venerdì 29 luglio 2022

Pausa estiva!

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Solo una piccola comunicazione di servizio: il blog va in vacanza, quindi per due settimane non usciranno nuovi articoli. Cercherò comunque di rispondere ai commenti.

Ciao e buone ferie, sia che le abbiate già fatte sia che dobbiate ancora farle!


Il Moro


martedì 26 luglio 2022

Opinioni in pillole, film d'azione: Fast & Furious 9, Io sono Nessuno, RRR

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di film prevalentemente action.


Fast & Furious 9 recensione


Fast & Furious 9

Fate un gioco: guardate questo film e ogni volta che succede qualcosa di totalmente implausibile e che viola ogni legge della fisica, della logica e del buon senso, bevete un sorso. Potete scegliere la bevanda che preferite, ma vi suggerisco una birra leggerissima o non supererete sobri nemmeno il primo quarto d'ora.
Fast & Furious 9 sembra quasi indeciso tra essere un film di supereroi (perché nessun essere umano può uscire indenne da delle cose del genere) e una parodia, ma non ci sono supereroi e non si prende abbastanza in giro. Sì, c'è un momento in cui loro stessi ironizzano sul loro essere apparentemente indistruttibili, ma non basta. 

Non ricordo abbastanza bene i film precedenti (non li ricordo quasi per niente, in effetti) per sapere come questi tizi siano passati dal fare le gare clandestine con le macchine a missioni da superspie in giro per il mondo. Ma tanto non importa, la trama è quella parte fastidiosa e così stupida e senza senso da risultare incomprensibile che sta tra una scena d'azione e l'altra. Purtroppo queste parti dove c'è gente che parla di cose che non interessano a nessuno è decisamente troppo lunga, e delle due ore e venti di durata del film, anche al netto dei dieci minuti dei titoli di di coda, io ne avrei tagliati tranquillamente almeno tre quarti d'ora. 

Fast & Furious 9 recensione

Il grosso problema di questo film è il contrasto fra le cialtronate che succedono durante le scene d'azione, e l'atteggiamento serio e pomposo dei personaggi nelle parti parlate, di Vin Diesel in particolare, che non è mai stato il miglior attore in circolazione ma qui dà davvero il suo peggio. Le facezie tipo la hacker che hackera "cose", che fa subito venire in mente il meraviglioso hacker di Kung Fury (cortometraggio meraviglioso che con la sua parodia avrebbe dovuto mettere la parola fine a queste stupidaggini sugli hacker che hackerano le cose, ma nessuno può battere gli sceneggiatori svogliati), o perle di cultura come il cenno a tale Khasar Khan, fratello minore di Gengis Khan, come se "Khan" fosse il cognome (Khasar è esistito ma non è mai diventato khan, parola che, ricordiamolo agli sceneggiatori di hollywood, è un titolo corrispondente grossomodo a "sovrano"), non bastano a stemperare l'aria di seriosità generale, Anche perché è abbastanza chiaro che non siano fatte apposta per far ridere. 

Fast & Furious 9 recensione

Può un film come Fast & Furious 9 essere noioso? Eh, hai voglia! Specialmente se ci sono troppi rimandi ai film precedenti, di cui nessuno ricorda la trama perché l'unica cosa che rimane sono le acrobazie con le macchine, anzi nemmeno quelle, l'unica cosa che rimane è il fatto che ci fossero un sacco di acrobazie..

Alla fine probabilmente il modo migliore di vedere questo film è guardare solo le scene d'azione e mandare avanti veloce il resto. E, diciamo la verità, in quanto ai magneti utilizzati in modo così fantasioso nell'ultima parte, non sono nemmeno da mettere vicino ai poteri magnetici di Enthiran e 2.0


Io Sono Nessuno recensione

Io Sono Nessuno

Sì tratta di nient'altro che un simpatico film d'azione alla John Wick, interpretato da un attore che sta avendo il suo momento grazie a Breaking Bad e Better Call Saul. E in effetti non ha proprio il fisique du role per interpretare quello che ammazza centinaia di persone da solo, ma non ce l'ha neanche Keanu Reeves, no?. 

