Beh, ci siamo: se seguite questo blog, sapete che quello dei Masters Of The Universe, MOTU per gli amici, è uno degli argomenti di cui parliamo più spesso da queste parti. I MOTU hanno riempito la mia infanzia: insieme a Zagor e Star Trek, sono probabilmente i singoli franchise che più hanno avuto importanza nella mia giovinezza e pure nella mia vita successiva.
Il mio primo incontro con loro è avvenuto nel natale dei miei 8 anni. Non ricordo nessun giocattolo precedente ai MOTU, e anche i pochi altri giocattoli arrivati dopo comunque entravano nelle storie e nelle battaglie tra He-Man e Skeletor, poco importava se erano alti il doppio, avevano una forma completamente diversa o altro.
Di fronte a casa mia c'era all'epoca un negozio di articoli per la casa vari, che aveva sempre uno scaffale pieno di Masters. Non sto a dirvi quante volte mi fermavo a guardare quello scaffale, e quante riuscivo a coinvincere i miei a comprarmene uno nuovo (a me e a mio fratello, che condivideva quella passione). Un master costava 12.000 lire. "Il negozio all'angolo", si chiamava, anche se non ufficialmente, perché non aveva insegne. Mi manca, quel negozio.
Ricordo di aver accolto con scarso entusiasmo la seconda serie di cartoni animati, The new adventures of He-Man, così come i relativi giocattoli. Ma costringevo i miei a comprarli quasi tutti lo stesso. Anche le grosse basi e veicoli, che costavano un sacco di soldi. Sì, era facile farmi dei regali, all'epoca.
Ricordo anche quanto mi bruciò quando smisero di produrli. Come ho già detto qualche altra volta, per questo sviluppai un odio verso le Tartarughe Ninja: erano sempre Mattel e il loro successo è iniziato più o meno in contemporanea alla fine dei Masters, quindi le incolpavo di aver preso il posto dei miei beniamini.
Abbiamo avuto anche un periodo collezionistico. Io e mio fratello eravamo già grandicelli quando, nel 2002, iniziò la serie denominata 200X. Il redesign dei personaggi, ad opera dei four horseman, era ed è una figata pazzesca, e oltretutto si trovavano nei negozi di giocattoli e bei supermercati, non come le serie successive che nascono già come prodotti per collezionisti. Abbiamo iniziato a collezionarli, arrivando anche a ordinarli su internet dagli Stati Uniti (e all'epoca non era banale come oggi), dato che in realtà nei nostri supermercati ne sono arrivati relativamente pochi. Ho le prove:
Lo so che ci sono vetrine più adatte, ma questo l'ho recuperato da una parrucchiera che lo voleva buttare, a costo 0. Il mobile sembra uscito da un film di Tim Burton, ma è colpa del grandangolo, si trova in un corridoio e di fronte ho la libreria per i fumetti: lo spazio è quello che è. I tre in alto sono Origins, acquisti ben più recenti.
I vintage ce li ho ancora tutti, ma sono praticamente polverizzati per l'uso intensivo. Impossibile esporli, quindi rimangono nel loro scatolone. Impossibile anche venderli, e visto che ne avevo anche qualcuno raro avrei pure potuto ricavarci qualche soldino. Ma in fondo va bene così, sono importanti per i ricordi che portano con loro, non per il loro valore in vil moneta (tranne alcuni che hanno raggiunto quotazioni impressionanti, in quei casi anche la vil moneta non dispiace).
Tutto questo popò di introduzione per dire come aspettavo questo nuovo film, finalmente uscito dopo che se parla da anni, svariati progetti iniziati e abbandonati, attori magrolini che si pompano da bestia per la parte e poi non se ne fa nulla (mai capito perché non vadano a cercarli tra gente già muscolosa), e illusioni varie. Con trepidazione? Con esaltazione? Con ansia? Ma no, per carità: con rassegnazione e aspettative bassissime, ecco qual è la realtà. Ma d'altronde tenere le aspettative basse è sempre un buon metodo, no?
