martedì 28 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti fantasy: BRZRKR, Hinterkind, The moon is following us

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi e meno brevi, su cose che ho visto/letto/giocato. Questa volta ci concentriamo quatto fumetti americani recenti di genere fantasy/fantastico. 


BRZRKR, di Keanu Reeves e Matt Kindt, disegni di Ron Garney (2021) recensione

BRZRKR, di Keanu Reeves e Matt Kindt, disegni di Ron Garney (2021)

Diciamo la verità, il principale se non l'unico motivo di interesse di BRZRKR è che è stato scritto da sua santità Keanu Reeves, che a giudicare dai meme su Facebook da qualche tempo è diventato la reicarnazione di Gesù Cristo. E questo nonostante che la saga cinematografica che lo ha fatto tornare alla ribalta alla grande preveda che lui uccida centinaia di persone...

Impossibile sapere quanto di quello che vediamo nel fumetto sia farina nel sacco di Keanu Reeves e quanto di Matt Kindt. Comunque la faccia del protagonista assomiglia molto a quella di Reeves (più squadrata e " da duro", però, e anche il fisico eccezionalmente muscoloso non è proprio quello dell'attore), e anche lui ammazza centinaia di persone come ridere, spesso in modi piuttosto splatter.
Il nostro protagonita, chiamato all'inizio solo B, è un immortale nato 80.000 anni fa e che, avendo una sorta di bisogno fisiologico di combattere e uccidere, da allora ha passato il suo tempo da una guerra all'altra facendo stragi su stragi. 

BRZRKR, di Keanu Reeves e Matt Kindt, disegni di Ron Garney (2021) recensione

La vicenda che seguiamo non è la vita di questo immortale, indistruttibile e invincibile guerriero e soldato lungo i secoli (giusto qualche vignetta qua e là ci da dei fermoimmagine di altri periodi), rimaniamo concentrati sul presente, nel quale B viene utilizzato dall'esercito americano e studiato dai suoi scienziati, e vari flashback sull'inizio della sua vita, nella preistoria.
La vicenda non è particolarmente interessante né originale, e in particolare il terzo e ultimo volume è in gran parte occupato da strane visioni mistiche che riempiono pagine e pagine di gente che fluttua in mezzo ai fulmini. I bei disegni e una prosa efficace rendono comunque il fumetto piacevole da leggere, ma niente di più e niente che possa rimanere nella memoria. Anche se l'ha scritto san Keanu Reeves.


Hinterkind, di Ian Edginton e Francesco Trifogli (2013)

Il mondo è stato devastato da un'epidemia che ha lasciato pochi, sparuti sopravvissuti in un mondo dove la natura ha ripreso il sopravvento. Un gruppo di sopravvissuti si è rifugiato all'interno di Central Park, a New York... beh, no, in effetti non si è capito perché si siano costruiti delle baracche in mezzo al parco invece di utilizzare un qualunque altro edificio di New York più comodo, posso solo immaginare che utilizzino l'area di Central Park per coltivare e che il parco sia più facile da tenere sgombro dalle bestie selvatiche che infestano l'area, tra cui dei "ligri", anch'essi mai spiegati. Per fortuna le cose che rimangono nel non detto finiscono qui.
Un paio di ragazzi vengono costretti dalle circostanze a uscire dai confini del villaggio e avventurarsi in un mondo che credevano "semplicemente" devastato dall'epidemia, per scoprire che la realtà è ben diversa: il declino degli esseri umani ha portato alla resurrezione delle altre razze che hanno sempre vissuto nascoste tra di loro. Fate, orchi, vampiri, elfi e altro ancora: le antiche razze dominano ormai il mondo, riportando alla luce antiche rivalità, ma tutte hanno una cosa in comune: tutte odiano gli esseri umani.

Hinterkind è una miniserie a fumetti raccolta in tre volumi, e ha in effetti molti punti in comune con Saga: un sacco di personaggi, che spaziano dai tizi qualunque coinvolti in giochi più grandi di loro ai regnanti impegnati in complotti e guerre di conquista; rapidi ribaltamenti di situazione; tradimenti; crudeltà a pacchi; morti facili, e tutta una serie di caratteristiche che per un po' mi hanno fatto pensare che Ian Edginton fosse uno pseudonimo di Brian Vaughan, o quantomeno che Hinterkind fosse nato in seguito al successo di Saga, un tentativo di cavalcare l'onda per sfruttare lo slancio. Il primo numero di Saga è uscito a marzo 2012, il primo di Hinterkind a dicembre 2013. Un anno e mezzo di differenza, è sufficiente a mettere insieme una serie a fumetti che sfrutta il successo della prima? Bah, con i film ci riescono eccome, Atlantic Rim è uscito una settimana dopo Pacific Rim...

