Oh, porca vacca, ma da quanto tempo è che ho tra le bozze questo pezzo? Ero convinto di aver già pubblicato la mia opinione sulla quarta stagione di Stranger Things, e invece nel frattempo è uscita la quinta (per non parlare della versione animata) e ha già anche avuto il tempo di passare di moda, dato che non ne sento più parlare! Va beh, il blog è come il maiale, non si butta via niente, quindi vi ripropongo qui l'articolo come l'ho trovato. Adesso speriamo di riuscire a pubblicarlo prima che esca anche il seguito di Wonder Man...
Stranger Things quarta stagione (2022)
La prima stagione mi era piaciuta, la seconda ho smesso di guardarla dopo due o tre episodi vinto dalla noia, con la terza non ci ho nemmeno provato. Alla quarta ho deciso di dare un'altra possibilità viste le ottime recensioni trovate in giro, quindi ho letto i riassunti della seconda e della terza su Wikipedia e via.
Il primo fatto è che a me piacciono molto i metroidvania, e il secondo fatto è che ora ne esce una quantità imbarazzante ogni anno, in particolare dalla scena indipendente o comunque da piccoli studi. Ormai realizzare un gioco in grafica 2D e magari in pixel art deve essere una cosa relativamente semplice, almeno rispetto ai titoli tripla A a cui occorrono team di centinaia di persone. Non posso che esserne contento, ma il problema è: come faccio a scegliere quelli a cui giocare, visto che ce ne sono così tanti? La soluzione, in realtà, è più semplice del previsto: gioco a quelli che i negozi online mettono a disposizione gratuitamente. Chiamami fesso.
Dead Cells (Android, 2018)
In particolare, la versione Android di questo Dead Cells è inclusa nell'abbonamento Netflix. Ho già avuto altre occasioni di dire che non amo i roguelike, cioè quel genere di giochi nel quale quando si muore si ricomincia dall'inizio e in cui i livelli sono generati proceduralmente. Per chi non sapesse cosa significa, vuol dire che a ogni partita i livelli sono diversi, perché rigenerati dal gioco ogni volta secondo delle procedure particolari. Ci sarebbe poi anche da distinguere tra i roguelike e i roguelite, la distinzione è abbastanza complicata comunque semplificando i roguelike sono più simili al capostipite del genere, Rogue del 1980, in cui quando muori perdi più o meno tutto, mentre i roguelite permettono una progressione, cioè quando muori ricominci dall'inizio ma mantenendo una parte dei potenziamenti raccolti. Comunque, c'è sempre di mezzo la generazione procedurale dei livelli e ricominciare dall'inizio a ogni morte. E a me l'idea di ricominciare sempre dall'inizio mi sta abbastanza sulle balle, infatti su questo blog trovate articoli solo su altri due giochi di questo tipo, Hadese Rising Hell, e in nessuno dei due sono andato avanti granché. Invece mi è piaciuto Sundered, un po' perché aveva una struttura da metroidvania, genere che invece adoro (diciamo anzi che è diventato il mio genere preferito da quando i JRPG sono diventati troppo lunghi per la mia età), e un po' perché i livelli erano procedurali solo in parte, e a ogni morte non ricominciavi davvero dall'inizio, tornavi semplicemente nell'hub centrale.
Anche Dead Cells, del 2018, ha una struttura da metroidvania, il che è sicuramente uno dei motivi che me l'hanno fatto amare, nonostante questa volta sia proprio un roguelite.
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.
Zagor n. 726 - 729: L'agente di Altrove, di Moreno Burattini e Bane Kerak
So che molti lettori non amano le storie con Altrove, ma io non sono tra quelli: anzi, quando vedo il nome di Altrove mi esalto. Anche se non capisco come mai questi continuino a chiedere l'aiuto di Zagor, visto che ogni volta poi lui gli distrugge le scoperte per evitare che possano essere utilizzate per fare del male... Nel mio piccolo, tempo fa ho scritto una fanfiction in cui è Supermike a collaborare con Altrove, giusto per dire quanto mi piaccia l'organizzazione nata sulle pagine di Martin Mystere (ma comunque ispirata a molte altre organizzazioni di indagatori del paranormale esistenti in narrativa). Altrove, però, non va per forza associata a vicende che hanno a che fare con il lato paranormale delle storie di Zagor. Qui, infatti, non avviene niente di davvero soprannaturale: il coinvolgimento di Altrove è giustificato dall'indagine su misteri (o mysteri?) archeologici riguardanti i noti tumuli lasciati dalle civiltà precolombiane in Nord America. Per interessante che possa essere questo spunto, i nostri avranno davvero a che fare con i tumuli e le relative misteriose civiltà perdute solo nell'ultima parte dell'ultimo dei tre volumi e mezzo in cui si sviluppa la storia.
