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martedì 28 aprile 2026

Opinioni a piccoli sorsi, romanzi fantasy: Tito di Gormenghast, la saga di Abarat, La fine di tutte le cose

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta parliamo di tre romanzi fantasy, che non hanno altro in comune se non l'essere fantasy, un genere che non leggo più molto.


Tito di Gormenghast, di Mervyn Peake


Tito di Gormenghast, di Mervyn Peake (Titus Groan, 1946)

La trilogia di Gormenghast è strafamosa, quindi questo è probabilmente uno di quei casi in cui a parlarne male si finisce per essere tacciati di ignoranza abissale e in cui screenshot dell'articolo vengono condivisi su Facebook a dimostrazione di come i giovani d'oggi non capiscano niente di letteratura e in generale. Per fortuna io sono un giovane di ieri (anche l'altro ieri), quindi questo rischio non mi tange.

martedì 17 giugno 2025

Fantastico italiano: Il diario dell'estinzione, Livido

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di due libri di autori italiani del fantastico.


Il diario dell'estinzione, di Maico Morellini recensione

Il diario dell'estinzione, di Maico Morellini

Uscito nel 2019, quell'anno Il diario dell'estinzione vince anche il Premio Italia come miglior romanzo fantasy. In realtà è più horror che fantasy a parer mio, ma si sa che i generi letterari stanno nell'occhio di chi guarda.
Siamo nel 1885 a Londra, e una coppia di investigatori di Scotland Yard indaga su un misterioso suicidio. In realtà i due costituiscono una sorta di cellula per indagini su eventi strani e insoliti, un po' come Mulder e Scully per l'FBI. Lefevre (non so se si scriva così, ho ascoltato l'audiolibro) è quello pratico, duro e manesco quando serve, mentre Buckingam è lo scienziato specializzato in materie occulte. Le loro indagini li portano a scoprire le mostruose macchinazioni di un tremendo avversario.

martedì 29 ottobre 2024

Fantastico italiano: Game, set, t-rex , L'inquietante bottega delle piante fatali, Furioso - L'ultimo canto

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di tre libri di autori italiani del fantastico.


Game, set, t-rex, di Michele Borgogni recensione

Game, set, t-rex, di Michele Borgogni

La novelette (o romanzo breve, o racconto lungo, chiamatelo come volete) di Michele Borgogni nata per caso da una discussione tra amici si rivela essere una lettura divertente e perfino appassionante.

Trey sembra essere predestinato a essere una stella del tennis, visto che i suoi genitori sono entrambi campioni del mondo. Ma c'è un problema: per colpa di una strega facile all'ira, il piccolo Trey è un tirannosauro! 
Questo ovviamente porta una serie di problemi alla carriera tennistica del ragazzo, quali braccia troppo corte, o l'impossibilità di tenere efficacemente in mano una racchetta, oppure il terrore che un mostro pieno di denti alto quattro metri incute nei bambini della sua età che affronta sul campo da gioco.

Game, set, t-rex è un romanzo dannatamente divertente, ma è anche una storia di formazione su un bambino che si sforza di avere l'approvazione dei genitori, una storia che raggiunge a momenti una profondità inaspettata in un racconto con queste premesse.
Il che non toglie che si rida alla grande.

Se vi interessa, lo trovate qui

martedì 24 settembre 2024

Opinioni in pillole: The Witcher, i primi tre libri

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Raccolgo in questo articolo le opinioni relative ai primi tre audiolibri della saga di Geralt di Rivia, o The Witcher. Li ho ascoltati in tempi diversi, e i commenti che seguono sono stati scritti subito dopo l'ascolto di ognuno. Se trovate delle considerazioni ripetute è per quello.


