martedì 31 maggio 2022

Alle montagne della follia, di H.P. Lovecraft

Le montagne della follia, di H.P. Lovecraft
Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Vi presento qui di seguito un manuale per farsi detestare in qualsiasi circolo di narrativa, non solo del fantastico. Un metodo infallibile, che può essere riassunto agevolmente in una sola frase: parlare male di Lovecraft..

Ora, io non intendo parlar male di lovecraft in, in realtà. Intendo parlar male di una sua opera che, guarda caso, è anche una delle sue opere più famose: Alle montagne della follia, o, più spesso, Le montagne della follia.

Ora, sarà che io vivo nel 2022 e ho letto centinaia di libri e racconti fantastici, horror e fantascientifici, molti dei quali derivativi dalle opere dello stesso Lovecraft, ed è probabilmente per questo che non riesco a mettermi nei panni di un lettore del 1936 e che si trova davanti un'opera, per l'epoca, innovativa sotto diversi punti di vista (viene anche considerata la prima opera riguardante storie di spedizioni in regioni polari).

Sia come sia, ho trovato Alle montagne della follia di una noia mortale.

giovedì 26 maggio 2022

Dottor Strange nel multiverso della follia

Dottor Strange nel multiverso della follia recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ammettiamolo, eravamo tutti curiosi di vedere questo film, ma mica per il Dottor Stefano Strano, o perché è l'ennesima puntata dell'enorme telenovela cinematografica che ha cambiato il modo di fare cinema negli ultimi 10 anni. No, tutti aspettavamo solo Sam Raimi. 

Cosa farà Sam Raimi? Si piegherà alle richieste del carrozzone Marvel e dell'onnipotente Disney oppure riuscirà a farsi valere e a produrre qualcosa degno del suo nome? Sarà come i primi film dell'Uomo Ragno? Beh, impossibile che sia come La Casa, no?

Ebbene, il nostro Sam ce l'ha fatta: ha portato nella Marvel quello che è il suo modo di fare cinema e quello che i suoi fans amano di più. Per la prima volta non ho dovuto limitarmi a prendere atto di tutte le citazioni che i fan della Marvel riuscivano a beccare e che a me sfuggivano completamente: stavolta ho beccato io tutte le citazioni agli horror di Raimi! Dalle più evidenti, come quel cameo, a quelle più vaghe, come alcuni tipici movimenti di macchina, per non parlare di quello che si configura ormai come un certo feticismo per i libri maledetti. 

martedì 24 maggio 2022

Opinioni in pillole, film Marvel: Shang-Chi, Eternals, Spider-Man: No Way Home

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo commenti brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso ho raccolto qui i commenti per tre degli ultimi film Marvel, tutti da me visti sul divano. E' un po' che la Marvel non riesce più ad attirarmi al cinema, lo ammetto.


Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione

Non so un accidente di questo personaggio, so che esiste ma non ho idea nemmeno di come sia fatto il suo costume. E non ho nemmeno letto nulla a riguardo del film, né recensioni, né approfondimenti né niente, quindi quanto segue è tutto legato esclusivamente alle mie impressioni durante la visione.

Shang-Chi si rifa chiaramente ai film di arti marziali cinesi. Non sono uno studioso del genere, quindi magari a questo punto dirò qualche castroneria, mi aspetto di essere pesantemente redarguito nei commenti.
La parte iniziale nel passato sembra, e probabilmente è, la fedele riproduzione live-action di un Dinasty Warriors a caso o altro videogioco di genere musou ("colui che non ha rivali"), cioè quei giochi dove singoli guerrieri potentissimi menano centinaia di nemici contemporaneamente su campi di battaglia, anche questi quasi sempre di ambientazione cinese o giapponese. In questo senso, mi è anche piaciuto.
La parte successiva, poi, appare ispirata ai film di genere gogfu, a cui noi di solito ci riferiamo semplicemente come ai "film di menare cinesi". Quelli di Bruce Lee, per dire, di enorme successo sia nel paese d'origine che nell'Italia degli anni '60 e '70, come ben ci racconta il Zinefilo nel suo ciclo dedicato.
Ci sono poi delle parti che sembrano rifarsi invece al wuxiapian, genere identificabile con quello che noi chiameremmo "cappa e spada", ambientato quasi sempre nel medioevo cinese. Storie di guerra e/o di vendetta, con la caratteristica di poggiare le loro fondamenta sui combattimenti realizzati con l'ausilio di cavi. I personaggi dei wuxiapian svolazzano qua e là scambiandosi colpi in quelli che sembrano più balletti aerei che duelli, con movimenti aggraziati e vestiti svolazzanti. Il film più famoso di questo genere in occidente è probabilmente La tigre e il dragone, l'unico film di arti marziali ad aver vinto un oscar (nel suo caso addirittura quattro, oltre a una paccata di altri premi), ma il genere è popolarissimo in Cina e i film prodotti sono centinaia.
Mi piacciono molto i combattimenti dei wuxia, ma ammetto che mi risulta più facile guardare gli spezzoni relativi su Youtube. I film di questo tipo hanno la tendenza ad essere mortalmente noiosi quando non combattono, e a volte anche quando combattono. Quindi alla fine ne ho visti pochi, e di quei pochi devo dire che il mio preferito è Hero.

