martedì 27 dicembre 2022

Opinioni in pillole, fantastico italiano: Vilupera e The Italian Way of cooking

Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Raccolgo in un unico articolo i commenti che ho scritto per alcuni libri che ho letto, commenti troppo corti per diventare post a sé stanti e che non ,mi andava di approfondire di più. In questo caso, vi parlo di due importanti esponenti della corrente del fantastico letterario italiano.



The Italian Way of cooking, di Marco Cardone recensione


The Italian Way of cooking, di Marco Cardone


Negli ultimi anni la letteratura italiana del fantastico mi ha dato grandi soddisfazioni.
Penso a My Little Moray Eel di Lucia Patrizi, Hydrostasis di Mirko Dadich, Poison fairies di Luca Tarenzi, la saga di Eternal War di Livio Gambarini, Riviera Napalm di Mazza e Sensolini, e altri di cui non ho parlato sul blog e di cui ora mi sfuggono i titoli. E ora si aggiunge anche questo Italian Way of cooking di Marco Cardone.

Trama: il proprietario e cuoco di un ristorante toscano si trova ad affrontare e uccidere un mostro. Come sbarazzarsi del cadavere? Beh, siamo in un ristorante...

Credo che queste due righe di sinossi ultra stringata siano sufficienti a stuzzicare la curiosità di molti di voi, e sono sicuro che lo faranno ancora di più quando vi dirò che a una buona idea corrisponde anche una trama che si sviluppa in modo intrigante e uno stile di scrittura frizzante e divertente.

Vorrei evitare di entrare più nel dettaglio della trama, visto che al protagonista succede un mucchio di roba e ogni ulteriore specifica sarebbe spoiler. Gli sviluppi non sono poi originalissimi, la tempesta di sfighe che si abbatte sul protagonista Nero sono una piega della trama abbastanza prevedibile, ma non fa niente quando hai un protagonista così simpatico. Nero è un personaggio meravigliosamente realistico e scritto benissimo, poco eroico, molto egoista, ma con dei valori che tutti possiamo condividere.

Voglio spendere due parole anche per quanto riguarda lo stile di scrittura: asciutto, pulito, essenziale. È bello a volte leggere romanzi dove l'autore dimostra la sua padronanza del mestiere con ardite metafore e periodi circonflessi, qualunque cosa questo voglia dire. Marco Cardone crea in questo libro un'esperienza completamente all'opposto: l'autore è qui trasparente, totalmente al servizio della trama. Va avanti come un treno, senza indulgere in nulla, usando esattamente la quantità di parole che necessaria per raccontare l'evento in scena, senza nulla sprecare.

Un libro coinvolgente dalla prima all'ultima pagina che mi sento di consigliare a qualunque amante del fantastico.

Potete acquistarlo qui (se passate da questo link a me arriva qualche centesimo).

E' uscito anche il seguito. Italian Way of Cooking. Pizza, mostri e mandolino, che leggerò al più presto.


Vilupera, di Mazza-Sensolini recensione


Vilupera, di Mazza-Sensolini

Ho davvero adorato il libro precedente di questa coppia di autori, Riviera Napalm, tanto da piazzarlo sul podio dei libri più belli letti nel 2019. Purtroppo, non è stata la stessa cosa per Vilupera, con il quale gli autori sono passati dalla fantascienza postapocalittica al'heroic fantasy.

Il punto è che non basta cambiare i nomi alle città per creare un'ambientazione interessante. Anzi, quello che probabilmente è il punto di forza dell'ambientazione nelle intenzioni degli autori, cioè l'utilizzo di nomi che richiamano in qualche modo al sangue alla violenza sia per luoghi che per nomi propri di persone, invece che divertente risulta confusionario. Ci sono lunghe parti con dei personaggi che parlano e complottano, tirando in ballo nomi e fazioni una dietro l'altra, così che risulta difficile tenere il conto, e capita spesso di non ricordarsi chi sia chi, chi sia nemico di chi e chi alleato di chi. Magari i nomi aiutano a ricordarsi il personaggio in particolare (quando il gay si chiama Gaio è facile), ma quando ci si deve ricordare di chi è figlio o con chi va sposato la fatica è notevole.