Il guardiano degli innocenti, di Andrzej Sapkowski recensione
Il guardiano degli innocenti, di Andrzej Sapkowski recensione
Il guardiano degli innocenti, di Andrzej Sapkowski recensione

Il guardiano degli innocenti (Ostatnie życzenie), di Andrzej Sapkowski (1993)

Premetto che non ho mai giocato ai videogiochi della saga di The Witcher (sono piuttosto intollerante verso gli open world e i giochi di ruolo all'occidentale, che ti mandano in giro a fare diecimila missioni secondarie al punto che dopo un po' non ti ricordi nemmeno più la storia principale), né ho mai guardato la serie TV con Henry Cavill. Tra l'altro, sapevate che nel 2002 è stata prodotta in Polonia una serie televisiva di una sola stagione seguita da un film? No? Nemmeno io, ma Wikipedia sì.

martedì 23 aprile 2024

Opinioni in pillole, cinque opere (più altre due a metà) tratte dalla Divina Commedia, terza parte

 Salve a tutti, è Il moro che vi parla!

Eccoci giunti alla terza e ultima parte di questo piccolo speciale sulle opere tratte dalla Divina Commedia. Come già detto, non c'è nessuna pretesa di completezza, solo che per caso mi sono ritrovato a leggere/giocare diverse opere derivate dagli scritti del Sommo Poeta nel giro di poco tempo, quindi ho raccolto le mie opinioni al riguardo in questi tre articoli. Qui trovate il primo e qui il secondo.


La divina commedia di Go Nagai

La divina commedia di Go Nagai recensione
Immagine presa di fianco per dare l'idea delle dimensioni.


Ho preso in biblioteca il volumone che raccoglie l'opera completa, e vi sfido a tenerlo appoggiato sullo stomaco seduti nel divano. Nel volumone in questione (che nonostante il peso è completamente privo di redazionali) Go Nagai traspone fedelmente i passi più rappresentativi dell'opera del sommo poeta, senza cambiare nulla, limitandosi a rendere più evidenti le allegorie grazie ai dialoghi e ai pensieri di Dante, probabilmente con lo scopo di facilitarne l'interpretazione. Questo fa sì che la figura del poeta risulti un po' diversa da quella dell'opera originale, che qui è un po' più attivo e si pone delle domande per indurre il lettore a fare lo stesso, mentre il "vero" Dante si limitava per lo più a fare da spettatore.

martedì 16 aprile 2024

Opinioni in pillole, cinque opere (più altre due a metà) tratte dalla Divina Commedia, prima parte

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Le opere tratte dalla Divina Commedia si sprecano, in ogni parte del mondo. Per puro caso però mi è capitato di usufruire di diverse di queste opere a poca distanza l'una dall'altra, quindi ho deciso di mettere le mie opinioni al riguardo tutte insieme. L'articolo però veniva troppo lungo, quindi ho deciso di dividerlo in tre parti, e pubblicare in via del tutto eccezionale due post in una settimana invece del solito post singolo. Stavolta parliamo della trilogia di romanzi L'ora dei dannati!


L'ora dei dannati, trilogia di Luca Tarenzi

L'ora dei dannati l'abisso Luca TArenzi recensione

Libro primo: L'abisso

Il canovaccio di questo romanzo appare classico: qualcuno ha un piano per un "colpo" grandioso, e per riuscirci ha bisogno di "mettere insieme una squadra". In questo caso il "colpo" è nientemeno che la fuga dall'inferno, e la squadra sarà composta da personaggi ben noti a chi conosce la storia e/o la Divina Commedia.
Sì perché, come una versione dannata del George Clooney di Ocenan's Eleven, in L'ora dei dannati - L'abisso è Virgilio, che dopo aver accompagnato Dante ha conservato la capacità di muoversi liberamente per l'inferno, ad andarsene in giro nel posto peggiore immaginabile a reclutare la gente giusta per il colpaccio.

martedì 5 dicembre 2023

La trilogia degli Eliminatori: Steelheart, Firefight e Calamity, i supercattivi di Brandon Sanderson

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Steelheart, del 2013, da me ascoltato in forma di audiolibro, è il primo libro di una trilogia "young adult" scritta da Brandon Sanderson, autore molto prolifico ma attivo per lo più nel campo dell'heroic fantasy.

Steelheart Brandon Sanderson recensione
La copertina italiana e due americane.

