martedì 20 luglio 2021

Masters Of The Universe Revelation: il fumetto prequel della nuova serie Netflix scritto da Kevin Smith

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Noi appassionati dei Masters siamo in trepidante attesa della nuova serie prodotta da Netflix. L'esperto Miki Moz ha già analizzato approfonditamente le prime immagini, il primo trailer e il secondo

Per aumentare ancora l'"hype", se possibile, è stato da poco rilasciato dalla Dark Horse un fumetto, prequel della storia che verrà raccontata nella serie, che ricordiamo essere ufficialmente un sequel della serie originale Filmation degli anni '80 (anche se lo stile sembra più vicino alla serie del 2002).

Gli autori del soggetto del fumetto sono gli stessi produttori della serie, Kevin Smith e Rob David, e la sceneggiatura è di Tim Sheridan, autore di sette degli episodi della serie TV oltre che di numerosi altri episodi di vari cartoni animati. I disegni interni sono di Mindy Lee, che ha disegnato in precedenza alcuni altri fumetti per Dark Horse e lavora come character designer per videogiochi e come disegnatrice dei fondali per alcune serie animate. I colori sono di Rico Renzi.
Il fumetto arriva con due copertine, l'ufficiale, disegnata da Stjepan Sejic, e una variant disegnata da Mike Mignola con la collaborazione del colorista Dave Stewart. Queste copertine:

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

E niente, con tutto il bene che posso volere a Mike Mignola, del quale ho letto tutto Hellboy e tutte le storie brevi che ho trovato e sto leggendo B.R.P.D., la sua cover è una vera schifezza. He-Man sembra una specie di spaventapasseri con le ginocchia artritiche, un gatto morto in testa e l'attaccatura delle spalle sui fianchi. Lo sfondo sono ossa buttate a caso su un tappeto verde uniforme, come quando gli sciamani di Tex fanno le divinazioni. Che porcheria.

Esistono altre variant cover che, pur essendo ufficiali e approvate dalla Dark Horse, sono reperibili solo acquistando il volume in determinati negozi. Eccole, con il nome dell'artista.

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Sergio Aragones

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Dan Brereton

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Ryan G. Browne

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
David Nakayama

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
David Rubín

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Dave Wilkins

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione
Rich Woodall

Quella di David Rubin è carina, le altre lasciano il tempo che trovano, anche quella di Dave Wilkins, già copertinista della serie DC del 2012 dedicata ai MOTU.

Inoltre, Alex Ross mette in vendita direttamente dal suo sito il volume con questa cover...

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

...che però è evidentemente un riciclone, visto che il design dei personaggi è quello classico.

Traduco qui lo "strillone" dell'opera":

A seguito di un feroce attacco di Orlax a re Randor, He-Man scopre che la creatura è collegata all'origine della spada del potere. Per salvare Randor e porre fine al caos, He-Man intraprende un viaggio epico che lo contrappone ai suoi nemici di lunga data Skeletor e Evil-Lyn, e vede Teela prendere le redini di una potente eredità.

La narrazione soffre del solito problema del numero limitato di pagine (22) rispetto alla storia che racconta. Ogni potenziale momento di pathos viene annichilito perché svilito in poche vignette. L'attentato da parte della creatura non si vede proprio, e la creatura stessa si vede in una vignetta sola, di sfuggita, praticamente si intravede uno scorcio del volto e un paio di tentacoli. Ma non come in quelle storie in cui il mostro si vede poco così fa più paura, magari.
Oppure il "corridoio cosmico": quanta emozione in più avrebbero aggiunto poche vignette con He-Man e Sorceress che si inoltrano negli oscuri cunicoli del castello, magari accompagnati da bizzarri rumori e luci misteriose in colori che non appartengono a questo mondo? E invece niente, ecco lì il corridoio cosmico, tirati dentro e ciao. E, in generale, qualsiasi scena d'azione viene buttata lì senza alcuna introduzione e dura pochissimo.

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

Il viaggio nel tempo pare quasi una citazione: così a memoria mi vengono in mente un paio di mini-comics e un fumetto della Marvel dove He-Man viaggiava nel tempo grazie a corridoi, portali o altre amenità all'interno del castello di Grayskull.

