martedì 5 maggio 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti dei MOTU: Turtles of Grayskull, Revolution, Andra

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni più o meno brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Stavolta parliamo di tre fumetti recenti dei Masters of The Universe (l'ultimo, Sword of Flaws, non è ancora concluso).


Turtles of Grayskull, di  Jim Seeley e Freddie E. Williams II (2024) recensione


Turtles of Grayskull, di  Jim Seeley e Freddie E. Williams II (2024)

Un nuovo crossover per i Masters of the Universe, questa volta con le Teenage Mutant Ninja Turtles!

Ho sempre avuto una certa antipatia per le tartarughe ninja mutanti adolescenti, ma è ovvio che siano un importante pezzo dell'immaginario mondiale, al pari dei MOTU, forse anche di più: infatti mentre le varie nuove versioni dei MOTU che sono uscite nel tempo continuavano a rivolgersi a un pubblico di afffezionati della prima ora, le TMNT hanno saputo rinnovarsi e quasi tutte le nuove uscite sono sempre state rivolte a un pubblico di bambini. Il che è paradossale, se pensiamo che il fumetto da cui sono nate non era proprio per bambini...
Questo fumetto, quindi, non si inserisce nel solco di quelli più recenti che utlizzano il background della serie Revelation - Revolution, ma riprende la versione classica dei personaggi per farne un crossover con un altro classico dell'infanzia di molti, come già fatto con i Thundercats nel 2017. Con quel fumetto condivide anche il disegnatore, Freddie E. Williams II, che disegnò pure Injustice Vs. Masters of the Universe, il crossover con la versione dal videogioco e relativa serie a fumetti Injustice dei supereroi DC.

Ed è proprio Freddie E. Williams II a dare a questi crossover una marcia in più: il suo stile ipertrofico, ultradettagliato e dinamico eleva queste produzioni da quello che è il loro vero scopo, servire da background per i giocattoli, come già facevano i mini-comic allegati agli stessi negli anni '80. Disegni di alta qualità, quindi, che da soli rendono questi crossover degni di essere letti.
Ma anche la storia, bisogna dire, non è male. Vere protagoniste sono le tartarughe ninja, che si ritrovano su Eternia ad aiutare i guerrieri di Eternos contro un'alleanza tra Skeletor e i loro nemici terrestri, buona parte dei quali non ho riconosciuto. Shredder e compagnia hanno portato con sé un composto chimico che causa mutazioni, il quale unito alla magia di Skeletor ha creato nuove versioni dei personaggi classici, quelle che sono uscite come giocattoli nella linea Turtles of Grayskull, appunto, forse sotto-linea degli Origins, ma comunque con una fattura simile. 

Turtles of Grayskull, di  Jim Seeley e Freddie E. Williams II (2024) recensione

Il fumetto è piacevole da leggere, per quanto sia un tipico fumetto americano con poche pagine a disposizione: i fumetti di questo tipo devono avere azione continua con scontri e botte varie senza sosta, ma devono anche raccontare una storia, quindi ecco che mentre si menano i personaggi si lanciano in discorsi o pensieri introspettivi per spiegare cosa sta succedendo tra un cazzotto e l'altro. In questo caso senza molto successo, visto che la storia poi si evolve in una vicenda di viaggi nel tempo sulla cui logicità possiamo solo stendere un velo pietoso. 

Ciò non toglie che sia un crossover divertente e ben disegnato, sicuramente migliore degli altri fumetti dei MOTU pubblicati da Dark Horse legati all'ultima serie animata.


Masters of the universe: Revolution, di Daniel HDR, Ted Biaselli, Tim Sheridan, Rob Davi (2024) recensione

Masters of the universe: Revolution, di Daniel HDR, Ted Biaselli, Tim Sheridan, Rob Davi (2024)

Li ho letti solo adesso, sono usciti nel 2024, ma credo in realtà dopo la serie animata con lo stesso titolo, di cui costituiscono un prequel. 
Della nuova serie animata e dei fumetti a essa correlati parlai a più riprese, in quest'ordine:

Sì, questa rivisitazione moderna dei MOTU mi ha fatto spendere un mare di parole. Ne ho spese molte meno per l'altra rivisitazione, che pure meritava, peccato che l'abbiano interrotta. Stavolta sarò più breve.

