano andati a filmare negli edifici utilizzati come reference per i disegni.
Vi rimando quindi all'articolo sul fumetto per considerazioni su come viene "diversa" una storia di zombi a seconda se la ambienti negli USA o in Giappone, soprattutto per la diversa disponibilità di armi a disposizione della gente comune nei due paesi: quelle considerazioni valgono anche per il film.

Leggendo quell'articolo potrete anche notare come trovassi il brodo molto allungato, volumi interi pieni di scene inutilmente lunghe ed eventi ripetuti. Il film è la soluzione a tutti questi mali: stessa storia, tolti quasi tutti i dilungamenti inutili. E da 7-8 volumi (pure belli spessi) sono riusciti a fare un film di due ore, senza che ci sia mai la sensazione che si sta "correndo troppo". Non ero l'unico, quindi, a pensare che nel manga ci si perdesse in chiacchiere.
Inoltre anche nel finale non abbiamo la sensazione che la storia sia stata "troncata a metà". Non sembra che pensassero di adattare davvero anche il resto del manga. Certo, è uno di quei finali aperti in cui intuisci che ci sarebbe altro da raccontare, ma funziona perfettamente come storia a sé stante, perché quello che racconta non è tanto l'epidemia zombi, ma la parabola del protagonista Hideo che da uomo qualunque riesce a trovare il coraggio per comportarsi eroicamente (parabola che nel fumetto non si completa mai del tutto). Ben venga quindi la riduzione e l'eliminazione totale di tutti gli spunti del proseguio del manga, con le strane creature, le mutazioni, gli alieni e quant'altro. Questo è un film di zombi e tanto basta. 

I am a Hero (2015) recensione


I am a Hero, il film, offre poi degli zombi, o in questo caso degli infetti, di sicuro effetto: fanno davvero senso e riescono a essere piuttosto spaventosi. E dal punto visivo non possiamo non notare che dietro questa operazione i soldi non sono ancati, non ho trovato notizie sul budget ma tra inseguimenti in auto e centinaia di comparse zombie in ambientazioni anche abbastanza grandi, sicuramente non è costato come l'ultimo degli horror indipendenti. 
Stranamente profetico un dialogo a inizio film, nel quale il protagonista afferma che la barriera linguistica impedisce alle altre forme d'arte, quali musica e film, di essere esportate al di fuori del territorio giapponese, a differenza del manga che è un fenomeno mondiale. Infatti anche questo film non è mai arrivato in Italia né, che io sappia, altrove nel mondo occidentale.

I am a Hero è quindi non solo un ottimo adattamento del materiale originale, ma anche un bel film di zombi per chi quel materiale non lo conosce. E questo è un caso abbastanza raro nel panorama dei film tratti dai fumetti giapponesi, che il più delle volte sono totalmente incomprensibili a chi non conosce più che bene il fumetto.


One cut of the dead (2017) recensione

One cut of the dead (2017)

Giusto due righe in chiusura per quest'altro film che ho conosciuto grazie ai consigli del Zinefilo, che di solito si impegna per tenerci lontani dalla cacca più puzzolente ma che a volte lì in mezzo trova anche delle piccole perle. 

One cut of the dead è un piccolo film indipendente giapponese (ohibò, due film giapponesi di zombi nello stesso articolo!) finanziato in parte tramite crowfunding, ed è una testimonianza che si possono ancora fare film di zombi originali, ad esempio non mettendoci nemmeno uno zombi! Però, francamente, mi riesce difficile parlare di questo film senza fare spoiler che ne rovinerebbero la visione.
Posso dirvi questo: se all'inizio vi sembra tutto un po' amatoriale, voi fidatevi e andate avanti. Non ve ne pentirete. Troverete un film geniale nel suo piccolo, coraggioso, con anche delle tecniche registiche mica da ridere come un lunghissimo pianosequenza nonché grandi dichiarazioni d'amore per il cinema. Assolutamente consigliato. 


martedì 15 settembre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, videogiochi Android: Asphalt XTreme, Immortality, Bendy and the ink machine

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta metto insieme alcuni giochi Android, o almeno di cui io ho giocato la versione su Android. Non ne ho pagato nessuno, ma in modo del tutto legale.