La storia prosegue a questo ritmo sincopato, tanto che sembra mostrare solo spezzoni di una storia più lunga, come un "riassunto delle puntate precedenti" all'inizio di un telefilm. La comparsata finale di Skeletor riesce comunque a mettere una certa curiosità in attesa del seguito, previsto per l'11 agosto.

Ho notato che questa cosa del numero di pagine troppo esiguo ultimamente la scrivo per un mucchio di fumetti, sia italiani che americani. Sembra che non ci sia più la volontà da parte degli editori di dare il giusto spazio alle storie, o la capacità degli autori di creare storie adatte alle pagine a disposizione.
Sta di fatto che questo fumetto è alla fine solo un'operazione commerciale, un simpatico gadget da abbinare alla serie televisiva, e che quindi non deve essere considerato un fumetto a sé stante, in grado di camminare sulle sue gambe e di offrire la sua dose di intrattenimento senza doversi appoggiare al prodotto principale.

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

Ora, se vogliamo possiamo parlare anche dell'elefante nero nella stanza, cioè il cambio di etnia di King Grayskull.

King Grayskull è un personaggio che è stato introdotto nella serie animata del 2002 come antenato di He-Man. In quanto tale era bianco e biondo come il suo discendente. In seguito è stato inserito nel canone dei MOTUC. 
In realtà, di "canoni" i MOTU ne hanno in quantità: quello sparato più o meno a caso dei mini-comics, quello della serie Filmation, quello dei fumetti Marvel, quello dei fumetti DC degli anni '80, quello della serie del 2002, quello dei fumetti DC del 2012, e se vogliamo esagerare pure quello della serie animata di She-Ra del 2015. Ne dimentico qualcuno? Sia come sia, le action figures della serie denominata Masters Of The Universe Classics escono con allegate delle biografie dei personaggi che pescano da buona parte dei canoni precedenti nel tentativo di creare una storia omogenea (è quella che Miki Moz ha riassunto in più puntate sul suo blog). Questo è il canone più preciso e che abbraccia un po' di tutto, ma non so quanto lo considerino "ufficiale" alla Mattel. In ogni caso, qui King Grayskull è ancora bianco e biondo.
In questo fumetto invece diventa di colore con i capelli dreadlock:

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

I cambi di etnia non mi danno fastidio se l'etnia non è importante. Un Tony Stark nero, per esempio, avrebbe perfettamente senso, perché l'etnia non c'entra con la sua caratterizzazione. A Nick Fury nero nessuno ha mai detto niente. Le divinità norrene nere invece ancora gridano vendetta. 

Il cambio di etnia di King Grayskull e di Andra, personaggio proveniente dai fumetti della Marvel, di per sé non mi infastidirebbe minimamente. Oltretutto sono entrambi personaggi secondari, e nel caso di Re Grayskull uno dei due figli è bianco, presumibilmente adottato, ed è quello che diventerà He-Ro, altro antenato di He-Man. Di Andra fino all'altro ieri non conoscevo nemmeno l'esistenza.

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

Poi ci sarebbe anche qualcosa da dire sulle donne diventate tutte dei maschiacci. Nel caso di Teela mi sembra perfettamente giustificato, visto che questa dovrebbe essere in grado di menare bruti come Beast-Man e Wiplash. Ma il disegnatore non sembra aver voglia di disegnare corpi diversi per i diversi personaggi femminili, infatti anche Evil-Lyn, che dovrebbe essere una maga e non una guerriera, è stata pompata allo stesso modo. Vogliamo vederlo come un riferimento ai corpi dei giocattoli vintage fatti tutti con lo stesso stampo? Oppure dopo aver ripetuto alle ragazzine per anni che per essere felici e appagate dovevano essere belle e accomodanti ora diciamo loro che devono negare la loro femminilità e assomigliare di più agli uomini? Perché non si può decidere l'aspetto di un personaggio in base al suo ruolo nella storia?
Ma concentriamoci sulla questione razziale, che ce n'è già anche troppo per un articolo su un fumetto da quattro soldi.

