martedì 31 marzo 2026

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti di Star Trek pubblicati da IDW

 Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi su cose che ho visto/letto/giocato. Ancora una volta, un po' di fumetti moderni di Star Trek.


Star Trek e Star Trek - Defiant fumetti recensione

Star Trek e Star Trek - Defiant, autori vari

La IDW Publishing sta pubblicando negli Stati Uniti un sacco di nuovi fumetti di Star Trek. In particolare, anche se non ne ho quasi mai parlato, i fumetti di Lower Decks sono fantastici, leggerli è praticamente la stessa cosa che guardare la serie animata.
Ma la serie principale è questa, pubblicata dal 2022 al 2025, per un totale di oltre 70 numeri.
Inizia con la serie intitolata semplicemente Star Trek, ambientata dopo la fine delle serie classiche. Qui, Benjamin Sisko viene risputato nel mondo reale, dopo aver passato tre anni tra i Profeti del Tempio Celeste, ossia quelle creature mistiche che vivono all'interno del tunnel spaziale vicino al quale sorge la stazione Deep Space 9. Sisko ritorna con una missione affidatagli dai Profeti: qualcuno sta andando in giro per la galassia con un'arma di smisurata potenza, distruggendo tutte le creature divine o quasi, quali Q e simili, che riesce a trovare. Sta a Sisko fermare questa strage (possibilmente prima che arrivi ai Profeti stessi), ma non riesce a trovare l'aiuto che vorrebbe, perché molti affermano, giustamente, che questi dei spaziali non hanno mai causato altro che guai. 
Sisko riesce comunque a ottenere il comando di una nave, la U.S.S. Theseus, con un equipaggio composto da vecchie conoscenze: Worf, Data, Beverly Crusher, Tom Paris, Shaxs da Lower Decks e perfino Montgomery Scott, che come ricorderete è rimasto per 60 anni bloccato in un buffer di teletrasporto quindi è vivo e vegeto ai tempi di TNG, Deep Space 9 e Voyager. Ad essi aggiungiamo una discendente di Hoshi Sato da Enterprise e un paio di personaggi nuovi. Altri volti noti comunque compariranno più avanti.
Durante la ricerca, poi, per vari motivi Worf litiga con Sisko e se ne va per conto suo, ottenendo una nuova astronave, la U.S.S. Defiant (nave da guerra già vista sia in Deep Space 9 che in Primo contatto), con un equipaggio composto da vari "cani sciolti": Deanna Torres (ex Maquis, ora della Federazione), Ro Laren (ex Federazione, ora Maquis) Spock (ambasciatore reietto su Romulus, eroe della Federazione ma non più in forza alla Flotta Stellare), e addirittura il criminale galattico Lore. Ad essi poi si aggiungerà anche la mezza romulana Sela e un'orioniana, personaggio nuovo. Le avventure della Defiant vengono pubblicate in quello che è in pratica uno spin-off della serie principale che proseguirà poi in parallelo, con un paio di crossover, fino all'ultimo volume Omega, che è comune alle due serie.

Star Trek e Star Trek - Defiant fumetti recensione

Insomma un bel pastiche, ma funziona. Anche perché non suona come un'accozzaglia di personaggi presi da varie serie solo per beccare i fan di tutte, l'utilizzo dei vari personaggi ha senso anche dal punto di vista narrativo. Anche una volta risolto il problema dell'arma ammazza-dei inizieranno nuove storie, che per quanto riguarda la Theseus ruoteranno sempre intorno al ruolo di Sisko come emissario dei Profeti, e per quanto riguarda la Defiant quasi sempre intorno allo sfruttamento di questi reietti in missioni suicide o quasi da parte di una Flotta Stellare mai così priva di scrupoli. 

Sarà che io sono di parte, ma ho trovato la lettura di questa serie appassionante. E' interessante vedere cosa succede a questi personaggi dopo la conclusione delle relative serie (per quanto niente di tutto questo sia canonico, anzi, tante cose vanno anche in conflitto con altre storie raccontate in altri fumetti o libri, anche all'interno della stessa casa editrice). Mi esalto a vedere Worf incazzato nero con la Flotta Stellare per gli incarichi del cavolo che gli da, per non parlare di quanto è incazzato Sisko con i Profeti che vogliono separarlo dalla sua famiglia. Sì, sono tutti parecchio incazzati, e ho divorato i volumi uno dopo l'altro. Non è perfetta, ad esempio l'ultima saga-crossover prende una piega davvero troppo supereroistica (tutti i personaggi guadagnano addirittura degli addominali che prima non hanno mai visto neanche in foto!) ma comunque è divertente.

Ho amato l'intera saga e non posso che consigliarla agli appassionati di Star Trek.