Dopo John Wick i cloni dello stesso hanno iniziato a spuntare come funghi, e non ho intenzione di vederli tutti, penso anzi che dopo questo ne avrò abbastanza per un po'. In realtà si può andare decisamente più indietro, tipo al 2005 con A History Of Violence con Viggo Mortensen e Ed Harris diretto da David Cronenberg, tratto da un fumetto di John Wagner del 1997. Inutile dire che il livello  qualitativo era ben diverso, ma anche lo scopo del film, più virato verso il drammatico e il thriller. O addirittura al 1985 di Commando, dove però il protagonista non aveva nessuna intenzione di nascondere la sua vera natura di prima di diventare pater familias. Voglio vedere voi a nascondere Schwarzenegger.
L'idea del vendicatore ammazzasette che prima sembra una persona normale e poi salta fuori che una volta era un superkiller ora in pensione e fa una strage è stata sfruttata più volte (Liam Neeson, sei tu?), è altamente probabile che ci siano esempi precedenti anche a quello di Cronenberg ma così su due piedi non mi viene in mente niente, sentitevi liberi di segnalarmeli. Il film di Keanu Reeves però è quello che ha fatto più parlare di sé ultimamente, quindi ecco che per ogni cosa del genere che viene subito da pensare "ecco, un'altra Johnwickata".

Io Sono Nessuno recensione

È in effetti impossibile guardare I Am Nobody senza pensare a quanto sia derivativo, ma ciò non gli impedisce di essere divertente. La principale, anzi forse l'unica differenza con gli altri film citati è che al nostro Nobody l'idea di ritornare in azione piace da matti.
All'inizio il film sembra cercare un approccio realistico, la rissa nell'autobus è cruda e, non dico perfettamente plausibile, ma il protagonista non sembra un supereroe e vince a fatica. Poi però man mano che si va avanti il realismo va a farsi benedire, il signor Nobody ammazza gente a carrettate, gli altri gli sparano in dieci coi mitra tutti insieme senza colpirlo e lui fa un colpo un morto senza mirare, le solite cose insomma. L'accenno al dramma dell'uomo che vive una vita fasulla che rimanda al film di Cronenberg se ne va in caciara in una serie di scene d'azione una meno credibile dell'altra, per non parlare dell'assurdità del finale. 

Questa diversità tra la prima e la seconda parte del film stride un po', e in generale il film non ha niente di particolare per cui essere ricordato (forse giusto la scazzottata sul bus) ma è comunque ben girato e non annoia, perfetto per una visione in spensieratezza.


RRR recensione


RRR

Ho visto questo film su consiglio di Cassidy, e devo dire che è stato un buon consiglio.

La mia conoscenza del cinema indiano è probabilmente superiore alla media, nel senso che oltre a vedere gli spezzoni su Youtube dei film action-demenziali io ho visto anche per intero ben due film indiani, Enthiran e il suo seguito 2.0. Ok, questo forse non mi piazza proprio tra i massimi esperti occidentali in materia. Tutto questo per dire che è il più bel film indiano che io abbia mai visto! Yeah!

In India quasi ogni anno esce un film che infrange il record del più costoso della loro produzione, ma in questo caso siamo al secondo posto dopo 2.0. Soldi spesi meglio, però.

RRR recensione


Il film va preso per quello che è, cioè una storia "epica", dove la sceneggiatura e la recitazione non inseguono il realismo ma piuttosto l'estremizzazione e il carisma dei personaggi. E' tutto chiaramente finto, teatrale. Eppure, o forse proprio per questo se siete come me e vi piace questo modo di fare film, riesce a emozionare. La storia è epica e drammatica, con l'amicizia tra questi due uomini che senza saperlo stanno dai due lati opposti della barricata, destinati prima o poi a scontrarsi, durante il periodo della colonizzazione inglese dell'India. 

Dall'alto della mia esperienza di tre film visti per intero posso dire gli indiani amano il musical e i film d'azione esagerati, ecco quindi che ogni volta devono inserire dei momenti musicali e dei momenti d'azione ultra esagerata. Per fortuna qui sembrano tenersi un po', nelle scene action i protagonisti sfoggiano abilità sovrumane ma non al livello di alcuni spezzoni che potete trovare sul tubo. Solo verso la fine, forse, si lasciano prendere la mano, e infatti l'ultima mezz'ora è la meno riuscita, il tono farsesco dell'azione esagerata va a contrastare troppo con la storia drammatica. E il balletto finale ultrapatriottico può lasciarci un po' straniti.

RRR recensione

Tre ore di film sono tante, tanto che a metà film c'è uno stacco che sembra fatto apposta per dire "interrompi qui e riprendi un altro giorno", che è il modo migliore per vederlo. Ma l'alternanza dei momenti drammatici e quelli divertenti,. la storia appassionante, l'evidente sforzo produttivo (quante comparse hanno usato nella scena iniziale, un milione?), rendono questo film una gioia per gli occhi.