Il problema per me non è tanto il cambio di etnia, quando la cosa non risulta una forzatura o comunque un problema per la storia: è il motivo per cui è stato fatto.

Premetto che io parlo da maschio bianco eterosessuale e come tale va considerato il mio punto di vista, mi piacerebbe conoscere quello di una donna/nero/LGBTQ. 

All'epoca della Filmation il mercato di riferimento erano i maschi bianchi, ai neri non si pensava. Certo, che comprassero anche loro i giocattoli faceva piacere, ma diciamo che probabilmente la loro opinione non era tenuta in gran conto. La quota nera, Clamp Champ, è stato introdotto nei giocattoli dopo la chiusura della serie animata, e in quella del 2002 non ha fatto in tempo ad apparire prima della chiusura. 
Ora invece ci si rivolge a un pubblico multietnico, nella speranza di vendere più giocattoli o comunque rendere il prodotto interessante per più gente. Questo perché gli americani non concepiscono che qualcuno possa immedesimarsi o comunque essere partecipe delle vicende di un personaggio che non appartenga alla sua stessa etnia. Ricordiamoci che sono gli stessi che fanno i remake di film usciti l'anno prima in altre parti del mondo per poterli vedere con attori americani. Inoltre la questione sembra essere limitata ai neri, in quanto larga fetta di popolazione americana e quindi maggiore mercato, o forse perché sono quelli che protestano più forte, come con il movimento Black Lives Matter. Non vediamo spesso personaggi cinesizzati, meriorientalizzati, nemmeno latinizzati, e dimmi che non hanno messicani negli USA!

Spesso ci si chiede: se proprio dovevano introdurre un personaggio nero/omosessuale/eccetera, perché non hanno introdotto un personaggio nuovo?
La risposta è abbastanza semplice: ha molta più forza iconica e conseguente presa sul pubblico della stessa etnia/orientamento/eccetera un personaggio famoso, che magari sia addirittura un simbolo (vedi il Capitan America gay o lo Spiderman nero, lo so che non sono né Steve Rogers né Peter Parker, ma sempre Capitan America e Spiderman sono) piuttosto che un personaggio nuovo che non conosce nessuno. E più presa sul pubblico vuol dire più vendite, aiutate dal battage pubblicitario indotto, perché di una versione gay di Capitan America è capace di parlarne anche il telegiornale, di un personaggio nuovo non ne parla nessuno.
In questo caso in particolare, Ted Biaselli, direttore esecutivo della serie nonché l'uomo dietro all'idea di cambiare etnia a re Grayskull, ha risposto a una specifica domanda su Twitter che dei personaggi nuovi "avrebbero potuto essere facilmente rifiutati" dai fan, visto che quella dei Masters è "una linea con personaggi così ben stabiliti". Al che si può rispondere anche con una pernacchia, visto che nel canone dei MOTU Classics sono entrati personaggi apparsi solo una volta di sfuggita nel retro di qualche scatola o addirittura derivanti da bozzetti mai realizzati.

C'è una vera volontà inclusiva dietro queste scelte? Mi sentirei di dire di no. Qua si parla solo di vendere prodotti anche ai neri (ma fino adesso i neri cosa compravano?) e agli omosessuali (ma non ai messicani. Mai ai messicani!), con l'unico obbiettivo di fare soldi. Sono politiche che, sono pronto a scommettere, sono state decise da dei bianchi (indovinate di che colore è Ted Biaselli?). Cosa ne pensano le persone a cui questi stravolgimenti si rivolgono?
Giusto per dirne una, la notizia sul tweet di Ted Biaselli l'ho trovata qui, sul blog di uno che, se il suo avatar non ci inganna, è di colore, e il suo pensiero al riguardo è:

Masters Of The Universe Revelation 1 fumetto recensione

E' uno solo quindi non è che faccia statistica. Sarebbe carino sentire altre opinioni come la sua al riguardo, e non solo sui MOTU.

