martedì 29 settembre 2026

Il futuro di un altro tempo, di Annalee Newitz

Il futuro di un altro tempo, di Annalee Newitz  recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo su tematiche "woke" a poca distanza dal precedente su Starfleet Academy, ma giuro che non lo sto facendo apposta, questo articolo aleggia tra le bozze ormai da almeno un anno.

Niente da dire, il titolo di questo libro del 2019 è davvero intrigante, e per una volta il malvagio consiglio dei titolisti italiani© (metterei il link del blogger che ha coniato questo nome, Mr. Giobbin, ma non esiste più) non ha fatto danni, in originale è The Future of Another Timeline. Ma l'interno rispetterà le promesse?

Ho avuto difficoltà a scrivere un articolo su questo libro, potreste infatti notare che ho dedicato un articolo intero a un solo romanzo, mentre già da un paio d'anni ne metto di solito più o meno tre per ogni post. Questo perché mi rendo conto che si tratta di un libro pensato per rientrare in una categoria particolare, e che per questo a parlarne male è un attimo che ti insultano perché sei un retrogrado sostenitore del patriarcato e ti senti minacciato da personaggi femminili forti, quindi ho cercato di spiegarmi bene. Così almeno chi mi vuole insultare ha un sacco di argomenti con cui farlo, poi dici che non sono generoso.

Ci troviamo in un'ucronia un po' confusa. Già da millenni sono state scoperte, fuse nella roccia in diverse parti del mondo, cinque macchine del tempo. Con esse si può viaggiare verso il proprio passato e tornare indietro, ma non verso il proprio futuro. Non appena si scopre il modo di farle funzionare il viaggio nel tempo diventa una cosa abbastanza normale, le macchine sono poche ma accedervi non è troppo diverso dal prendere un aereo. E qui inizia a cascare l'asino: sebbene l'andamento generale della linea temporale sembri destinato a rimanere più o meno nei binari, molti dettagli possono essere cambiati dall'intervento dei viaggiatori. Come è possibile quindi che non esista un qualche ente di controllo dei viaggi nel tempo che si occupa di preservare la linea temporale? Non c'è, chiunque voglia andare nel passato a uccidere tuo nonno lo può fare tranquillamente, basta superare la semplice trafila burocratica per ottenere il permesso di viaggio.

martedì 22 settembre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film di zombi: Resident Evil (2026), I Am a Hero, One Cut Of The Dead

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Dato che ho visto al cinema Resident Evil, e che avevo già in canna i commenti su altri due film di zombi, eccoveli tutti insieme. 


Resident Evil (2026) recensione

Resident Evil (2026)

In realtà non è che avessi tutta 'sta voglia di vedere questo film al cinema. Ma ho dovuto accompagnare mia moglie e mio figlio allo stadio, e data la mia enorme passione per il calcio ho subito cercato se ci fosse un cinema nei paraggi per superare al meglio l'attesa. Ne ho trovato uno, un multisala, a 10 minuti di macchina, diventati 20 con il casino fuori dallo stadio. Avrei voluto vedere Coyote Vs. Acme, ma ovviamente sfiga vuole che quella sera, era giovedì, non lo dessero. Degli altri film in cartellone l'unico che avesse per me un qualche interesse era questo, e pure gli orari combaciavano.

martedì 15 settembre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, videogiochi Android: Asphalt XTreme, Immortality, Bendy and the ink machine

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta metto insieme alcuni giochi Android, o almeno di cui io ho giocato la versione su Android. Non ne ho pagato nessuno, ma in modo del tutto legale.



Asphalt XTreme (Android, 2016)

Asphalt Xtreme fa parte della serie di giochi di guida Asphalt, che non ho mai seguito ma che Wikipedia mi dice essere composta da ben 9 capitoli e 8 spin-off, tutti pensati per dispositivi mobili, i primi addirittura per Nokia N-Gage.
Sono anni che non gioco a un gioco di macchine. Credo che la mia ultima esperienza in tal senso sia stata Burnout revenge sulla PS2. Sulla PS1 ne avevo qualcuno, ma non sono mai stati il mio genere preferito. Questo l'ho provato solo perché è gratuito per chi ha l'account Netflix.

martedì 8 settembre 2026

Star Trek: Starfleet Academy (prima stagione) e qualche riflessione sulle tematiche "woke".

Star Trek: Starfleet Academy recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

E' l'8 di settembre ed è lo Star Trek Day! Trattasi di una celebrazione "molto nerd", per celebrare il primo giorno di messa in onda del primo episodio di Star Trek, nel 1966.
In realtà questo articolo era già scritto, poi Lucius Etruscus del blog "Il Zinefilo" (e altri) mi ha avvisato di questa commemorazione e ho deciso di rimandarne la pubblicazione per farla coincidere. Lucius che a sua volta non ha perso l'occasione, presentando un incredibile articolo sugli zombi di Star Trek!
Parliamo quindi dell'ultima serie di Star Trek uscita sui nostri schermi (non televisivi dato che bisogna comunque andare su una piattaforma online per vederla): Starfleet Academy. Per l'occasione però non mi limiterò a dare la mia opinione sulla serie, ma vi  ammorberò con alcune riflessioni.

martedì 1 settembre 2026

Fumetti italiani francofili: Termite Bianca, I Custodi del Maser

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Oggi un paio di fumetti che hanno la caratteristica comune di essere stati realizzati da autori italiani, ma chiaramente pensati per una pubblicazione all'estero, in particolare sul mercato francese.


Termite Bianca Patrizio Evangelisti Recensione

Termite Bianca, di Marco Bianchini, Patrizio Evangelisti, Simone Peruzzi e Marco Santucci (2005)

Nonostante che gli autori coinvolti siano tutti italiani, e che il fumetto sia uscito per il mercato italiano, questa è chiaramente un'opera creata pensando al fumetto franco-belga. Possiede tutte le caratteristiche di quel tipo di fumetto: dall'impaginazione, pensata per volumi di grande formato (tavole grandi a gabbia libera o a quattro se non cinque strisce per pagina, vignette che si sovrappongono e si intersecano per creare un effetto di movimento ma che a volte creano solo confusione, eccetera) alle inquadrature, e al particolare comune a quasi tutti i fumetti francesi non umoristici che ho letto: la parte grafica è molto (ma molto) più curata di quella narrativa.
Dal punto di vista narrativo, anche qui l'idea è quella della fantascienza francese: una fantascienza così lontana e diversa dal presente da risultare fredda e rendere difficile empatizzare con i personaggi, che il più delle volte sono post-umani, superumani o non umani del tutto. Almeno l'italianità degli autori ha permesso di creare un'ambientazione non del tutto incomprensibile, come mi è capitato più volte con i francesi.

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