A differenza dei mockbusters Asylum, però, Hinterkind sembra avere piena dignità di esistere come opera a sé stante. 
Per quanto la vicinanza a Saga nello stile in cui viene raccontata la storia sia abbastanza evidente, se uno smette un attimo di pensarci si trova tra le mani un fumetto appassionante. Almeno per i primi due volumi.

Durante la lettura del secondo volume pensavo: dai, non è bello come Saga ma ha il vantaggio che non dura millemila volumi, con tre ce la caviamo. Poi però ho capito perché.
Il terzo volume è in pratica un riassunto di quello che avrebbe dovuto essere. E' evidente che la storia subisce una brusca accelerata, probabilmente perché non vendeva abbastanza. Almeno li hanno avvertiti abbastanza in fretta da permettere agli autori di darle una fine. Così di colpo tutti i nodi vengono al pettine, personaggi che sembravano destinati ad avere un percorso subiscono invece cambiamenti repentini e in gran parte ingiustificati di carattere mentre altri spariscono del tutto, i problemi si risolvono con un deus ex machina grosso come una casa, e addirittura le ultime dieci pagine o giù di lì sono un illeggibile "racconto di quello che succede dopo", nel quale quella che sembrava dover essere la minaccia principale, i vampiri, viene liquidata con un "ah già poi sono arrivati anche i vampiri, ma li abbiamo sconfitti". E non sto scherzando.
Peccato, perché i primi due volumi erano belli, ma il terzo vanifica ogni sforzo.


The moon is following us, di Daniel Warren Johnson e Riley Rossmo recensione

The moon is following us, di Daniel Warren Johnson e Riley Rossmo (2025)

Tempo fa dedicai un intero articolo ai fumetti di Daniel Warren Johnson. Articolo dal quale probabilmente si evince che non ho intenzione di perdermi nemmeno un suo fumetto.
Eccoci infatti a parlare della sua ultima fatica, The moon is following us, che ha scritto e per il quale si è fatto affiancare nei disegni da Riley Rossmo: il primo disegna le parti nel mondo reale, l'altro quelle nel mondo onirico (colori del solito Mike Spicer). 

Si tratta di una storia nello stile che ha dato notorietà all'autore: azione e botte da orbi in salsa fantasy, a fare da contrasto con una storia di dolore, malattia ed esperienze traumatiche.
Una bambina non riesce più a svegliarsi da un sonno profondo. Un demone, o qualcosa di simile, l'ha imprigionata nei suoi sogni. I genitori della bimba devono quindi entrare nei sogni e combattere, letteralmente, contro le orde del male che minacciano di sopraffare la mente della bimba, trovando come alleati altre manifestazioni oniriche, derivate dai giocattoli e dalle esperienze della bambina. 

The moon is following us, di Daniel Warren Johnson e Riley Rossmo recensione

Difetti: Riley Rossmo è bravo a disegnare ma non come Daniel Warren Johnson. I due stili comunque si amalgamano bene.
E dieci numeri per questa storia sono un po' troppi, spesso si indugia in incasinate scene di battaglia che avrebbero potuto essere scorciate.
Difetti di poco conto, quindi, per un altro centro da parte di quel geniaccio di Daniel Warren Johnson. Preparatevi a esaltarvi e a prendere cazzotti nello stomaco, perché se c'è uno che non si fa problemi a mettere nello stesso fumetto mostri giganti, mosse di wrestling e momenti strappalacrime, è proprio l'autore di questo fumetto.
Consigliare di leggere un suo fumetto mi sembra quasi superfluo. Mi limito a segnalarvi che esiste, sapete cosa fare. 

Il Moro

Altri fumetti fantasy di cui ho parlato nel blog

Piccola nota: ancora per questo articolo il blog funzionerà con il pilota automatico, il che significa che sarà pubblicato ma probabilmente non riuscirò a condividerlo sui social. Cercherò comunque di rispondere ai commenti. Lo condividerò poi più avanti...

martedì 21 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, libri mai finiti: Mondotempo, La Fortezza dei cosmonauti, L'Aquila della decima legione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni più o meno brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Stavolta tre romanzi che non sono proprio riuscito a finire. Come devo chiamarli, "sconsigli di lettura"? Oltretutto, non è nemmeno la prima volta.


