martedì 13 ottobre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, Zagor: Appuntamento a Fort Pitt, Futuro Imperfetto, Medicine Man

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla! 

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor. 



Zagor più n. 21 - Appuntamento a Fort Pitt 

Un altro Zagor più con le storie brevi. Ritorna la storia cornice, che era scomparsa dal n. 17. Purtroppo, sia dal punto di vista della storia che dei disegni non ho visto traccia di quella "sperimentazione" che cartterizzava i primi volumi. E allora tanto vale: così è ovvio che poi molti lettori si lamentano che le storie brevi sono inutili. Se non le usi nemmeno per testare soluzioni nuove, allora stai solo riempiendo pagine di fuffa.

Perry racconta, di Moreno Burattini e Stefano Voltolini

Perry è il protagonista della storia cornice nonché voce narrante degli episodi. La cornice e una delle due storie prendono spunto dalla classica Tropical Corp. Burattini Ci mette qualche riassunto dei suoi, ma mi è sembrato meno didascalico delle altre volte e non mi ricordavo così bene quella storia, quindi non mi lamento. Inoltre la storia è un po' più complessa e interessante di un banale "tizio racconta avventure di zagor intorno al fuoco". Poco, eh. E chiunque abbia mai sentito parlare delle teorie di Lombroso può indovinare il finale dalla prima pagina.

La Fumeria d'oppio, di Francesco Testi e Patrizia Mandacini

Storia non male, anche per l'insolita ambientazione in una fumeria d'oppio, che mi sembra sia abbastanza inusitata in Zagor. Bravo Testi a scrivere una storia giusta per la sua lunghezza con un'intreccio interessante e un ottimo ritmo.

Patrick Wilding, Soggetto di Stefano Priarone, sceneggiatura di Stefano Priarone e Moreno Burattini, disegni di Melissa Zanella

La storia più interessante del volume, è al contempo un'occasione sprecata. Oltretutto, ricordo male o una cosa simile gli era già successa in una storia di Kandrax? 
La storia onirica in cui il protagonista sogna una vita diversa è talmente classica che probabilmente ci sono passati pure Gianni e Pinotto. Un classicissimo esempio potrebbe essere Superman: Per l'uomo che aveva tutto di Alan Moore. 
Però, queste storie di solito vengono sfruttate per mostrare il lato umano dell'eroe. Tipicamente, lo vediamo in situazioni famigliari che per lui sono idilliache. Magari con una famiglia che nella realtà aveva perso, in una vita pacifica, contrapposta a quella violenta della vita da eroe. Tanto che l'eroe si trova dubbioso: tornare alla realtà "vera", o accettare questa nuova realtà molto migliore? L'eroe tormentato, quindi, sceglierà ovviamente di tornare alla vita reale per non deludere tutte le persone che contano su di lui, a discapito del suo stesso bene.

Non so se applicare questo topoi narrativo un po' abusato sarebbe stata una buona idea, ma o quello o qualcosa di simile, comunque sarebbe stato probabilmente meglio di una storia come questa, con una buona idea di fondo ma insipida nella realizzazione. Priarone e Burattini si limitano a mettere Zagor a disagio, senza che mai lui dubiti davvero della sua sanità mentale, e senza dare abbastanza spazio a questa "vita parallela" a favore della vicenda nella vita reale. Addirittura, penso che come finta moglie di Zagor ci sarebbe stata meglio Jenny, della quale non sono mai stato un grande fan: essendo Jenny morta, la cosa avrebbe forse avuto più significato. Peccato, un'ottima idea usata male. 


zagor Albo BIS estate 2026 - Futuro imperfetto recensione

Albo BIS estate 2026 - Futuro imperfetto, di Alessandro Russo e Patrizia Mandanici

