Visualizzazione post con etichetta action+film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta action+film. Mostra tutti i post

martedì 18 novembre 2025

Predator: Badlands: il Predator della Disney avrà gli occhioni pucciosi?

Predator: Badlands recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Risposta alla domanda del titolo: lui no, ma la Disney ha comunque rispettato la sua quota di occhioni sgranati.

Il nuovo corso di Predator ormai è inarrestabile, diamo un'occhiata agli anni di uscita dei film: 1987 il primo, 1990 il secondo, poi saltiamo avanti di una quindicina d'anni per i due Alien Vs Predator (2004 e 2007) e per Predators (2010), usciti quindi a tre anni di distanza l'uno dall'altro. Ne sono passati altri 8 per il dimenticabile The Predator (2018), ma solo più 4 per Prey (2022). Altri tre anni, e saltano fuori addirittura due film nello stesso anno, Predator - Killer of killers e Predator: Badlands. Se continuano ad avvicinarsi arriveremo al punto che ne esce uno a settimana (meglio che sto zitto, o ci faranno davvero una serie tv).
A tenere le redini di questo nuovo corso il regista Dan Trachtenberg, specializzato in seguiti a quanto pare, dato che il suo unico lavoro prima di diventare il nuovo profeta di Predator è stato 10 Cloverfield Lane, a sua volta sequel di Cloverfield
Non che desse grande fiducia all'inizio, dato che con Prey ha sfornato un film troppo impegnato a inserire tematiche femministe dove non andavano inserite, e pure male, e citazioni nostalgiche a pioggia. Decisioni sue o richieste della produzione? E chi lo sa, ma c'è da dire che il tiro è stato aggiustato con Killers of killers, una simpatica tamarrata, esagerata e divertente, in cui le citazioni erano ridotte al minimo e almeno erano solo citazioni e non mandavano avanti la trama, e le tematiche woke se proprio volevi trovarle le trovavi ma dovevi davvero impegnarti. 

E ora questo Predator: Badlands, in cui Dan Trachtenberg si diverte a ribaltare un sacco di regole.

martedì 21 ottobre 2025

Una saga di film di fantascienza cinesi: The Wandering Earth e The Wandering Earth - L'Inizio

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta parliamo di due film che compongono una saga di fantascienza cinese, che si basa su una premessa a dir poco GROSSA.


The Wandering Earth recensione

The Wandering Earth 

Uscito nel 2019, il film è tratto da un libro di Cixin Liu, noto ultimamente anche qui per la Trilogia dei tre corpi.

Anche la Cina ha voluto fare il suo bel kolossal catastrofico, e dato che aveva voglia di esagerare ha immaginato la catastrofe più grande possibile: il sole sta per esplodere e bisogna spostare tutto il pianeta da un'altra parte!
Con il sole che sta per espandersi e inglobare tutto il sistema solare, l'unica cosa da fare per salvare più gente possibile è spostare la Terra vicino a un altro sole. Vengono quindi costruiti migliaia di enormi motori a reazione da un lato del globo per dare la spinta e altre migliaia lungo l'equatore per mantenere la rotazione. Allontanandosi dal sole però la superficie diventa così fredda da essere inabitabile, e così gli umani, che comunque sono già stati decimati da catastrofi naturali precedenti, vivono in città sotterranee. 
La Terra, ora un'immensa astronave, inizia così il suo viaggio interstellare, portando con sé ciò che resta dell'umanità...

martedì 24 giugno 2025

Predator - Killer of killers

Predator - Killer of killers recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ehi gente, un nuovo film su Predator! Alcuni franchise sono come i loro protagonisti, o meglio come i loro cattivi: Terminator, Alien, Predator, per quanto spari loro addosso usando infimi sequel come proiettili, ritornano sempre!