Ho raccolto in un unico articolo le mie opinioni su secondo, terzo e quarto film della saga iniziata con 28 giorni dopo. Ogni opinione è stata scritta subito dopo aver visto il relativo film, quindi tra la stesura dell'una e dell'altra è passato un po' di tempo, se l'articolo non vi sembra un discorso unico è perché non lo è.
28 settimane dopo (2007)
Volevo guardare 28 anni dopo, e m'è venuto un dubbio: ma questo non è il terzo? Ma il secondo l'ho visto? O non l'ho visto, o non me lo ricordavo per niente, quindi in ogni caso ho fatto bene a guardarlo (che poi anche 28 giorni dopo me lo ricordo solo più o meno, non ho idea di come finisse... Ah, l'età). Ma dite la verità: voi ve lo ricordavate? L'originale è strafamoso, questo non mi sembra proprio che abbia avuto la stessa risonanza. Perché, non saprei, visto che non è affatto male. 28 settimane dopo, è ambientato dopo, beh, potete arrivarci. Siamo sempre a Londra, ma ormai gli "infetti" sono tutti morti di fame. Le forze armate americane sono sbarcate in Inghilterra e hanno riunito i pochi superstiti con gli inglesi che fortunatamente erano all'estero, scegliendo la capitale per iniziare la ricostruzione. Ma ovviamente tutto se ne va a quel paese, se no che film di zombi è (si, vabbé, non sono zombi, ma poco ci manca)? Seguiamo quindi le vicende di una famigliola divisa dalle avversità, poi riunita, poi divisa di nuovo. Una vicenda struggente e recitata da bravi attori, in particolare da un Robert Carlyle meravigliosamente tormentato, che riesce a coinvolgere dall'inizio alla fine, con alcuni pugni nello stomaco che si fanno ben sentire.
Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi su cose che ho visto/letto/giocato, anche stavolta tre film horror. Sto guardando un sacco di horror, ultimamente.
Nessuno ti salverà (No One Will Save You - 2023)
Film scoperto grazie al Zinefilo, che si guarda un sacco di ciarpame ma ogni tanto ci consiglia anche qualcosa di alto livello e spesso totalmente sconosciuto. In realtà Nessuno ti salverà non è un film che non definirei "piccolo": 22,8 milioni di dollari sono un budget di tutto rispetto per un horror. Ma è lo stesso un film di cui non avevo mai sentito parlare, ma che sono contento di aver scoperto. La giovane Brynn (Kaitlyn Dever, bravissima) vive da sola in una grande casa isolata, detestata da tutta la comunità per motivi che scopriremo. Poi arrivano gli alieni.
Quando mi è figlio si è rotto il gomito mi sono, ehm, procurato tutti i giochi
per Wii che ho trovato che permettessero di giocare con una mano sola, tra cui
svariati sparatutto su binari, cioè quei giochi in cui il personaggio si
sposta da solo e noi dobbiamo limitarci a sparare a tutto quello che si muove
sullo schermo. Non parlerò qui di tutti quelli che abbiamo giocato (ne ricordo
vagamente uno western e uno di guerra, troppo vagamente per poterci scrivere
qualcosa) ma solo degli ultimi. Come vi risulterà chiaro dalla natura di
alcuni di questi titoli, alcuni me li sono poi giocati da solo, essendo mio
figlio ancora troppo piccolo (il fatto è successo un paio di anni fa e il post mi è rimasto tra le bozze per un sacco di tempo).
Li trovate nell'ordine in cui li ho giocati.
