Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Stavolta metto insieme tre serie TV, che in realtà non hanno niente in comune se non il fatto di essere serie tv. Non ne guardo poi molte, e se dovessi sempre aspettare di averne viste abbastanza da scrivere un articolo che ne raccolga due o tre con qualche affinità tematica dovrei tenermi lì a marcire tra le bozze i commenti per anni. Dirk Gently, per dire, l'ho vista almeno due anni fa, e infatti il commento è stato scritto all'epoca.
Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica (2016)
Dirk Gently nasce come una serie di libri del mitico Douglas Adams, amato da tutti (ma mai abbastanza) per la sua Guida galattica per autostoppisti.
In realtà la serie consta di soli due libri, con il terzo rimasto incompiuto per la morte dell'autore (ma, perché non si spreme mai abbastanza, è stato comunque pubblicato, con l'aggiunta di lettere e appunti di Adams, appunti che oltretutto dicono che il libro avrebbe anche potuto essere un ulteriore tassello della Guida).
I due libri sono dell'87 e dell'88, e ammetto di non averli letti. Da essi è stata tratta tra il 2010 e il 2012 una serie televisiva inglese di quattro episodi, la cui trama contiene elementi dei libri senza essere una riduzione, e non ho visto neanche questa. Quella che ho guardato è la serie americana del 2016, ma non avendo letto i romanzi non sono in grado di dire quanto fedelmente sia stata seguita la trama del libro.
Folle e spiazzante, ecco quello che viene da pensare guardando questa serie. Per quanto, sì, abbiamo visto cose molto (ma molto) più folli e spiazzanti, ma Dirk Gently riesce ad essere folle e spiazzante "ma non troppo", così da non diventare una serie di nicchia.
La trama è particolare e molto intricata (e non anticiperò nulla, perché è bello scoprirla un po' per volta), ma non così tanto da esserlo "troppo". Il tutto è comunque raccontato in modo lineare, fa niente se ci sono di mezzo anche i viaggi nel tempo che sono sempre un po' complicati da capire (e spesso semplicemente sbagliati nella logica), ma gli appassionati di fantascienza hanno visto ben di peggio.
Il tutto è ben scritto e portato sullo schermo in maniera frizzante. Non tutti gli attori sono allo stesso livello, in questo bisogna dire che i due protagonisti svettano sui comprimari, ma ci sono comunque personaggi fantastici. Il cattivo l'ho adorato.
Dirk Gently è una serie che mi sento di consigliare a tutti, anche a chi non è appassionato di cose fantascientifiche, perché riesce a parlare a tutti senza rinunciare alla qualità. Voglio dire, ho visto questa subito dopo aver visto Occhio di Falco, e ho passato buona parte del tempo a chiedermi perché continuano a uscire serie Marvel una più brutta dell'altra se si possono fare serie belle come questa.
La parte sopra l'ho scritta qualche mese prima di ques'ultimo paragrafo, ora ho visto anche la seconda stagione e posso dare il mio parere anche su quello. le premesse vengono mantenute, la serie risulta ancora più folle e anarchica della precedente... tanto da esserlo pure troppo, a momenti, stavolta. "Bello, ma un po' esagerato" è il commento che mi è venuto in mente più spesso. Inoltre mi sembra che per mantenere i personaggi secondari più amati della prima stagione ora ci siano un po' troppi personaggi in campo.
Ciò non toglie che anche la seconda sia una serie maledettamente divertente, dal ritmo elevatissimo e dai personaggi adorabili. Forse un po' inferiore alla prima stagione, ma che non ne abbbiano fatto una terza è quasi scandaloso.
La storia comunque finisce, quindi non posso che consigliarvi di guardare entrambe le stagioni di questa splendida serie.
Devs (2020)
Miniserie scritta e diretta da Alex Garland, regista e sceneggiatore che si è fatto notare soprattutto grazie a 28 Giorni Dopo e seguiti. Devs è la sua prima esperienza in una serie TV.
La prima cosa da dire è che si tratta di una miniserie, nata e pensata per finire nell'arco delle 8 puntate di cui è composta, il che è un titolo di grande merito in un panorama in cui si cerca sempre di tirare per le lunghe per riuscire a fare un'altra stagione, salvo poi vedersi interrotti i finanziamenti con tutte le trame lasciate a metà. E' il motivo per cui non inizio più a guardare una serie fino a che non sono sicuro che è finita, e che ha un finale, appunto.
C'è una ditta specializzata in tecnologie, quali intelligenza artificiale, computer quantistici e simili (nel 2020 non erano ancora materia giornaliera per tutti come oggi). Uno dei suoi impiegati viene scelto per entrare nel progetto "Devs", sezione ultrasegreta dell'azienda nella quale, beh, nessuno sa cosa si faccia.
Seguono casini, sui quali non mi soffermerò per evitare spoiler.
Pur avendo uno sfondo fantascientifico in quello che si sviluppa all'interno del progetto "Devs", per gran parte della serie non si vede niente di fantascientifico, seguiamo invece indagini e misteri in una trama che mischia suggestioni dai film di spionaggio e dai polizieschi, in cui però i protagonisti non sono gente del mestiere, spie o poliziotti, ma persone comuni. Beh, comuni più o meno, sono tutti piuttosto in gamba e geni tecnologici, ma non superuomini.