Per quanto io sia un amante dell'alieno cacciatore, e abbia adorato i primi due film (sì, sono uno dei pochi a cui è piaciuto un sacco anche Predator 2, mai capito perché sia così maltrattato), non posso certo definirmi un "esperto", dato che per esserlo dovrei conoscere bene anche lo sterminato universo espanso, tra libri, fumetti e videogiochi, che è derivato da quei film. Ma d'altronde non tutti sono Il Zinefilo, anzi mi sa che non lo è quasi nessuno, visto che ben pochi dei sedicenti esperti hanno mai letto uno di questi fumetti, nonostante sia proprio grazie a loro che un franchise come quello di Predator è ancora così fiorente. Io libri non ne ho letto nessuno, ma almeno di fumetti e videogiochi qualcosa so. Tutto questo per dire che gli episodi di cui è composto questo film mi sono sembrati più vicini all'universo fumettistico dei Predator che a quello cinematografico, universo nel quale i Predator si sono già trovati più volte ad affrontare prede sparse nel tempo. Ma visto che i fumetti li leggono in quattro (beh, in Italia ne sono arrivati ben pochi, quindi gli italiani sono in parte giustificati), questa roba sembrerà una novità a chi conosce i Predator solo dai film. 
Da notare anche quello che credo sia il primo utilizzo del termine "Yautja" in un film, termine fin'ora appartenente solo all'universo espanso, peccato che sia una delle poche cose che questo film ha mantenuto dal "canone" stabilito dai fumetti stessi, se di canone si può parlare per qualcosa di così fumoso (l'altra, beh sarebbe spoiler quindi se preferite saltate oltre, è la camera di criostasi con tutti i guerrieri congelati, ripresa da un fumetto Marvel).

martedì 25 marzo 2025

La città proibita, l'urlo di Chen ritorna a terrorizzare l'occidente


La città proibita Mainetti recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Temevo di non riuscire a vedere questo film al cinema, ma per fortuna una sala dalle mie parti alla fine ha deciso di metterlo, anche se una settimana in ritardo. Già, perché ci tenevo, perché a volte si devono sostenere i film anche solo per il coraggio che hanno, il coraggio di fare "cose che normalmente in Italia non si fanno", ma che solo se hanno successo possono sperare di inaugurare un trend che possa tirare il cinema italiano fuori dal pantano in cui si trova.
Fortunatamente, non ho bisogno di consigliarvi di andare a vedere La Città Proibita perché così sostenete un certo modo di fare cinema in Italia: posso permettermi di consigliarvelo perché è davvero un bel film. Farò di più, sprecando per La Città Proibita il più grande complimento che si può fare a un film italiano: non sembra un film italiano. Non c'è praticamente una sola inquadratura che sembri il tipico film italiano, basti dire che nemmeno per un momento mi è venuto in mente René Ferretti che grida "Biascica, apri tutto", cosa che mi succede quasi sempre.

martedì 12 novembre 2024

Opinioni in pillole, film d'azione indiani: War e Pathaan

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Di film indiani non ne ho visti molti, perché ho la sensazione, spesso confermata da altri colleghi blogger, che la maggior parte non siano proprio il massimo, sebbene tra di loro si trovino diverse chicche.
Qui sul blog trovate le mie opinioni su Enthiran, Enthitan 2.0. e RRR (che rimane il migliore tra i film indiani che ho visto, se dovete sceglierne uno solo scegliete quello).
In questo articolo raccolgo le mie su altri due film d'azione indiani, accomunati dal far parte di una stessa saga.


film d'azione indiani: War e Pathaan recensione

War (2019)

War è appunto uno dei film consigliati dai colleghi blogger di cui sopra, ma allo stesso tempo lo stesso collega mi consiglia di non andare a indagare troppo oltre nel cinema d'azione indiano. 

So anche che questo film fa parte di un universo condiviso, quindi sono andato a informarmi un po'.

L'universo condiviso in questione si chiama Spy universe, dato che si parla appunto di film di spie d'azione, e comprende a oggi cinque film con altri quattro già programmati. I primi due sono Ek Tha Tiger e il suo seguito Tiger Zinda Hai, e War è il terzo, che comunque non ha nessun collegamento diretto con gli altri due. Presumo che ci sia qualche accenno a far capire che l'agenzia di spionaggio è sempre la stessa, ma non avendo visto i Tiger non saprei.

martedì 2 aprile 2024

Opinioni in pillole, film fantastici: Ghostbusters Legacy, Dungeons and Dragons - l'onore dei ladri, Godzilla e Kong - Il nuovo impero

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di tre film fantastici, non nel senso che sono particolarmente belli, ma che appartengono al genere del fantastico! Dato che scrivo questi commenti subito dopo aver visto il film e poi li lascio a macerare tra le bozze in attesa di averne abbastanza per riempire un articolo, alcuni potrei averli visti anche molto tempo fa.


Ghostbusters Legacy recensione

Ghostbusters Legacy

Ho sentito parlare solo male di questo film. In realtà non è poi così brutto. O meglio, non sarebbe così brutto se solo non...

