Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Dato che ho visto al cinema Resident Evil, e che avevo già in canna i commenti su altri due film di zombi, eccoveli tutti insieme.
Resident Evil (2026)
In realtà non è che avessi tutta 'sta voglia di vedere questo film al cinema. Ma ho dovuto accompagnare mia moglie e mio figlio allo stadio, e data la mia enorme passione per il calcio ho subito cercato se ci fosse un cinema nei paraggi per superare al meglio l'attesa. Ne ho trovato uno, un multisala, a 10 minuti di macchina, diventati 20 con il casino fuori dallo stadio. Avrei voluto vedere Coyote Vs. Acme, ma ovviamente sfiga vuole che quella sera, era giovedì, non lo dessero. Degli altri film in cartellone l'unico che avesse per me un qualche interesse era questo, e pure gli orari combaciavano.
Ammetto insomma che sono partito prevenuto, ma devo dire di essere stato
piacevolmente sorpreso.
Allora, cercando di fare mente locale di
quali Resident Evil ho giocato: tutti i capitoli principali
dall'1 al 5 compreso Code-Veronica, gli
spin-off Survivor per PS1 e il
primo Outbreak per PS2, The Umbrella Chronicles e The Darkside Chronicles per Nintendo Wii, e di recente anche Resident Evil 7: Biohazard, il cui articolo è già pronto e perso in qualche oscuro meandro, le bozze di
questo blog sono più incasinate di Racoon City alla vigilia di Natale.
Ho
visto anche alcuni dei film con Milla Jovovich, trovando che
avrebbero anche potuto essere delle divertenti baracconate se non avessero
avuto il difetto di prendersi troppo sul serio, sembrando più che altro dei
monumenti all'ego dell'attrice protagonista. Visto che il regista è suo
marito, ho l'impressione che in casa comandi lei.
Non credo insomma di
potermi definire un "fan" di Resident Evil, che mi piacciono ma
non è che siano i miei videogiochi preferiti, né un profondo conoscitore della saga,
che è più complessa di una telenovela brasiliana. Per fortuna questo film non
pretende da me nulla del genere.
Questa versione 2026 di Resident Evil funziona, riprendendo i primi capitoli
per una storia e dei personaggi nuovi. Il protagonista è un corriere che porta
organi per trapianti, e viene incaricato di portarne uno a Racoon City in una
notte invernale. Ovviamente se quel giorno si fosse messo in malattia sarebbe
stato meglio.
In verità non si parte benissimo: per la prima mezz'ora
sembra di poter prevedere ogni cosa che sta per succedere, tanti sono gli
spaventi telefonati. Poi però il film sembra decollare, si entra nel mood e si
simpatizza con il protagonista.
Il corriere sfigato è simpatico, perché è
un po' un cazzone e un po' pasticcione, ma non tanto da essere ridicolo, e mi
sono ritrovato a pensare più di una volta che probabilmente io avrei fatto più
o meno quello che fa lui (ma non è vero, sarei sicuramente morto al primo
mostro). Resident Evil è quindi un horror, che fa il
suo mestiere da horror presentando situazioni spaventose, mostri schifosi (la
maggior parte dei quali mai visti nei videogiochi, a meno che non fossero in
qualcuno di quelli che non ho giocato, ma oserei dire che il regista si sia piuttosto rivisto La Cosa) e gente che muore malissimo, ma la
simpatia del protagonista lo trasforma a tratti in una commedia horror.
Gustose e poi le citazioni videoludiche, come il fatto che trova sempre armi
più potenti, ma deve sempre stare attento alle munizioni, e tutti i
lucchetti di cui non si trova la chiave, eccetera. Citazioni che però non
sembrano, o almeno non tutte, inserite forzatamente, ma scorrono con il flusso
della storia.
Interessante anche che
A ciò aggiungiamo una regia che riesce a creare delle belle immagini (belle nel senso di inquietanti e spaventose), e degli ottimi effetti visivi: per la maggior parte del tempo è difficile capire dove inizia la CGI e finiscono gli effetti artigianali, e alcune ambientazioni sono spettacolari.
Insomma non so cosa possano dirne i "veri" fan del videogioco, e presumo che i fan della precedente saga cinematografica ne saranno delusi (ma esistono davvero fan di quella roba?), quello che importa davvero è che a me è piaciuto, e tanto mi basta.
Credo anche che sia non più della seconda volta che vado al cinema da solo.
I am a Hero (2015)
Al manga I am a Hero dedicai un lungo articolo tempo fa.
