martedì 8 settembre 2026

Star Trek: Starfleet Academy (prima stagione) e qualche riflessione sulle tematiche "woke".

Star Trek: Starfleet Academy recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

E' l'8 di settembre ed è lo Star Trek Day! Trattasi di una celebrazione "molto nerd", per celebrare il primo giorno di messa in onda del primo episodio di Star Trek, nel 1966.
In realtà questo articolo era già scritto, poi Lucius Etruscus del blog "Il Zinefilo" (e altri) mi ha avvisato di questa commemorazione e ho deciso di rimandarne la pubblicazione per farla coincidere. Lucius che a sua volta non ha perso l'occasione, presentando un incredibile articolo sugli zombi di Star Trek!
Parliamo quindi dell'ultima serie di Star Trek uscita sui nostri schermi (non televisivi dato che bisogna comunque andare su una piattaforma online per vederla): Starfleet Academy. Per l'occasione però non mi limiterò a dare la mia opinione sulla serie, ma vi  ammorberò con alcune riflessioni.

Sono iscritto a diversi gruppi Facebook di appassionati di Star Trek, e posso dire senza tema di smentita che dal momento in cui è uscito il primo episodio di Starfleet Academy su questi gruppi non si è parlato praticamente d'altro per un bel pezzo. Avevo la bacheca talmente piena di post su Starfleet Academy che anche senza leggerli per evitare gli spoiler mi sembrava di averla già vista ancora prima di averla iniziata. Questo mi ha ispirato alcune riflessioni, che ammetto di aver scritto prima di vedere Starfleet Academy, tanto si parla di roba che abbiamo già visto in altre serie moderne.
La tendenza in queste discussioni su Facebook è: pochi dicono che sia molto bella, un po' di più dicono che sia molto brutta, qualcuno sta nel mezzo, ma la grande maggioranza si limita a prendersela con le tematiche "woke", senza in realtà dire niente sulla serie (e sospetto che molti di questi non l'abbiano nemmeno vista). Il 90% delle discussioni si può riassumere con "che schifo, Star Trek è diventato woke", a cui viene regolarmente risposto "Star Trek è sempre stato woke". Ed entrambi i gruppi si accusano reciprocamente di non aver mai capito Star Trek. Io non ci provo nemmeno a far cambiare idea a qualcuno, posso solo dire la mia, consapevole che non dirò niente di davvero nuovo e non andrò ad arricchire più di tanto le discussioni già in atto. 

Star Trek: Starfleet Academy recensione


Star Trek, da TNG in avanti, è un contenitore di storie spaziali di vario tipo. C'era spazio per l'avventura, per l'azione, per i sentimenti, e anche per le tematiche di tolleranza e accettazione del diverso. Era una puntata ogni tanto sulle centinaia che sono state fatte, non tutte. Ricordo per esempio il tema di Alexander che si trovava in disaccordo con il padre Worf perché aveva idee e comportamenti non in linea con la società Klingon, o quella puntata con il pianeta in cui gli abitanti avevano la faccia metà bianca e metà nera. Erano tempi in cui portare avanti queste tematiche era dirompente, esulava dalla norma, portava alla nascita di discussioni, magari anche al risveglio della coscienza in qualcuno.
Quello che vediamo nelle serie moderne, o meglio in Discovery e in Starfleet Academy perché nelle altre è molto meno presente, non è niente di dirompente, ma, anzi, un accodarsi alla moda imperante, ai dettami della Hollywood moderna, infilarsi in un solco già ampiamente percorso da altri. E non abbiamo puntate dedicate a questi temi (anche perché le serie moderne durano molto meno di quelle classiche, la più lunga è Discovery con 65 puntate contro le 176 di un DS9), ma semplicemente vengono mostrate persone che in qualche modo non rispecchiano i canoni televisivi, quindi omosessuali, persone grasse, eccetera, senza darvi peso, mostrandolo come "normale". Ed è giusto che sia normale, dovrebbe esserlo nel mondo reale e a maggior ragione dovrebbe esserlo in un'ambientazione come questa, in cui ci troviamo in un futuro in gran parte utopico nel quale dovrebbero essere state superate le stupide difficoltà di integrazione con le quali abbiamo a che fare tutti i giorni (anche se io mi aspetterei che in un futuro utopico l'obesita sia stata riconosciuta come un problema, non accettata come normalità. Perché dite quello che volete ma "grasso" potrà pure essere "bello", ma è anche "sto cercando di procurarmi un infarto il prima possibile").
E' un modo diverso di trattare questi temi. Più coraggioso forse quello dei vecchi tempi, più "educativo" quello di oggi. Mostrare personaggi "diversi", mi si passi il termine, come perfettamente integrati nella società, così che chi guarda lo show possa abituarsi all'idea che anche questi "diversi" sono in realtà "normali" e non ci facciano caso nemmeno loro. Decidete voi cosa è meglio.
E comunque, puoi mettere gli omosessuali in una serie di fantascienza finché vuoi, ma io sono convinto che l'omosessualità nel mondo dello spettacolo televisivo sarà davvero completamente sdoganata solo quando faranno un "romantichello" (termine che ho rubato al Zinefilo), uno di quei filmetti televisivi in cui la giornalista di città va a fare un servizio in un paese di campagna dove appena arrivata litiga col belloccio un po' buzzurro e poi finiscono per innamorarsi, ma con i protagonisti dello stesso sesso. Allora sì (se poi esiste già qualcosa del genere, sentitevi liberi di segnalarmelo nei commenti).

