Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Ecco un altro articolo della serie "opinioni in pillole", dove raccolgo
commenti più o meno brevi per cose che ho visto/letto/giocato. Questo perché
mi capita di voler parlare di qualcosa e scriverne un commento, che però
risulta troppo corto per farne un articolo a sé stante. In questo caso
parliamo di quattro libri che NON ho letto per intero, tendenzialmente perché
mi sono rotto le balle prima.
Universi, di Stanislav Lem
Universi, pubblicato da Mondadori nella collana Oscar Moderni - Baobab, è una raccolta di racconti dell'autore polacco, noto in particolar modo per
il romanzo Solaris.
Dovrebbe essere una raccolta integrale o
quasi, sicuramente è un volume abnorme, 1500 pagine, non l'ho pesato ma
credetemi che tenerlo in mano mentre si è seduti sul water non è proprio
comodo.
Ho preso questo libro in biblioteca, ma devo dire di non
essermelo goduto granché. I racconti più belli li avevo già letti tutti (in
particolare ho adorato quelli del ciclo Fiabe per robot), ma gli altri mi hanno un po' stufato, in paricolar modo quelli degli altri
due cicli, Cyberiade e I viaggi del pilota Prix.
Il primo ciclo parla di due inventori in grado di inventare qualsiasi cosa,
alle prese con re e personaggi da fiaba. Le atmosfere sono in effetti quelle
fiabesche già tipiche di Fiabe per robot, ma i racconti risultano
spesso troppo lunghi e tutti abbastanza simili tra loro. Stesso difetto
per I viaggi del pilota Prix, che abbandona l'atmosfera fiabesca
in favore delle avventure di un pilota spaziale, avventure di stampo
abbastanza realistico, Prisx è in effetti un astronauta e non un pilota di
razzi alla Dan Dare, impegnato più a fare calcoli su rotte tangenti e campi
gravitazionali che a sparacchiare contro alieni con la pistola a raggi, come
invece mi aspettavo dopo aver letto i volumi precedenti. Interessanti, ma
anche qui un po' noiosi e ripetitivi, alla fine ho letto solo i primi tre o
quattro. I restanti racconti non sono tematici, ma ormai mi ero stancato e non
sono andato avanti molto (non sono arrivato a pagina mille, per dire).
A
parte quelli di Fiabe per robot che ho amato alla follia, i racconti di Stanislav Lem mi sono sembrati tutti buoni, ma nessuno davvero eccezionale (opinione mia, ci tengo a sottolinearlo prima di essere sommerso di insulti, che questo è uno di quegli autori che è meglio non toccare). Credo che il modo migliore di
consultare questo volume, chiaramente un'edizione da collezione, sia di
tenerlo lì e leggere un racconto ogni tanto, alternandolo con altro. Io invece
dovevo restituirlo alla biblioteca pena l'invio di esattori nerboruti, quindi
così ho fatto, senza troppi rimpianti, prima di portarlo a termine. I miei
polsi ringraziano, le mie sedute sul water saranno meno faticose.