Credo di essere andato a vedere il film del 1987al cinema, ma non ne sono sicuro al 100%. Comunque, era abbastanza brutto, anche (o probabilmente pure di più) per un appassionato come me, anche se ha avuto il merito di dare vita al mio master preferito. Il suo principale problema era quello di essere ambientato in gran parte sulla Terra invece che su Eternia: indovinate un po' dove inizia il nuovo film? Ecco, e poi uno non deve tenere le aspettative basse.
Beh non era l'unico tra i suoi molti difetti, la maggior parte dei quali imputabili ai limiti del budget, che però può essere usato come scusa fino a un certo punto. Ma mi viene una riflessione: il film con Dolph Lundgren aveva un certo coraggio, o incoscienza, o scelte di marketing figlie del momento storico in cui è uscito: introduceva nuovi personaggi, e i pochi classici che riutilizzava erano stati oggetto di redesign anche piuttosto pesanti. Non era un film nostalgico perché non erano tempi di nostalgia: i tempi migliori erano quelli che si stavano vivendo, non quelli passati. Sì guardava avanti invece che indietro, probabilmente con il pensiero già improntato a vendere i giocattoli dei personaggi nuovi. Non che sia andata tanto bene neanche lì: ne sono stati prodotti tre sui quattro mai apparsi prima che si vedono nel film, e nessuna delle nuove versioni dei personaggi vecchi (poi sono usciti tutti nella linea MOTUC, ma quelli non sono giocattoli).
Del film del 2026, la prima cosa che ho pensato dal primo trailer è che sembrava una fiera di cosplayer, dato che il design dei personaggi ha subito poche variazioni rispetto agli originali (He-Man, ad esempio, è identico a questa action figure prodotta dalla Mondo), almeno confrontandolo con i ben più profondi cambiamenti apportati dal film del 1987. Più alcune aggiunte di personaggi semisconosciuti, ripescati da vari fumetti. E' evidente la nuova impostazione, si cerca di vendere il film agli appassionati, che sono gente di una certa età, sfruttando il gancio della nostalgia. Praticamente il leit motiv di tutti i blockbuster degli ultimi 15 anni o giù di lì. Il marketing c'è eccome, basti dire che stanno uscendo ben due linee di action figures dedicate al film (una più giocattolosa e una più da collezionisti), e qualcosa come una decina di versioni del solo Skeletor ripreso dal film, (potete vederle nel mio articolo su tutte le versioni di Skeletor) senza contare tutti i gadget a tema che ti vendono al cinema, ma l'obbiettivo principale sembrerebbe essere ancora quello di staccare biglietti. Purtroppo al momento in cui scrivo il film non sta andando come sperato, a fronte di un budget faraonico (si parla di 200 milioni di dollari, forse troppi per un film comunque di nicchia, per grande che sia la nicchia) gli incassi non sembrano essere un granché, magari anche per via dell'uscita la settimana successiva, almeno in Italia, di un colosso come il nuovo Spielberg e di altri film di richiamo come il nuovo Scary Movie e l'horror sulle backrooms, che mi hanno costretto ad andare a cercarmi il film in una sala lontana a un orario a cui mi sono dovuto adattare. Mi puzza che il merchandising sia l'ultima speranza.
Ma magari iniziamo a parlare del film per davvero.
Secondo me questo film funziona. Esistono svariate versioni dei Masters of The Universe, diverse nella trama ma anche nei toni. Il tono da fantasy epico dei primi mini comic è stato stravolto dalla serie filmation che doveva essere adatta ai bambini, per poi essere ripreso in parte nelle iterazioni successive, che siano i fumetti Marvel o DC o i 200X o i fumetti del 2012 o i Revelation/Revolution o la serie in CGI. Ma tutte, a parte forse quelle che avvenivano sul tappeto di casa nostra quando schieravamo i nostri Master per la prossima avventura, dovevano tenere conto della versione più iconica, quella Filmation, dove skeletor e i suoi scagnozzi erano delle macchiette comiche . Nel film sono riusciti, in un gioco di equilibri non sempre perfetto ma comunque mirabile, a rendere Skeletor sia minaccioso sia ridicolo.
