martedì 19 ottobre 2021

2.0, un film di fantascienza supereroistica indiano.

2.0 recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Vi invito ad andare a rileggere la recensione di Enthiran (o Endhiran o Robot che dir si voglia), perché ho scoperto che quella follia di film ha avuto un seguito datato 2018: 2.0 è il titolo, scritto e diretto da Shankar Shanmugam come il predecessore. Su Amazon Prime video si trova in tre versioni diverse, in cui cambia, presumo, solo la lingua. In India hanno una quantità di lingue diverse, e per capirsi tra tutti usano l'inglese. Non ci sono i sottotitoli in italiano ma me la sono cavata con quelli in inglese, segno che non ha dialoghi particolarmente complessi.

Ora, dobbiamo immaginare un film con una trama da serie Z, quella voluta e cercata, ma con un budget e un impegno da serie A. In effetti al momento, con un budget corrispondente a 80 milioni di dollari, è il film più costoso mai prodotto in India.
Mi immagino Shankar, autore, sceneggiatore e regista, che abbozza la trama su un tovagliolo durante una serata a base di bevande alcoliche clandestine (in India vige una sorta di proibizionismo che limita molto il consumo di alcool ma allo stesso tempo spinge la produzione clandestina di alcolici) ridendo come un cretino, per poi continuare a sghignazzare nello stesso modo durante tutta la lavorazione mentre, nello stesso momento, viene sommerso di soldi dai produttori.


Ok, andiamo di trama che cominciamo a farci quattro risate pure noi: a un certo punto, nella città dove casualmente abita anche lo scienziato protagonista del primo film, i cellulari scappano. Sì.
Volano proprio via alla gente da in mano, schizzano in cielo e non si vedono più.
Mentre lo scienziato e altri cercano di indagare sul fenomeno, lo stormo di cellulari volanti inizia ad uccidere le persone, scegliendole tra quelli che hanno a che fare coi cellulari, tra cui il ministro delle telecomunicazioni, il proprietario di una catena di negozi di cellulari, il proprietario della più importante compagnia di telecomunicazioni, e così via.
Per affrontare la minaccia, lo scienziato decide di risvegliare il robot del primo capitolo per farlo combattere contro lo sciame.

Sento Shankar ridere in sottofondo.

2.0 recensione


Il film dura due ore e un quarto contro le tre del primo, e non può che giovarne. Sparisce la parte da commedia romantica, qui abbiamo un primo tempo che è tutto azione, un intermezzo con un flashback che spiega le ragioni del cattivo (che sono abbastanza demenziali, ma abbiamo visto di peggio nei film Marvel), e poi ricomincia l'azione.

A volte l'imbarazzo sembra addirittura cercato. Quando la ginoide tettona va in giro "come scienziato l'ha fatta" si vede benissimo che ha addosso una tuta, che oltretutto fa le pieghe dove dovrebbe avere delle placche metalliche! Ci voleva tanto a incollarle sopra delle placche? Sarà fatto apposta per far ridere o sarà solo una poracciata? Comunque sia, fa ridere.

Gli effetti speciali sono in una CGI che non può essere messa a confronto con le produzioni americane. Non diciamo che è "vecchia", diciamo piuttosto che si vede che è tutto finto, l'illusione non è perfetta. Però c'è anche un buon uso degli stessi effetti, le scene hanno un certo gusto "epico", anche quando sono palesemente ridicole.
L'uso dei poteri "magnetici" di Chitti è sempre splendido, ma non raggiunge i livelli di follia pura del primo capitolo.

2.0 recensione


Siamo passati da un film di fantascienza con derive supereroistiche (e da commedia romantica) a un film prettamente supereroistico, con un cattivo dotato di superpoteri e un "eroe" che lo affronta, con la differenza che l'eroe non è eroe per niente.
Si nota la scomparsa degli intermezzi da "video musicale" tipici di Bollywood, solo sui titoli di coda abbiamo un balletto. Immagino che sia un modo per vendere più facilmente il film a un pubblico occidentale.

Il film si rivela quindi meno interessante del suo predecessore che utilizzava meglio gli spunti narrativi, ma il gusto più occidentale e l'avvicinamento alla moda dei supereroi, oltre a renderlo più vendibile, lo rendono anche più scorrevole, senza quelle lungaggini che avevano portato Enthiran alle tre ore di minutaggio. In effetti le oltre due ore di durata di questo film non si fanno sentire.

Non un capolavoro, ma un po' di follia indiana fa sempre piacere.

Il Moro

2 commenti:

  1. Grazie a Prime Video mi sono visto un po' di film indiani, ma io cercavo principalmente titoli d'azione o di menare, che sulla carta sono tanti ma in realtà è davvero poca roba. Gli eroi d'azione indiani sono tanti ma alla fine a parte ballare e fare i molliconi con la bella di turno non hanno tempo per far altro che un paio di saltini. A parte il mitico Vidyut Jammwal, i cui film però in Occidente non arrivano se non con il contagocce.
    Ancora non ho trovato il coraggio per vedere titoli indiani di fantascienza, magari poi impazzierei e li recupererei tutti, ma per ora sono perplesso andante :-P

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    1. Questo è bello per quanto è fuori di testa, ma non mi ha fatto venire molta voglia di cercarne altri... 😁

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