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mercoledì 5 marzo 2025

Trigun: la serie del 2023 e il manga originale

 Salve a tutti è Il Moro che vi parla.

Ho scritto questo articolo in due momenti diversi: la prima parte è immediatamente successiva alla visione della serie animata del 2023, la seconda svariato tempo dopo, dopo aver (provato a) leggere il manga. 

Trigun Stampede recensione

Trigun Stampede

Ricordo Trigun dai tempi degli anime su MTV.
Ero riuscito a vedere solo le prime puntate e qualche altra sparsa, ma ricordo che mi piaceva, cercavo sempre di beccare le altre ma per un motivo o per l'altro non ci riuscivo mai. L'azione concitata, il personaggio in bilico tra il simpatico e l'insopportabilmente simpatico, i misteri...
Ho poi scoperto che è uscita ultimamente  (2023) una nuova serie, intitolata Trigun Stampede, di soli 12 episodi, meno di metà della vecchia serie (1998), che ne contava 26. 
Ho visto il primo episodio e la storia sembrava essere la stessa, l'inizio era identico, e ho capito che si trattava di una nuova serie tratta dallo stesso manga, magari togliendo tutti gli episodi filler e gli allungamenti di brodo, così da ottenere una storia ridotta all'osso, e ho proseguito la visione.

martedì 28 maggio 2024

Gli ultimi film su Godzilla: Shin Godzilla, i film animati su Netflix, Godzilla Minus One



Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

La prima parte di questo articolo è stata scritta circa tre mesi fa. Come ho fatto già svariate volte, ho scritto la mia opinione su ciò che ho visto subito dopo averlo visto, per poi tenerlo lì a macerare un po' tra le bozze.

Stavo curiosando in rete su Godzilla Minus One, chiedendomi se mai sarei riuscito ad andare a vederlo in sala (spoiler: no), e mi sono imbattuto nella pagina di Wikipedia che dice che nel film ci sono alcuni riferimenti a Shin Godzilla e ai tre film di Netflix. Ed ecco che mi è scattata la scimmia di vederli tutti.
Non avevo mai visto un film giapponese su Godzilla, se non a pezzi. Ho visto quelli americani, quello di Emmerich, quello del 2014quello del 2019il primo e il secondo con King Kong (e anche quello in solitario di King Kong, ancora il migliore del "monsterverse"). Non ditelo a nessuno, ma secondo me il migliore è ancora quello di Emmerich.
Non ho nessuna intenzione di sciropparmi tutta la trentina di film giapponesi del bestione, mi farò bastare gli ultimi, cominciando da 

martedì 12 settembre 2023

Opinioni in pillole, anime: Made In Abyss, L'attacco dei Giganti, Paranoia Agent

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui per un motivo o per l'altro non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di tre serie animate giapponesi.


Made in Abyss, prima e seconda stagione recensione

Made in Abyss, prima e seconda stagione (e il film)

In questo mondo, che risulta essere simile al nostro all'inizio del novecento, forse, viene scoperta un'enorme voragine in un'isola in mezzo al mare. La voragine scende come un pozzo nelle profondità della Terra, apparentemente senza fondo e presentando diverse caratteristiche nella fauna, nella flora e in "altro" a ogni nuovo strato. Si formano gilde di esploratori pronti a scendere in quegli abissi insondabili in cerca delle "reliquie", misteriosi artefatti dotati spesso di grandi poteri che si trovano sparsi nell'Abisso, in un canovaccio che appare simile a quello di Picnic sul ciglio della strada, di Arkadij e Boris Strugackij, il romanzo da cui è tratto il film Stalker. Oppure, se preferite, al più recente Annientamento di Jeff VanderMeer.
Il focus di questa storia, però, non è tanto sul commercio di reliquie in sé, che anzi non risultano poi così importanti ai fini della trama, quanto piuttosto sull'esplorazione di quello che è di fatto un mondo alieno e surreale. Anche perché man mano che si scende poi è sempre più difficile tornare indietro, perché la risalita ha effetti negativi sul fisico che possono andare da giramenti di testa e nausea negli strati più elevati, a orribili mutazioni o morte in quelli più bassi. Niente ritorno, quindi, per chi si spinge troppo oltre, eppure esiste lo stesso chi decide di lanciarsi in quest'avventura.
A spingere i protagonisti infatti non è la brama di arricchirsi con i cimeli: la ragazzina protagonista vuole raggiungere la madre, che è scesa anni prima senza più fare ritorno, e il suo compagno smemorato vuole conoscere la verità sulla sua origine, visto che lui stesso è un cimelio, una sorta di cyborg proveniente dalle profondità.

martedì 7 febbraio 2023

Cyberpunk: Edgerunners

Cyberpunk: Edgerunners recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

In origine era Cyberpunk (meglio noto come Cyberpunk 2020, che in realtà è il nome della seconda edizione), gioco di ruolo cartaceo che ha avuto diverse edizioni ed aggiornamenti nel tempo, compresa un'espansione dedicata a Nathan Never. Il gioco era a sua volta basato sulle prime opere di fantascienza "cyberpunk" a opera di autori come William Gibson o Bruce Sterling. 