Il film copre la prima parte del manga, credo più o meno i primi 7 o 8 volumi (su 22) e, per quanto posso ricordare, è identico, solo molto ma molto più veloce (nel fumetto il primo "infetto" appariva nelle ultimissime pagine delle 270 del primo volume). E' passato qualche anno e magari mi confondo, ma mi sembra che la storia sia piuttosto fedele anche se con molte parti tagliate, e che svariate scene siano addirittura riprese direttamente dal fumetto per ricrearlo il più fedelmente possibile. Non solo gli attori scelti assomigliano molto ai personaggi del fumetto, ma addirittura le ambientazioni sono uguali, tanto da farmi pensare che abbiano ricostruito alcuni edifici per renderli identici, o che siano andati a filmare negli edifici utilizzati come reference per i disegni.
Vi rimando quindi all'articolo sul fumetto per considerazioni su come viene "diversa" una storia di zombi a seconda se la ambienti negli USA o in Giappone, soprattutto per la diversa disponibilità di armi a disposizione della gente comune nei due paesi: quelle considerazioni valgono anche per il film.
Leggendo quell'articolo potrete anche notare come trovassi il brodo molto allungato, volumi interi pieni di scene inutilmente lunghe ed eventi ripetuti. Il film è la soluzione a tutti questi mali: stessa storia, tolti quasi tutti i dilungamenti inutili. E da 7-8 volumi (pure belli spessi) sono riusciti a fare un film di due ore, senza che ci sia mai la sensazione che si sta "correndo troppo". Non ero l'unico, quindi, a pensare che nel manga ci si perdesse in chiacchiere.
Inoltre anche nel finale non abbiamo la sensazione che la storia sia stata "troncata a metà". Non sembra che pensassero di adattare davvero anche il resto del manga. Certo, è uno di quei finali aperti in cui intuisci che ci sarebbe altro da raccontare, ma funziona perfettamente come storia a sé stante, perché quello che racconta non è tanto l'epidemia zombi, ma la parabola del protagonista Hideo che da uomo qualunque riesce a trovare il coraggio per comportarsi eroicamente (parabola che nel fumetto non si completa mai del tutto). Ben venga quindi la riduzione e l'eliminazione totale di tutti gli spunti del proseguio del manga, con le strane creature, le mutazioni, gli alieni e quant'altro. Questo è un film di zombi e tanto basta.
I am a Hero, il film, offre poi degli zombi, o in questo caso degli infetti, di sicuro effetto: fanno davvero senso e riescono a essere piuttosto spaventosi. E dal punto visivo non possiamo non notare che dietro questa operazione i soldi non sono ancati, non ho trovato notizie sul budget ma tra inseguimenti in auto e centinaia di comparse zombie in ambientazioni anche abbastanza grandi, sicuramente non è costato come l'ultimo degli horror indipendenti.
Stranamente profetico un dialogo a inizio film, nel quale il protagonista afferma che la barriera linguistica impedisce alle altre forme d'arte, quali musica e film, di essere esportate al di fuori del territorio giapponese, a differenza del manga che è un fenomeno mondiale. Infatti anche questo film non è mai arrivato in Italia né, che io sappia, altrove nel mondo occidentale.
I am a Hero è quindi non solo un ottimo adattamento del materiale originale, ma anche un bel film di zombi per chi quel materiale non lo conosce. E questo è un caso abbastanza raro nel panorama dei film tratti dai fumetti giapponesi, che il più delle volte sono totalmente incomprensibili a chi non conosce più che bene il fumetto.
One cut of the dead (2017)
Giusto due righe in chiusura per quest'altro film che ho conosciuto grazie ai consigli del Zinefilo, che di solito si impegna per tenerci lontani dalla cacca più puzzolente ma che a volte lì in mezzo trova anche delle piccole perle.
One cut of the dead è un piccolo film indipendente giapponese (ohibò, due film giapponesi di zombi nello stesso articolo!) finanziato in parte tramite crowfunding, ed è una testimonianza che si possono ancora fare film di zombi originali, ad esempio non mettendoci nemmeno uno zombi! Però, francamente, mi riesce difficile parlare di questo film senza fare spoiler che ne rovinerebbero la visione.
Posso dirvi questo: se all'inizio vi sembra tutto un po' amatoriale, voi fidatevi e andate avanti. Non ve ne pentirete. Troverete un film geniale nel suo piccolo, coraggioso, con anche delle tecniche registiche mica da ridere come un lunghissimo pianosequenza nonché grandi dichiarazioni d'amore per il cinema. Assolutamente consigliato.





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