martedì 26 maggio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, metroidvania gratuiti (o che lo sono stati): Dead Cells e The Mummy Demastered

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Il primo fatto è che a me piacciono molto i metroidvania, e il secondo fatto è che ora ne esce una quantità imbarazzante ogni anno, in particolare dalla scena indipendente o comunque da piccoli studi. Ormai realizzare un gioco in grafica 2D e magari in pixel art deve essere una cosa relativamente semplice, almeno rispetto ai titoli tripla A a cui occorrono team di centinaia di persone. Non posso che esserne contento, ma il problema è: come faccio a scegliere quelli a cui giocare, visto che ce ne sono così tanti? 
La soluzione, in realtà, è più semplice del previsto: gioco a quelli che i negozi online mettono a disposizione gratuitamente. Chiamami fesso.


Dead Cells recensione

Dead Cells (Android, 2018)

In particolare, la versione Android di questo Dead Cells è inclusa nell'abbonamento Netflix.
Ho già avuto altre occasioni di dire che non amo i roguelike, cioè quel genere di giochi nel quale quando si muore si ricomincia dall'inizio e in cui i livelli sono generati proceduralmente. Per chi non sapesse cosa significa, vuol dire che a ogni partita i livelli sono diversi, perché rigenerati dal gioco ogni volta secondo delle procedure particolari. Ci sarebbe poi anche da distinguere tra i roguelike e i roguelite, la distinzione è abbastanza complicata comunque semplificando i roguelike sono più simili al capostipite del genere, Rogue del 1980, in cui quando muori perdi più o meno tutto, mentre i roguelite permettono una progressione, cioè quando muori ricominci dall'inizio ma mantenendo una parte dei potenziamenti raccolti. Comunque, c'è sempre di mezzo la generazione procedurale dei livelli e ricominciare dall'inizio a ogni morte. E a me l'idea di ricominciare sempre dall'inizio mi sta abbastanza sulle balle, infatti su questo blog trovate articoli solo su altri due giochi di questo tipo, Hades Rising Hell, e in nessuno dei due sono andato avanti granché. Invece mi è piaciuto Sundered, un po' perché aveva una struttura da metroidvania, genere che invece adoro (diciamo anzi che è diventato il mio genere preferito da quando i JRPG sono diventati troppo lunghi per la mia età), e un po' perché i livelli erano procedurali solo in parte, e a ogni morte non ricominciavi davvero dall'inizio, tornavi semplicemente nell'hub centrale.

Anche Dead Cells, del 2018, ha una struttura da metroidvania, il che è sicuramente uno dei motivi che me l'hanno fatto amare, nonostante questa volta sia proprio un roguelite.

Dead Cells recensione

Siamo un ammasso di carne morta in una prigione, che resuscita perché, beh, perché sì. Dobbiamo farci strada nell'enorme castello in cui ci troviamo fino ad arrivare alla sala del trono e dirne quattro al re. Per la trama siamo ai limiti del non pervenuto, e anche i pochi indizi sulla lore che possiamo trovare qua e là nel gioco non è che ci aiutino granché.
Dovremo quindi affrontare una serie di livelli generati proceduralmente. In ogni livello ci sono due o più uscite verso livelli diversi, quindi a ogni partita possiamo anche decidere di prendere strade diverse per arrivare alla fine.

Sono poche le abilità da sbloccare o le chiavi da raccogliere per raggiungere luoghi prima inaccessibili, caratteristica di ogni metroidvania che si rispetti, ma nessuna è necessaria per arrivare alla fine del gioco. E le chiavi si perdono a ogni morte. 
Le abilità sbloccate invece rimangono, così come le "anime" che alcuni nemici perdono, a patto che si riesca a portarle fino alla fine del livello per spenderle in potenziamenti permanenti o nuove armi che sarà possibile raccogliere lungo la strada. 

Dead Cells recensione

Quello verso cui punta questo gioco è il puro e semplice divertimento. Girare per il castello saltando come matti, cercando di non farsi colpire (recuperare energia è difficilissimo) e di ammazzare più gente possibile (se si riesce a uccidere tanti nemici di fila senza farsi toccare si viene ricompensati) è divertente e appagante, morire quando si è andati avanti un bel po' da sempre fastidio ma il fatto di poter comunque mantenere alcuni potenziamenti o armi da una partita all'altra e il sapere che la prossima partita sarà comunque diversa lo rende meno frustrante. Poi ci sono un sacco di segreti da scoprire e centinaia tra armi e costumi da sbloccare, pure troppi, serve un centinaio di ore di gioco per il 100% di completamento (i non completisti in una trentina di ore possono vedere tutto quello che c'è di interessante da vedere). Anche i combattimenti non sono necessariamente tutti uguali. Abbiamo armi che attaccano da vicino oppure da distanza, comprese trappole e torrette automatiche, e anche oggetti difensivi quali gli scudi. Questo ci permette di variare il nostro approccio, io personalmente amo piazzare torrette e trappole e guardare i nemici che muoiono male mentre io me la godo al sicuro.