Per il canovaccio di base, non si può nemmeno più parlare di già visto, talmente è un cliché trito e ritrito (ma di solito si usa nel fantasy): giovane (in questo caso giovani, sono due fratelli) normale o addirittura con problemi scopre di essere discendente di "qualcuno". In questo caso, i due fratelli in questione, figli di madre single e con problemi economici, scoprono di essere i nipoti di uno degli acchiappafantasmi che negli anni '80 salvarono New York e il mondo dalla distruzione (di quale non lo dirò, ma si capisce immediatamente). 
Gli episodi di fantasmi sono stati, a quanto pare, dei casi isolati limitati a quel periodo, quindi gli acchiappafantasmi si sono sciolti per mancanza di lavoro. Ma è un ciclo, e quindi i fantasmi stanno per tornare. Per fortuna i ragazzi trovano l'attrezzatura per affrontarli proprio al momento giusto...

martedì 21 novembre 2023

Opinioni in pillole, film d'animazione: Nimona, Tartarughe Ninja Caos Mutante, Spider-Man - Across the spider verse

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di tre film d'animazione americani usciti nel 2023, due al cinema e uno direttamente in streaming. Le opinioni sono nell'ordine in cui ho visto i film e sono state scritte subito dopo la visione, quindi anche a diverso tempo di distanza l'una dall'altra.


Nimona recensione

Nimona

Nimona è una notevole sorpresa, un film d'animazione avventuroso-fantasy-fantascientifico divertente e con una storia appassionante.

Certo, il protagonista omosessuale farà gridare a molti qualche frase fatta sulle pietanze cucinate con il woke, ma a parte che potranno vivere delle avventure pure gli omosessuali, in questo caso non può davvero essere considerato un problema, dato che non risulta forzato e anzi è giustificato dalla storia, che senza questo particolare avrebbe dovuto essere chiaramente diversa.

Un po' più forzate le diverse etnie dei personaggi, che stonano parecchio con l'ambientazione: in una città che da 1000 anni è chiusa tra mura da cui nessuno entra e nessuno esce, da dove arrivano le popolazioni delle diverse etnie? Non si parla mai di minoranze chiuse in sé stesse, anzi, quindi sarebbe logico che dopo 1000 anni il sangue si sia diluito. Sembra una stupidaggine ma durante la visione ci si fa caso, soprattutto in questo periodo in cui l'argomento è sulla bocca di tutti.
A mio figlio non ne è fregato nulla, comunque.

martedì 26 settembre 2023

Dampyr, il film

dampyr film recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Chi segue questo blog ha già letto dei "post temporali" che provengono dal passato, visto che spesso scrivo e poi lascio ad aleggiare tra le bozze gli articoli per mesi se non per anni. 
Questo è uno di quei casi particolari in cui metà dell'articolo è stato scritto nel passato e metà nel presente. Ecco a voi la parte scritta qualche mese fa:

***

Scrivo la prima parte di questo articolo PRIMA di vedere il film. Al momento in cui scrivo il primo film del "Bonelli Cinematic Universe" è nelle sale, ma il mio mal di schiena mi impedisce di rimanere seduto a lungo quindi per un po' il cinema per me è off-limits. Voglio comunque buttare giu qualche considerazione, giusto per fissare quello che penso e quello che mi aspetto.

Stiamo parlando di un film tratto da un fumetto di Sergio Bonelli, casa editrice che mi ha praticamente cresciuto da quando ho imparato a leggere. Abbiamo avuto un film di Tex, che non era un granché, e quella cagata pazzesca del film americano di Dylan Dog (più i due film turchi apocrifi su Zagor). Chiaro che ho una notevole curiosità.
Ora si parla addirittura di un "bonelliverso", con progetti per i film su altri personaggi che comunque siano in qualche modo connessi con questo. Non staremo facendo il passo più lungo della gamba? Cosa c'è che vi da tanto fastidio in un film che inizia e finisce? Bisogna per forza fare gli americani? Va beh.

Seguo Dampyr dal primo numero, ma diciamo la verità: i più belli erano i primi, boh, cinquanta, a essere generosi.
I primi Dampyr erano storie spesso "on the road", avventurose, selvagge, un horror d'azione con più di un occhio ai vampiri di John Carpenter, spesso ambientate in zone di guerra. Poi, il nostro dampiro si è seduto. Si è trasferito a Praga sotto l'ala protettrice dell'angelico Camael, si è messo a vendere libri antichi, e si è fatto un sacco di amici.
I difetti dell'attuale Dampyr sono una prolissità che sembra uscita dai numeri più noiosi di Martin Mystere, con buona parte dei volumi occupata da spiegoni enciclopedici su varie tradizioni locali o correnti artistiche, e soprattutto una continuity incasinata che pretende che il lettore si ricordi i rapporti tra decine di personaggi secondari, sia buoni che cattivi. I numeri degli ultimi anni sono praticamente tutti seguiti di storie precedenti o quantomeno contengono ritorni di personaggi vari.
Ma i primi, i primi erano belli, e visto che la storia del film dovrebbe essere quella dei primissimi volumi, potrebbe anche andarci bene.

martedì 5 settembre 2023

Opinioni in pillole, sequel di film d'azione: The King's Man - Le origini, Fast X, John Wick 4

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta ci concentriamo su tre film che sono tutti nuovi capitoli di noti franchise d'azione. 