Star Trek: Starfleet Academy recensione

Poi ci sarebbe anche un discorso da fare riguardo al cosa sono effettivamente le razze aliene in Star Trek. Gli alieni in Star Trek non sono e non devono essere credibili. Tutte le razze classiche sono estremizzazioni di comportamenti e aspetti della società umana: devono rappresentare uno stereotipo umano del quale parlare. In questo senso, mostrare individui "diversi", continuate a passarmi il termine, all'interno di una delle razze aliene di Star Trek, è intrinsecamente sbagliato. I Klingon non sono una società con una complessità paragonabile a quella umana, sono una banda di stereotipi su due gambe che se fossero veri non avrebbero mai potuto raggiungere le stelle. Vogliamo dire che sono cambiati negli otto o nove secoli che separano Starfleet Academy da TNG e compagnia? Va bene, ma vogliamo anche dire che stai lasciando per strada una parte di quello che è "Star Trek".


Starfleet Academy

Ma ora accantoniamo questi deliri e diciamole davvero due parole su questa serie, o almeno sulla prima stagione, ambientata dopo la fine di Discovery (dalla quale riprende anche un personaggio) quindi dopo l'evento conosciuto come "Grande Fuoco".

Il primo episodio è quasi un film, con molta azione e un cattivo macchiettistico, interpretato da un Paul Giamatti che salta sopra le righe a curvatura 6. Cattivo che tornerà negli episodi più "action", e chiaramente a budget maggiore. 
Devo dire però che quelli non sono i miei preferiti. Perché gli altri sono più riflessivi, e più vicini a quello spirito Trek che animava molte delle puntate delle serie classiche (sempre da TNG in avanti). Temi fantascientifici che toccano il sociale, la diplomazia, la politica, qualche spunto comico. Essendo poi i protagonisti dei ragazzi di 18-20 anni (anche se gli attori che li interpretano ne hanno tutti 25-26) ci vengono mostrati come tali, tra cotte adolescenziali, rivalità con altri gruppi, e in particolare ci viene mostrato come rimangano sconvolti da alcuni eventi traumatici, laddove i protagonisti delle altre serie, adulti con anni di esperienza alle spalle, avrebbero a malapena alzato un sopracciglio. Traumi da cui si riprendono grazie alla forza del gruppo e all'amicizia, che noi che siamo vecchi barbogi magari ce ne dimentichiamo, ma a quell'età gli amici sono importantissimi. 

Star Trek: Starfleet Academy recensione

C'è un unico, vero, grosso problema in questa serie, e non è neanche il klingon con la gonna: è la lunghezza (non della gonna, delle puntate). Se nel primo episodio andava benissimo, perché in quei 75 minuti non ci si annoia visto che è praticamente un film, gli altri sono tutti intorno ai 60 minuti: perché? Per sfrangiare i maroni probabilmente, ormai credo di aver capito che le piattaforme guadagnano di più se riescono a tenere gli spettatori davanti allo schermo per più tempo, quindi ecco episodi riempiti di fuffa. Non c'è una di queste puntate da 60 minuti la cui storia non avrebbe potuto essere raccontata in 45. E come li riempiono quei minuti in più? Sono ragazzi, quindi eccoli indugiare in sguardi languidi e silenzi imbarazzati non appena si incrociano gli sguardi di due che si piacciono.
Va beh, un altro problema potrebbe essere che la tecnologia di 900 anni nel futuro è quasi la stessa dei tempi di TNG, ma ne abbiamo già parlato.

Star Trek: Starfleet Academy recensione


Ma il problema più grosso è proprio solo quello, perché con Starfleet Academy io posso dire di aver avuto davvero finalmente la sensazione di stare guardando "Star Trek". Non quella cagata di Discovery, non quella celebrazione della nostalgia e dell'ego di Patrick Stewart che è Picard, non quello strano ibrido tra la TOS e le serie successive che è Strange New World o quell'altro strano ibrido tra Star Trek e Star Wars che è Prodigy, non la parodia-omaggio di Lower Decks: a me è sembrato di vedere Star Trek. Certo, con qualche concessione al modo in cui vengono trattate alcune tematiche di cui abbiamo parlato sopra, ma vi sfido a vedere ad esempio gli episodi incentrati su SAM e dirmi che quello non è "Star Trek".

Come forse avrete capito, woke o non woke (strana parola che può essere un'offesa o un complimento a seconda di chi la pronuncia) a me Starfleet Academy è piaciuta. Ma magari per la seconda stagione manteniamo le puntate a 45 minuti, ok?

Il Moro

Tutti i miei articoli su Star Trek (se volete leggere solo quelli sulle serie tv, escludendo fumetti e altro, usate questo link. Ci trovate articoli su tutte le serie che ho citato qui sopra).

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