Ben sapendo che il divertimento che si prova giocando è il principale motivo d'interesse del gioco, più della spinta a vedere il prossimo livello, gli sviluppatori hanno pensato bene di inserire una "modalità assistita", cioè delle opzioni per rendere il gioco più facile, come diminuire i danni subiti o escludere alcune armi da quelle che troviamo in giro per concentrarsi sulle più utili. Per di più solo alcune di queste modifiche si tradurranno in un "malus" nel gioco, come l'impossibilità di raggiungere certi obbiettivi, la maggioranza si possono applicare tranquillamente senza problemi. Come non amare dei programmatori che inseriscono una caratteristica simile, che sembra fatta apposta per me?

Dead Cells recensione

L'unica pecca sono gli scontri con i boss, che non sono granché. I boss tendono ad assomigliarsi tutti, e lo spazio limitato in cui bisogna combatterli limita anche le nostre possibilità di approccio. In pratica per quasi tutti basta piazzare due torrette nel mezzo (se usate le torrette come me) e poi continuare a schivare finché muoiono.

Non sono arrivato a sviscerare completamente il gioco, ma l'ho finito più di una volta (e ci ho provato decine di volte). Il primo roguelite che mi è piaciuto davvero, e non posso che consigliarlo a tutti. Tanto più che la versione Android è gratuita per gli abbonati Netflix, e include anche i DLC, tra cui va segnalato Return to Castlevania che aggiunge, appunto, personaggi e ambientazioni di questo capostipite del genere. 


The Mummy Demastered recensione

The Mummy Demastered (PC, 2017)

Anche questo non l'ho pagato: era giocabile in streaming grazie al servizio Amazon Luna, incluso nell'abbonamento Prime.

Chissà cosa è passato nella mente dei produttori quando, al momento di decidere di fare un tie-in del film La Mummia del 2017 con Tom Cruise, hanno detto: "ma facciamo un metroidvania 2D vecchio stile". Da questo il nome Demastered, che è un termine a volte utilizzato in campo videoludico per particolari operazioni in cui si vanno a fare dei remake di giochi per farli sembrare più vecchi invece che più nuovi: il contrario di una remastered. Ah, e non c'è nemmeno Tom Cruise, compare giusto il faccione di uno che tra un pixel e l'altro potrebbe sembrare Russell Crowe. 

The Mummy Demastered recensione

The Mummy Demastered è quindi un metroidvania classicissimo, sia nel gameplay che nello stile grafico. Talmente classico che ci sarebbe poco da dire, se non che è più corto della media, il che è un bene almeno per me, e che ha un protagonista totalmente anonimo, il che dovrebbe essere un male, ma è parte integrante del gameplay: interpretiamo infatti un generico soldato dell'organizzazione vista nel film e comandata da Russell Crowe, e quando moriamo non respawniamo ma veniamo semplicemente sostituiti da un altro soldato. Un sistema simile si è visto anche in Aliens Infestation, ma lì era realizzato meglio, dato che ognuno dei soldati a nostra disposizione aveva comunque una sua personalità. 

The Mummy Demastered recensione


Un classico divertente per chiunque apprezzi i metroidvania, con boss fight niente male, ma con un serio problema di picchi di difficoltà, che ora andrò a esplicare. 
Quando muori, il tuo personaggio rimane lì come zombi. E si tiene tutta l'attrezzatura che ha raccolto fino a quel momento. Il soldato con cui ricominciamo dal punto di salvataggio non ha nessun potenziamento, e quindi dobbiamo farci strada fino a dove è rimasto lo zombie e ucciderlo per riprenderci tutta l'attrezzatura. Peccato che il soldato zombie sia abbastanza duro da buttare giù, e che se sei morto probabilmente è in un punto già complicato di suo. Riprendersi l'attrezzatura può essere quindi una vera piaga, soprattutto se nel tentativo si muore di nuovo, così da ritrovare nello stesso punto, che ricordiamo era già difficile prima, anche due zombie da affrontare... 
Ammetto di non essere riuscito a finire il gioco. Sono arrivato più o meno al 75%, la schermata della mappa ti mostra la percentuale di completamento, e a parte questi momenti non l'ho mai trovato particolarmente difficile. Ma sono morto in un punto balordo. Ci ho riprovato con attrezzatura azzerata e sono morto di nuovo. E di nuovo. E di nuovo... Alla fine in quel punto già difficile deambulava una mezza dozzina di zombi armati fino ai denti, diventando praticamente impossibile. Se fosse stato più vicino al punto di salvataggio forse avrei continuato a riprovare anche solo per vedere fino a quanto era possibile riempirlo di zombi, ma era difficile anche solo arrivare fino lì e spesso non riuscivo nemmeno a fare quello senza potenziamenti (seminando ovviamente altri zombie lungo la strada). E non c'è nemmeno la possibilità di salvare in uno slot diverso e quindi ricominciare da un punto di salvataggio diverso. Ho lasciato perdere, cosa dovevo fare? Meno male che non l'ho pagato. 

Questo per me è un grosso problema di gameplay, sufficiente a farmi stroncare un gioco altrimenti carino, anonimo seppur con belle boss fight. ma così....

Il Moro

Altri metroidvania di cui ho parlato nel blog:
Ho pubblicato diverse compilation di videogiochi, videogiochi cioè accomunati da un tema particolare. Ad esempio tutti i videogiochi dove compare un particolare attore o personaggio, o seguiti più o meno apocrifi di un videogioco classico, e altre. Alcune sono "elenchi ragionati", altre veri e propri approfondimenti sul tema. Le trovate tutte a questo link.

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