The King's Man - Le origini recensione

The King's Man - Le origini

Da un certo punto di vista The King's Man - Le origini (The King's Man, 2021) è un film sorprendente, cioè se lo si confronta con i suoi predecessori.
King's Man - Secret Service e King's Man - Il Cerchio D'Oro erano film d'azione caciarona, con i protagonisti intenti ad acrobazie da supereroe e gadget da 007. The King's Man - Le Origini sceglie un approccio diverso. Certo, sempre di film d'azione si tratta, ma non più così caciarona. L'azione è decisamente più diluita e meno esagerata (invece di sembrare supereroi i protagonisti sembrano "solo" eroi di film d'azione), c'è tempo per approfondire la trama e i personaggi, e il contesto è più realistico. Beh, un pochino.

martedì 14 febbraio 2023

Athena: la vitaccia nelle banlieu francesi

Athena Netflix recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Esistono diversi film francesi che raccontano delle "banlieu" come di quartieri degradati sempre sull'orlo della ribellione contro il potere costituito, quindi mi è venuta voglia di informarmi un pochino.

"Banlieu" è un termine che indica in modo generico tutte le periferie cittadine francesi, vale a dire quella cintura di comuni che circonda le grandi città e che da esse dipende in gran misuta per la propria economia. Parlando in modo generico, spesso questi comuni non hanno quasi ragion d'essere se non quella di costituire una sorta di appendice alla città stessa, e i suoi cittadini non si sentono tanto appartenenti al loro comune quanto alla periferia della città. E la periferia di una grande città può essere uno strano posto, dove si concentrano quelli che hanno degli interessi lavorativi nella città ma non guadagnano abbastanza per andare a vivere più vicino al centro. Le periferie sono i luoghi dove nascono condomini fatti in serie, a volte anche di lusso, ma più spesso destinati a coloro che hanno una scarsa disponibilità economica. Ed essendo lontani dal centro e quindi nascosti alla vista, spesso gli edifici vengono lasciati a sé stessi fino a diventare fatiscenti, vi si concentrano i cittadini più poveri e la criminalità vi trova terreno fertile.
In Francia, in particolare, dagli anni '70 il termine "banlieu" viene usato, citando Wikipedia, anche come eufemismo per indicare i grandi progetti residenziali a basso costo per gli immigrati stranieri. La questione dell'immigrazione si può far risalire a dopo la fine della seconda guerra mondiale, con le città francesi distrutte dal conflitto e l'immenso impero coloniale che si disfaceva rapidamente (per lo più il disfacimento avvenne tra gli anni '50 e '60, anche se la fine dell'impero viene sancita formalmente nel 1980; al momento permangono cinque cosiddetti "dipartimenti d'oltremare", cioè regioni facenti parte dell'ex impero che si considerano a tutti gli effetti parte del territorio francese, un po' come l'Alaska per gli Stati Uniti). Durante questo disfacimento milioni di migranti dalle colonie, sfruttando la cittadinanza data loro dal fatto di essere nati sotto il dominio dell'impero francese, si riversarono in Francia, ed essendo per la grande maggioranza poveracci si concentrarono proprio nelle banlieu, per precisa volontà della classe politica che non voleva sconvolgere troppo le città. Vennero costruiti veri e propri quartieri dormitorio, che si trasformarono presto in ghetti, i cui abitanti erano mal tollerati dalla classe politica che attuò delle vere e proprie politiche razziste nei loro confronti. L'argomento richiederebbe ben più di questo stralcio di articoletto su un blog malandato per un vero approfondimento.

martedì 26 luglio 2022

Opinioni in pillole, film d'azione: Fast & Furious 9, Io sono Nessuno, RRR

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di film prevalentemente action.


