Come faccio ormai da tempo nei primi giorni dell'anno nuovo, ripercorro tutti
gli articoli che ho pubblicato nell'anno passato che contengono opinioni
riguardo a film, libri, fumetti, videogiochi e quant'altro, e li metto in
questa classifica dal peggiore al migliore. Questo significa ovviamente che
non è una classifica delle cose uscite quest'anno, ma di quello che IO ho
visto/letto/giocato quest'anno! Spero sia inutile ricordare che si tratta di una classifica totalmente oggettiva, oltretutto soggetta a sbalzi d'umore: se l'avessi stilata in un altro momento, avrebbe potuto essere diversa, anche se leggermente. Ogni opera è linkata al relativo
articolo.
Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi, stavolta addirittura brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta giusto qualche parola su una manciata di film per bambini/ragazzi visti insieme a mio figlio, data anche l'atmosfera natalizia. Ah sì, magari avete notato che ho cambiato il solito "opinioni in pillole" con "opinioni a piccoli sorsi": Mi sembrava più in linea con il tema della birreria!
Orion e il Buio (2024)
Film per bambini disponibile sul catalogo di Netflix. Il decenne Orion ha un sacco di fobie, che gli portano anche difficoltà a relazionarsi. La peggiore delle sue paure è quella del buio, fino a che il Buio, entità incarnata in un omone oscuro e incappucciato ma simpatico, va a prenderlo a casa sbottando di essersi stufato di tutte le sue lamentele. Film carino e un po' più cupo e serio della media dei film d'animazione per bambini che escono a pacchi sulle piattaforme.
Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle
fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione
e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a
menadito la storia di Zagor.
Zagor n. 721-722 - I segreti di Endless, di Carlo Lucarelli, Stefano
Fantelli e Raffaele della Monica
Carlo Lucarelli è un nome molto noto nel mondo dello spettacolo,
sceneggiatore, giornalista, conduttore televisivo, scrittore. Non è nemmeno
nuovo al mondo del fumetto, avendo ad esempio scritto la miniserie
Cornelio - Delitti d'autore che ha come protagonista un suo
alter-ego. Questa però è la sua prima storia per Zagor, per quanto abbia fatto
solo il soggetto (la sceneggiatura è di Stefano Fantelli, che se non erro
scrive per Zagor dal 2023), e lasciatemi dire che è una ventata d'aria fresca.
Hanno iniziato a uscire i primi trailer del prossimo film DC dedicato a
Supergirl, quindi ho deciso di pubblicare la mia opinione sul fumetto dal
quale è tratto, scritta un paio di mesi fa. Dato che era un po' corta ho
aggiunto le mie anche su alcuni altri fumetti DC che ho letto di recente, anche loro aleggiavano tra le bozze da un po'.
Supergirl la donna del domani, di Tom King, Bilquis Evely (disegni) e
Matheus Lopez (colori) - 2022
Questo volume al momento sta avendo risonanza mediatica perché è quello da cui
sarà tratto il prossimo, o uno dei prossimi film dell'universo cinematografico
DC, recentemente rebootato (se questa parola non esiste, allora l'ho appena
inventata) da Superman di James Gunn. E in effetti nelle prime pagine vediamo, beh, sarebbe spoiler sul finale
di Superman:
Supergirl con l'impermeabile e ubriaca fradicia, come nel finale di Superman,
appunto.
Ma è anche un fumetto di Tom King, e per quello che ho potuto vedere fino
adesso è difficile che Tom King faccia un fumetto brutto, quindi vale
sicuramente la pena di leggerlo. Anche se bisogna ammettere che King qui
non è al suo massimo.
"Weird West" è un'etichetta abbastanza moderna, che in realtà non vuol dire
molto. Se il "weird" letterario è quel genere in cui succedono "cose strane",
spesso senza spiegazione, inquietanti senza però essere smaccatamente horror,
il termine "weird" abbinato a "western" si usa per indicare un po' tutte le
storie che abbiano un qualche elemento soprannaturale in ambientazione
western. Si vede che piace l'allitterazione. Quale che sia il modo di chiamarlo, ho sempre avuto una predilizione
per questo tipo di storie. Probabilmente è colpa di Zagor. Anzi, direi
sicuramente.