Chicken Riot (2009)
Ho giocato un sacco a questo videogioco per Wii insieme a mio figlio: è uno
dei pochi sparatutto su binari per Wii senza elementi horror o comunque
troppo "da adulti". La storia è che le galline della nostra fattoria si
sono ribellate, e dobbiamo ricondurle alla ragione a colpi di fucile,
evitando tutto quello che riusciranno a lanciarci addosso. Si tratta
chiaramente di un "giochino". Per quanto la grafica sia abbastanza ben
fatta, i limiti del gioco sono evidenti nella scarsità dei nemici (ci sono
galline di diversi tipi, che corrono, che sparano, corazzate, in grado di
fare magie o usare armi fantascientifiche, ma sono comunque pochi e alla
fine sono tutte galline) e ancora di più nella limitatezza dell'area di
gioco: alla fine giriamo sempre nella stessa fattoria, facendo a ogni
livello un percorso diverso ma muovendoci comunque sempre tra gli stessi
edifici.
Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta vi lascio le mie opinioni su tre film dell'incostante M. Night Shyamalan (ammetto di essere incapace a scrivere il suo nome senza copincollarlo), che si alterna tra film splendidi, film mediocri e pazzesche boiate. Questi per fortuna sono tutti decenti. I commenti sono stati scritti e archiviati tra le bozze subito dopo aver visto i film, quindi in realtà tra la stesura dell'uno e dell'altro potrebbe essere passato parecchio tempo.
Bussano alla porta (2023)
Una coppia con una figlia in vacanza in una casa isolata nel bosco, vicino a un lago, dove per raggiungere il centro abitato più vicino bisogna guidare per almeno mezz'ora e dove i cellulari non prendono. Cosa potrà mai andare storto? E infatti ecco quattro individui dall'aria losca che si presentano alla porta armati con strani attrezzi, chiedendo gentilmente ma insistentemente di entrare...
Ecco a voi alcuni commenti relativi a fumetti italiani, volumi unici o miniserie.
Bacteria di Paola Barbato, Matteo Bussola e Emilio Pillu (2021, Star Comics)
Bacteria, fumetto del 2021 edito in un solo volume di 160 pagine, inizia col botto e finisce con un petto. Un mondo postapocalittico in cui i sopravvissuti sono divisi in cinque"stati", talmente diversi tra loro che i loro abitanti non sembrano nemmeno più della stessa specie. Quelli più simili agli umani "originari" hanno un piano per distruggere gli altri e prendere il possesso di ciò che rimane del mondo. Non dirò altro, perché la parte iniziale è anche la più bella e vale la pena leggerla senza saperne nulla prima. Emozionante, introduce fior di tematiche che sembrano voler portare a sviluppi importanti. Poi, di colpo, mentre il lettore si prefigura questi sviluppi futuri, finisce.
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle
fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione
e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a
menadito la storia di Zagor.
Zagor n. 721-722 - I segreti di Endless, di Carlo Lucarelli, Stefano
Fantelli e Raffaele della Monica
Carlo Lucarelli è un nome molto noto nel mondo dello spettacolo,
sceneggiatore, giornalista, conduttore televisivo, scrittore. Non è nemmeno
nuovo al mondo del fumetto, avendo ad esempio scritto la miniserie
Cornelio - Delitti d'autore che ha come protagonista un suo
alter-ego. Questa però è la sua prima storia per Zagor, per quanto abbia fatto
solo il soggetto (la sceneggiatura è di Stefano Fantelli, che se non erro
scrive per Zagor dal 2023), e lasciatemi dire che è una ventata d'aria fresca.
"Weird West" è un'etichetta abbastanza moderna, che in realtà non vuol dire
molto. Se il "weird" letterario è quel genere in cui succedono "cose strane",
spesso senza spiegazione, inquietanti senza però essere smaccatamente horror,
il termine "weird" abbinato a "western" si usa per indicare un po' tutte le
storie che abbiano un qualche elemento soprannaturale in ambientazione
western. Si vede che piace l'allitterazione. Quale che sia il modo di chiamarlo, ho sempre avuto una predilizione
per questo tipo di storie. Probabilmente è colpa di Zagor. Anzi, direi
sicuramente.