Ciò detto Devs è comunque una serie di fantascienza, ma saldamente basata su teorie scientifiche avanzate. Giusto una settimana prima di iniziare a vedere Devs, per puro caso (ma sarà davvero il caso oppure è tutto predeterminato?) avevo visto questo video di Amedeo Balbi sul predeterminismo e il libero arbitrio, al quale si accompagna quest'altro video con la spiegazione di come la scienza ci dice che viviamo in un universo predeterminato tramite il paradosso di Andromeda. Io adoro i video di Amedeo Balbi, ho visto tutti i video del suo canale nel giro di tre settimane subito dopo averlo scoperto, ma in questo caso non ci ha detto tutto sull'argomento (cosa comunque impossibile da fare un video di 10 minuti). Spererei che voglia parlare anche dell'altra campana in un video successivo, perché riuscire a raccapezzarsi negli articoli scientifici o anche solo su Wikipedia è da mal di testa. Ci sono infatti alcuni aspetti della meccanica quantistica che sembrano contraddire il principio dell'indeterminismo, e altri indicano per esempio cose come il paradosso dell'informazione del buco nero come dimostrazione dell'inesattezza del principio di determinismo. Insomma, probabilmente solo per una mia convinzione del tutto arbitraria e filosofica, non mi sento ancora di accettare l'idea di un determinismo totale, che è invece quello che avviene in Devs, pur non disdegnando di introdurre a un certo punto anche l'interpretazione a molti mondi.
Gli spunti scientifici e anche filosofici, perché è dell'esistenza o meno del libero arbitrio che si sta parlando in realtà, sono molto interessanti, anche se Devs non riesce a raggiungere granché alla discussione, almeno per chi ha già un'infarinatura sull'argomento. Costoro però potrebbero aver piacere di ritrovare questi argomenti in una serie TV.
La serie, però, langue un po' in alcuni punti, in particolare nel noiosissimo episodio 6, e in generale mi è sembrata piuttosto lenta, andando a indugiare in lunghe inquadrature o silenzi. Sono convinto che velocizzando un po' il ritmo si sarebbe potuta contenere la stessa storia in 6 episodi invece che 8 senza togliere assolutamente nulla.
Non male quindi, se vi interessano gli argomenti provatela, e il fatto che in 8 episodi sia conclusa è di sicuro un valore aggiunto.
Io però nel frattempo mi tengo la mia illusione di libero arbitrio, grazie.
M Il figlio del secolo
Questa serie ha lo stesso problema che hanno tutti i biopic: non è un documentario. Questo significa che se non conosci la storia vera non sarà lui a spiegartela.
La storia di Mussolini più o meno la sappiamo tutti, ma io personalmente non sono particolarmente esperto di questo periodo (la storia mi piace, ascolto un sacco di podcast e video di Youtube a riguardo, ma preferisco la storia antica). Non conosco i dettagli, e quest'opera di dettagli ne presenta, senza darsi pena di spiegarli perché, appunto, non è un documentario, non è questo il suo compito. Più volte mi sono trovato a mettere in pausa e cercarmi in rete qualche particolare a cui l'episodio fa riferimento, perché non lo conoscevo. Altre volte semplicemente perché mi sembrava impossibile che certe cose potessero accadere davvero. Sorpresa: la realtà è pure peggio.
Molti se non moltissimi sono i biopic che soffrono dello stesso problema. Non perdono tempo a spiegarti i fatti, te li sbattono lì come se dovessi conoscerli. E se non li conosci? Informati, questo non è mica un documentario.
E' il modo giusto o quello sbagliato di fare le cose? Verrebbe da dire quello giusto, ma fatto sta che alcuni passaggi di trama rimangono oscuri e poco comprensibili, succedono cose che sembrano non avere una spiegazione, perché semplicemnte mancano dei collegamenti tra un fatto e l'altro, capita di andare a informarsi e scoprire che tra una scena e la successiva nella realtà siano passati dei mesi se non anni.
Ciò detto, per tutto il resto si tratta di una serie semplicemente magnifica. Una messa in scena meravigliosa, volutamente non troppo realistica, in odore di teatro. Le scenografie riprese più volte dalla stessa angolazione rafforzano questa sensazione, confermata dalla resa dei personaggi e dalla recitazione degli attori, grotteschi, caricati, sopra le righe. Poi ti rivedi qualche filmato dell'epoca, e ti accorgi che non erano mica tanto diversi. Parlando di recitazione, non si può non applaudire alla magistrale interpretazione di Luca Marinelli, un mostro di bravura (nei panni di un mostro e basta) in grado di ipnotizzare lo spettatore con la sua prova, un po' come Mussolini ipnotizzava i suoi bravacci. Si nota, in effetti, il contrasto con gli altri attori che lo circondano, non tutti all'altezza.
A ciò aggiungiamo la splendica colonna sonora a opera di Tom Rowlands dei Chemical Brothers, dai toni spesso quasi techno, che contrasta con il periodo di ambientazione ma crea grande coinvolgimento.
Il tono della narrazione tende al ridicolo, al grottesco, puntando l'indice verso i numerosi voltafaccia di Mussolini, interessato fin da subito solo al potere fregandosene del tutto di quella che avrebbe dovuto essere la sua gente (e, in effetti, sono proprio questi suoi continui tradimenti a rendere poco comprensibile nella serie come faccia a ottenere i suoi risultati senza essere mandato a quel paese da tutti i suoi alleati, ma ancora, siamo abituati a trame che rispondono a esigenze narrative, la realtà se ne frega). E qui traspare anche l'intento satirico della serie, i riferimenti all'attualità non sono forse evidenti (beh, a parte quando Mussolini si lancia in un Make Italy Great Again) ma sono comunque chiari per tutti.
Probabilmente servono opere di questo tipo per ricordare agli italiani in quale immondezzaio eravamo finiti in quegli anni. Non farà cambiare idea a chi idolatra questa gentaglia, ma per gli altri la memoria ogni tanto va rinfrescata.
Il Moro
Altre serie televisive di cui ho parlato nel blog






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