Rimane lo stesso stile di scrittura di Riviera Napalm: quello stile particolarissimo, e credo molto difficile da padroneggiare, in cui da ogni parola sembra trasudare brutalità. Non c'è una sola frase che sia scritta senza usare perifrasi e metafore che rimandino in qualche modo alla violenza.
Peccato che questo renda ancora più difficili da decifrare le parti in cui i personaggi si limitano a parlare e magari a ordire congiure.

Oltretutto, in un romanzo relativamente breve si perde anche troppo tempo in queste chiacchiere che già sappiamo essere vuote, perché è chiaro fin dalla prima pagina che 



Vilupera, di Mazza-Sensolini recensione

Diversa è la storia quando il punto di vista si fissa sui due personaggi principali, il Barbiere e la Lebbrosa, che tutto dove vanno ne ammazzano qualcuno. Tutte le parti dove la violenza si scatena davvero sono meravigliose, trasudano i famosi "sangue e merda" da ogni parola, si avverte il bruciore degli schiaffi e il dolore dei calci nelle palle, le teste rotolano che è un piacere e i cadaveri si ammucchiano in simpatiche cataste.

La prosa particolare e ricercata è quello che gli permette di distinguersi dalla massa dei romanzi e racconti "heroic fantasy" delle quali, in fondo, riprende la maggior parte degli elementi limitandosi a rendere il tutto più sporco, puzzolente e brutale.

Una piacevole lettura, quindi, eppure non al livello del precedente libro della coppia di autori, più originale e intrigante sia come storia che come ambientazione.

Se non ritenenete il mio giudizio valido, potete acquistare il libro qui. Non mi offendo, ma solo perché anche in questo caso se lo acquistate passando da qui a me arriva qualche centesimo, mentre per voi costa uguale. ;-)

Ha avuto anche due seguiti: Mattanza e Sudario, che vanno a formare la trilogia del Regno di Taglia.

Il Moro

Qui trovate gli altri romanzi fantasy-fantastici di cui ho parlato sul blog

giovedì 22 dicembre 2022

Zagorianità n.22, con ben due miei articoli all'interno!


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

E' uscito il n. 22 di Zagorianità, rivista dedicata ovviamente a Zagor e legata al forum Zagor Te Nay, intitolato Chiamale anche emozioni.

Si tratta di una fanzine, cioè di una rivista redatta interamente dai fan, che contiene commenti e articoli di approfondimento sul mondo di Zagor. Da qualche tempo a questa parte anch'io collaboro con la rivista, che questa volta esce con ben due articoli a mia firma!

martedì 20 dicembre 2022

The Dig, una lavorazione travagliata per una delle migliori avventure grafiche di sempre


The Dig recension
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

C'è un asteroide in rotta di collisione verso la terra. L'unico modo di fermarlo senza spaccarlo in pezzi che andrebbero comunque a ricadere sul pianeta è montare su uno shuttle e andare a piazzare delle cariche in dei punti strategici dell'asteroide, per deviarne la rotta.
Se a qualcuno tutto questo fa venire in mente Armageddon o Deep impact, vi ricordo che entrambi questi film sono del 1998, il gioco è uscito nel 1995 ma la gestazione è iniziata addirittura nella seconda metà degli anni '80. Non escludo la presenza di fonti ispiratrici precedenti: così su due piedi mi viene in mente il film Meteor del 1979, con Sean Connery, nel quale però al meteorite sparavano missili da terra.