Ho letto svariati racconti "weird western" (nessun romanzo, ora che ci penso),
un sacco di fumetti contando anche Zagor e Tex (senza Zagor e Tex, molti meno), visto una manciata di film (non ne sono stati fatti poi molti, almeno
che mi risulti, e quei pochi sono per lo più dimenticabili).
E i videogiochi? Saranno stati più fortunati? Piazzare un po' di zombi e
vampiri nel Far West permette di creare un videogioco di successo?
Partiamo dall'inizio. In questo articolo prenderemo in considerazione
solo giochi effettivamente ambientati nel far west o in una qualche strana
versione dello stesso, non giochi con ambientazioni post-apocalittiche che
finiscono per assomigliare al far west, tipo Fallout per dirne
uno.
Cheyenne (1984)
Si tratta di uno sparatutto in prima persona a schermata fissa uscito per la
sala giochi, corredato di un fucile montato sul cabinato. Un nostro amico,
apparentemente del tutto rimbambito, passeggia avanti e indietro per lo
schermo, mentre intorno a lui chiunque e qualunque cosa cerca di ucciderlo.
Col nostro fucile dobbiamo colpire tutto quello che cerca di avvicinarglisi,
fino al livello successivo. Il gioco conta 7 quadri più alcuni
schemi bonus. Di questi quadri, la maggior parte sono a tema western diciamo
classico, ma sono presenti anche un cimitero e una città fantasma, nei quali i
nemici saranno fantasmi, scheletri, demoni e simili amenità. In questo
video si vede anche il cabinato.
Captain Laserhawk: A Blood Dragon Remix, del 2023, è una serie animata dedicata a un pubblico adulto e amante dei videogiochi, 6 episodi disponibili su Netflix. Nel 2013 uscì un'espansione stand-alone del videogioco Far Cry 3 intitolata Far Cry 3: Blood Dragon. Non c'entrava nulla con gli eventi di Far Cry 3, del quale riciclava solo lo stesso sistema di gioco e il motore grafico. Era invece ambientato in un mondo cyberpunk ispirato all'estetica dei film di fantascienza anni '80, Tron e la serie Automan in particolare direi, vista la massiccia presenza di luci al neon. E ora, una piccola divagazione.
Troviamo spesso una particolare estetica che fa subito pensare agli anni '80 e ai film di fantascienza degli stessi. Io, però, di film di fantascienza negli anni '80 ne ho visti (oh, se ne ho visti), ma a parte in Tron non è che mi ricordi tutti 'sti neon. La vera fonte d'ispirazione di questo videogioco appare essere piuttosto il movimento artistico detto "retrowave", nato negli anni 2000, che dichiara di ispirarsi al futuro immaginato negli anni '80. Da quello che ho capito, la scena retrowave nasce nella musica, con la produzione di musica ispirata alle colonne sonore e ai videogiochi di quegli anni, utilizzando gli strumenti e gli stili che andavano di moda all'epoca. In seguito poi si è sviluppato anche il lato estetico presentando appunto immagini con neon, colori accesi (viola e fucsia, per lo più), palme e forme geometriche. Qualche esempio dopo il salto:
Già da un po' faccio quasi solo più post multipli, in cui parlo di diversi
prodotti accomunati da qualcosa, che sia il genere, l'autore, il protagonista,
quello che mi gira insomma. Questi li ho accumulati per un po', in attesa di
inserirli in un post insieme a qualcos'altro con cui avessero qualche
affinità, ma la cosa stava andando per le lunghe. Finché non mi è venuto il
colpo di genio, e quindi ecco a voi tre libri di autori molto famosi ma che
nonostante questo non sono un granché. Scritti bene, eh. Ma non un granché lo stesso.
Se scorre il sangue, di Stephen King (2020)
Si dice spesso che Stephen King è talmente bravo a scrivere che potrebbe
rendere appassionante anche la sua lista della spesa. Quello che si dice meno
spesso è che quello che scrive negli ultimi anni è raramente più appassionante
di una lista della spesa.
Una nuova raccolta di racconti lunghi o romanzi brevi che dir si voglia, sullo
stile di Quattro dopo mezzanotte.
Risposta alla domanda del titolo: lui no, ma la Disney ha comunque rispettato la sua quota di occhioni sgranati.