Asphalt XTreme (Android, 2016)

Asphalt Xtreme fa parte della serie di giochi di guida Asphalt, che non ho mai seguito ma che Wikipedia mi dice essere composta da ben 9 capitoli e 8 spin-off, tutti pensati per dispositivi mobili, i primi addirittura per Nokia N-Gage.
Sono anni che non gioco a un gioco di macchine. Credo che la mia ultima esperienza in tal senso sia stata Burnout revenge sulla PS2. Sulla PS1 ne avevo qualcuno, ma non sono mai stati il mio genere preferito. Questo l'ho provato solo perché è gratuito per chi ha l'account Netflix.

martedì 8 settembre 2026

Star Trek: Starfleet Academy (prima stagione) e qualche riflessione sulle tematiche "woke".

Star Trek: Starfleet Academy recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

E' l'8 di settembre ed è lo Star Trek Day! Trattasi di una celebrazione "molto nerd", per celebrare il primo giorno di messa in onda del primo episodio di Star Trek, nel 1966.
In realtà questo articolo era già scritto, poi Lucius Etruscus del blog "Il Zinefilo" (e altri) mi ha avvisato di questa commemorazione e ho deciso di rimandarne la pubblicazione per farla coincidere. Lucius che a sua volta non ha perso l'occasione, presentando un incredibile articolo sugli zombi di Star Trek!
Parliamo quindi dell'ultima serie di Star Trek uscita sui nostri schermi (non televisivi dato che bisogna comunque andare su una piattaforma online per vederla): Starfleet Academy. Per l'occasione però non mi limiterò a dare la mia opinione sulla serie, ma vi  ammorberò con alcune riflessioni.

martedì 1 settembre 2026

Fumetti italiani francofili: Termite Bianca, I Custodi del Maser

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Oggi un paio di fumetti che hanno la caratteristica comune di essere stati realizzati da autori italiani, ma chiaramente pensati per una pubblicazione all'estero, in particolare sul mercato francese.


Termite Bianca Patrizio Evangelisti Recensione

Termite Bianca, di Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti, Simone Peruzzi e Marco Santucci (2005)

Nonostante che gli autori coinvolti siano tutti italiani, e che il fumetto sia uscito per il mercato italiano, questa è chiaramente un'opera creata pensando al fumetto franco-belga. Possiede tutte le caratteristiche di quel tipo di fumetto: dall'impaginazione, pensata per volumi di grande formato (tavole grandi a gabbia libera o a quattro se non cinque strisce per pagina, vignette che si sovrappongono e si intersecano per creare un effetto di movimento ma che a volte creano solo confusione, eccetera) alle inquadrature, e al particolare comune a quasi tutti i fumetti francesi non umoristici che ho letto: la parte grafica è molto (ma molto) più curata di quella narrativa.
Dal punto di vista narrativo, anche qui l'idea è quella della fantascienza francese: una fantascienza così lontana e diversa dal presente da risultare fredda e rendere difficile empatizzare con i personaggi, che il più delle volte sono post-umani, superumani o non umani del tutto. Almeno l'italianità degli autori ha permesso di creare un'ambientazione non del tutto incomprensibile, come mi è capitato più volte con i francesi.

martedì 25 agosto 2026

Notte Horror 2026, film di Romero: Le Cronache dei Morti Viventi, L'Isola dei Sopravvissuti, Queens of the Dead


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Quest'anno partecipo anch'io all'iniziativa Notte horror patrocinata da The Obsidian Mirror. Insieme a tanti altri blogger celebriamo le nottate horror di Italia 1 degli anni '90, che ogni martedì proponeva filmacci dell'orrore fino a notte fonda per la gioia di chi al mercoledì non doveva lavorare, o di chi riusciva a puntare un videoregistratore, operazione tutt'altro che banale. 

Ammetto di non essere riuscito a recuperare per tempo un film appartenente alle annate tipicamente trattate durante quelle notti, ma mi fa piacere comunque partecipare anche se con film un poco più recenti. 
Al fondo dell'articolo trovate il manifesto dell'iniziativa con tutti gli altri blog coinvolti. 