Mondotempo, di Tea C. Blanc (2019) recensione

Mondotempo, di Tea C. Blanc (2019)

Pur essendo un libro abbastanza corto, non sono riuscito a finirlo.
Si basa su una premessa interessante: un mondo futuro seguito a un crollo della società, durante il quale si sono perse molte tracce del passato. In questo mondo esistono gli archeoinformatici, che si occupano di recuperare dati da antichi hard disk. 
La figura di questi archeoinformatici è intrigante, soprattutto per me che sono informatico senza archeo. Peccato che la storia raccontata sia: due archeoinformatici trovano un hard disk che promette di contenere dati molto interessanti su quello che è successo subito prima e subito dopo il crollo. Il disco contiene gli appunti di una donna che è una specie di ribelle contro l'ordine costituito, e che ha scritto un romanzo che contiene frasi in codice da trasmettere ai suoi contatti sparsi per il mondo. Infatti, con un trucco vecchio come il mondo (per dire, lo usava già Lovecraft in molti dei suoi racconti, e quei racconti hanno superato il secolo di età), c'è un libro nel libro: gli archeoinformatici accedono ai contenuti dell'hard disk e oltre agli appunti dell'autrice trovano il testo completo del libro, e quindi noi ci leggiamo il testo completo del libro... che però è una palla atroce!

martedì 14 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, sparatutto in prima persona: Prey, Wolfenstein - The new order, Half-life 2

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!  

Ecco un altro articolo della serie "opinioni a piccoli sorsi", dove raccolgo commenti più o meno brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso parliamo di tre (facciamo due e mezzo, va) videogiochi di genere "sparatutto in prima persona" o FPS. Tutti di ambientazione fantascientifica e tutti avuti gratis su PC grazie a promozioni varie.


Prey (2017) recensione

Prey (2017)

Remake dell'omonimo videogioco del 2006, questo gioco (che ho avuto gratuitamente grazie all'Epic Store) esplorativo/survival in prima persona ha avuto recensioni a dir poco entusiastiche, ma come mi succede spesso a me non ha fatto tutta questa impressione. 

martedì 7 luglio 2026

Opinioni a piccoli sorsi: Mickey 17, Tron: Ares, Good Luck Have Fun Don't Die

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta tre film di fantascienza recenti. No, non hanno niente in comune tra di loro, a parte l'essere film di fantascienza. Volendo, l'essere film guardabili, ma non indimenticabili.


Mickey 17 recensione

Mickey 17 (2025)

Non ho letto il romanzo Mickey 7 di Edward Ashton (autore del quale in Italia è arrivato solo questo libro e il suo seguito, Antimatter blues - Ritorno alla vita. Mickey7 Vol. 2), ma non è che posso leggere tutti i romanzi da cui sono tratti i film che guardo: ho avuto quel periodo, ma fortunatamente ne sono uscito. 
Il fatto che questo romanzo sia stato tradotto in italiano è evidentemente legato all'uscita del film, coproduzione americana-sudcoreana, che sventola attoroni in locandina e alla regia nientepopodimeno che Bong Joon-ho, considerato uno dei migliori registi sudcoreani, suoi capolavori quali The Host e Parasite nonché l'ottimo Snowpiercer, altra coproduzione con gli USA. 

martedì 30 giugno 2026

Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti, di Alessandro Cerato

Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti, di Alessandro Cerato recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho ricevuto questo volume dall'autore, che mi ha chiesto una recensione. Dato che tra le pagine non ho trovato banconote, sarà una recensione del tutto imparziale! 😁

Cosa fa Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti è abbastanza chiaro fin dal titolo: indagare sugli altri universi narrativi nati sulla scia del successo dei Masters of the Universe

E' stato probabilmente Star Wars, con la relativa linea di giocattoli, ad inaugurare quella tendenza a mischiare fantasy e fantascienza, con la sua ambientazione fantascientifica in cui si muovevano personaggi ed eventi tipici del fantasy, tra guerrieri dalle capacità soprannaturali dotati di armi magiche, signori oscuri e imperi malvagi. I MOTU esasperarono questa tendenza, realizzando un'ambientazione mista di grande fascino, in cui ci si muove da un castello medievale a una montagna su cui vive un saggio mistico a bordo di velivoli tecnologicamente avanzati, e dove un guerriero armato di spada può confrontarsi allo stesso livello con uno armato di fucile laser.
I Masters hanno segnato la fantasia di una generazione. Potevano i produttori di giocattoli esimersi dal tentare di bissarne il successo? Figuramoci, e quindi ecco nascere decine di altre linee, che sfruttavano la medesima formula. 

martedì 23 giugno 2026

Opinioni a piccoli sorsi, Zagor: La regina della giungla, La condanna di Trampy, Il passato ritorna

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor. 