Sono tutt'ora convinto che escano troppi numeri di Zagor ogni anno, a discapito della qualità (opinione da lettore, chiaramente, non da editore, perché dal punto di vista commerciale hanno sicuramente ragione loro). Fosse per me terrei solo i color e quelli con le storie brevi, che almeno sono "speciali" per davvero. E sono anche ancora convinto che soprattutto questi numeri fuoriserie non dovrebbero essere seguiti di storie precedenti, proprio perché sono fuoriserie. La mia convinzione rimane, ma quando esce una buona storia anche se vìola le mie condizioni me la godo lo stesso, come ho fatto con questo albo bis. 

zagor Albo BIS estate 2026 - Futuro imperfetto recensione

E' il seguito di una delle storie dello Zagor + n. 7, La Macchina del Tempo, sceneggiata dall'attuale curatore Antonio Serra che portava su Zagor una fantascienza alla Flash Gordon. Il sequel cambia sceneggiatore e stile, più vicino a quello classico zagoriano. Una minaccia misteriosa e ben gestita nel suo svelarsi un poco alla volta, aggeggi fantascientifici che riescono a non stonare in un'ambientazione western, bei colpi discena: una piacevole sorpresa. E mi è anche venuta voglia di saperne di più sul futuro da cui proviene il cattivo. A volte Zagor capisce tutto troppo in fretta, ma questa è la solita questione: Zagor deve ancora provare stupore e spavento come nelle sue prime storie ogni volta che si trovava davanti al soprannaturale (cosa che riusciva a rendere le storie molto più emozionanti), o bisogna piuttosto tenere conto del fatto che ormai ha visto e combattuto tutto e il contrario di tutto quindi stupirlo o coglierlo impreparato è difficile? Beh, diciamo anche che quando decidi di fare storie con un numero limitato di pagine, non è che puoi dilungarti più di tanto....



Color Zagor n. 22: Medicine Man

Ma i Color non erano stati sostituiti da I mondi di Zagor? Mi sa che non ho capito qualcosa. Alla fine dell'anno dovremo fare il conto di quanti Zagor sono usciti. 

Come da tradizione per i color, anche questo è dedicato a un comprimario storico. A volte il personaggio è semplicemente presente, altre volte si indaga più a fondo nel suo passato o comunque gli si da un ruolo più importante. Questa volta, metà e metà: si scava un poco nel passato di Molti Occhi, ma in realtà quello che si scopre non ha quasi alcuna attinenza con la storia.
L'amicizia con l'anziano capo indiano ha il solo scopo di far partire il flashback con la sorellina, ma né l'amicizia né il passato di Molti Occhi ha influenza sulla storia principale. Se Ahoga non fosse stato un vecchio amico sarebbe stata la stessa identica storia ma senza il flashback, che comunque è la parte migliore del fumetto quindi meno male che l'hanno messo. Salta pure fuori un misterioso "potere", una specie di seconda vista, che per tutto il fumetto non serve quasi a niente, lo usa per davvero solo nel flashback e una sola volta, quando vede la pietra in mano al bullo. Allora perché è stato messo? Perché aggiungere una caratteristica così importante a un personaggio storico, se poi tanto non la usi? Mah. 
Altra aggiunta senza senso: le pillole della sazietà per Cico (che ricordo aveva già incontrato qualcosa del genere nella storia degli Akkroniani): sembra dover essere l'inizio di una gag, e in quel momento ho anche pensato: "Oh dai, era ora che ci fosse una gag di Cico vecchia maniera". E invece niente, muore lì, non solo non è una gag ma non ha nemmeno importanza per il proseguio della storia. Pagine sprecate.


A parte questo, è una storia abbastanza classica con il tenente fresco di nomina che considera gli indiani inferiori che si fa influenzare dal soldato che invece li odia perché è proprio un bastardo e li usa come capro espiatorio delle sue malefatte. Fosse per quello avrebbe anche potuto essere una storia scorrevole da non disprezzare, ma l'unica cosa che rimane nel ricordo sono gli evidenti errori di sceneggiatura. Perché questi sono proprio errori, non solo difetti o forzature. L'unica ragione possibile che mi viene in mente è che dovesse essere una storia molto più lunga che è stata troncata, altrimenti non me li spiego. 

Il Moro

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