Le cronache dei morti viventi (Diary of the Dead) - 2007


Le cronache dei morti viventi (Diary of the Dead) - 2007

Ammetto di non aver mai visto prima né questo film né il suo seguito, di cui parliamo più sotto, mea culpa, visto quanto amo il cinema di Romero e il suo ciclo degli zombi. Questo Le cronache dei morti viventi (ma mi sa che è più famoso anche in Italia con il titolo originale, Diary of the dead, che è anche il titolo con cui lo trovate su Prime) in realtà non appartiene allo stesso universo narrativo, ma l'unica vera differenza è che il risveglio dei morti viventi avviene nell'anno corrente, il 2007, e non nel 1968 del primo film del ciclo. Per il resto è tutto uguale, i morti si risvegliano a frotte, il loro morso è contagioso e per ucciderli bisogna sparargli in testa. 

martedì 18 agosto 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film vari: Itaca - Il ritorno, Una figlia ritrovata, A house of dynamite

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Di solito per queste "opinioni a piccoli sorsi" cerco di mettere insieme opere che abbiano un qualcosa in comune, quando non trovo niente anche solo il genere. Essendo però che guardo per la grande maggioranza film horror o fantascientifici, quando guardo qualcosa di diverso spesso le opinioni rimangono nelle bozze a lungo prima di trovare qualcos'altro con cui abbinarle per la pubblicazione. Ecco perché ho deciso di mettere insieme tre film per l'unica ragione che non sapevo con cos'altro abbinarli. Infatti a parte il primo, che ho visto da poco, gli altri due commenti aleggiano tra le bozze da tanto tempo che ho dovuto togliere le ragnatele. 


Itaca - Il ritorno recensione

Itaca - Il ritorno (2024)

Ho sentito da più parti parlare di questo film al momento dell'uscita de L'Odissea di Nolan, spesso per dire che questo è meglio. Alla fine ho deciso di vederlo anch'io. Confronto difficile da fare in realtà, questi due giocano in campionati diversi. 

Itaca - Il ritorno (in inglese solo The return, in effetti un po' anonimo) è la trasposizione solo degli ultimi canti dell'Odissea, comunque la parte più corposa (se non sbaglio 10 canti su un totale di 24), dal momento in cui Ulisse arriva a Itaca. Qui trova la sua terra in condizioni pietose, con i proci che proceggiano, i poveracci che poveracciano e Penelope che litiga con Telemaco.
Il film è una coproduzione tra Italia, Grecia, Francia e Inghilterra. Il regista è l'italiano Uberto Pasolini (nessuna parentela con il Pasolini più famoso, in compenso è pronipote di Luchino Visconti), il cast è internazionale e vi figura anche il prezzemolino Claudio Santamaria nel ruolo di Eumeo.

martedì 11 agosto 2026

Spider-Man - Brand New Day

Spider-Man - Brand New Day recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Quando esce un film nuovo di supereroi è sempre una pacchia per blogger e recensori vari: innanzitutto perché gli articoli a riguardo sono sempre i più letti, nonostante ci siano millemila altri blog e siti anche professionali che parlano dello stesso film. E poi perché recensire i film brutti è più facile: fare l'elenco dei difetti è molto più facile che parlare dei pregi di un film.

Quindi, il nuovo film di Spider-Man, stracampione di incassi, al punto da rivaleggiare perfino l'attesissimo L'Odissea di Nolan uscito nello stesso periodo (e con cui condivide una parte non indifferente del cast), che ha ricevuto fior di recensioni entusiastiche.
Boh, io devo aver visto un film diverso. Ho il forte sospetto che la maggior parte dei fan lo elogino solo perché finalmente il costume è identico a quello dei fumetti.

mercoledì 5 agosto 2026

L'Odissea di Christopher Nolan

L'Odissea di Christopher Nolan 2026 recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Film talmente atteso che l'hanno già visto tutti e commentato tutti, ma per fortuna io non ho fretta, e anche se pubblico quando ormai non mi legge più nessuno pazienza. Ci saranno spoiler, ma tanto chi non l'ha visto comunque l'Odissea dovrebbe almeno averla studiata a scuola.

Prima di vedere questo film pensavo che ci fossero due pesi e due misure per giudicarlo.