Detto questo, a me il re Grayskull nero in quanto tale non dà fastidio. Vi ricordo che io sono l'unico fan dei MOTU al mondo ad aver apprezzato la nuova serie animata di She-Ra. In quel caso, l'ho apprezzata anche perché nei due casi principali (ce ne sono altri tre o quattro assolutamente secondari) il cambio di orientamento sessuale dei personaggi era perfettamente funzionale alla storia narrata. Questa di Re Grayskull è solo una paraculata, perché è forzata, hai dovuto mettere un figlio adottivo per giustificare il discendente biondo, e dai.

Il Moro


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7 commenti:

  1. La vedo come te.
    Il mio dispiacere è che ancora una volta hanno creato un nuovo ennesimo canone, quando potevano sfruttare una trama già pronta, e stavolta lo hanno fatto giusto per fare queste cavolate ricolorate.
    Guarda il King Grayskull nero: una FIGATA. Ma così è un personaggio sprecatissimo, perché è la ricolorazione/parodia, un surrogato, del vero King Grayskull. Peccato.

    Sulla seire ho hype a gogo, comunque.
    Peccato per queste sbavature.

    Moz-

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    1. Sul canone non mi importa più di tanto, visto che cambia in continuazione, e poi a me piacciono le rivisitazioni. Ma questa non è una rivisitazione artistica, solo un'operazione commerciale malriuscita. Attendo comunque la serie con una certa ansia.

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    2. Un paio d'anni fa ero quasi deciso a iniziare un mio personale viaggio nelle Origini dei Masters, quelle che cambiano in continuazione dimostrando che non è mai esistito alcun Canone. Ho trovato alcuni libri per giovani dell'epoca con così tante origini diverse di He-Man da far venire il mal di testa: diciamo che i Masters rendono evidente quello che accomuna ogni universo narrativo, la totale mancanza di qualsiasi Canone o mythology, dove ogni autore spara cose a caso fregandosene di quanto è stato scritto prima :-D

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    3. In realtà con il canone Classics hanno saputo dare un senso a tutte le anime precedenti dei MOTU; un canone scritto fino a pochi mesi fa, che continuava in forma scritta.
      Peccato aver stravolto tutto di nuovo quando quello sarebbe stato epico...

      Moz-

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    4. E' senz'altro vero che il canone dei MOTU Classic sia il più completo e interessante, vero anche che è pure il più incasinato, visto che c'è finito dentro davvero di tutto! E' possibile che sia anche per quello che non si è scelto quello per la nuova serie: si vuole renderla fruibile a più gente possibile, in particolare a chi seguiva i cartoni Filmation degli anni '80 (almeno nelle dichiarazioni, visto che abbiamo visto che poi ci è finita dentro parecchia roba della serie del 2002). Il canone MOTUC è una cosa per appassionati, vista la sua complessità.

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  2. Purtroppo le copertine alternative sono molto più belle del fumetto in sé, decisamente troppo sbrigativo e inconsistente per considerarlo anche solo deludente: sembra il riassunto di puntate precedenti, non la prima puntata della storia che dovrebbe raccontarci l'antefatto della serie.
    E' però pur vero che la Dark Horse negli ultimi anni è diventata di un cialtronesco da mani in faccia, infatti sono sono stato contentissimo che la Marvel si sia comprata i marchi di Alien e Predator, perché da anni chiedevo a gran voce che la Dark Horse li mollasse, visto che li trattava da schifo.
    Nel 1989 la casa era fieramente indipendente e capace di raccontare storie come le grandi concorrenti non potevano, con coraggio e determinazione, anche con spavalderia. Dopo trent'anni s'è rotta le balle e ha mollato tutto, raccontando cazzatine che tanto si vendono da sole, perché i fan si compreranno questi fumetti indipendentemente da ciò che c'è scritto dentro.
    Un primo numero pessimo, speriamo che i prossimo riescano a fare un pochino meglio, ma temo non andrà così, dato l'altissimo numero di delusioni cocenti regalate dalla Dark Horse ai suoi lettori.

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    1. Tutto vero purtroppo, ormai la Dark Horse sembra in grado di proporre solo tie-in, novelization e qualunque cosa che non sia originale, pur di sfruttare il potere del brand. Mi sa che questa è ormai la loro linea editoriale: proporre spazzatura che tanto si venderà lo stesso grazie al nome.

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