Per questa trilogia abbandona il suo campo di gioco abituale per affrontare il tema dei supereroi (ricordiamo che l'anno prima dell'uscita di questo libro sono usciti sia il terzo capitolo del Batman di Nolan sia il primo Avengers, quindi il libro si inserisce nell'onda del nuovo entusiasmo per i supereroi, che aveva già abbondantemente superato i confini del fumetto).
Lo fa con una particolarità: nel mondo creato da Brandon Sanderson gli individui dotati di superpoteri sono tutti cattivi. Anzi, cattivissimi.

martedì 17 ottobre 2023

Opinioni in pillole, fantastico italiano: Memorie di un cuoco d'astronave, Alice nel paese della Vaporità, La vita erotica dei superuomini

 Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Raccolgo in un unico articolo i commenti che ho scritto per alcuni libri che ho letto, commenti troppo corti per diventare post a sé stanti e che non ,mi andava di approfondire di più. In questo caso, vi parlo di tre romanzi di fantastico-fantascienza di autori italiani.


Memorie di un cuoco d'astronave di Massimo Mongai, lo sceneggiato radiofonico.

Il libro di Massimo mongai è del 1997 e ha vinto il premio Urania, ma io non l'ho mai letto. Ho invece ascoltato lo sceneggiato radiofonico del 2001. 

Prima ancora della trama quello che salta di più all'occhio (cioè, all'orecchio) è la struttura dello sceneggiato stesso. La storia passa in secondo piano, quando è inframezzata da una tale quantità di lunghissimi intermezzi musicali.
Ogni due per tre parte una canzone, solitamente canzoni pop degli anni '80/'90. Tendenzialmente ci sono parti recitate di due/tre minuti al massimo (e anche di meno) seguiti da canzoni riprodotte per intero, quindi con durata media di quattro minuti. Facendo un calcolo a spanne, oltre i due terzi di ogni puntata sono occupati da canzoni che abbiamo già sentito tutti almeno cento volte. Aggiungiamoci la sigla iniziale e quella finale, e in ogni puntata, la cui durata è poco sotto la mezz'ora, abbiamo al massimo, quando va bene, un quarto d'ora di sceneggiato. 

Questo è fastidioso, perché non c'è niente di male a fare puntate da un quarto d'ora. Così, mi viene da pensare che avessero degli episodi da dieci minuti ma prendessero più sovvenzioni se arrivavano a mezz'ora, o qualcosa del genere.
Per quanto riguarda la trama, si tratta di una serie di simpatiche storielle slegate l'una dall'altra, in cui seguiamo le vicende di questo cuoco d'astronave che si trova ad avere a che fare con alieni bizzarri in problemi strampalati, molti dei quali creati da lui stesso. Attori bravissimi  e dialoghi incredibilmente ben scritti, storie mediamente poco interessanti ma abbastanza divertenti. Non ci fosse da mandare avanti le canzoni in continuazione mi sarebbe piaciuto molto di più.

Il libro, se vi interessa, lo trovate qui, probabilmente è meglio dello sceneggiato.

martedì 22 agosto 2023

Opinioni in pillole, ucronie sull'antichità: Vichinghi, Roma Eterna, IMPERO: Antologia Gladius & Sorcery

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Io stesso ho in corso di pubblicazione una saga di racconti lunghi (o romanzi brevi che dir si voglia) ucronico-fantascientifica (sì, è ferma da un po', ma non è finita, giuro) ambientata nell'antichità, tra antichi romani, vichinghi, Giappone feudale, Maya, indiani d'America... In effetti mi mancano gli indiani dell'india, ora che ci penso. Quasi quasi, per il prossimo racconto...
Comunque sia, sono diventato sensibile all'argomento, e mi sento perciò inevitabilmente attratto verso ogni opera dello stesso tipo. Ecco quindi una manciata di racconti o raccolte di racconti che ipotizzano ucronie sulle stesse popolazioni sulle quali mi sono concentrato io in Ucrònia.