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli recensione
Cominciamo a parlare del film o no?!

Sia i gongfu che i wuxia sono basati tutti sull'abilita di attori, stuntman e coreografi. Qui, il protagonista due pugni li saprà pure tirare, ma il cinema marziale cinese (e, più di recente, indonesiano) ci ha abituati ad artisti marziali di tutt'altro livello. Le coreografie dei momenti più "fantasy" hanno il vantaggio di essere più movimentate di quelle di molti wuxia, quindi non stufano, ma allo stesso tempo mancano di quella sensazione di "poesia nel movimento" dei migliori film del genere, e poi è troppo evidente è l'uso della CGI.

Essendo che il film è interamente recitato da attori orientali (il che è piuttosto strano se pensiamo che di solito gli americani sono talmente razzisti che piuttosto di doppiare un film straniero lo rifanno da capo con attori americani), immagino che sia stato pensato con l'occhio verso il mercato cinese. Certo che andare a giocare nel campo dei cinesi, producendo roba di qualità inferiore a quella a cui sono abituati, e poi cercare di vendere loro il film, beh, forse avete sbagliato qualcosa.

Non voglio nemmeno parlare delle parti in cui non si menano, con un protagonista carismatico come una mozzarella, personaggi insulsi come l'amica/spalla comica, battute infilate con l'accetta in momenti in cui tutto ci voleva tranne una battuta, e tutti i peggiori difetti dei film Marvel tutti insieme.

Abbiamo un film che cerca di mettere il piede in un sacco di scarpe, abbracciando diverse filosofie senza riuscire a coglierne davvero nessuna, con qualche combattimento pseudo-marziale godibile solo da chi di "veri" film marziali ne ha visti pochi. Insomma, parecchio evitabile. Almeno ha il pregio di non pretendere di aver visto cento altri film e telefilm prima.


Eternals

Eternals recensione


Con il film visto poco sopra questo condivide il vantaggio di non pretendere di aver visto tutta la filmografia Marvel precedente, visto che prende in considerazione personaggi nuovi e per i quali evidentemente non c'era intenzione di inserirli dall'inizio. In effetti, la loro esistenza in questo mondo narrativo appare piuttosto forzata... proprio come nei fumetti, guarda un po'.

Sì, qualche fumetto degli Eterni l'ho letto, e ho letto la versione moderna scritta da Neil Gaiman pubblicata all'interno di qualche collana raccoglitore abbinata a un giornale qualche anno fa. So che dovrebbe esistere uno o due seguiti, ma quelli mi sono sfuggiti.
Non avendo alcuna affezione per i personaggi, il rimescolamento di etnie non mi tange minimamente, e in questo caso potremmo dire che è stato fatto per una motivazione anche narrativa piuttosto che solo per spuntare un elenco di etnie e minoranze da rappresentare. Presentare tutti gli Eterni come appartenenti ad etnie diverse ha sicuramente senso in quanto gli Eterni dovrebbero rappresentare tutta l'umanità, non solo gli Stati Uniti, avendo oltretutto iniziato ad agire in medio oriente. Certo, fa strano che quella che dovrebbe essere Circe sia per metà cinese, che quello che dovrebbe essere Efesto sia nero, che quella che dovrebbe essere Mercurio sia mezza messicana e mezza africana, che quello che dovrebbe essere Gilghamesh sia cinese... Sprite, Kingo e Druig non so bene che dei dovrebbero rappresentare, quindi prendiamoli per buoni, ma se mi ricordo i titoli di coda più o meno dovrebbero starci.
E poi, visto che sono macchine perfette create ad arte, perché ne hai creata una sordomuta? E' solo che sei stronzo, Arishem?

Eternals recensione
Tutto il potere dell'universo e lo usa per fare gli scherzoni.