Il copione iniziale avrebbe dovuto essere un episodio della serie TV Amazing Stories, ideata e curata da Steven Spielberg, andata in onda negli USA tra il 1985 e il 1987. In seguito Spielberg decise di riutilizzare l'idea per un film, ma i costi di produzione lievitarono talmente che non se ne fece nulla. Spielberg pensò quindi di utilizzarla per un videogioco, e chiamò l'amico George Lucas che lo mise in contatto con i nomi più importanti della LucasArts. Il primo progetto era per un gioco action/adventure/RPG, un sistema troppo avanzato per l'epoca che avrebbe richiesto la creazione di un motore di gioco nuovo e apposito, e nessuno se la sentì di fare un investimento del genere.
Si passa quindi all'avventura grafica, ma i problemi sono tutt'altro che finiti. Steven Spielberg richiede una notevole spettacolarità per il gioco (oltre a un mucchio di scene splatter), tanto che sembra impossibile programmarla usando lo SCUMM.
Seguono ulteriori rimaneggiamenti, litigi, gente che rischia il posto, fino a che Spielberg non viene ridotto a più miti consigli (sia per la spettacolarità che per lo splatter) e si può finalmente iniziare a realizzare qualcosa con lo SCUMM, ma anche qui le cose continuano ad essere maledettamente complicate, le scene d'intermezzo (realizzate dalla Industrial Light&Magic) rimaneggiate più volte, eccetera.

martedì 13 dicembre 2022

Opinioni in pillole, Zagor: Il battello dei misteri, L'inarrestabile, La macchina del tempo

 Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.



Zagor speciale n. 35, Il battello dei misteri

Trattasi di una raccolta di storie già edite ma al di fuori della serie regolare. Nella fattispecie, la più lunga e quella che da il titolo allo speciale è una storia pubblicata in formato a striscia qualche anno fa, imitando lo stile in cui erano pubblicate le prime storie di Zagor. L'imitazione continua anche nei disegni, Sedioli e Verni ci riportano ai tempi di Ferri, e nel ritmo della narrazione, che tiene conto del formato presentando una vicenda ben suddivisa in ogni albetto, con il ritorno alle didascalie, alcune delle quali illustrate. Una ventata di amarcord ben fatto perché invece di andare a ripescare argomenti e tematiche si è recuperata la modalità narrativa dei primi numeri, con tanto di didascalie (della cui scomparsa ancora mi dolgo).
Forse proprio grazie a questi vincoli Burattini qui è al suo meglio, orchestra una storia appassionante dal ritmo indiavolato priva degli spiegoni e dei cali di tensione che caratterizzano gran parte dei suoi ultimi lavori. 

martedì 6 dicembre 2022

Reborn, l'aldilà secondo Mark Millar

Reborn, l'aldilà secondo Mark Millar, recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Mark Millar ha scritto dei grandi fumetti, quindi una possibilità gliela do sempre. Ma è anche un autore incostante, che viaggia spesso tra i diamanti e la cacca, quindi capita che molti suoi nuovi fumetti siano delle delusioni.
In questo caso non possiamo parlare proprio di cacca, ma di certo siamo lontani dai diamanti.
La tematica è: la vita dopo la morte.
In questo caso proprio di "vita" bisogna parlare, perché secondo Millar dopo la morte si finisce in un mondo fantasy reale quanto questo, in cui si può nuovamente invecchiare e morire.
Attenzione: per fare delle critiche puntuali a Reborn ho dovuto disseminare il testo che segue di SPOILER. Non è un fumetto di cui consiglio la lettura, ma se volete comunque leggerlo ripassate dopo che l'avete fatto.

Chi è stato "buono" in vita nel nuovo mondo si ritrova ad apparire con un'età diversa da quella in cui è morto, di solito più giovane ma non ci sono regole precise, e a volte con poteri magici. Chi è stato cattivo invece si ritrova in un corpo mostruoso, e a volte poteri magici anche lì.

C'è quindi questa eterna guerra tra il bene e il male, e la protagonista, morta da anziana, si ritrova nel suo corpo di vent'anni investita di un destino legato a una profezia, secondo la quale dovrà fermare i piani del cattivo cattivissimo di turno.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
;