Vichinghi di Marco Alfaroli recensione


Vichinghi di Marco Alfaroli

In questo racconto del 2016 si narra di come dei vichinghi siano finiti su un mondo alieno dove sono in lotta costante con altre tre razze di guerrieri violenti e selvaggi, e di come alcuni di loro decidano di raggiungere la montagna dove, secondo ogni razza, dimora la divinità di riferimento, Odino nel caso dei vichinghi.
Lo spunto è abbastanza interessante e l'ebook è impreziosito da quattro disegni, realizzati dallo stesso autore, rappresentanti le diverse razze, ma il racconto è semplicemente troppo breve per svilupparlo a dovere, una quindicina di pagine scritte grandi significa che i personaggi sono sagome di cartone senza alcuna caratterizzazione e non c'è nessun approfondimento dell'ambientazione. E personalmente i vichinghi con le corna sull'elmo mi hanno un po' infastidito, ormai si sa che non li indossavano davvero in battaglia ma solo, e anche su questo ci sono molti dubbi, in cerimonie religiose.

martedì 27 dicembre 2022

Opinioni in pillole, fantastico italiano: Vilupera e The Italian Way of cooking

Salve a tutti, È il moro che vi parla!

Raccolgo in un unico articolo i commenti che ho scritto per alcuni libri che ho letto, commenti troppo corti per diventare post a sé stanti e che non ,mi andava di approfondire di più. In questo caso, vi parlo di due importanti esponenti della corrente del fantastico letterario italiano.



The Italian Way of cooking, di Marco Cardone recensione


The Italian Way of cooking, di Marco Cardone


Negli ultimi anni la letteratura italiana del fantastico mi ha dato grandi soddisfazioni.
Penso a My Little Moray Eel di Lucia Patrizi, Hydrostasis di Mirko Dadich, Poison fairies di Luca Tarenzi, la saga di Eternal War di Livio Gambarini, Riviera Napalm di Mazza e Sensolini, e altri di cui non ho parlato sul blog e di cui ora mi sfuggono i titoli. E ora si aggiunge anche questo Italian Way of cooking di Marco Cardone.

Trama: il proprietario e cuoco di un ristorante toscano si trova ad affrontare e uccidere un mostro. Come sbarazzarsi del cadavere? Beh, siamo in un ristorante...

Credo che queste due righe di sinossi ultra stringata siano sufficienti a stuzzicare la curiosità di molti di voi, e sono sicuro che lo faranno ancora di più quando vi dirò che a una buona idea corrisponde anche una trama che si sviluppa in modo intrigante e uno stile di scrittura frizzante e divertente.

Vorrei evitare di entrare più nel dettaglio della trama, visto che al protagonista succede un mucchio di roba e ogni ulteriore specifica sarebbe spoiler. Gli sviluppi non sono poi originalissimi, la tempesta di sfighe che si abbatte sul protagonista Nero sono una piega della trama abbastanza prevedibile, ma non fa niente quando hai un protagonista così simpatico. Nero è un personaggio meravigliosamente realistico e scritto benissimo, poco eroico, molto egoista, ma con dei valori che tutti possiamo condividere.

martedì 5 luglio 2022

L'isola dei liombruni, di Giovanni De Feo

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

L'isola dei liombruni, del 2011, se non sbaglio è il secondo romanzo di Giovanni De Feo, dopo l'ottimo Il mangianomi che lessi anni fa. Si inserisce in quel filone di storie con i ragazzini che rimangono da soli, senza gli adulti, solitamente su un'isola.

Vengono subito in mente Peter Pan e Il signore delle mosche, ma mi ha ricordato anche un romanzo che lessi una decina di anni fa intitolato Gone, di Michael Grant, primo di una saga della quale all'epoca esisteva in italiano solo il primo volume, quindi nemmeno finiva (la saga completa è poi stata ripubblicata l'anno scorso, a distanza oltre dieci anni).