Il nuovo corso di Predator ormai è inarrestabile, diamo un'occhiata agli anni di uscita dei film: 1987 il primo, 1990 il secondo, poi saltiamo avanti di una quindicina d'anni per i due Alien Vs Predator (2004 e 2007) e per Predators (2010), usciti quindi a tre anni di distanza l'uno dall'altro. Ne sono passati altri 8 per il dimenticabile The Predator(2018), ma solo più 4 per Prey (2022). Altri tre anni, e saltano fuori addirittura due film nello stesso anno, Predator - Killer of killers e Predator: Badlands. Se continuano ad avvicinarsi arriveremo al punto che ne esce uno a settimana (meglio che sto zitto, o ci faranno davvero una serie tv). A tenere le redini di questo nuovo corso il regista Dan Trachtenberg, specializzato in seguiti a quanto pare, dato che il suo unico lavoro prima di diventare il nuovo profeta di Predator è stato 10 Cloverfield Lane, a sua volta sequel di Cloverfield. Non che desse grande fiducia all'inizio, dato che con Prey ha sfornato un film troppo impegnato a inserire tematiche femministe dove non andavano inserite, e pure male, e citazioni nostalgiche a pioggia. Decisioni sue o richieste della produzione? E chi lo sa, ma c'è da dire che il tiro è stato aggiustato con Killers of killers, una simpatica tamarrata, esagerata e divertente, in cui le citazioni erano ridotte al minimo e almeno erano solo citazioni e non mandavano avanti la trama, e le tematiche woke se proprio volevi trovarle le trovavi ma dovevi davvero impegnarti.
E ora questo Predator: Badlands, in cui Dan Trachtenberg si diverte a ribaltare un sacco di regole.
Raccolgo qui un po' di commenti che ho scritto per alcune avventure grafiche che ho giocato di recente, commenti troppo corti per diventare articoli a sé stanti. Le avventure grafiche sono per me un genere relativamente nuovo, grazie anche allo SCUMMVM sto recuperando molti antichi capolavori che all'epoca avevo snobbato, (anche perché la maggior parte girava su macchine che non ho mai avuto). Contemporaneamente, sto anche giocando ad avventure più moderne. In questo articolo parlo delle ultime tre che ho affrontato.
Sanitarium (1998)
Si tratta di un'avventura punta e clicca uscita originariamente nel 1998 per PC Windows, e recentemente ripubblicato per IOS e Android dalla benemerita DotEmu, già responsabile della riedizione di svariate vecchie glorie. E' un thriller-horror psicologico: in effetti, si svolge tutto all'interno della testa del protagonista, come è abbastanza chiaro fin dall'inizio. Dopo un incidente stradale, un uomo si risveglia in un ospedale psichiatrico, privo di memoria e con la faccia coperta di bende. Questa è la storia della sua odissea per riuscire a ricostruire la sua personalità e capire cosa sta succedendo nella sua mente e in quell'inquietante ospedale.
In questo articolo raccolgo le mie opinioni su tre fumetti horror che, pur essendo pubblicati dalla Bonelli, potrebbero risultare in qualche modo "fuori luogo" rispetto alle uscite più "classiche" quali Zagor, Tex e compagnia cantante. Ma in realtà ultimamente la Bonelli sta facendo uscire parecchia roba che arriva direttamente in fumetteria e tende a passare un po' inosservata.
Cthulhu - Death May Die. Anche La Morte Può Morire, di Luca Enoch, Stefano Vietti, Riccardo Crosa, Simone Paoloni, Paolo Francescutto (2021)
Il fumetto one-shot pubblicato dalla Bonelli è di fatto ispirato non agli scritti di Lovecraft, che si starà probabilmente rivoltando nella tomba, ma all'omonimo gioco da tavolo, uno dei tanti che sfrutta il nome di Cthulhu.
In tal senso è decisamente vicino al materiale originale (non conosco direttamente il gioco, ma ho letto qualche recensione): roba per chi conosce Lovecraft solo per sentito dire, a cui non interessa calarsi nell'atmosfera gotica e senza speranza dei suoi racconti, ma apprezza l'idea di sparare con un fucile a pompa contro dei mostroni tentacoluti dai nomi impronunciabili.