martedì 27 ottobre 2026

Opinioni a piccoli sorsi, film horror: Oddity, Obsession, Clayface

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho visto Clayface al cinema, quindi vi presento la mia opinione al riguardo fresca fresca, insieme a quelle per altre due pellicole horror che vagano tra le bozze già da un po'.


Oddity recensione

Oddity (2024)

Una donna muore ammazzata mentre passa la notte nella sua nuova casa. Ma sua sorella gemella è una mezza strega (è anche cieca, ma più che altro è una mezza strega): è abbastanza ovvio che non lascerà correre.
Un anno dopo l'orribile morte, quando ormai sono tutti convinti che l'assassino sia stato preso e punito, la mezza strega, che forse non è solo mezza, si presenta nella stessa casa, dove ora vivono il vedovo della sorella e la sua nuova fidanzata. Dietro si è portata uno spaventoso feticcio, una scultura di legno che nemmeno il più fulminato degli impallinati di horror accetterebbe di tenersi in casa. Seguono spaventi, tensione, rivelazioni sorprendenti. 

In parte storia di fantasmi, in parte thriller, Oddity non riesce in realtà a spiazzarti come probabilmente vorrebbe: poso dire di aver previsto buona parte delle svolte di trama fin dall'inizio. Però è uno di quei casi in cui il come si racconta è più importante del cosa. Il regista Damian Mc Carthy, qui al suo secondo lungometraggio, riesce a creare momenti di forte tensione, sfruttando musiche, luci, inquadrature, e soprattutto l'ambientazione: quella casa sarebbe abbastanza spaventosa anche senza fantasmi, ma una volta ripresa nel modo giusto si rivela davvero terribile. Con quei mattoni irregolari a vista (magari sono pietre, non sono così esperto) abbinati a pavimenti e scale in legno dall'aspetto asciutto e moderno, sembra quasi un antico castello che si sia cercato di ammodernare a tutti i costi. Un posto in cui non abiterei mai, ma in cui in effetti ti aspetti di trovare i fantasmi.

Oddity recensione

Dal punto di vista della sceneggiatura, sempre di Damian Mc Carthy, per quanto come già detto sia tutto un po' prevedibile possiamo apprezzare come ci venga dato il minimo indispensabile di informazioni e come anche i momenti in cui si indugia non vengano (il più delle volte almeno) percepiti come allungamenti di brodo per fare minutaggio ma vengano sfruttati per aumentare la tensione. Da segnalare comunque alcune forzature di trama abbastanza evidenti.
A cavarsela poco sono gli attori: molto brava Carolyn Bracken nella doppia parte delle due gemelle, ma le performance degli altri sono davvero da rivedere.

Insomma, niente di imperdibile ma comunque un buon horror che non mi è dispiaciuto guardare.


Obsession recensione

Obsession (2025)

Obsession è il primo film di Curry Barker, che qui fa sceneggiatura, regia e montaggio, dopo una serie di video comici su YouTube e un mediometraggio. Un esordio col botto, dato che questo film si è imposto fin da subito all'attenzione del pubblico.
Lui è cotto di lei, che chiaramente lo vede solo come un amico. Lui, sull'onda dell'emozione, esprime un desiderio a un sedicente oggetto magico che trova in un banale negozio di ammennicoli vari (un classicone della narrativa horror), chiedendo che la ragazza si innamori perdutamente di lui. Chiaramente, come con la maggior parte dei desideri espressi in narrativa, questo si avvera ma si ritorce contro chi l'ha espresso. Non di sicuro l'inizio più originale a cui possiate pensare, ma è lo svolgimento quello che importa, e in questo caso possiamo parlare di uno svolgimento davvero ben fatto. 

Quello che sembra un sogno per il protagonista, si trasforma nemmeno troppo lentamente in un incubo. L'amore di lei è assurdo, eccessivo, e sfocia rapidamente nell'horror. Ed è proprio nella gestione del ritmo che il regista eccelle, perché si parte lentamente accelerando pian piano fino al climax finale. Attori perfettamente in parte (applausi in particolare per Inde Navarrette, prossima Rogue per gli X-Men dell'MCU, che offre una prova magistrale) interpretano personaggi ben scritti, così che è inevitabile affezionarci a loro e provare pena per i disastri in cui si sono cacciati. E questo senza rendere il protagonista un personaggio del tutto positivo (sto saltellando sulle uova per schivare gli spoiler, scusate).

Obsession recensione

Obsession riesce a spaventare e far provare pena oltre che tensione, perfino a far ridere in alcuni momenti, e si arriva alla fine con l'impressione di essersi appena seduti. Certo, probabilmente il clamore mediatico intorno a questo film è uno zinzino esagerato: è un ottimo horror, ma i capolavori sono altri. Di certo essere un ottimo horror è comunque un traguardo invidiabile. 