Le storie di questo sottogenere possono differire per il motivo per cui gli adulti sono assenti, e qui possiamo dividerle in due ulteriori tronconi: gli adulti esistono ma sono altrove e non possono raggiungere i ragazzi (Peter Pan, Il signore delle mosche), oppure gli adulti non esistono più, scomparsi per un qualche motivo variabile, che può essere una malattia , un misterioso evento magico, o altro ancora (il già citato Gone, Anna di Niccolò Ammaniti, la serie TV The society, il fumetto Sacred Earth di Liz Suburbia, la serie di romanzi Berlin di Fabio Geda e Marco Magnone o, appunto, L'isola dei liombruni. Sentitevi liberi di segnalarmene altri esempi...).

giovedì 21 novembre 2019

Il Grigio Levriero, di Paolo Palmisano.

il grigio levriero paolo palmisano

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Iniziamo con la sinossi:
Anno 1724. Il pirata Morgan Sherwood sta solcando l'Atlantico diretto in Italia alla ricerca del famoso tesoro di Arenzano. Nei suoi incubi è tormentato da un demoniaco levriero grigio, rappresentazione della "Greyhound", la minacciosa nave della Marina Britannica che gli sta dando la caccia.
Preoccupato per la sua vita a causa di un presagio di morte, deciderà di scrivere una lettera alla figlia in cui svelerà chi è davvero. Morgan Sherwood non è infatti il suo vero nome. Attraverso i suoi avventurosi ricordi, scopriremo la persona che si cela dietro la maschera da pirata e il motivo per cui sta cercando proprio quel tesoro. Ad accompagnarlo nella ricerca ci sono John "occhio fantasma" e Pierre "occhio scintillante", gli unici sopravvissuti di una ciurma chiamata "Pirati Maledetti", dotata di poteri magici.

lunedì 16 settembre 2019

Eternal War: vita nova, di Livio Gambarini

eternal war vita nova Livio Gambarini recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Forse ricorderete che in questo articolo ho parlato in toni entusiastici del primo romanzo del ciclo di Eternal War: Gli eserciti dei santi.

Il primo libro era compiuto, nel senso che rimanevano aperte delle questioni ma poteva essere anche letto come libro a sé stante. In quanto seguito diretto, Vita Nova presuppone che si sia letto il precedente, per questo avrei preferito che ci fosse ad inizio libro un riassunto del primo romanzo, che ho letto tempo fa (nel 2016, dice il mio blog) e che quindi era piuttosto sbiadito nella mia memoria. Ci ho messo quindi un po' a entrare nel vivo della narrazione, mentre i fili della memoria lentamente si riannodavano. Una volta superato questo effetto straniante iniziale, ho comunque potuto apprezzare pienamente le nuove vicende in cui sono coinvolti Guido Cavalcanti e l'ancestrarca della sua famiglia, Kabal. Più Dante Alighieri, al quale Guido decide di fare da mentore, dopo aver scoperto che anche lui è un "doppia anima". E poi San Pietro che vuole mettere becco nell'elezione del nuovo papa, Kabal investito di una missione della quale avrebbe fatto volentieri a meno che lo manterrà suo malgrado lontano da Firenze e dai Cavalcanti, Guido che viene investito del potere della veggenza con il quale può interagire con il mondo immateriale delle Lande, e poi Amore, quel bastardo... e un mucchio di altri spunti interessanti.

lunedì 6 maggio 2019

N di meNare e Riviera Napalm

N di meNare recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

N di meNare e Riviera Napalm sono due volumi pubblicati all'interno della collana Lethal Books, a opera di quello che non ho capito bene se va considerato un collettivo di autori o un movimento letterario (o una banda di cialtroni), ma che si dà l'altisonante nome di Ignoranza Eroica. Collettivo o movimento (o cialtroni) che sia, propone una letteratura d'intrattenimento fine a sé stesso, fatta di antieroi grezzi e maleducati alle prese con situazioni ancora più grezze e maleducate. Il tutto declinato nel fantasy o nella fantascienza, con una predilezione per l'ambientazione italiana. Mi considero conquistato.