Fast & Furious 9 recensione


Fast & Furious 9

Fate un gioco: guardate questo film e ogni volta che succede qualcosa di totalmente implausibile e che viola ogni legge della fisica, della logica e del buon senso, bevete un sorso. Potete scegliere la bevanda che preferite, ma vi suggerisco una birra leggerissima o non supererete sobri nemmeno il primo quarto d'ora.
Fast & Furious 9 sembra quasi indeciso tra essere un film di supereroi (perché nessun essere umano può uscire indenne da delle cose del genere) e una parodia, ma non ci sono supereroi e non si prende abbastanza in giro. Sì, c'è un momento in cui loro stessi ironizzano sul loro essere apparentemente indistruttibili, ma non basta. 

Non ricordo abbastanza bene i film precedenti (non li ricordo quasi per niente, in effetti) per sapere come questi tizi siano passati dal fare le gare clandestine con le macchine a missioni da superspie in giro per il mondo. Ma tanto non importa, la trama è quella parte fastidiosa e così stupida e senza senso da risultare incomprensibile che sta tra una scena d'azione e l'altra. Purtroppo queste parti dove c'è gente che parla di cose che non interessano a nessuno è decisamente troppo lunga, e delle due ore e venti di durata del film, anche al netto dei dieci minuti dei titoli di di coda, io ne avrei tagliati tranquillamente almeno tre quarti d'ora. 

martedì 7 giugno 2022

Opinioni in pillole, film russi da tempi non sospetti: T-34, Coma, The Blackout

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In realtà questo articolo è già pronto dalla fine dell'anno scorso, ma per varie decisioni logistiche è slittato un bel po'. Poi la Russia ha fatto quello che ha fatto, e non mi osavo più tanto a pubblicarlo.
Ma, d'altronde, I film di cui parliamo sono tutti antecedenti alle ultime decisioni del governo russo, e probabilmente la maggior parte di quelli che ci hanno lavorato non hanno niente a che vedere con il governo stesso o le sue decisioni.
Oltretutto, due su tre sono film di guerra... Magari è il momento sbagliato per vedere dei film con dei russi che sparano, ma tant'è, io ormai l'articolo l'ho scritto e voi ve lo beccate. Al massimo evitate di guardarli.


T-34

T-34 recensione


Spinto dall'interessantissimo articolo al riguardo del Zinefilo, ho visto questo spettacolare film di guerra russo del 2018, e non posso che concordare con Lucius: a me i film di guerra hanno sempre fatto addormentare, ma questo ti tiene incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Non è di sicuro il primo film di guerra che non parla della guerra, ma delle persone che la combattono. In questo caso, è la storia di un comandante carrista russo impegnato a combattere contro i nazisti.
Il film si apre con uno scontro tra carri armati semplicemente spettacolare, nonostante i carri coinvolti siano relativamente pochi. Segno che non è necessario moltiplicare i fattori per ottenere risultati grandiosi. Insomma, stiamo parlando di carri armati: bestioni enormi e pesantissimi, difficilissimi da guidare ma dotati di una potenza di fuoco devastante, che fanno sentire i loro piloti contemporaneamente come divinità scese in terra e come topi in trappola. Questa è l'epica della guerra, faccenda sporca e schifosa ma che ha davvero regalato pagine epiche e materiale per film e romanzi per il resto dell'eternità. L'epica di pochi uomini per i quali è difficile dire se a muovere i loro passi sia il coraggio o la disperazione.
I carri si muovono con la lentezza e l'ineluttabilità di giganti, e ogni colpo sparato è come un fulmine divino. Non è uno di quei film dove si sprecano centinaia di proiettili per non colpire nulla, qui ogni colpo conta e viene seguito dalla regia con scene al rallentatore che Snyder dovrebbe studiare un po', per poi terminare con il suo effetto devastante.

T-34 recensione


Dopo la lunga battaglia iniziale c'è uno stacco dopo il quale troviamo il protagonista prigioniero in un campo di concentramento, nel quale gli viene data la possibilità di guidare di nuovo un carro armato T-34 per fare da bersaglio in delle esercitazioni dell'esercito nazista.
Un compito tutt'altro che piacevole, ma è anche un'occasione troppo ghiotta. Una volta messa insieme una squadra (e dopo aver avuto un bel colpo di fortuna) ecco che il piano di fuga prende forma.
Questo film non pretende certo di essere realistico, tra botte di fortuna che si possono accettare solo in un film, nazisti macchiettistici e nemici che non riescono mai a colpire un bersaglio grosso come una casa, ma l'abilità con cui il tutto viene messo in scena e grazie anche alle musiche che sottolineano in modo perfetto gli eventi questo film scorre in modo fantastico. Certo, c'è un po' di apologia filo-russa, ma è più blanda di quel che si potrebbe pensare e non da nessun fastidio [almeno, questo è quello che pensavo quando ho scritto questo post, prima che la Russia iniziasse a mandare davvero carri armati ingiro, NdMeStessoDelPresente).