Ho letto svariati racconti "weird western" (nessun romanzo, ora che ci penso),
un sacco di fumetti contando anche Zagor e Tex (senza Zagor e Tex, molti meno), visto una manciata di film (non ne sono stati fatti poi molti, almeno
che mi risulti, e quei pochi sono per lo più dimenticabili).
E i videogiochi? Saranno stati più fortunati? Piazzare un po' di zombi e
vampiri nel Far West permette di creare un videogioco di successo?
Partiamo dall'inizio. In questo articolo prenderemo in considerazione
solo giochi effettivamente ambientati nel far west o in una qualche strana
versione dello stesso, non giochi con ambientazioni post-apocalittiche che
finiscono per assomigliare al far west, tipo Fallout per dirne
uno.
Cheyenne (1984)
Si tratta di uno sparatutto in prima persona a schermata fissa uscito per la
sala giochi, corredato di un fucile montato sul cabinato. Un nostro amico,
apparentemente del tutto rimbambito, passeggia avanti e indietro per lo
schermo, mentre intorno a lui chiunque e qualunque cosa cerca di ucciderlo.
Col nostro fucile dobbiamo colpire tutto quello che cerca di avvicinarglisi,
fino al livello successivo. Il gioco conta 7 quadri più alcuni
schemi bonus. Di questi quadri, la maggior parte sono a tema western diciamo
classico, ma sono presenti anche un cimitero e una città fantasma, nei quali i
nemici saranno fantasmi, scheletri, demoni e simili amenità. In questo
video si vede anche il cabinato.
Captain Laserhawk: A Blood Dragon Remix, del 2023, è una serie animata dedicata a un pubblico adulto e amante dei videogiochi, 6 episodi disponibili su Netflix. Nel 2013 uscì un'espansione stand-alone del videogioco Far Cry 3 intitolata Far Cry 3: Blood Dragon. Non c'entrava nulla con gli eventi di Far Cry 3, del quale riciclava solo lo stesso sistema di gioco e il motore grafico. Era invece ambientato in un mondo cyberpunk ispirato all'estetica dei film di fantascienza anni '80, Tron e la serie Automan in particolare direi, vista la massiccia presenza di luci al neon. E ora, una piccola divagazione.
Troviamo spesso una particolare estetica che fa subito pensare agli anni '80 e ai film di fantascienza degli stessi. Io, però, di film di fantascienza negli anni '80 ne ho visti (oh, se ne ho visti), ma a parte in Tron non è che mi ricordi tutti 'sti neon. La vera fonte d'ispirazione di questo videogioco appare essere piuttosto il movimento artistico detto "retrowave", nato negli anni 2000, che dichiara di ispirarsi al futuro immaginato negli anni '80. Da quello che ho capito, la scena retrowave nasce nella musica, con la produzione di musica ispirata alle colonne sonore e ai videogiochi di quegli anni, utilizzando gli strumenti e gli stili che andavano di moda all'epoca. In seguito poi si è sviluppato anche il lato estetico presentando appunto immagini con neon, colori accesi (viola e fucsia, per lo più), palme e forme geometriche. Qualche esempio dopo il salto:
Già da un po' faccio quasi solo più post multipli, in cui parlo di diversi
prodotti accomunati da qualcosa, che sia il genere, l'autore, il protagonista,
quello che mi gira insomma. Questi li ho accumulati per un po', in attesa di
inserirli in un post insieme a qualcos'altro con cui avessero qualche
affinità, ma la cosa stava andando per le lunghe. Finché non mi è venuto il
colpo di genio, e quindi ecco a voi tre libri di autori molto famosi ma che
nonostante questo non sono un granché. Scritti bene, eh. Ma non un granché lo stesso.
Se scorre il sangue, di Stephen King (2020)
Si dice spesso che Stephen King è talmente bravo a scrivere che potrebbe
rendere appassionante anche la sua lista della spesa. Quello che si dice meno
spesso è che quello che scrive negli ultimi anni è raramente più appassionante
di una lista della spesa.
Una nuova raccolta di racconti lunghi o romanzi brevi che dir si voglia, sullo
stile di Quattro dopo mezzanotte.
