martedì 27 gennaio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti italiani: Bacteria, Nomen Omen, Life Zero, Valter Buio

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ecco a voi alcuni commenti relativi a fumetti italiani, volumi unici o miniserie.

Bacteria di Paola Barbato, Matteo Bussola e Emilio Pillu (2021, Star Comics) recensione

Bacteria di Paola Barbato, Matteo Bussola e Emilio Pillu (2021, Star Comics)

Bacteria, fumetto del 2021 edito in un solo volume di 160 pagine, inizia col botto e finisce con un petto.
Un mondo postapocalittico in cui i sopravvissuti sono divisi in cinque"stati", talmente diversi tra loro che i loro abitanti non sembrano nemmeno più della stessa specie. Quelli più simili agli umani "originari" hanno un piano per distruggere gli altri e prendere il possesso di ciò che rimane del mondo.
Non dirò altro, perché la parte iniziale è anche la più bella e vale la pena leggerla senza saperne nulla prima. Emozionante, introduce fior di tematiche che sembrano voler portare a sviluppi importanti. Poi, di colpo, mentre il lettore si prefigura questi sviluppi futuri, finisce.

Bacteria di Paola Barbato, Matteo Bussola e Emilio Pillu (2021, Star Comics) recensione

Sembra una di quelle serie TV nelle quali gli autori vengono a sapere dalla produzione che si sono chiusi i rubinetti e devono chiudere tutto nel giro di un episodio. Roba che succede fuori scena, trame troncate, eventi che si susseguono rapidissimi, e su tutto una grande sensazione di incompletezza.
Per bella che sia la parte iniziale, quella finale affossa tutto. Mi piacerebbe consigliare lo stesso Bacteria per la sola parte iniziale, ma mi sembrerebbe una truffa.



Nomen Omen, di Jacopo Camagni e Marco Bucci (2017, Panini Comics) recensione

Nomen Omen, di Jacopo Camagni e Marco Bucci (2017, Panini Comics)

Il fumetto è l'ennesima variazione sulla storia fantasy della ragazzina apparentemente normale o addirituttura subnormale (in questo caso ha una forma di daltonismo che le fa vedere il mondo in bianco e nero) che scopre di essere discendente di "inserire nome di regnante o di creatura fatata a piacere" e di possedere quindi incredibili poteri, mentre nel contempo le si dispiega di fronte agli occhi un pazzesco mondo fatato di cui nessuno immagina l'esistenza e blablabla.

Nomen Omen, di Jacopo Camagni e Marco Bucci (2017, Panini Comics) recensione

Mi rendo conto di non essere nel target di questo fumetto, quindi vorrei evitare di parlarne troppo male. La trama è del tipo che potrebbe risultare interessante a qualcuno in target, ma a volte procede in modo un po' confusionario, spesso troppe cose si affastellano l'una sull'altra impedendo di avere un'idea chiara di quello che sta succedendo, creando l'illusione di una storia più complessa di quella che è.
Buona l'idea di sfruttare graficamente l'handicap della protagonista che vede a colori solo la magia, ma anche quelli a momenti sono un po' confusionari.
Si tratta comunque di una "prima parte" la storia non finisce. So che è uscito un ulteriore volume dal titolo Arcadia che però è da quel che ho capito solo il primo di una nuova trilogia, ed è privo di ulteriori seguiti dal 2020. Probabile che non convenga iniziarlo, a questo punto.



Life Zero, di Stefano Vietti e Marco Cecchetto (2015, Panini Comics) recensione

Life Zero, di Stefano Vietti e Marco Cecchetto (2015, Panini Comics)

I debiti, o le citazioni se preferite, sono piuttosto evidenti in questo fumetto, che risulta essere un incrocio tra il carpenteriano Fuga da New York e la serie di videogiochi Resident Evil. No, non scomoderei Romero come invece viene fatto nei redazionali. 

Una misteriosa nube ha trasformato in zombi quasi tutti i citadini di New Easton. Un team di soldati di qualche corpo speciale non meglio identificato intraprende una spedizione all'interno dell'area contaminata per liberare il loro comandante, detenuto nella prigione locale, uno dei pochi a non essere stati trasformati, e poi la figlia di lui.

Life Zero, di Stefano Vietti e Marco Cecchetto (2015, Panini Comics) recensione

Niente di nuovo, una storia d'azione con troppo poche pagine a disposizione (tre volumi da 50 pagine) per andare ad approfondire la psicologia dei personaggi, che pure subiscono dei traumi notevoli. A darle una marcia in più è il modo in cui è narrata, che trova un perfetto connubio tra autore e disegnatore. Vietti e Cecchetto, forte delle sue esperienze nei comics americani, coadiuvati ai colori da Andres Mossa. Il risultato è un fumetto dal taglio fortemente cinematografico, che ha la sua maggior ragione d'essere proprio nella realizzazione grafica, con vignette ricche d'azione e splendidi effetti di luce. 

Niente di davvero memorabile, ma comunque non male.



Valter Buio, di Alessandro Bilotta (2010, Star Comics) recensione

Valter Buio, di Alessandro Bilotta (2010, Star Comics)

Una di quelle serie Star Comics di cui si parla poco, ma che non ha in realtà nulla da invidiare a quelle dell'ammiraglia Bonelli.
In questo caso, abbiamo ai testi Alessandro Bilotta, autore in seguito di quel Mercurio Loi che tutti hanno adorato ma nessuno ha comprato, visto che ha chiuso anzitempo (io l'ho adorato).
A differenza di Mercurio Loi, Valter Buio è stato dall'inizio un progetto destinato a durare 12 numeri. Il che è un bene, perché ha permesso alcune svolte di trama impossibili in un concetto seriale. Abbiamo quindi una miniserie costituita da 12 numeri consequenziali, legati da una continuity interna che man mano diventa più forte, ma comunque leggibili anche a distanza l'uno dall'altro. Un po' come quei telefilm che hanno sia una trama "orizzontale" che una "verticale".

Valter Buio, di Alessandro Bilotta (2010, Star Comics) recensione

C'è da dire che la serie strizza non uno, ma tre o quattro occhi agli appassionati di Dylan Dog. A partire dal protagonista belloccio, alto e magro e con l'aria stropicciata che somiglia a Dylan anche fisicamente, facile alla tristezza e all'immusonimento. Si dirà così?
Nonostante l'aspetto, la serie cerca all'inizio di prendere le distanze, apparendo più incentrata su un tema specifico: Valter Buio è uno psicanalista di fantasmi. I fantasmi lo sanno e vanno da lui per farsi psicanalizzare, così da risolvere i traumi e i problemi interiori che li tengono ancora ancorati alla vita terrena.
I primi numeri che funzionano secondo questo canovaccio sono più interessanti, poi però abbiamo una serie di numeri che gridano "Dylan Dog" un po' troppo forte, presentando uno stile e delle tematiche ben note ai fan dell'indagatore dell'incubo. Ci sono un paio di numeri che avrebbero potuto essere pubblicati direttamente su Dylan Dog con pochissime variazioni.

Bene ma non benissimo, quindi.


Il Moro

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