Ora, se avete avuto la pazienza di leggere le mie precedenti, logorroiche dissertazioni, una delle mie lamentele riguardava le origini di Skeletor, talmente schizofreniche da far invidia a quelle del Joker, dato che le contraddizioni sono interne alla stessa opera. 
Incredibile: mi hanno sentito! Questa miniserie, tra l'altro più lunga di quella che l'ha preceduta, sceneggiata e disegnata MOLTO meglio, si concentra esclusivamente sulle origini di Keldor/Skeletor, in particolare sul periodo da lui passato al servizio di Hordak. Da una parte, è vero che aggiunge un'altra versione ancora di queste stesse origini, dall'altra va a sanare le contraddizioni (non tutte) trovando una giustificazione all'assurdo pianeta popolato da gente con la faccia da teschio del fumetto precedente.

SPOILER, ma non credo sia un problema per nessuno.

Il pianeta dei teschi, comprensivo di moglie e figlio di Skeletor, sono un falso ricordo (e io nell'articolo sulla serie Revelation avevo testualmente scritto "e non venitemi a dire che è un falso ricordo"!) indotto da Hordak, perché il suo pupillo stava per sfuggire al suo controllo e a lui serviva qualcuno in grado di gestire il potere dello scettro di Havok e di accedere alle sale interne del palazzo reale di Eternos, protette da una potente magia che avrebbe concesso l'accesso solo a un membro della famiglia reale, come era appunto Keldor.

FINE SPOILER

Masters of the universe: Revolution, di Daniel HDR, Ted Biaselli, Tim Sheridan, Rob Davi (2024) recensione
Questa pagina sarà un omaggio a tutti gli attori di Star Trek che hanno prestato la loro voce per la serie?

In questo modo si recuperano quindi le origini classiche senza però buttare del tutto quelle del fumetto precedente, in un'operazione di retcon che stranamente, al contrario di quello che succede spesso con questo genere di operazioni, funziona. Non va a risolvere tutte le contraddizioni interne, visto che nella serie Skeletor afferma di essere un demone interdimensionale mentre secondo quello che ne sa lui è "solo" un alieno, ma è già un grosso passo avanti. 
E funziona non solo come operazione di retcon, ma anche come fumetto, risultando appassionante e ben realizzato. Fumetto, come la serie, destinato abbastanza chiaramente a un pubblico adulto, vista la quasi totale assenza di scene d'azione e i molti dialoghi presenti (dicevo esattamente il contrario per la miniserie che l'ha preceduto).

Sono quindi combattuto. Da una parte vorrei consigliare questo ottimo fumetto dei Masters a tutti gli appassionati. Dall'altra questo fumetto si è reso necessario per terrificanti scelte precedenti, perché io ci credo molto poco che fosse già tutto programmato, e per capirlo appieno dovreste leggervi almeno il terribile secondo numero della miniserie Revelation


Masters of the Universe: Andra, di Tiffany Smith, Adriana Melo (2025) recensione

Masters of the Universe: Andra, di Tiffany Smith, Adriana Melo (2025)

Abbiamo già parlato di Andra in precedenza. Un personaggio che non conoscevo assolutamente, essendo nato e rimasto relegato ai fumetti Marvel (beh ovviamente nel canone dei MOTUC compare, ma lì compaiono tutti). Si tratta di un tenente della guardia reale di Eternos, che ha avuto nuova vita nella serie animata Revelation - Revolution, opportunamente ricolorata. Al termine di Revolution Andra aveva preso il posto di Duncan come man-at-arms, un titolo che più o meno indica il capo della guardia reale. non so se per diventare man-at-arms basta essere bravi condottieri di uomini o bisogna avere anche particolari abilità meccaniche, comunque a quanto pare anche questo nuovo man-at-arms è in grado di costruirsi un sacco di aggeggi. 
Questo volume one-shot racconta delle prime, fallimentari esperienze di Andra come capo della guardia reale, e di come si riunisce con suo nonno creduto perduto su uni'isola misteriosa presa d'assalto dal Conte Marzo.

Masters of the Universe: Andra, di Tiffany Smith, Adriana Melo (2025) recensione

Il Conte Marzo è un personaggio che compariva in tre puntate nel cartone Filmation, per poi tornare nei cartoni della serie 200X ma non ha mai avuto un suo giocattolo fino ai MOTUC. La versione che appare qui è più o meno identica a quella dei 200X, da quel che riesco a ricordare.

L'autrice del volume è Tiffany Smith, alla sua prima esperienza come sceneggiatrice: infatti è un'attrice, e ha dato la voce ad Andra nei cartoni. Sarà per questo che la trama è banale e dimenticabile. 
Meglio comunque dei diisegni, che sono proprio bruttini. Addirittura a volte quando Andra è in quell'armatura che fa molto hulkbuster le sparisce il casco senza alcun motivo apparente.

Storia piuttosto inutile.

Il Moro

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