Lo trovate su Netflix, sottotitolato. Ve lo consiglio. E vi consiglio anche la recensione di Cassidy, che ne ha parlato meglio di quanto non abbia fatto io. Ma, ehi, tutto quello che mi veniva in mente di scrivere l'aveva già scritto lui!


Il Moro

martedì 19 luglio 2022

Future Man

Future man recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla

Serie statunitense del 2017, attualmente disponibile su Prime, Future Man è una storia di fantascienza con per tema principale il viaggio nel tempo, ma non aspettiamoci pipponi alla Dark: il tono di Future Man è decisamente ironico, per non dire quasi demenziale. 
Un ragazzo che lavora come inserviente in un laboratorio chimico di una casa farmaceutica sfoga le sue frustrazioni sui videogiochi, su uno in particolare, un videogioco di combattimenti in terza persona la cui ambientazione ricorda il futuro di Terminator. E' il primo a riuscire a terminarlo (ah ah, ha fatto la battuta!), e un istante dopo (in un momento leggermente imbarazzante) ecco che compaiono dal nulla due personaggi del videogioco, che gli dicono di provenire dal futuro e che hanno mandato quel videogioco nel passato per trovare l'eroe che possa aiutarli a impedire l'avverarsi del futuro raccontato nel gioco stesso.
Questo spassoso inizio è l'incipit di Future Man, una storia di viaggi nel tempo e gente che muore malissimo.

Siamo dalle parti della commedia nera, quel tipo di commedia dove l'esplosione di una testa fa ridere quasi quanto un ufficio pieno di gente che vomita. E fa ridere un sacco!

martedì 12 luglio 2022

Opinioni in pillole, film per ragazzi: Sonic - Il film, Luca, Jungle Cruise, Red, Cip e Ciop Agenti Speciali, Il Mostro dei Mari

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo riassuntivo, in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di film per bambini/ragazzi. 
Capita che scriva queste opinioni subito dopo aver visto il film, e le tenga lì a sobbollire ginché non ne ho accumulate abbastanza da farci un articolo. Trovate quindi qui sia film che ho visto settimana scorsa che film visti più di un anno fa, con relativi commenti scritti poco dopo aver visto il film, quindi se questo articolo vi sembra un collage è perché lo è.


Sonic - Il film 

Sonic - Il film  recensione

Non ho mai amato granché il gioco di sonic, ma all'epoca ci ho giocato un sacco lo stesso... Perché avevo solo quello! Ho provato negli ultimi anni qualcuna delle ultime edizioni, mollandole tutte dopo tre/quattro minuti al massimo. Effetto nostalgia un paio di...
 Il film è divertente e, ovviamente, velocissimo, con un fantastico Jim Carrey che al suo ruolo classico da matto. Mio figlio seienne qualche partita ai giochi l'ha fatta ma anche lui non è che abbia apprezzato molto,  gli è piaciuto di più il film.
Alla fine ci è piaciuto abbastanza, anche se probabilmente verrà ricordato di più per la campagna pubblicitaria con il primo orribile look di Sonic e i produttori che fingono di rimandare il film per rivederlo secondo le indicazioni dei fan. Sì, certo.


Luca

Luca recensione

Simpatico film Disney incentrato sui classici temi dell'accettazione delle diversità, sia da parte degli altri che da parte del diverso stesso. Non una pellicola destinata a rimanere impressa nella memoria, ma comunque un bel film, in linea con la qualità dei film d'animazione Disney.
La parte per noi più interessante è probabilmente l'ambientazione italiana, in un paese ligure che sembra la replica di Portofino. Grazie probabilmente al regista Enrico Casarosa siamo anche riusciti ad evitare i soliti stereotipi sugli italiani (non ho notato "mani a carciofo" sparate a caso).
Merita.


Jungle Cruise

Jungle Cruise recensione

Film Disney ispirato, come I pirati dei caraibi, a un'attrazione di Disneyland.
Una roba noiosetta, che si lascia guardare come qualsiasi film della Disney senza però lasciare nulla. Sto già per dimenticarmelo.
L'ho visto al cinema insieme al seienne di casa e anche lui a un certo punto ha chiesto "quanto dura ancora?" il che è tutto dire. 