N di meNare è una raccolta di racconti senza nessuna particolare eccellenza, ma che vanno comunque dal buono al più che buono. Brutti non ce ne sono.
Nella prima metà della raccolta si nota anche una certa continuità di stile: i racconti hanno tutti un ambientazione simile, un Medioevo con inserti soprannaturali, popolato di persone sporche e cattive, buzzurri senza niente di eroico, che non esitano a ricorrere all'uso della mazza ferrata quando le circostanze sembrano richiederlo... E anche quando non lo sembrano. Gli autori cercano anche di utilizzare un linguaggio simile, con l'uso di una terminologia desueta e pomposa.
Nella seconda metà della raccolta i racconti diventano più variegati, si perde l'utilizzo di questo linguaggio particolare e vengono inseriti anche alcuni racconti prettamente fantascientifici, che forse stonano un po' con il resto.

giovedì 23 agosto 2018

Gli universi di Ailus

sword & sorcery italiaSalve a tutti, èIl Moro che vi parla!

Gli universi di Ailus è la prima raccolta di racconti di genere Sword&sorcery di autori italiani realizzata dal movimento "Italian Sword&sorcery", che si prefigge appunto lo scopo di riportare in auge questo genere che è la base della letteratura fantasy e oggi è troppo spesso dimenticato, relegato a una ristretta nicchia di appassionati che si ritrovano costretti a rileggere sempre le stesse, vecchie storie, visto che le nuove sono sepolte sotto una montagna di spazzatura fantasy clonata malamente da Terry Brooks.

Meritoria quindi è l'opera del movimento, che ha base in un blog e un in sito web, Hyperborea, per il quale ho collaborato anch'io con un articolo.
Ma passiamo ad esaminare la raccolta in questione.

martedì 27 febbraio 2018

La città e la città, di China Mieville

China Mieville La città e la città recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

China Mieville ha una particolare predilizione per le "città".
Ogni suo romanzo sembra essere ambientato in una città dalle caratteristiche peculiari, sulle quali l'autore costruisce la sua storia.

La città di New Crobuzon in cui è ambientato Perdido Street Station è un particolarissimo calderone di razze, magia e tecnologia, che sembra quasi una versione fantasy-steampunk delle metropoli tentacolari immaginate dagli scrittori di cyberpunk.
Il secondo capitolo della trilogia del Bas-Lag, poi, La città delle navi, è ambientato in una città in movimento sul mare, formata completamente da navi collegate una all'altra da ponti e corde.
La città in cui è ambientato Un regno in ombra sembra Londra, ma al di sotto della sua superficie si muovono creature bizzarre dagli incredibili poteri.
Nel romanzo per ragazzi Il Libro Magico due ragazzine scovano per caso il passaggio verso una versione parallela di Londra, dove finiscono tutte le cose che i londinesi perdono, abitata da creature fatate.
E poi c'è questo La città e la città, che già nel titolo ci fa intuire che ancora una volta sarà la città la vera protagonista.

venerdì 16 febbraio 2018

Demon Hunter Severian - La signora dei cancelli della notte, di Giovanni Anastasi



Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questa è una recensione su commissione, nel senso che sono stato contattato dalla casa editrice (parecchio tempo fa, devo ammettere) che me ne ha mandato una copia chiedendo una recensione. Questo ovviamente non significa che questo articolo sia di parte: soldi non me ne sono arrivati! ;-)

Edito dalla piccola ma validissima casa editrice Acheron Books, Demon  Hunter Severian - La signora dei cancelli della notte è un libro uscito nel 2014, di genere storico-fantasy-investigativo.

venerdì 16 settembre 2016

Poison fairies - I re delle macerie, di Luca Tarenzi. Recensione

fantasy alternativoSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Vi rimando alla recensione del primo volume di Poison Fairies - La guerra della discarica per avere un'idea di ciò di cui abbiamo a che fare.