Zagor 729-730: La regina della giungla recensione

Zagor 729-730: La regina della giungla, di Luigi Mignacco e Anna Lazzarini 

Di tarzanidi era pieno il fumetto del secolo scorso, e anche Zagor era parte del gruppo, anche solo per il fatto che trovava sempre liane a cui aggrapparsi in un bosco teoricamente di conifere e latifoglie, anche se poi le storie erano di altro genere. In Bonelli ricordiamo Akim, ad esempio. Nell'editoriale del numero 729 Antonio Serra fa un elenco di tarzanidi donne, dal 1937 al 1993. Donne bellissime e dagli abiti succinti, tutte bianche come il latte nonostante vivessero per lo più in Africa, tutte perfettamente depilate come se andassero a fare la ceretta dall'estetista una volta a settimana, tutte pronte a invaghirsi del cacciatore bianco di turno, magari dopo averlo fatto girare un po' a vuoto per la giungla. 

Queste donne vengono omaggiate in La regina della giungla, nella quale in Darkwood salta fuori l'ennesima valle nascosta dentro il cratere di un vulcano spento. È una storia veloce, breve (un albo e mezzo), divertente e ben disegnata. Ci sono alcune ingenuità e stranezze forse fuori moda (vedi ad esempio i personaggi che si chiamano come l'arma che usano), ma io penso che sia tutto voluto, per riprendere e omaggiare quelle dei fumetti degli anni '40-'50-'60 di riferimento, dei quali ammetto di aver letto pochissimo. 

martedì 16 giugno 2026

Masters of the Universe: il film del 2026 e un po' di ricordi personali.

masters of the universe 2026 recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Beh, ci siamo: se seguite questo blog, sapete che quello dei Masters Of The Universe, MOTU per gli amici, è uno degli argomenti di cui parliamo più spesso da queste parti. I MOTU hanno riempito la mia infanzia: insieme a Zagor e Star Trek, sono probabilmente i singoli franchise che più hanno avuto importanza nella mia giovinezza e pure nella mia vita successiva.
Il mio primo incontro con loro è avvenuto nel natale dei miei 8 anni. Non ricordo nessun giocattolo precedente ai MOTU, e anche i pochi altri giocattoli arrivati dopo comunque entravano nelle storie e nelle battaglie tra He-Man e Skeletor, poco importava se erano alti il doppio, avevano una forma completamente diversa o altro.
Di fronte a casa mia c'era all'epoca un negozio di articoli per la casa vari, che aveva sempre uno scaffale pieno di Masters. Non sto a dirvi quante volte mi fermavo a guardare quello scaffale, e quante riuscivo a coinvincere i miei a comprarmene uno nuovo (a me e a mio fratello, che condivideva quella passione). Un master costava 12.000 lire. "Il negozio all'angolo", si chiamava, anche se non ufficialmente, perché non aveva insegne. Mi manca, quel negozio.
Ricordo di aver accolto con scarso entusiasmo la seconda serie di cartoni animati, The new adventures of He-Man, così come i relativi giocattoli. Ma costringevo i miei a comprarli quasi tutti lo stesso. Anche le grosse basi e veicoli, che costavano un sacco di soldi. Sì, era facile farmi dei regali, all'epoca.
Ricordo anche quanto mi bruciò quando smisero di produrli. Come ho già detto qualche altra volta, per questo sviluppai un odio verso le Tartarughe Ninja: erano sempre Mattel e il loro successo è iniziato più o meno in contemporanea alla fine dei Masters, quindi le incolpavo di aver preso il posto dei miei beniamini. 

martedì 9 giugno 2026

La saga della guerra dei vecchi, di John Scalzi

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta vi beccate la mia opinione su una saga di romanzi scritti da John Scalzi. Ho scritto l'opinione per ognuno subito dopo averlo letto, quindi prima di leggere il successivo. Iniziamo subito dal primo. 