Ormai l'argomento del politically correct tiene talmente banco che non riesco più a guardare un film senza notarlo. In un altro momento magari avrei visto nella protagonista, donna che si ribella a una società maschilista, nient'altro che una donna "tosta" che non si fa mettere i piedi in testa (e la società contro cui combatte non sembra in grado di colpirla veramente, visto che alla fine fa tutto quello che le pare, ma ehi, è sempre un film per bambini), oggi vedo MeToo dappertutto e mi partono considerazioni tipo "ecco che anche qui hanno dovuto..."
Cacchio, non sono più capace a guardare un film senza farmi le paturnie.
Plauso comunque al cattivo serpentino: qui si parla da anni di fare un film nuovo dei Masters of the universe, ed ecco lì che la Disney ti butta in mezzo un King Hiss perfetto senza nemmeno avvertire!

Jungle Cruise king hiss
L'unica cosa che mi ricordo del film: la somiglianza di questo tizio con un personaggio dei Masters Of The Universe.


Red

red recensione


FIlm della Pixar che sembra un film della Dreamworks, tutta un'allegoria del diventare adulti e avere le prime mestruazioni, in pratica un Voglia di vincere al femminile. Direi "con più sangue" visto il tema delle mestruazioni, ma essendo un film Disney di sangue non ce n'é lo stesso.
Il punto è che, ancora più che in altri film della Pixar, si pensa solo all'allegoria e al messaggio e poco alla storia. E, già che ci siamo, ad ambientare tutto in un 2002 nostalgico, che la nostalgia degli anni '80 magari la stiamo superando e quella degli anni '90 abbiamo fatto che saltarla.
Decisamente il più debole dei film Pixar degli ultimi anni. Probabilmente uno dei più deboli in generale. Il ritmo sostenuto e le trovate comiche divertenti, anche se tutte abbondantemente già viste, lo rendono comunque adatto alla visione da parte dei bambini, ma non è uno di quei film Pixar dove dietro la storia per i bambini ci sono dei sottotesti per gli adulti.


Cip e Ciop Agenti Speciali

Cip e Ciop Agenti Speciali recensione


Avevo dei dubbi sul far vedere questo film a mio figlio di 7 anni [notare che nel frattempo che accumulavo queste opinioni è cresciuto di un anno, ndMeStessoDelPresente], visto che, da quanto leggevo in giro, si tratta di uno di quei film che vanno di moda adesso, stracolmi di citazioni e rimandi, in particolare a roba degli anni 90 [e per il film precedente di questa lista ho appena detto che la nostalgia degli anni '90 l'avevamo saltata, ndMeStessoDelPresente]. Alla fine l'abbiamo guardato e al settenne è piaciuto, anche se abbiamo dovuto bloccare qualche volta per spiegargli alcune cose. Neanche tanto sulle citazioni, ma proprio per la storia, forse un po' troppo complessa per un bambino di 7 anni, ma magari gli è piaciuto anche per questo. 

Un po' come per Spider-Man: No Way Home, non si tratta di un'operazione nostalgia fine a se stessa, ma di una storia che sta in piedi per conto suo, seppur non particolarmente originale, impreziosita da queste citazioni per chi le capisce, ma che non risultano necessarie o pesanti per chi non le capisce.
A parte Ugly Sonic, che francamente si poteva evitare, visto che è una citazione difficile da cogliere se non sei un nerd che segue queste cose, e ha pure una certa importanza nella storia. [come dicevo all'inizio, il primo film di questa lista l'ho visto oltre un anno fa, questo invece nemmeno un mese fa. ndMeStessoDelPresente]
A parte le citazioni e il fatto che i cartoni animati vivano insieme agli umani come in Chi ha incastrato Roger Rabbit?, la storia è un poliziesco piuttosto classico, credo anzi che la scelta di un canovaccio così classico sia voluta. Ecco, una cosa che non me la sono sentita di spiegare nel dettaglio al settenne è il formaggio puzzolente come allegoria della cocaina o quale sia la droga che va per la maggiore a Hollywood. 

Film quindi decisamente buono e che si è rivelato adatto, oltre che agli adulti che riescono a capire le citazioni, anche ai bambini che, pur perdendosi metà del valore del film, potranno apprezzarne la trama abbastanza complessa da mettere in moto le loro meningi e il ritmo movimentato ma non troppo, che molti film per bambini dei tempi moderni sembrano intenzionati a far venire l'epilessia a chi li guarda.

Peccato per le voci del doppiaggio italiano che spesso suonano fasulle e forzate, infatti basta fare un giro su Wikipedia per vedere che alcuni dei personaggi principali sono doppiati da personaggi televisivi.


