Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.
Zagor n. 726 - 729: L'agente di Altrove, di Moreno Burattini e Bane Kerak
So che molti lettori non amano le storie con Altrove, ma io non sono tra quelli: anzi, quando vedo il nome di Altrove mi esalto. Anche se non capisco come mai questi continuino a chiedere l'aiuto di Zagor, visto che ogni volta poi lui gli distrugge le scoperte per evitare che possano essere utilizzate per fare del male... Nel mio piccolo, tempo fa ho scritto una fanfiction in cui è Supermike a collaborare con Altrove, giusto per dire quanto mi piaccia l'organizzazione nata sulle pagine di Martin Mystere (ma comunque ispirata a molte altre organizzazioni di indagatori del paranormale esistenti in narrativa).
Altrove, però, non va per forza associata a vicende che hanno a che fare con il lato paranormale delle storie di Zagor. Qui, infatti, non avviene niente di davvero soprannaturale: il coinvolgimento di Altrove è giustificato dall'indagine su misteri (o mysteri?) archeologici riguardanti i noti tumuli lasciati dalle civiltà precolombiane in Nord America.
Per interessante che possa essere questo spunto, i nostri avranno davvero a che fare con i tumuli e le relative misteriose civiltà perdute solo nell'ultima parte dell'ultimo dei tre volumi e mezzo in cui si sviluppa la storia.
E' un male? Teoricamente no. Le migliori storie di Zagor scritte da Nolitta impiegavano albi interi ad arrivare al punto. Vedi le prime storie di Kandrax o Rakosi, per esempio. Questo però funziona se anche tutta la parte che precede il cambio di passo è interessante come quella che segue. E, in questo caso, non ci siamo granché.
La vicenda scorre fin quasi alle ultime pagine in modo poco interessante, tra generici scontri e inseguimenti nella foresta, roba che qualunque sceneggiatore di Zagor ormai scrive con il pilota automatico, uniti a un sacco di quei dialoghi tipicamente burattiniani in cui i personaggi si raccontano l'un l'altro cose successe prima. Stavolta ho almeno apprezzato i flashback delle storie precedenti, dato che delle storie a cui si fa riferimento e di cui non ricordavo quasi nulla, ma è chiaro che chi invece quelle storie ce le ha ancora bene in mente possa pensarla diversamente. Anche alcuni scambi di battute con Cico sono divertenti, peccato che i dialoghi non siano tutti così.
Burattini ha scritto le sue storie migliori quando aveva dei paletti a limitarlo. E' chiaro che, almeno negli ultimi anni, se la cava meglio con storie più corte, e ce ne ha regalate (beh, vendute) di ottime. Ma lasciarlo andare a briglia sciolta, dandogli addirittura tre albi e mezzo a disposizione, è deleterio.
Insomma, gli affascinanti misteri di quelle civiltà scomparse avrebbero meritato una storia più interessante. Chissà se Martin Mystere ne ha già parlato?
Burattini, o magari il disegnatore Kerak, si diverte anche a nascondere qua e là qualche citazione, come una ben nota sequenza di volteggio tra gli alberi di Zagor, o addirittura il meme di John Travolta che si guarda intorno spaesato.
Zagor + 19: Il mondo dell'incubo
Questo è uno Zagor + con storie brevi, quindi le analizzerò una per volta. Della riduzione della foliazione dello Zagor + ho già parlato qui.
Oh ma che figata! Ammetto di aver letto questa storia con un ghigno sulle labbra per tutto il tempo. Cioè, c'è Zagor che ammazza uno pterodattilo infilzandolo con il becco di un altro pterodattilo, come si fa a non amarla, come?!
Il mondo dell'incubo è una tamarrata tutta azione con uno Zagor del tutto indifferente alla fatica, fatto che potrebbe essere addirittura giustificato dal fatto che in pratica si trova probabilmente dentro una sorta di ambiente virtuale: i personaggi dei videogiochi mica si stancano (sì, a volte hanno anche la barra della fatica, ma non andiamo a cercare il pelo nell'uovo). Azione furibonda splendidamente disegnata dal figlio di Claudio Villa e ulteriormente valorizzata dall'assenza della gabbia fissa: le vignette danzano sapientemente per la pagina in modo assolutamente naturale, laddove precedenti esperimenti di questo genere apparivano forzati.