Ok, forse ci sono film di guerra, e ci sono film d'azione ambientati durante la guerra, film in cui non si perde troppo tempo a riflettere su quanto la guerra sia barbara e ingiusta e a piangere sul destino dei giovani che combattendo hanno perso la vita, preferendo usare quel setting per mostrare grandiose scene d'azione. Questo appartiene alla seconda categoria, e tra quelli è sicuramente tra i migliori.

martedì 12 aprile 2022

JoJo's Bizarre Adventure: Diamond Is Unbreakable Chapter I

JoJo's Bizarre Adventure: Diamond Is Unbreakable Chapter I Takashi Miike recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla

Io ho una lista di lettura e una di visione. Quella di visione comprende sia serie che film. Non che le tenga davvero scritte, è tutto nella mia testa, e forse anche per questo le liste sono parecchio mobili, i titoli salgono e scendono, ma di solito la "scaletta" che ho deciso è più o meno rispettata. Quando però ho scoperto che esiste un film live action tratto dalla quarta serie de Le bizzarre avventure di JoJo diretto da Takashi Miike la mia reazione è stata più o meno: "OH MIO DIO DEVO VEDERLO SUBITO!!!", ed ecco che tutto il resto è finito in fondo alla scala e vedere questo film dal titolo chilometrico è diventata una delle mie priorità.

Takashi Miike, del quale su questo blog trovate la recensione di Yakuza Apocalypse, è notoriamente uno psicopatico prestato al cinema, che nella sua sterminata filmografia ha infilato anche pezzi di rara follia. E Jojo è il manga di combattimenti più strampalato che esista, caratterizzato da un'inventiva inesauribile e geniale. Cosa potrà saltare fuori da questo incontro tra menti strambe?

martedì 1 marzo 2022

Che fine hanno fatto i Guerrieri della Notte?

Che fine hanno fatto i Guerrieri della Notte?
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro recupero dal passato: ho iniziato a scrivere questo articolo nel 2018, poi è rimasto ad aleggiare nelle bozze fino adesso. Di recente ho ascoltato l'audiolibro del romanzo da cui il film è tratto, e mi sono ricordato di questo fantasma che ho quindi prontamente recuperato e completato.

Venuto a sapere di recente (beh, nel 2018, ndMeStessoDelPresente) che esiste una versione integrale de I guerrieri della notte, non ho potuto fare a meno di cercarla.
In realtà non aggiunge niente al film che abbiamo già visto tutti: alcuni cambi di scena sono realizzati con disegni statici in stile fumetto, e c'è una breve introduzione semianimata che riassume la storia dell'Anabasi di Senofonte, paragonandola con quella del film (un esercito in territorio nemico in marcia verso casa). Non sono incluse le scene tagliate reperibili su internet, alcune delle quali ci sarebbero state anche piuttosto bene (ma ne parliamo la prossima volta, ndMeStessoDelPresente).

I guerrieri della notte è uno dei pochissimi film di cui sarei curioso di vedere un remake (se ben fatto, ovviamente).
Se ne parlò, in effetti. Nel 2006 il regista Tony Scott (lo Scott giusto) dichiarò di essere al lavoro su un remake del film, ambientato ai giorni nostri a Los Angeles. Purtroppo tutto si è fermato per il suicidio del regista, nel 2012. Per ironia della sorte, si è suicidato proprio lanciandosi dal ponte di Long Beach, che aveva scelto come location per il nuovo raduno delle gang nel suo remake.

martedì 22 febbraio 2022

Opinioni in pillole: Fast & Furious - Hobbs & Shaw, Black Widow, Bright, Shorta

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Raccolgo in un unico articolo i commenti che ho scritto per alcuni film che ho visto, commenti troppo corti per diventare post a sé stanti e che non avevo voglia di approfondire. In questo caso, ho cercato di riunire film con una parte preponderante d'azione, giusto per tenere un tema, per quanto vagamente.