Raccolgo qui un po' di commenti che ho scritto per alcune avventure grafiche che ho giocato di recente, commenti troppo corti per diventare articoli a sé stanti. Le avventure grafiche sono per me un genere relativamente nuovo, grazie anche allo SCUMMVM sto recuperando molti antichi capolavori che all'epoca avevo snobbato, (anche perché la maggior parte girava su macchine che non ho mai avuto). Contemporaneamente, sto anche giocando ad avventure più moderne. In questo articolo parlo delle ultime tre che ho affrontato.
Sanitarium (1998)
Si tratta di un'avventura punta e clicca uscita originariamente nel 1998 per PC Windows, e recentemente ripubblicato per IOS e Android dalla benemerita DotEmu, già responsabile della riedizione di svariate vecchie glorie. E' un thriller-horror psicologico: in effetti, si svolge tutto all'interno della testa del protagonista, come è abbastanza chiaro fin dall'inizio. Dopo un incidente stradale, un uomo si risveglia in un ospedale psichiatrico, privo di memoria e con la faccia coperta di bende. Questa è la storia della sua odissea per riuscire a ricostruire la sua personalità e capire cosa sta succedendo nella sua mente e in quell'inquietante ospedale.
In questo articolo raccolgo le mie opinioni su tre fumetti horror che, pur essendo pubblicati dalla Bonelli, potrebbero risultare in qualche modo "fuori luogo" rispetto alle uscite più "classiche" quali Zagor, Tex e compagnia cantante. Ma in realtà ultimamente la Bonelli sta facendo uscire parecchia roba che arriva direttamente in fumetteria e tende a passare un po' inosservata.
Cthulhu - Death May Die. Anche La Morte Può Morire, di Luca Enoch, Stefano Vietti, Riccardo Crosa, Simone Paoloni, Paolo Francescutto (2021)
Il fumetto one-shot pubblicato dalla Bonelli è di fatto ispirato non agli scritti di Lovecraft, che si starà probabilmente rivoltando nella tomba, ma all'omonimo gioco da tavolo, uno dei tanti che sfrutta il nome di Cthulhu.
In tal senso è decisamente vicino al materiale originale (non conosco direttamente il gioco, ma ho letto qualche recensione): roba per chi conosce Lovecraft solo per sentito dire, a cui non interessa calarsi nell'atmosfera gotica e senza speranza dei suoi racconti, ma apprezza l'idea di sparare con un fucile a pompa contro dei mostroni tentacoluti dai nomi impronunciabili.
E' venerdì, è Halloween, ed è un nuovo blogtour! In accordo con altri mostri
bavosi e ringhianti dell'ormai vetusta (classica, si dice classica!)
blogsfera, abbiamo deciso che è il momento giusto per far uscire un po' di
recensioni di film horror, sotto il patrocinio dell'instancabile Lucius
Etruscus de Il Zinefilo (e
Aliens30anni, e
nonquelmarlowe, e
Myniature, e
Fumetti Etruschi, e
Gli Archivi di Uruk, e
Il Citascacchi, e
IPMP - Italian Pulp Movie Posters, e speriamo di non averne dimenticato nessuno: praticamente metà della
blogsfera italiana è lui!).
Al fondo dell'articolo trovate i link ai post di tutti i partecipanti a questa
sanguinolenta operazione.
Dal canto mio andrò a parlare di un trittico di film horror (più una piccola
chicca al fondo del post) che ha avuto molto successo, grazie soprattutto al
suo nuovo assassino. Il commento relativo a ogni film è stato scritto subito
dopo aver visto il film stesso, e non li ho visti tutti di fila (altrimenti ci
sarei annegato in tutto 'sto sangue!), perciò potrebbe essere passato un bel
po' tra un commento e l'altro, perdonatemi quindi se trovate ripetizioni o
altre stranezze.
Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo commenti più o meno brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso parliamo di tre fumetti americani NON di supereroi, o meglio, personaggi cha agiscono all'interno dell'universo fumettistico DC, e a volte hanno a che fare con dei supereroi, ma non sono considerabili dei supereroi essi stessi.