Pur concedendosi qualche battutina qua e là, Eternals ha un tono di gran lunga più cupo della media dei film Marvel, tono che si riflette anche nella palette di colori usati: è tutto più scuro, sembra quasi un film della DC.
Abbiamo uno stile altalenante, con momenti che cercano (senza riuscirci nemmeno per sbaglio) di imitare l'epica e l'epicità (non sono la stessa cosa) delle pazzesche tavole che Jack Kirby ha creato per questi personaggi, che si alternano con momenti sottotono e che sembrano avanzare a stento. No, nemmeno l'entrata in scena di Arishem e la risalita di Tiamat mi hanno colpito più di tanto, magari viste al cinema rendevano di più.
Film che cerca di essere epico senza riuscirci davvero, forse per paura di allontanarsi troppo dallo "stile Marvel" e perdere spettatori invece di acquistarli. Gli Eterni non sembrano nemmeno così potenti, le loro battaglie coi devianti non sono nemmeno da mettere vicino a quella degli Avengers coi Chitauri.
Ma probabilmente l'in6ento non era di concentrarsi sulle mazzate ma puntare il focus su temi quali inclusività, semidei in cerca di umanità, vivere per sempre in un corpo da bambina, eccetera. Insomma rendere tutta la faccenda piuttosto noiosa oltre che già vista: obbiettivo perfettamente riuscito, complice anche l'eccessiva durata del film. Questa cosa dei film che durano troppo si può applicare a quasi ogni blockbuster degli ultimi dieci anni, o sbaglio?


Spider-Man: No Way Home

Spider-Man: No Way Home recensione


Ci ho messo un bel po' a decidermi a vedere questo film, nauseato dall'hype esagerato che si respirava in rete prima, e dal proliferare di immagini e spoiler a pioggia e senza nessun ritegno dopo. Un paio di giorni dopo l'uscita al cinema sembrava che ormai l'avessero già visto tutti e tutti dovessero condividere le loro impressioni al riguardo. Questo è quello che mi succede quando si parla "troppo" di un film (o altra opera narrativa): mi passa la voglia di vederlo.
Ho quindi visto Spider-Man: No Way Home quasi sei mesi dopo, senza troppa ansia di tenermi lontano da spoiler, un po' perché sarebbe stata una battaglia persa in partenza, un po' perché non è che ci sia tanto da spoilerare, in fondo. Andiamo, il film si basa per la maggior parte sull'apparizione di questo o quel personaggio proveniente da altri film dell'Uomo Ragno, e basta cercare il titolo su Google per veder comparire al primo posto le foto di tutti gli attori principali.

Questo film parte bene, con una parte iniziale comica che effettivamente risulta molto divertente ma, man mano che si va avanti e il tutto cerca di diventare più drammatico, il film diventa meno interessante. Le scene d'azione sono abbastanza ben girate, ma niente di particolarmente esaltante, abbiamo visto di meglio in altre produzioni Marvel. La trama, va ammesso, ha molti difetti: come è possibile che decidano di continuare ad andare a scuola in quel delirio? Come è possibile che nello stesso delirio Peter si preoccupi della relazione tra Happy e sua zia? Ma questi, volendo, possiamo farli rientrare nella parte "commedia".
Quando, però, Peter si mette a cercare delle "cure" per i villain, trovandole tutte con facilità irrisoria nel giro di mezza giornata, sintetizzando addirittura un siero per guarire le persone dallo sdoppiamento di personalità, va beh che son fumetti su gente che butta giù i palazzi a pugni, ma a me sembra lo stesso che si esageri. Uno con un genio del genere non dovrebbe fare domanda all'M.I.T., è l'M.I.T. che dovrebbe fare domanda da lui. Insopportabile poi il siparietto di rilassamento tra i tre Spider-Man prima della battaglia finale, lungo e spezza-ritmo.

C'è comunque da dire che poteva andare molto peggio, poteva essere solo una fiera del fan service, invece è tutto giustificato e, alla fine, gira tutto nel modo giusto.

Spider-Man: No Way Home recensione
Ma siamo sicuri che lo zio si chiamasse Ben e non Otto?

Ciò detto, andando contro ai molti commenti entusiastici che si sentono in giro, non rientrerà di certo tra i migliori film Marvel e nemmeno tra i migliori dell'Uomo Ragno (Un nuovo universo, a parer mio, se lo mangia a colazione), ma comunque un buon film che merita di essere visto. A patto che abbiate visto tutti quelli che lo hanno preceduto, ovviamente. Addirittura, giusto per rincarare la dose (tranquilli, non era spoiler nemmeno prima che l'avessero visto tutti), dopo i titoli di coda invece della solita scenetta c'è né più e né meno che il trailer di Doctor Strange nel multiverso della follia, così che non si possa dubitare nemmeno per un istante che il vero scopo di questo film è farvi comprare il biglietto per il prossimo.