Fast & Furious - Hobbs & Shaw recensione

Fast & Furious - Hobbs & Shaw

Lo spin-off di Fast & Furios incentrato sui due divi d'azione The Rock e Jason Statham fa esattamente quello che ci si aspetta da lui: c'è un sacco di roba che esplode, palazzi che crollano, gente che viene menata con pugni che paiono in grado di piegare l'acciaio, e ovviamente anche qualche inseguimento in macchina, che parlando di Fast & Furios non può mancare. Giusto per rendere ancora più chiaro che la saga si è ormai completamente trasformata in una baracconata in stile film Marvel, il cattivo è un cyborg che vuole fare un upgrade all'umanità.
La trama non conta granché. Conta solo l'azione e i battibecchi tra i due attori, che quando non sfondano muri a calci non fanno altro che litigare. Io l'ho visto in lingua originale, ma per queste parti mi sa che col doppiaggio ci guadagna.
Filmetto mascherato da filmone, fa il suo dovere di intrattenere sapendo di essere destinato al dimenticatoio mezz'ora dopo il termine della visione.

martedì 28 dicembre 2021

Songbird, il film distopico sulla pandemia

Songbird, il film di fantascienza sulla pandemia. recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ok, questo Songbird del 2020 è il primo film di fantascienza con il Covid-19 come tema centrale, almeno che io sappia. L'ho visto grazie alla segnalazione del Zinefilo, che mi ha incuriosito.

Si ipotizza che il Covid abbia continuato a mutare, peggiorando in ogni nuova incarnazione. L'ultima qui presentata ha nome Covid-23, il che ci fa pensare che sia ambientato nel 2023 e che in realtà sia un altro virus: il nome Covid-19 sta per "COronaVIrus Disease 2019", che indica un tipo di Coronavirus osservato per la prima volta nel 2019, quindi questo dovrebbe essere un nuovo tipo di Coronavirus osservato per la prima volta nel 2023. In realtà nel film si parla di varianti e di un virus che continua a mutare, e c'è da dire che le reali varianti del Covid-19 con le nomenclature che conosciamo hanno iniziato a saltare fuori quando il film era già in lavorazione.
Fatto sta che questa nuova variante ha elevate mortalità e contagiosità, e si trasmette per via aerea. Ecco quindi che la quarantena si è fatta feroce, nessuno può più uscire di casa, ed esiste un'app per cellulare che misura la febbre (non ho capito bene se nota anche altri sintomi che possano ricondurre al Covid, nel film sembra che misuri solo la febbre). Quest'app è collegata al servizio pubblico ed è obbligatorio usarla su sé stessi ogni mattina: se si risulta infetti (o quantomeno febbricitanti) ecco che arrivano di corsa i militari a prenderci e ci portano direttamente nella zona di quarantena, da cui nessuno è mai uscito.
Alcune persone sono però naturalmente immuni. Costoro ricevono un braccialetto giallo e possono andare in giro come vogliono, però girando si impregnano del virus che, ricordiamo, è nell'aria, quindi non possono comunque incontrare nessuno.

Il protagonista è un rider immune, che fa le consegne. E in tutto il film gli unici immuni che vediamo sono appunto quelli che fanno le consegne e alcuni agenti governativi.

martedì 22 giugno 2021

La notte su di noi

La notte su di noi recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Dopo aver visto quella mezza boiata di Mortal Kombat, ho voluto rifarmi gli occhi guardando un film di menare "vero", e la scelta è andata su La notte su di noi, film indonesiano del 2018 di cui ho sentito parlare molto bene. Tra l'altro, il protagonista è Joe Taslim, che interpreta Sub-Zero nella boiata di cui sopra. 

Dopo aver visto The raid, niente può più stupirmi. Il primo rimane un capolavoro inarrivabile, almeno per il momento, grazie anche alla semplicità, per non dire banalità, della sua trama. Iko Uwais entra in un palazzo e mena tutti. Serve altro?
The raid 2 - Berandal aveva una trama più complessa, e infatti mi è piaciuto meno del primo. Sono uno di quei romantici convinti che in un film di menare ci si debba concentrare sul menare.
Questo La notte su di noi non è bello come The raid, ma mi è piaciuto di più di The raid 2.

Il protagonista è un tizio che stava facendo una notevole scalata al potere all'interno della triade. Ha già ucciso decine di persone, ma quando viene il momento di uccidere una bambina si intenerisce e la salva... Peccato che per farlo debba uccidere una decina di  suoi sottoposti che si fidavano di lui, ma va beh. E questo è quello buono... 

Inutile dire che la triade comincerà a dare una caccia spietata a lui e alla bambina, e uno degli incaricati di questa caccia è un suo amico fraterno. 

martedì 18 maggio 2021

Mortal Kombat (2021). Niente da fare neanche stavolta.

