La soluzione, in realtà, è più semplice del previsto: gioco a quelli che i negozi online mettono a disposizione gratuitamente. Chiamami fesso.
Dead Cells (Android, 2018)
In particolare, la versione Android di questo Dead Cells è inclusa nell'abbonamento Netflix.
Ho già avuto altre occasioni di dire che non amo i roguelike, cioè quel genere di giochi nel quale quando si muore si ricomincia dall'inizio e in cui i livelli sono generati proceduralmente. Per chi non sapesse cosa significa, vuol dire che a ogni partita i livelli sono diversi, perché rigenerati dal gioco ogni volta secondo delle procedure particolari. Ci sarebbe poi anche da distinguere tra i roguelike e i roguelite, la distinzione è abbastanza complicata comunque semplificando i roguelike sono più simili al capostipite del genere, Rogue del 1980, in cui quando muori perdi più o meno tutto, mentre i roguelite permettono una progressione, cioè quando muori ricominci dall'inizio ma mantenendo una parte dei potenziamenti raccolti. Comunque, c'è sempre di mezzo la generazione procedurale dei livelli e ricominciare dall'inizio a ogni morte. E a me l'idea di ricominciare sempre dall'inizio mi sta abbastanza sulle balle, infatti su questo blog trovate articoli solo su altri due giochi di questo tipo, Hades e Rising Hell, e in nessuno dei due sono andato avanti granché. Invece mi è piaciuto Sundered, un po' perché aveva una struttura da metroidvania, genere che invece adoro (diciamo anzi che è diventato il mio genere preferito da quando i JRPG sono diventati troppo lunghi per la mia età), e un po' perché i livelli erano procedurali solo in parte, e a ogni morte non ricominciavi davvero dall'inizio, tornavi semplicemente nell'hub centrale.
Anche Dead Cells, del 2018, ha una struttura da metroidvania, il che è sicuramente uno dei motivi che me l'hanno fatto amare, nonostante questa volta sia proprio un roguelite.







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