Il mostro dei mari

Il mostro dei mari recensione


Ho visto questo film non appena Netflix me l'ha proposto in home page, senza saperne nulla. Cioè, c'erano i mostri giganti, come dirgli di no?

Si ambienta in un mondo dove i mostri marini esistono, e dove una casta chiamata "cacciatori" va in giro per i mari a dar loro, appunto, la caccia (anche se forse sarebbe meglio parlare di "pescatori", no?).
I protagonisti sono a bordo della Inevitabile, la nave che ha ucciso più mostri di sempre, tanto che su di lei e sul suo equipaggio si scrivono storie e nascono leggende. Una bambina, orfana di entrambi i genitori uccisi dai mostri, è disposta a tutto pur di entrare a far parte dell'equipaggio, e questo proprio mentre l'Inevitabile con il suo invincibile capitano Crow viene investita della missione più pericolosa, sconfiggere il più grande e terribile di tutti i mostri marini.

Ovviamente, si tratta di un film per bambini, quindi sappiamo già che verrà fuori che i mostri non sono poi così cattivi, vero? E non ditemi che è spoiler.

Il mostro dei mari recensione


In effetti quello che manca di più a questo film è l'originalità. La storia ha echi di Dragon Trainer, di King Kong, di Moby Dick e di mille altri film e storie che avete già sentito, e non risulta originale praticamente in nulla.
Quello che difetta in originalità, però, lo guadagna in ritmo, divertimento, sentimenti. E quando parlo di "divertimento" non intendo l'inserimento forzato di gag sceme in stile MCU, qualche gag c'è ma è poca roba, parlo del divertimento intrinseco nel vedere uno spettacolare combattimento contro un mostro gigante nel mezzo di un mare in tempesta.
Tenevo d'occhio il settenne di casa mentre guardavamo il film, e poche volte l'ho visto così coinvolto ed esaltato. Alla sua età è chiaro che non gli da fastidio che la trama sia un misto di film che non ha ancora visto. Ma ha adorato la sfida che gli è stata gettata da una trama più complessa di quella di altri "film per bambini", dove i personaggi principali non sono delle marionette monocorde ma hanno personalità e sentimenti complessi e sono combattuti su quale sia il loro dovere. Laddove molti film d'animazione mettono insieme una trama "per bambini" con delle sottotracce "per adulti", in modo da tenere il piede in due scarpe, Il mostro dei mari (The Sea Beast) preferisce imbastire una storia per bambini senza però pensare che essendo piccoli possano capire solo battute sceme e comicità slapstick.

Stiamo quindi parlando di un film che è per bambini senza essere una vuota sequela di gag, ma un vero film d'avventura e azione e sentimenti forti. Il settenne ha approvato.
Peccato per il doppiaggio del capitano Crow da parte di Diego Abatantuono, che fa digrignare i denti ogni volta che apre bocca. Bene invece la prova di Claudio Santamaria.

E poi, tutto è più bello con i mostri giganti.

Il Moro

martedì 5 luglio 2022

L'isola dei liombruni, di Giovanni De Feo

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

L'isola dei liombruni, del 2011, se non sbaglio è il secondo romanzo di Giovanni De Feo, dopo l'ottimo Il mangianomi che lessi anni fa. Si inserisce in quel filone di storie con i ragazzini che rimangono da soli, senza gli adulti, solitamente su un'isola.

Vengono subito in mente Peter Pan e Il signore delle mosche, ma mi ha ricordato anche un romanzo che lessi una decina di anni fa intitolato Gone, di Michael Grant, primo di una saga della quale all'epoca esisteva in italiano solo il primo volume, quindi nemmeno finiva (la saga completa è poi stata ripubblicata l'anno scorso, a distanza oltre dieci anni).

Le storie di questo sottogenere possono differire per il motivo per cui gli adulti sono assenti, e qui possiamo dividerle in due ulteriori tronconi: gli adulti esistono ma sono altrove e non possono raggiungere i ragazzi (Peter Pan, Il signore delle mosche), oppure gli adulti non esistono più, scomparsi per un qualche motivo variabile, che può essere una malattia , un misterioso evento magico, o altro ancora (Gone, Anna di Niccolò Ammaniti, la serie TV The society, il fumetto Sacred Earth di Liz Suburbia o, appunto, L'isola dei liombruni. Sentitevi liberi di segnalarmene altri esempi...).

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