Ma in generale tutto il film appare più prossimo alla versione Filmation come toni, o se vogliamo ai blockbuster Marvel, che fondono le gag con l'azione. Ma funziona (non sempre, alcune gag arrivno davvero al momento sbagliato, proprio come nei film Marvel), a patto che lo spettatore non cerchi di prendere la cosa troppo sul serio. Non a caso la maggioranza delle critiche che ho sentito in rete riguardo a questo film riguarda la mancanza di epicità. "Con queste ambientazioni e personaggi si poteva fare una storia epicissima!". Vero, ma è anche vero che non è quello che "paga" di più al cinema al giorno d'oggi, e che la deriva "realistica" presa anche dai supereroi probabilmente renderebbe difficile per il grande pubblico accettare una storia cupa e seria con come protagonista un barbaro in mutandoni. E poi, ricordiamo che sono giocattoli: il fatto che le storie che creavamo con essi quando eravamo piccoli fossero assolutamente epiche e grandiose non toglie che forse dovremmo avere il coraggio e la forza di guardare a noi stessi e alla nostra storia anche con un po' di ironia.
Una cosa che non ho capito quanto fosse ironica e quanto involontaria è la trasformazione di Adam in He-Man: la camicia rosa invece di nascondere i muscoli non fa che sottolinearli, e quindi quando nella trasformazione si gonfiano sembra che prima si siano sgonfiati! Anche nella scena in palestra con Dolph Lundghren pretendere che quel bestione non abbia mai sollevato un bilanciere in vita sua, beh...
A colpirmi, piuttosto, sono state le morti, sia perché stranamente fuori luogo in un impianto così ironico (fuori luogo quasi come le battute su Fisto e quello che ci fa con quel pugno), sia perché da esse, ma non solo, ho percepito la precisa volontà di NON fare un seguito diretto di questo film (si parla di un film su She-Ra, speriamo in bene ma non sarebbe un seguito diretto), e in tempi in cui ognuno cerca di far partire la sua saga sembra una mosca bianca. A parte le morti, sono stati completamente tralasciati spunti narrativi che nelle versioni più moderne del vago e fumoso canone dei MOTU sono invece centrali, quali la parentela tra Skeletor e Randor o tra Teela e la Maga, o l'ambizione di Evil-Lyn. E' chiaro che si sia deciso di concentrarsi sull'azione e sul divertimento senza andare ad approfondire troppo, forse per far stare tutto in un film solo o forse per preferenza verso una storia semplice e diretta. Certo, questo ha reso la trama pure TROPPO semplice e lineare, ai limiti della banalità, ma va bene, alla fine è un blockbuster estivo di quelli che vai a vedere per divertirti, no?
Tra le cose tralasciate, ma questa è tutta interna al film, c'è che mi sarebbe piaciuto vedere come se l'è cavata il giovane Adam di 10 anni su un pianeta alieno da solo, ma meglio se sto zitto o me lo propongono come serie TV.
Forse a far funzionare bene il tutto è anche lo splendido design ambientale. Eternia è bellissima. La foresta in particolare è una meraviglia, che mi ha fatto davvero ripiombare nei cartoni Filmation, nei quali lo sfondo della foresta era composto di disegni splendidi. Peccato che a momenti la CGI scricchioli, in particolare con Cringer e a volte anche con il volto di Skeletor. Avendolo visto in italiano non posso pronunciarmi sulla prova di Jared Leto, ma così a occhio ho idea che possa essere il ruolo della sua vita giù di lì, mi riprometto di vederlo in lingua originale il prima possibile. E nettiamoci pure la splendida colonna sonora che siavvale anche della chitarra di Bria May.
E' perfetto? No, ci sono sicuramente cose avrebbero potuto essere fatte meglio. Mi sono divertito a vederlo? Sì, ed è questo che conta. Per me questo film è promosso, ed è piaciuto pure a mio figlio che, parole sue, mi aveva accompagnato al cinema solo perché gli dispiaceva farmi andare da solo. Stellina.
Il Moro
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