Aggiornamento: dopo aver scritto questo pezzo ho scoperto, grazie al Zinefilo, che Obsession ha MOLTO in comune con un precedente film russo, il cui titolo italiano è Il maleficio. Magari guarderò anche quello, prima o poi. 


Clayface recensione

Clayface (2026)

Sono andato a vedere questo film senza particolari aspettative, ma devo dire che mi è piaciuto. Mi stupisce sempre comunque constatare che preferiscono fare film sui nemici di Batman invece che su altri personaggi DC che magari sono pure titolari di una serie propria: d'altronde è evidente che il mondo di Batman e soprattutto i nemici di cui si circonda sono tra le invenzioni più riuscite del mondo del fumetto... O forse è meglio dire della serie animata degli anni '90, che buona parte di quei cattivi li ha approfonditi come mai i fumetti hanno fatto prima.

Non ho mai letto le origini fumettistiche di Clayface. Oltretutto so che ce ne sono stati più d'uno (molti di più, Wikipedia ne elenca una decina). Ho comunque fatto qualche rapida ricerca: il nome utilizzato per il film è Matt Hagen, che nei fumetti è il secondo Clayface e non è un attore, mentre l'unico ad essere un attore era il primo, Basil Karlo. Basil Karlo, però, oltre a essere un attore era un assassino senza poteri, che solo in seguito, dopo l'incontro con i Clayface successivi e svariati casini spaziotemporali durante le solite, odiose Crisi della DC, ha sviluppato i poteri mutaforma. Nel film quindi sembrano unire le storie di Karlo perché il personaggio è un attore, e di Hagen perché è stato il primo Clayface ad avere davvero superpoteri, ma sono tutte balle perché in realtà è chiaro che non è dal mondo del fumetto che è tratto questo film. 

Clayface recensione

Io e credo molti altri ci ricordiamo Clayface dalla serie animata (sapevate che in originale era doppiato da Ron Perlman?). Lì si chiama Matt Hagen ed è un attore che, sfigurato da un incidente d'auto, diventa dipendente da questo composto miracoloso che gli permette di cambiare volto, che gli viene fornito da un'affarista senza scrupoli che gli chiede in cambio di infiltrarsi in luoghi protetti per compiere dei furti. Un'overdose del prodotto lo trasformerà in un mostro, e cercherà di vendicarsi di chi l'ha ridotto così. Ci sono anche altri collegamenti tra il film e quell'episodio, ma mi fermo qui o finirei per spoilerare il film.

Si conferma quindi l'importanza enorme per la saga di Batman avuta da quel capolavoro che era la serie animata degli anni '90, che continua a essere ripresa e citata, tanto che anche questo nuovo Clayface è evidentemente tratto da lì.
Ma ci ho visto molto anche da un'altra fonte di ispirazione: Darkman, il cinecomic tratto da un fumetto che non esiste (si sa che Sam Raimi scrisse la storia di Darkman dopo aver perso la possibilità di fare un film di Batman e uno di The Shadow: voleva fare un film tratto da un fumetto e l'ha fatto anche senza fumetto, diavolo di un uomo!), con l'uomo trasformato in un mostro da un malavitoso e che usa la sua mostruosità per vendicarsi di chi l'ha creato (sì, Frankenstein sarebbe un esempio non solo precedente ma anche che mi avrebbe fatto apparire più culturalmente elevato, ma lì non c'era il gangster!).

Clayface recensione

Clayface recensione
Parallelismi, non so quanto voluti.


Come per il Joker di Joaquin Phoenix, anche qui non c'è nessun legame con Batman, nonostante il film sia venduto come facente parte del nuovo universo cinematografico DC. Meglio così, almeno abbiamo un film con un inizio e una fine. L'unica concessione a Batman è che è ambientato a Gotham, che non è solo un nome appiccicato a New York, ma viene effettivamente resa come una città sporca e pericolosa, con scorci di vicoli fumosi illuminati da insegne al neon che gli danno un'aria inquietante. 

Clayface, al netto di un inizio un po' lento, risulta un horror efficace, ben girato, con alcuni momenti notevoli, sia dal punto di vista del "body horror" (le scene più "realistiche" delle plastiche facciali fanno sensissimo, proprio perché 'sta roba si fa davvero!) sia da quello un po' surreale di alcune scene "strane" rese possibili dai poteri mutaforma del protagonista. E no, non è Darkman perché quello è un capolavoro e questo è solo un bel film, ma essere "solo" un bel film non è peccato. Alcuni colpi di scena sono prevedibili, ma il crescendo verso la vendetta e la follia, la perdizione nelle fantasie del protagonista, il sempre maggiore distacco con la realtà a favore del calarsi nel ruolo che l'ha reso più famoso, sono ben resi e supportati da ottimi effetti visivi. Per me merita.

Il Moro

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