Star Trek: Year Five fumetti recensione

Star Trek: Year Five, autori vari (2019)

Questa serie di quattro volumi è probabilmente l'ultima, almeno in ordine di tempo, a dichiarare di raccontare l'ultimo anno della missione quinquennale dell'Enterprise originale. Sono sicuro che questa cosa è stata fatta molte altre volte in passato, la quantità di fumetti di Star Trek è sterminata. Inizialmente pensavo che come quarto anno venisse considerata la serie animata, poi ho scoperto che nel 2009 è uscita anche una serie a fumetti intitolata Year Four, ma non l'ho letta.
A differenza dei fumetti più vecchi, che spesso raccontavano davvero nuove avventure dell'Enterprise di Kirk & Co., qui ci si concentra più che altro sui ritorni di vecchi avversari e situazioni, come ci si può aspettare da un fumetto così evidentemente nostalgico (che non disdegna comunque di citare di sfuggita eventi e personaggi dalle serie più recenti, visto che diverse sono ambientate prima o in contemporanea alla TOS). 
Si nota anche che, come in una serie televisiva moderna, gli episodi non sono slegati tra loro ma legati da una continuity orizzontale, continuity che in alcuni casi può diventare parecchio serrata. La storia principale ruota intorno a due elementi: il primo sono i tholiani, razza incontrata da Kirk nell'episodio La ragnatela Tholiana e da Archer negli episodi ambientati nell'universo dello specchio della quarta stagione di Enterprise, oltre che in vari fumetti. Il secondo è Gary Seven, viaggiatore temporale comparso nell'episodio Missione Terra di TOS e citato di sfuggita in Star Trek: Picard. L'organizzazione a cui fa capo, Aegis, compare in romanzi e fumetti e viene ripresa anche qui.

Star Trek: Year Five fumetti recensione

Questa serie mi è piaciuta. Più che dai telefilm, l'atmosfera che vi si respira è quella dei film tratti dalla serie originale, quindi niente "strani, nuovi mondi" sostituiti però da storie cariche di epicità che approfondiscono l'universo di Star Trek che già conosciamo. I personaggi sono riconoscibilissimi, sia come aspetto grazie ai bei disegni sia come personalità, con l'unica eccezione di Kirk che qui appare un po' più posato e meno guascone, cambiamento comunque giustificato dall'esperienza. Pur rimanendo fedele all'originale nei personaggi e in come gestiscono gli eventi, quindi, si è cercato un ammodernamento nelle trame, con una storia orizzontale portata avanti per tutta la serie, o "stagione" se così vogliamo chiamarla. Il cambiamento non ha snaturato Star Trek, ma ha reso quei personaggi appetibili per i tempi moderni, molto meglio di quanto siano riusciti a fare i film di J.J. Abrams. 

Certo comunque che ogni tanto qualche "strano, nuovo mondo" mi piacerebbe vederlo, nemmeno la serie che ha  la frase storica nel titolo ce ne ha ancora fatto vedere uno! Visto che quello che viene raccontato qui è il "ritorno a casa" dell'Enterprise, niente più esplorazione e stranezze varie in giro per la galassia, ma un tono più vicino alle serie successive, più riflessivo e parlato e con diversi problemi risolti con la diplomazia. 
Insomma, per quanto forse avrei preferito un diverso tipo di approccio, Star Trek: Year Five rimane un'ottima conclusione per le avventure dell'Enterprise di Kirk.

E poi molte delle copertine hanno un'aria meravigliosamente vintage.



Star Trek: Deep Space Nine - Too long a sacrifice,

Star Trek: Deep Space Nine - Too long a sacrifice, di Scott e David Tipton, disegni di Greg Scott

A differenza di, beh, tutti i fumetti di Star Trek editi da IDW che ho letto, Too Long a Sacrifice sembra davvero un episodio della serie TV. Mentre gli altri si lasciano andare a raccontare storie che estremizzano il carattere dei personaggi e si lanciano in kolossal impossibili da realizzare in televisione, qui torniamo a un format televisivo, fatto di personaggi che si muovono in ambienti familiari e parlano, facendo parsimonia sugli effetti speciali. 

Star Trek: Deep Space Nine - Too long a sacrifice, recensione

Su Deep Space Nine avviene un attentato che porta all'esplosione di un ristorante. Odo deve quindi indagare per far luce sull'accaduto. Dato che sono coinvolti membri di razze che hanno già degli attriti per via della Guerra del Dominio, il ritardo di Odo nel reperire risultati spinge la Flotta Stellare ad affiancargli un famoso detective (presumo che gli abbiano dato il volto di un attore, forse Marlon Brando? Lo vedete nell'immagine qui sopra, ditemi secondo voi a chi somiglia), che oltretutto è un betazoide, quindi può leggere nella mente della gente che interroga.

Il sapore quindi è esattamente quello della serie TV, e ho apprezzato questa storia come un gradito ritorno. Il che non vuol dire che non mi esalti quando leggo di battaglie spaziali esagerate e quant'altro avete visto anche nei fumetti di cui ho parlato in questo stesso articolo, ma ogni tanto tornare con i piedi per terra è quello che ci vuole.

A questo proposito, devo comunque far notare l'andazzo di questa "nuova ondata" di Star Trek, sia per quanto riguarda i fumetti che per le serie TV. Alcune cose mi piacciono, altre meno, ma quello di cui sto sentendo la mancanza è un certo spirito trekkiano, quell'usare la fantascienza per parlarci della società moderna e dei suoi mali. Niente riflessioni profonde, niente filosofia o sociologia, lo Star Trek moderno e per lo più diventato puro intrattenimento. Che va bene, a me piace il puro intrattenimento, eppure a volte vorrei qualcosa di più, che era quello che le serie TV classiche mi davano. Tocca accontentarsi, mi sa. Anche perché se quando cerca di trattare certe tematiche lo fa come in Discovery, il puro intrattenimento è sicuramente meglio. 

Il Moro

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