martedì 2 giugno 2026

Opinioni a piccoli sorsi, serie TV: Stranger Things stagione 4 e Wonder Man

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Oh, porca vacca, ma da quanto tempo è che ho tra le bozze questo pezzo? Ero convinto di aver già pubblicato la mia opinione sulla quarta stagione di Stranger Things, e invece nel frattempo è uscita la quinta (per non parlare della versione animata) e ha già anche avuto il tempo di passare di moda, dato che non ne sento più parlare!
Va beh, il blog è come il maiale, non si butta via niente, quindi vi ripropongo qui l'articolo come l'ho trovato. Adesso speriamo di riuscire a pubblicarlo prima che esca anche il seguito di Wonder Man...


Stranger Things quarta stagione recensione

Stranger Things quarta stagione (2022)

La prima stagione mi era piaciuta, la seconda ho smesso di guardarla dopo due o tre episodi vinto dalla noia, con la terza non ci ho nemmeno provato. Alla quarta ho deciso di dare un'altra possibilità viste le ottime recensioni trovate in giro, quindi ho letto i riassunti della seconda e della terza su Wikipedia e via.

A volte mi capita di buttare giù qualcosa per il blog prima di aver finito di guardare film, serie, libri o quello che è, anche solo per fissare un commento che mi è venuto in mente in quel momento, e infatti ho scritto il paragrafo che segue dopo aver visto i primi tre episodi, al termine dei quali avevo davvero voglia di mollare anche questa.

Stranger Things quarta stagione recensione


E' chiaro che buona parte dell'appeal della serie ruota intorno al personaggio di Eddie, per il quale si sono sprecate lodi su interdet, il nerd metallaro che però è allo stesso tempo un vincente perché fa quello che gli piace fare e di quello che pensano gli altri non gliene frega una mazza. In un mondo (che non sono tanto gli anni '80 quanto piuttosto i film degli anni '80) in cui le superiori sono un inferno se non sei un atleta o una cheerleader, questo tizio rappresenta in pieno la supposta "rivincita dei nerd".
Ora, io da giovane ero un nerd solitario che non ha mai trovato un cane con cui condividere le sue passioni, quindi il buon Eddie un po' esalta anche me. Il che non toglie che sia un personaggio talmente costruito a tavolino da diventare stucchevole, soprattutto contrapposto com'è a degli atleti/cheerleader che sembrano la fiera dello stereotipo. Beh, ma abbiamo detto che Stranger Things non è ambientato negli anni '80 ma nei film degli anni '80, quindi ci siamo. A momenti non capisco se 'sti atleti siano stati pensati come delle parodie o come dei personaggi seri.
E poi la lunghezza. Un'ora e un quarto a puntata, circa. Ma perché? Lo sappiamo, il perché: perché le piattaforme di streaming guadagnano di più a far stare più tempo la gente davanti allo schermo, quindi oltre ai film immotivatamente lunghi abbiamo anche le serie TV immotivatamente lunghe. Questo minutaggio eccessivo è occupato da inutili storie adolescenziali da film americano anni '80, con problemi di cuore e bulli, che forse vorrebbero rimandare in qualche modo alla vicenda di Carrie e far sperare lo spettatore che Undici reagisca nello stesso modo e li faccia fuori tutti, ma non ci riescono perché risultano noiose e già viste e straviste.

Stranger Things quarta stagione recensione

Come dicevo, il paragrafo sopra l'ho scritto dopo aver visto le prime tre puntate. Per fortuna le successive mi hanno dato modo di ricredermi, tutta l'ambientazione scolastica viene accantonata e torniamo nei territori dell'horror. Anche il minutaggio sembra meno eccessivo, non mancano minuti e minuti di chiacchiere inutili qua e là ma sono più radi (anche se a volte piuttosto inopportuni, non credo che delle persone normali si metterebbero a parlare di fidanzati/e mentre sono persi nel Sottosopra) e in genere le puntate non danno (quasi) più l'impressione di essere riempite di fuffa per aumentare il minutaggio (certo che scorciare ancora un po' si poteva fare comunque). Se le diverse trame, poi, sembravano inizialmente troppo numerose da seguire, tanto da far perdere di vista la questione centrale, andando avanti e una volta che ci si è abituati filano bene ognuna per conto suo.

Abbiamo purtroppo delle cose da rivedere nel finale, quali collegamenti troppo labili tra le diverse trame (che quello che fanno Hopper e compagni in Russia possa avere dei collegamenti con quello che succede agli altri è una forzatura notevole, per esempio), e una lunghezza davvero assurda dell'ultima puntata, che supera abbondantemente le due ore. Perché non l'hanno semplicemente divisa in due? Tanto io l'ho guardata in almeno quattro spezzoni diversi, tiè. Oltretutto, in queste due ore e venti i momenti di dialogo allungabrodo sono una quantità notevole.