Swamp Thing di Alan Moore
La serie Swamp Thing nasce nel 1971, ma non riesce a sfondare. Negli anni '80 è ormai morta, finché non esce un film dedicato al personaggio diretto da Wes Craven, sei anni dopo l'uscita dell'ultimo numero del fumetto. Film che non rientra di sicuro tra i migliori del maestro dell'horror, ma ha contribuito a rinnovare l'interesse verso il personaggio che è stato quindi oggetto di rilancio fumettistico. Dal numero 20 a scrivere i testi giunge Alan Moore, che all'epoca non era ancora la rockstar che sarebbe presto diventata. Alan Moore attua grossi cambiamenti, primo fra tutti "uccidere" Alec Holland, colui che si è trasformato in un mostro vegetale in seguito a un esperimento andato male, rivelando che Alec Holland è davvero morto nell'incidiente che ha creato Swamp Thing e che il mostro è in realtà un elementale della natura che ha usato i suoi ricordi per crearsi una personalità. Questo dà il via a tutta una serie di nuove interessanti situazioni ed evoluzioni del personaggio.
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.
La cacciatrice, Zagor 720 bis, di Moreno Burattini e Mauro Laurenti
Il primo numero in cui compariva Linneha era il bis del 2022, intitolato La vendicatrice. Questo invece si intitola La cacciatrice. Chissà se alla prossima apparizione il titolo dell'albo sarà quello giusto, con il titolo che spetta a Linneha fin dal primo momento, cioè La punitrice? Vedremo, intanto saluto il Zinefilo.
Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo commenti brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso, ho raccolto qui le mie opinioni su tre videogiochi disponibili per piattaforme Android.
In Between
In Between usa uno stile molto triste e malinconico, con colori scuri, per raccontare la storia di un uomo morente. In pratica, non è uno spoiler perché si vede subito, è tutto il sogno di un moribondo, che ogni tanto fa dei riferimenti a episodi della sua vita passata. Riferimenti che possono avere anche ripercussioni sul gioco: ad esempio, dopo una scenetta in cui la madre insegna al protagonista bambino che per non avere paura del buio deve affrontarlo, c'è una serie di livelli in cui il quadro viene lentamente invaso dall'oscurità mentre le si dà le spalle, oscurità che invece arretra se ci si volta verso di essa. Il gioco è un platform-puzzle in cui possiamo manipolare la gravità: con il pollice sinistro (io ho giocato su cellulare) facciamo correre il personaggio, con il destro decidiamo se la gravità ci deve tirare su, giù, a sinistra o a destra.
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.
La figlia di Dharma, Zagor N. 714-716, di Jacopo Rauch e Esposito Bros
Dharma la strega è personaggio secondario di una storia di una vita fa (1976, per l'esattezza). La stessa Dharma è tornata come antagonista principale in una storia del 2002, insieme alla figlia Nayana, e la stessa figlia ritorna ulteriormente in solitario in una storia del 2018. Almeno credo, queste informazioni le ho prese da una ricerca sul sito della Bonelli, ma la verità è che l'unica di queste storie che ricordo davvero è la prima. E' perché era anche la più bella, o perché l'ho letta quando ero giovane e non avevo letto altri millemila fumetti prima? Probabilmente entrambe le cose. E mi sa che anche in Bonelli pensino che io non sia l'unico, visto che il titolo della storia è La figlia di Dharma, mica Nayana, nonostante di Dharma quasi non si parli.
Non credo di aver mai parlato sul blog del mio amore per Z-Nation, la serie sugli zombi della Asylum, che pur rimanendo nello stile tipico della casa (caciarone, esagerato e orgogliosamente trash), risultava migliore della maggior parte dei prodotti dedicati agli zombi usciti dopo gli anni '80. Nonché lontana anni luce da qualsiasi altro prodotto della stessa casa produttrice.
Z-Nation ha fatto un figlio, o per meglio dire è uscita una serie prequel, intitolata Black Summer. Mentre la serie principale narrava di un mondo già andato ampiamente a quel paese dopo l'apocalisse zombi, Black Summer torna ai primi tempi, alla prima "estate nera" in cui i morti hanno cominciato a risvegliarsi affamati di carne umana.