Il pretesto del "gioco" è tutto meno che originale, anche nella serie di Zagor è già stato usato almeno un paio di volte (mi viene in mente ad esempio La preda umana, Zagor n.30, remake zagoriano di Pericolosa partita), ma l'importante è divertirsi.
E dire che ho appena finito di lamentarmi della scrittura di Burattini, nel commento sopra, ed ecco che lo stesso autore mi tira fuori questa perla. Deciditi, insomma! Ma ormai ho capito che Burattini lavora meglio quando ha dei limiti di lunghezza.
L'unica nota stonata è il finale molto sbrigativo, ma il nuovo curatore Antonio Serra nell'editoriale all'inizio dell'albo ha già ventilato la possibilità di un seguito. E speriamo!
Storia un po' particolare, che ha il difetto di essere troppo esagerata rispetto al numero di pagine. Prima sembra andare verso un lato "mistico" profondo, con gli indiani che hanno tutta questa fiducia nello spirito della foresta dalle mire di generico-affarista-senza-scrupoli-n.-312, e poi di colpo salta fuori questo gigantone, tra l'altro ritratto in un modo che non rende giustizia alla sua gigantosità. Gigantosaggine. Giganteria. Quello che è.
Un'altra di quelle storie, insomma, che ha un'idea anche buona, ma che avrebbe avuto bisogno del centinaio abbondante di pagine di uno speciale (già solo due albi della serie regolare sarebbero troppi), per rendere al meglio, esplorando di più la parte misticheggiante e valorizzando meglio il gigante. Ditemi che non ci stavano bene un paio di pagine solo per mostrare lo spirito formarsi un pezzo per volta unendo rami, foglie e radici, più un'altra o due per vederlo emergere dalla foresta in tutta la sua possanza. Qui va tutto di corsa e si rischia di cadere nel ridicolo.
Una malinconica storia di fantasmi. Non male nel tono e nell'atmosfera, niente di particolarmente memorabile ma piacevole da leggere, giusta nella lunghezza e la più "classica" delle tre. Con qualche accorgimento forse avrebbe potuto essere più toccante, ma non ci si può lamentare.
Zagor Speciale n. 42 - Wolf Pass, di Zamberletti e Laurenti
L'ho letta ieri, e ammetto che ho fatto fatica a riportarla alla mente per scrivere queste righe.
Il che vuol dire che non è particolarmente bella, ma nemmeno particolarmente brutta, in ogni caso mi sarebbe rimasta impressa di più: è una storia senza infamia e senza lode, che si lascia leggere ma non fa nulla per stupire o appassionare più di tanto. Colpo di scena prevedibile fin dalla prima pagina, un mix di elementi noti quali l'indiano che si ribella all'autorità del capo tribù formando una sua banda, il gruppo di persone in pericolo nella foresta, eccetera. Viene promessa una situazione di assedio, promessa che non viene mantenuta, preferendo una soluzione diversa. Non sono riuscito a decidere se questa decisione mi sia piaciuta o no: da una parte è un risvolto interessante e inaspettato, dall'altra a me le situazioni di assedio piacciono! 😁
Come già detto altre volte, i disegni di Laurenti, un tempo uno dei migliori disegnatori di Zagor, vanno sempre peggiorando (è del '57 e prima o poi il calo viene per tutti), ed è un gran peccato, ma le sue donne sono ancora splendide.
Ne approfitto per segnalare, anche se un po' in ritardo, che è uscito Zagorianità n. 31 - Una mummia resuscitata, fanzine di Zagor che ospita anche un mio articolo, Mitologia Norrena, nel quale tratto, confrontandole con la tradizione e il mito, le creature che compaiono nella storia Oscura minaccia.
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- Le più belle storie di Zagor (secondo me, ovviamente)
- Le mie "opinioni in pillole" sulle storie di Zagor
Le mie fanfiction (gratuite) su Zagor:
- Tex - Zagor: La valle nascosta
- Zagor: attacco a Darkwood. Recensione di un videogioco che non esiste
- Supermike: Una notte a New York
- Supermike contro Il Tessitore (storia a bivi)
- Zagor: Un suono di tamburi
Tutti i miei articoli su Zagor








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