Rimane comunque un'ottima stagione, con una chiusura discreta ma che comunque non fa altro che preparare il terreno per la prossima stagione. Magari però anche per la prossima faccio come con questa, prima di guardarla aspetto i giudizi di qualcun altro.
(Nota del blogger, aggiunta subito prima della pubblicazione: i giudizi li ho sentiti e mi sa che anche la quinta la posso saltare).


Wonder Man recensione

Wonder Man

Cerco di evitare le serie Marvel, un po' perché mi sta ampiamente sulle balle questa loro politica per cui DEVI guardarle se no non capisci i film, un po' perché per la maggior parte sono noiose come una coda in posta con il cellulare scarico. Qui trovate la mia su Occhio di Falco e sulla prima stagione di Loki (la seconda non l'ho vista), qui quella su Wandavision (l'unica decente, almeno le prime puntate), di The Falcon and The Winter Soldier ho visto un paio di episodi prima di arrendermi, ne hanno fatte altre ma non le conosco minimamente e nemmeno mi interessano (e questo mi ha impedito di guardare un film). 
Wonder Man invece mi ha attirato per tre motivi: i legami di continuity con il resto dell'MCU sembravano essere minimi, non conosco minimamente il personaggio quindi non avrei rotto le balle a mia moglie facendo confronti durante la visione, e ha avuto un sacco di buone recensioni. 
Il che dimostra un assioma che mi sembra realizzarsi continuamente da quando è iniziato il periodo post-endgame della Marvel: per la gran parte dei recensori, basta che il nuovo prodotto Marvel non faccia proprio schifo che subito diventa bellissimo.

Wonder Man recensione

Wonder Man non fa schifo. Anzi, è una storia interessante, che di supereroistico non ha quasi niente. E' la storia di un attore di second'ordine, che fin'ora ha fatto solo piccole cose come comparsate e pubblicità, e sogna la grandezza che non riesce a raggiungere perché è pieno di insicurezze che lo rendono, fondamentalmente, un gran rompiballe perfettino che spinge chiunque pensi di assumerlo ad allontanarlo in fretta. A interpretarlo è Yahya Abdul-Mateen II, che se non sbaglio è al suo terzo ruolo supereroistico, essendo stato anche Black Manta in Acquaman e il Dottor Manhattan nella serie Watchmen. Qui si racconta di come fa amicizia con Trevor Slattery, interpretato da un magnifico Ben Kinglsey (un attore fantastico che però sembra avere un mucchio di debiti visto che compare in decine di produzioni di serie Z ormai da un sacco di anni). Per chi non se lo ricordasse, è quello che fingeva di essere il Mandarino in Iron Man 3: una delle idee migliori di tutto l'MCU che però non è piaciuta a molti Marvel-Zombi, che hanno strepitato talmente che i produttori si sono sentiti costretti a correggere il tiro presentando il "vero" Mandarino nel film Shang-Chi. Chissà se quello ha incontrato il favore del pubblico, visto che anche lui era ben diverso da quello dei fumetti. 

La "bromance" tra i due va avanti per un numero percepito di puntate ben maggiore a quello effettivo, mentre i due cercano di farsi prendere ai provini per i ruoli principali del remake di un vecchio film di supereroi, intitolato per l'appunto Wonder Man. E nel frattempo c'è anche Damage Control, che francamente ricordo dai fumetti ma non dai film, che tiene d'occhio il protagonista perché lo sospetta di avere dei superpoteri, cosa che in effetti è vera. Superpoteri che lui nasconde sia perché non riesce a controllarli, sia perché c'è una legge che vieta a chiunque possieda superpoteri di lavorare su un set.

Wonder Man recensione

Abbiamo quindi un po' di metanarrativa, attori che ci tengono a mostrare la loro bravura, e un intreccio potenzialmente interessante, una volta che si viene a patti col fatto che non c'è davvero niente di supereroistico in tutto questo. Superpoteri quasi non se ne vede, mi aspettavo qualche exploit nel finale ma non c'è stato neanche quello. Probabilmente è un bene, perché non è quello che si proponeva di raccontare questa serie.
Il problema è il solito di tutte le serie TV, non solo Marvel: una storia che avrebbe comodamente potuto stare in un film di un'ora e mezza stiracchiata fino a raggiungere le quattro ore.
Ed è un peccato, perché l'idea di per sé era valida. Ma non tanto valida da tenere il povero spettatore in ostaggio per così tanto tempo.
Due palle, insomma. Ma se i produttori Marvel decidessero di fare una serie sulle mie palle diventerebbero almeno quattro, perché allungherebbero il brodo (IL BRODO, ho detto) anche lì.

Il Moro

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