La guerra tra i Goblin, le uniche creature il cui nome sono riuscito a riconoscere, e i Boggart, di cui fin'ora avevo sentito parlare solo in Harry Potter, sta per raggiungere il suo culmine. E il re dei Goblin,  Albedo, teme che sarà la fine del suo popolo, vista la superiorità numerica dei Boggart e la forza del glamour (magia) del loro signore, Argiope.
L'unica speranza gli deriva dalla scoperta di un aspetto del potere del suo glamour che non conosceva... Ma che richiede un prezzo terribile per poter essere usato.

Luca Tarenzi è sempre un grande scrittore, ma questo pur ottimo libro non riesce ad essere all'altezza del primo volume della saga.
Il primo problema è inevitabile: essendo un secondo volume, va a perdersi l'originalità della splendida ambientazione, che è stata interamente svelata nel primo.
Si nota poi la mancanza di Cruna: alla principessa guerriera ribelle e violenta, personaggio di certo non originale ma sempre accattivante, è stato dedicato molto meno spazio, e un po' il libro ne risente.

martedì 28 giugno 2016

Sarranieri Schianta Diavoli, di Massimo Mazzoni - Recensione.

massimo mazzoniSarranieri Schianta Diavoli, recensione.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ci sono le storie delle vite dei Santi secondo le enciclopedie, e secondo Massimo Mazzoni.
Forse vi ricorderete che ho già recensito i suoi La guerra del 13 e Ritmo, e che mi erano pure piaciuti.

La storia del santo patrono di Pisa, San Ranieri Scacceri, ha molti punti oscuri e diverse similitudini con il più famoso San Francesco: una vita dissoluta in gioventù, la rinuncia ai beni terreni, miracoli e la fama di santo già in vita. Particolarità di San Ranieri, comunemente detto Sarranieri dai pisani, e di non essere mai entrato nel clero o aver fondato un suo ordine: è infatti detto il Santo Laico.

Una figura affascinante, e Massimo Mazzoni ha quindi deciso di esplorare questi punti oscuri intessendo una storia che vira verso li fantasy storico. Qui il giovane Ranieri incontra il suo mentore, il sant'uomo Alberto Leccapecore, che oltre a portarlo sulla retta via gli insegnerà i segreti della forza la verità sulla natura di Dio e come utilizzare i poteri che gli sono stati concessi dall'entità primigenia nota come Sophia. Nel primo romanzo breve, dal titolo Sarranieri Schianta Diavoli Volume Primo - Asmodeo, oltre all'iniziazione del Santo Laico assisteremo alle sue prime imprese in quel di Pisa e al primo scontro con il suo arcinemico, il demone Asmodeo, signore degli Incendiari.

martedì 8 marzo 2016

Poison Fairies - La guerra della discarica, di Luca Tarenzi. Recensione

Luca tarenzi recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ci sono autori che pensano che per scrivere un fantasy basti scopiazzare senza vergogna da Terry Brooks (d'altronde, lui non ha nessuna vergogna a copiare sé stesso da vent'anni).
E poi ci sono quelli  che riescono a trovare una loro strada creando ambientazioni e perfino trame originali. Di questi coraggiosi, che raramente vengono premiati da un grande pubblico che a quanto pare preferisce andare sul sicuro e rileggere quaranta volte la stessa storia, per fortuna è ben fornito il mondo del self publishing e della piccola editoria.

Abbiamo già parlato dello splendido Eternal War, di Livio Gambarini. Della stessa casa editrice, Acheron Books, è anche questo Poison Fairies - La guerra della discarica, di Luca Tarenzi. Ci sono i goblin e vari tipi di folletti, ma non aspettatevi proprio niente di fiabesco.
C'è una discarica, da qualche parte nel mondo degli umani, che vede ogni giorno odio, sofferenza, guerra e paura quanto le più disagiate zone di guerra. E gli umani non sanno niente, perché i membri delle diverse tribù in lotta sono piccoli come briciole di pane.
Un mucchio di immondizia diventa una montagna invalicabile, un forno a microonde un deposito grande abbastanza da contenere scorte per un intero inverno, una pozzanghera d'acqua piovana un insondabile abisso.

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