Mortal Kombat 2021 recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Premetto che non sono mai stato un fan sfegatato dei videogiochi di Mortal Kombat. Mi piacevano, ma preferivo Street Fighter e King Of Fighters. Avevo comunque Mortal Kombat Trilogy, e ricordo di averne giocato uno o due di quelli con la grafica 3D, ma non saprei dire i titoli. Conosco quindi il franchise, ma ho affrontato questo film sapendo che non sarei rimasto offeso da caratterizzazioni diverse da quelle viste nei videogiochi.

Sì, perché è praticamente impossibile fare un film di Mortal Kombat che accontenti tutti i fan, per un motivo abbastanza semplice: nei vari MK si sono fin'ora succeduti, secondo Wikipedia, 76 personaggi. Un po' troppi per inserirli tutti, e quindi è piuttosto probabile che il tuo personaggio preferito non ci sia. Ma bisogna comunque inserirne un po', facciamo almeno una decina, no? Nello specifico, qui compaiono Kano, Sonya, Jax, Liu Kang, Kung Lao, Raiden, Shang Tsung, Sub Zero, Scorpion, Mileena, Nitara, Reiko, Goro e Kabal, più quella specie di Reptile (ne ho dimenticato qualcuno?), quindici in tutto. Meno di 76, ma comunque decisamente troppi perché tutti possano essere approfonditi nel modo che meriterebbero, quindi anche se il tuo personaggio preferito fosse tra questi, scelti comunque tra i più classici e rappresentativi (tranne Nitara, chi cavolo è Nitara?), difficilmente il trattamento che gli è stato riservato ti andrà bene. Vedi Goro, qui declassato da principe dell'Outworld a banale sicario.

martedì 25 agosto 2020

Godzilla II - King of the Monsters

Godzilla II - King of the Monsters recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In Godzilla II - King of the Monsters c'è un tizio che è chiaramente un sociopatico con problemi emotivi. Questo tizio una volta ha partecipato alla costruzione di un macchinario che emette onde sonore rivolte ai grandi cetacei per impedire loro di andarsi a spiaggiare. Il macchinario è stato poi ripreso, con solo una minima collaborazione da parte sua, per convertirlo in un modo per comunicare con i mostri giganti.
Non è chiaro in che modo questa esperienza l'abbia trasformato in un esperto del comportamento dei mostri giganti, né perché tutti seguano sempre i suoi consigli senza protestare, militari compresi.
Una volta ero più tollerante con queste stronzate, devo essere terribilmente invecchiato, o magari è la totale mancanza di ironia con cui il tema viene affrontato a urtarmi i nervi.

Il tema ecologista è dovuto, ed è una delle costanti della saga di Godzilla (saga della quale, voglio premettere, non sono mai stato appassionato, credo di averne visto forse uno un migliaio di anni fa). Di quello non ci possiamo lamentare. Quello di cui mi posso lamentare è invece la mancanza della sensazione di trovarsi in un mondo dove i mostri esistono. Un vago cenno all'inizio del film durante un telegiornale non è sufficiente per mostrare un mondo dove la gente vive costantemente nella paura di essere assalita da un mostro gigante, caratteristica che invece era ben presente, ad esempio, in Pacific Rim, che pure aveva tutto un altro registro.

giovedì 2 luglio 2020

Strade di fuoco, Road to Hell e Final Fight

Strade di fuoco, Road to Hell e Final FightSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questo è l'ultimo post della mia serie dedicata a Final Fight. Stavolta non parliamo delle sue connessioni con Street Fighter, ma di quella che probabilmente è la sua principale fonte di ispirazione.

Ho recuperato Streets of fire grazie alla recensione di Cassidy su La Bara Volante, all'interno del suo benemerito ciclo sul Re della Collina. Non me lo ricordavo assolutamente, e pensavo di non averlo mai visto: in realtà durante la visione alcune cose mi sono tornate alla mente, in particolare il personaggio di McCoy interpretato da Amy Madigan, si vede che all'epoca (1984) questo personaggio della donna scalcia culi nei film d'azione era ancora qualcosa di poco sfruttato, o almeno io non ne avevo ancora viste.

Nel cast oltre a Andy Madigan (il cui personaggio, ho scoperto, pare essere il principale ispiratore di Legs Weaver della Bonelli, prima ancora di Ripley), un giovane e già totalmente incapace a recitare Michael Paré, poi divenuto uno dei tanti miti della serie Z del cinema, Rick Moranis, Diane Lane e un Willem Dafoe che stava iniziando la sua trasformazione nella versione live action del Joker senza bisogno di trucco.

Continuerei a scrivere di questo divertentissimo film, se non fosse che tutto quello che c'è da dire l'ha già detto Cassidy...
O forse no.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
;