Il primo: l'aspetto tecnico. Allora gente, questo è il primo film girato interamente in formato IMAX. una pellicola enorme e difficile da gestire, che richiede macchine da presa grosse e pesanti oltre che rumorose. Chi altro se non Nolan poteva fare una cosa del genere? Riuscire a convincere i produttori che ne vale la pena, riuscire a gestire il tutto. E poi lo sapete come piace fare le cose a Nolan, devono essere il più reali possibile, meno digitale c'è meglio è, insomma, non mi viene in mente nessun altro che avrebbe potuto ottenere un risultato migliore da questa tecnologia. Pensate che pur di vederlo in un cinema IMAX, esperienza che non avevo mai fatto prima, mi sono fatto un'ora e mezza di strada (e altrettanto per tornare a casa, ovviamente). In realtà al cinema Notorius di Sesto San Giovanni dove sono andato si proietta in formato IMAX ma da digitale, non da pellicola, e lo schermo è grosso ma non enorme. All'arcadia di Melzo che è poco più lontano si proietta in pellicola ma non in formato IMAX anche se lo schermo è comunque molto grande, più di quello del Notorius. Insomma se avessi voluto farmi l'esperienza IMAX totale avrei dovuto prendere l'aereo e andare tipo a Praga o a Parigi, quindi va bene così, facciamo che mi accontento.

martedì 28 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti fantasy: BRZRKR, Hinterkind, The moon is following us

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi e meno brevi, su cose che ho visto/letto/giocato. Questa volta ci concentriamo tre fumetti americani recenti di genere fantasy/fantastico. 


BRZRKR, di Keanu Reeves e Matt Kindt, disegni di Ron Garney (2021) recensione

BRZRKR, di Keanu Reeves e Matt Kindt, disegni di Ron Garney (2021)

Diciamo la verità, il principale se non l'unico motivo di interesse di BRZRKR è che è stato scritto da sua santità Keanu Reeves, che a giudicare dai meme su Facebook da qualche tempo è diventato la reicarnazione di Gesù Cristo. E questo nonostante che la saga cinematografica che lo ha fatto tornare alla ribalta alla grande preveda che lui uccida centinaia di persone...

Impossibile sapere quanto di quello che vediamo nel fumetto sia farina nel sacco di Keanu Reeves e quanto di Matt Kindt. Comunque la faccia del protagonista assomiglia molto a quella di Reeves (più squadrata e " da duro", però, e anche il fisico eccezionalmente muscoloso non è proprio quello dell'attore), e anche lui ammazza centinaia di persone come ridere, spesso in modi piuttosto splatter.
Il nostro protagonita, chiamato all'inizio solo B, è un immortale nato 80.000 anni fa e che, avendo una sorta di bisogno fisiologico di combattere e uccidere, da allora ha passato il suo tempo da una guerra all'altra facendo stragi su stragi. 

martedì 21 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, libri mai finiti: Mondotempo, La Fortezza dei cosmonauti, L'Aquila della decima legione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni più o meno brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Stavolta tre romanzi che non sono proprio riuscito a finire. Come devo chiamarli, "sconsigli di lettura"? Oltretutto, non è nemmeno la prima volta.


Mondotempo, di Tea C. Blanc (2019) recensione

Mondotempo, di Tea C. Blanc (2019)

Pur essendo un libro abbastanza corto, non sono riuscito a finirlo.
Si basa su una premessa interessante: un mondo futuro seguito a un crollo della società, durante il quale si sono perse molte tracce del passato. In questo mondo esistono gli archeoinformatici, che si occupano di recuperare dati da antichi hard disk. 
La figura di questi archeoinformatici è intrigante, soprattutto per me che sono informatico senza archeo. Peccato che la storia raccontata sia: due archeoinformatici trovano un hard disk che promette di contenere dati molto interessanti su quello che è successo subito prima e subito dopo il crollo. Il disco contiene gli appunti di una donna che è una specie di ribelle contro l'ordine costituito, e che ha scritto un romanzo che contiene frasi in codice da trasmettere ai suoi contatti sparsi per il mondo. Infatti, con un trucco vecchio come il mondo (per dire, lo usava già Lovecraft in molti dei suoi racconti, e quei racconti hanno superato il secolo di età), c'è un libro nel libro: gli archeoinformatici accedono ai contenuti dell'hard disk e oltre agli appunti dell'autrice trovano il testo completo del libro, e quindi noi ci leggiamo il testo completo del libro... che però è una palla atroce!

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