Morire per vivere (Old man's war) john scalzi recensione
Morire per vivere (Old man's war) john scalzi recensione

Morire per vivere (Old man's war) (2005)

Il primo libro di John Scalzi (il terzo che ho letto io, dopo Uomini in rosso e Chiusi dentro. Ho già scritto la mia opinione al riguardo ma è ancora tra la bozze, prima o poi la pubblicherò), che l'ha fatto di colpo diventare un nome di primo piano della fantascienza moderna, finendo candidato direttamente premio Hugo l'anno dopo. Se lo merita?
Beh il romanzo che ha vinto, Spin di Robert Charles Wilson, non l'ho letto quindi non posso fare confronti diretti, ma sicuramente Morire per vivere è un bel romanzo.

martedì 2 giugno 2026

Opinioni a piccoli sorsi, serie TV: Stranger Things stagione 4 e Wonder Man

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Oh, porca vacca, ma da quanto tempo è che ho tra le bozze questo pezzo? Ero convinto di aver già pubblicato la mia opinione sulla quarta stagione di Stranger Things, e invece nel frattempo è uscita la quinta (per non parlare della versione animata) e ha già anche avuto il tempo di passare di moda, dato che non ne sento più parlare!
Va beh, il blog è come il maiale, non si butta via niente, quindi vi ripropongo qui l'articolo come l'ho trovato. Adesso speriamo di riuscire a pubblicarlo prima che esca anche il seguito di Wonder Man...


Stranger Things quarta stagione recensione

Stranger Things quarta stagione (2022)

La prima stagione mi era piaciuta, la seconda ho smesso di guardarla dopo due o tre episodi vinto dalla noia, con la terza non ci ho nemmeno provato. Alla quarta ho deciso di dare un'altra possibilità viste le ottime recensioni trovate in giro, quindi ho letto i riassunti della seconda e della terza su Wikipedia e via.

martedì 26 maggio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, metroidvania gratuiti (o che lo sono stati): Dead Cells e The Mummy Demastered

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Il primo fatto è che a me piacciono molto i metroidvania, e il secondo fatto è che ora ne esce una quantità imbarazzante ogni anno, in particolare dalla scena indipendente o comunque da piccoli studi. Ormai realizzare un gioco in grafica 2D e magari in pixel art deve essere una cosa relativamente semplice, almeno rispetto ai titoli tripla A a cui occorrono team di centinaia di persone. Non posso che esserne contento, ma il problema è: come faccio a scegliere quelli a cui giocare, visto che ce ne sono così tanti? 
La soluzione, in realtà, è più semplice del previsto: gioco a quelli che i negozi online mettono a disposizione gratuitamente. Chiamami fesso.


Dead Cells recensione

Dead Cells (Android, 2018)

In particolare, la versione Android di questo Dead Cells è inclusa nell'abbonamento Netflix.
Ho già avuto altre occasioni di dire che non amo i roguelike, cioè quel genere di giochi nel quale quando si muore si ricomincia dall'inizio e in cui i livelli sono generati proceduralmente. Per chi non sapesse cosa significa, vuol dire che a ogni partita i livelli sono diversi, perché rigenerati dal gioco ogni volta secondo delle procedure particolari. Ci sarebbe poi anche da distinguere tra i roguelike e i roguelite, la distinzione è abbastanza complicata comunque semplificando i roguelike sono più simili al capostipite del genere, Rogue del 1980, in cui quando muori perdi più o meno tutto, mentre i roguelite permettono una progressione, cioè quando muori ricominci dall'inizio ma mantenendo una parte dei potenziamenti raccolti. Comunque, c'è sempre di mezzo la generazione procedurale dei livelli e ricominciare dall'inizio a ogni morte. E a me l'idea di ricominciare sempre dall'inizio mi sta abbastanza sulle balle, infatti su questo blog trovate articoli solo su altri due giochi di questo tipo, Hades Rising Hell, e in nessuno dei due sono andato avanti granché. Invece mi è piaciuto Sundered, un po' perché aveva una struttura da metroidvania, genere che invece adoro (diciamo anzi che è diventato il mio genere preferito da quando i JRPG sono diventati troppo lunghi per la mia età), e un po' perché i livelli erano procedurali solo in parte, e a ogni morte non ricominciavi davvero dall'inizio, tornavi semplicemente nell'hub centrale.

Anche Dead Cells, del 2018, ha una struttura da metroidvania, il che è sicuramente uno dei motivi che me l'hanno fatto amare, nonostante questa volta sia proprio un roguelite.

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