Al giorno d'oggi bisogna studiare prima di poter andare al cinema.

Il Moro.

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martedì 17 maggio 2022

Opinioni in pillole su Zagor: L'acqua che urla, Da un antico passato, Vulture Peak

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison, recensione


Zagor+ n. 4, L'acqua che urla, di Luca Barbieri ed Emanuele Barison

Leggo solo pareri positivi su questa storia, ma a me ha lasciato ben poco.
Il punto è che è una storia che sarà pure ben scritta, ma è già sentita e strasentita. Una classica rivolta indiana con i coloni da salvare e la giustizia che non sta mai da una parte sola. Se esistesse un "manuale su come scrivere Zagor", l'autore in questo caso l'avrebbe seguito punto per punto.
Il risultato è una storia di Zagor che, pur non essendo né brutta né deludente in nessun aspetto, non ha nemmeno nessuna caratteristica che le permetta di rimanere nella memoria, risultanto troppo simile a molte altre. Sono sicuro che me la sarà completamente dimenticata nel giro di una settimana.
Sembra una storia scritta apposta per far ritrovare il gusto delle "belle storie di una volta", visto che contiene tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna di storie molto amate. Però visto che io quelle storie le ho già lette tutte (e più volte), questa mi da l'impressione di minestra riscaldata.
Se, invece, l'obbiettivo fosse far conoscere ai lettori "giovani" quella che è una "tipica storia western dello Spirito Con La Scure", allora è stato completamente centrato.

martedì 10 maggio 2022

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro

Autonomous, di Annalee Newitz, l'audiolibro, recensione
 Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Autonomous è un romanzo di fantascienza del 2017, da me ascoltato sotto forma di audiolibro scaricato dalla piattaforma Audible di Amazon.

Due sono i principali spunti fantascientifici di questo romanzo. Il più evidente sono i BOT, che altro non sono che dei robot senzienti, alcuni di forma praticamente identica agli umani, altri macchine solo vagamente umanoidi, utilizzati nei modi più disparati similmente a degli schiavi, e come gli schiavi possono essere liberati.
Ma la storia ruota principalmente intorno ai brevetti farmaceutici, detenuti dalle solite multinazionali farmaceutiche malvagie.

Una droga legale che aumenta l'efficienza nel lavoro provoca un tremendo effetto collaterale: chi ne abusa diventa dipendente dal lavoro, al punto di scordarsi di mangiare e dormire per continuare a lavorare in modo ossessivo. Il problema pare legato a una partita di medicinale fallato, diffuso nel mercato nero da un pirata dei brevetti.
Il pirata dei brevetti in questione, una scienziata clandestina di nome Jack, fa ingegneria inversa sulle medicine creando così delle copie perfette da diffondere a prezzi molto inferiori a quelli delle medicine ufficiali. Jack sa che la medicina da lei creata non è per nulla fallata: era l'originale ad avere il problema, ma la multinazionale farmaceutica malvagia in questione trova ovviamente molto più comodo usare lei come capro espiatorio, costringendola alla fuga e a mettersi alla ricerca delle prove per sostenere la sua innocenza.

martedì 3 maggio 2022

Monster, di Naoki Urasawa

Monster, di Naoki Urasawa, recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Monster è il primo manga di Naoki Urasawa, già autore di 20 century Boys e Pluto.

Come già detto, 20 century boys è bellissimo, ma nella seconda parte si dilunga troppo. Ecco, Monster è quasi tutto così.

Inizia con un abilissimo neurochirurgo giapponese che va a lavorare in Germania. La direzione dell'ospedale in cui lavora dimostra di preferire dare la precedenza alle persone da operare non in base all'ordine di arrivo o all'urgenza ma all'importanza della persona. Qui c'è da aprire una piccola parentesi: si ha la forte sensazione che l'autore voglia dire che queste cose in Giappone non succedono, e che invece in Europa sia normale. Chiusa parentesi.
Comunque sia, quando gli viene chiesto di operare un cantante lirico invece di un bambino che è arrivato prima, lui non ha dubbi su quale sia la scelta giusta da fare... andando quindi contro le ire della direzione.
Ma non è questo il guaio più grande, perché il bambino che ha salvato si rivelerà, poco tempo dopo, essere un vero e proprio "mostro". Il medico caduto in disgrazia inizia quindi a dare la caccia a quello che nel frattempo è diventato un ragazzino, per eliminare definitivamente il suo errore...
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