Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Stavolta trattiamo una trilogia di romanzi di Ian Watson, tutti editi in Italia da Urania. Il commento a ognuno è stato scritto subito dopo averlo letto, quindi prima di leggere il successivo.
Il libro del Fiume (1983)
Siamo su un mondo lontano, che gli umani hanno raggiunto (o meglio: su cui si
sono schiantati) tempo addietro, non tanto che se ne sia perso il ricordo, ma
abbastanza da essere riusciti a mettere su una civiltà fiorente. Civiltà dal
livello tecnologico che potremmo paragonare alla fine del 1700, più o
meno.
L'unica zona abitabile è quella vicina a un enorme,
lunghissimo fiume, il resto è deserto. Al centro del fiume, una misteriosa
corrente nera impedisce il passaggio: chi è sulla una riva è destinato a
rimanerci, senza avere nemmeno idea di come sia la civiltà sulla riva
opposta.
Ma la corrente nera impone anche un'altra, strana regola a
chi vuole navigare lungo il fiume: solo le donne possono farlo. Agli uomini è
concesso un solo viaggio, al secondo cadono preda di follia e si tuffano a
morire nella corrente nera.
Nella società che si è creata su una delle
rive, il fiume è quindi onnipresente, e si è formata una corporazione di
naviganti, ovviamente tutte donne, che hanno una grande potenza economica e
politica. Il mondo del fiume è la storia di una di loro,
Yaleen, raccontata da lei stessa in prima persona. Storia che la porterà, suo
malgrado, a scoprire come vivono gli abitanti dell'altra riva, e a
sconcertarti scoperte sulla natura del suo mondo e della corrente nera.
Sebbene abbia un pretesto fantascientifico, questo libro sembra quasi più un fantasy, con la componente "magica" o comunque non spiegabile scientificamente della corrente nera, ma senza altri elementi magici o soprannaturali. L'avventura di Yaleen è abbastanza intrigante, ma ci mette un po' a decollare, i primi capitoli sono piuttosto noiosi. E' solo quando la storia entra nel vivo che si smette di sentire l'impulso a posare il libro.
Si tratta insomma di un classico Urania, letteratura fantascientifica di intrattenimento che fa il suo mestiere senza proporre niente di più. Peccato per un finale molto aperto, come se volesse essere solo il primo capitolo di una saga, con delle anticipazioni succose che, in pieno stile Marvel, ti spingono a voler leggere il seguito anche se il libro non ti ha convinto appieno... E infatti è il primo capitolo di una trilogia, peccato che l'ho scoperto solo dopo aver letto questo finale ed essere quindi andato a informarmi. E quindi, mi prenderò adesso la briga di andare a cercare gli altri due capitoli, tutti pubblicati su Urania? Mah, potrei anche.
Il libro delle stelle (1984)
E infatti l'ho letto, e ho fatto bene.
Non solo tutte le promesse fatte
dall'intrigante finale del libro precedente sono state mantenute, ma
addirittura vengono superate dalle nuove avventure di Yaleen.
Purtroppo
per andare avanti devo fare qualche piccolo, vago e innocuo spoiler sul finale
de Il libro del fiume.
Yaleen ha scoperto la verità, o almeno parte della verità sulla natura e sul ruolo del verme, e deciso quindi quale deve essere il "suo" ruolo. Dopo aver stretto un patto che oserei definire "discutibile", il suo viaggio giungerà a mete più lontane di quanto avesse mai potuto immaginare, per poi ritornare al punto di partenza. Perché quando il tuo avversario è un Dio, nemmeno allearsi con un diavolo potrebbe essere sufficiente...
Yaleen friesce a trovare il tempo per riflessioni etiche e filosofiche di una certa profondità mentre il suo mondo, la sua concezione stessa della vita e della morte vengono sconvolte. Ma non perde mai la sua verve ironica e sarcastica.
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| La raccolta dei primi due libri. |
Mentre il primo libro aveva una impostazione più fantasy che fantascientifica, il secondo ha più elementi fantascientifici, ma siamo molto lontani da una fantascienza "hard". Siamo piuttosto nel campo di quella fantascienza un po' surreale che si viene a creare quando si introduce il concetto di anima nella fantascienza. Ian Watson introduce nella sua saga un sacco di elementi, il che può forse creare un effetto un po' caotico ma che comunque funziona, e tutto torna.
A questo punto leggerò sicuramente il terzo volume.
Il libro delle creature (1985)
Purtroppo, il terzo libro della saga non riesce ad essere allo stesso livello del suo predecessore.
C'è un ritorno allo schema del primo volume, perché Yaleen torna sul suo mondo. Sono quindi molto limitati gli elementi fantascienfici in favore di un ritorno a quella specie di non-proprio-fantasy del primo capitolo, che per me è un difetto, poi chiaro che sono gusti. Va ancora bene finché Yaleen si trova impelagata nelle trame della corporazione del fiume, ma arriva a un certo punto in cui la storia, in pratica, finisce, seppure in modo surreale e poco comprensibile. E, dato che lo spunto era comunque davvero molto interessante, aver capito solo più o meno come è finito è parecchio frustrante. Oltretutto, poi, dopo quel finale c'è ancora tutta una parte, lunghissima (sarà un terzo del libro, credo) e del tutto inconcludente, che va a narrare tutta una storia di cui non si sentiva il bisogno. Quella parte, che non spoilero, ci stava anche come finale ma avrebbe dovuto occupare una decina di pagine, non cinquanta.
Una delusione, dunque. La simpatia di Yaleen, personaggio davvero splendido e a cui è imposibile non affezionarsi, aiuta comunque a mantenere vivo l'interesse, così come la proprietà di scrittura dell'autore, ma è innegabile che in questa saga a una parabola ascendente segua una caduta che non definirei rovinosa, ma che comunque abbassa non di poco il valore complessivo.
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| Il volume che raccoglie i tre libri, in lingua originale. |
Il Moro
Gli altri romanzi di fantascienza di cui ho parlato nel blog















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