Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
In realtà questo articolo è già pronto dalla fine dell'anno scorso, ma per varie decisioni logistiche è slittato un bel po'. Poi la Russia ha fatto quello che ha fatto, e non mi osavo più tanto a pubblicarlo.
Ma, d'altronde, I film di cui parliamo sono tutti antecedenti alle ultime decisioni del governo russo, e probabilmente la maggior parte di quelli che ci hanno lavorato non hanno niente a che vedere con il governo stesso o le sue decisioni.
Oltretutto, due su tre sono film di guerra... Magari è il momento sbagliato per vedere dei film con dei russi che sparano, ma tant'è, io ormai l'articolo l'ho scritto e voi ve lo beccate. Al massimo evitate di guardarli.
T-34

Spinto dall'interessantissimo articolo al riguardo del Zinefilo, ho visto questo spettacolare film di guerra russo del 2018, e non posso che concordare con Lucius: a me i film di guerra hanno sempre fatto addormentare, ma questo ti tiene incollato alla sedia dall'inizio alla fine.
Non è di sicuro il primo film di guerra che non parla della guerra, ma delle persone che la combattono. In questo caso, è la storia di un comandante carrista russo impegnato a combattere contro i nazisti.
Il film si apre con uno scontro tra carri armati semplicemente spettacolare, nonostante i carri coinvolti siano relativamente pochi. Segno che non è necessario moltiplicare i fattori per ottenere risultati grandiosi. Insomma, stiamo parlando di carri armati: bestioni enormi e pesantissimi, difficilissimi da guidare ma dotati di una potenza di fuoco devastante, che fanno sentire i loro piloti contemporaneamente come divinità scese in terra e come topi in trappola. Questa è l'epica della guerra, faccenda sporca e schifosa ma che ha davvero regalato pagine epiche e materiale per film e romanzi per il resto dell'eternità. L'epica di pochi uomini per i quali è difficile dire se a muovere i loro passi sia il coraggio o la disperazione.
I carri si muovono con la lentezza e l'ineluttabilità di giganti, e ogni colpo sparato è come un fulmine divino. Non è uno di quei film dove si sprecano centinaia di proiettili per non colpire nulla, qui ogni colpo conta e viene seguito dalla regia con scene al rallentatore che Snyder dovrebbe studiare un po', per poi terminare con il suo effetto devastante.

Dopo la lunga battaglia iniziale c'è uno stacco dopo il quale troviamo il protagonista prigioniero in un campo di concentramento, nel quale gli viene data la possibilità di guidare di nuovo un carro armato T-34 per fare da bersaglio in delle esercitazioni dell'esercito nazista.
Un compito tutt'altro che piacevole, ma è anche un'occasione troppo ghiotta. Una volta messa insieme una squadra (e dopo aver avuto un bel colpo di fortuna) ecco che il piano di fuga prende forma.
Questo film non pretende certo di essere realistico, tra botte di fortuna che si possono accettare solo in un film, nazisti macchiettistici e nemici che non riescono mai a colpire un bersaglio grosso come una casa, ma l'abilità con cui il tutto viene messo in scena e grazie anche alle musiche che sottolineano in modo perfetto gli eventi questo film scorre in modo fantastico. Certo, c'è un po' di apologia filo-russa, ma è più blanda di quel che si potrebbe pensare e non da nessun fastidio [almeno, questo è quello che pensavo quando ho scritto questo post, prima che la Russia iniziasse a mandare davvero carri armati ingiro, NdMeStessoDelPresente).
Ok, forse ci sono film di guerra, e ci sono film d'azione ambientati durante la guerra, film in cui non si perde troppo tempo a riflettere su quanto la guerra sia barbara e ingiusta e a piangere sul destino dei giovani che combattendo hanno perso la vita, preferendo usare quel setting per mostrare grandiose scene d'azione. Questo appartiene alla seconda categoria, e tra quelli è sicuramente tra i migliori.