Il termine "cyberpunk" si può utilizzare per indicare qualsiasi opera di fantascienza ambientata in un futuro cupo con tecnologia avanzata, che veda tra i suoi elementi una "disumanizzazione" legata all'uso smodato della tecnologia, spesso con veri e propri innesti cibernetici sugli umani, e/o la presenza di un mondo virtuale (o "cyberspazio") a cui accedere e tramite cui scambiare e, principalmente, rubare dati. 
Molte sono le opere con queste caratteristiche e possono essere anche molto diverse tra di loro, ma al giorno d'oggi quando si dice "cyberpunk" il pensiero va subito a quello fissato nell'immaginario da William Gibson e da Cyberpunk 2020, dove anche l'ultimo dei barboni si può permettere un braccio o un occhio bionico e l'unico sfondo possibile è la tentacolare città sempre buia di Blade Runner. Questa è l'ambientazione che ritroviamo, ovviamente, anche nel recente videogioco di successo Cyberpunk 2077. Almeno credo.

martedì 11 ottobre 2022

Opinioni in pillole, serie animate: Love, Death & Robots 3, Cowboy Bebop, Arcane, Pacific Rim - La zona oscura

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro articolo in cui metto insieme opinioni brevi se non brevissime, su cose che ho visto/letto/giocato e a cui non mi andava di dedicare articoli più lunghi e dettagliati. Questa volta parliamo di una manciata di serie animate di genere fantastico/fantascientifico. Visto che scrivo questi commentini dopo aver visto le serie e li tengo lì per accumularli, alcuni potrei averli visti davvero un sacco di tempo fa.


Love, Death & Robots terza stagione recensione

Love, Death & Robots terza stagione

La prima stagione non mi aveva fatto impazzire, e la seconda l'ho saltata del tutto. Ho deciso di riprovarci con la terza dato ne ho sentito parlare bene in rete. Chissà perché, poi.
Questa serie è fatta di cortometraggi brevissimi, tra 5 e 15 minuti, quindi anche le recensioni non possono che essere brevissime.

Tre robot: strategia d'uscita - carino, simpatico. Basta.
Un brutto viaggio - niente male, una storia di orrore marinaresco vecchio stile che sembra uscita dalle pagine di William Hope Hodgson, peccato per il design dei personaggi, resi in modo realistico ma con le proporzioni sballate. Fanno un effetto straniante, diciamo pure che siamo in piena "uncanny valley".
La pulsazione della macchina - carino anche questo, ma un po' troppo "onirico" per i miei gusti e sa tanto di già visto.
La notte dei minimorti - Ah ah, divertente. Ho già visto filmati realizzati in questo modo, e anche farlo con un'apocalisse zombi non è proprio l'idea più originale di sempre (date per esempio un'occhiata a questo simulatore di apocalisse zombi basato su Google Maps con visuale dall'alto). Però fa ridere.
Morte allo squadrone della morte - Boh, si spara un sacco, una di quelle cose che prende in giro la mentalità militare esasperandola, niente di che.
Sciame - Noioso, poco interessante, sicuramente il più debole della stagione.
Mason e i ratti - Ecco, questo mi è piaciuto abbastanza. Divertente, interessante, mi ricorda qualcosa che ho letto ma io di fantascienza ne ho letta un sacco, se è difficile sorprendermi è anche colpa mia.
Sepolti in sale a volta - Un corto dal sapore decisamente lovecraftiano, niente male anche questo.

Love, Death & Robots terza stagione recensione

Jibaro - Da solo vale tutti gli altri messi assieme, una specie di strega-sirena che si confronta con un conquistador sordomuto e reso folle dall'avidità, come erano per l'appunto i conquistadores (avidi, non sordi).

La stagione si attesta insomma su un livello discreto, seppur nessuno di questi episodi sia davvero memorabile, con l'unica eccezione dell'ultimo. 

giovedì 22 aprile 2021

L'impero dei cadaveri: zombi, steampunk e noia

L'impero dei cadaveri recensione
Salve a tutti, È il moro che vi parla! 

Ok, stavolta sarò breve, anche perché c'è poco da dire.

L'impero dei cadaveri è un film di animazione giapponese del 2015.

Siamo negli anni 70 del 1800. L'economia globale si basa sull'uso degli zombie, anche se qui vengono chiamati più spesso Cadaveri o Frankenstein, in omaggio all'uomo che ha inventato il metodo per rianimare i morti. I corpi risvegliati sono privi di volontà, ma possono essere programmati per svolgere compiti anche abbastanza complessi con l'aiuto della macchina analitica di Babbage, che scrive il "software" da usare in questi automi di carne. 

L'inizio e l'ambientazione zombi-steampunk sono la cosa più interessante del film, perché dopo comincia una trama spionistica e d'azione con manciate di personaggi che non si sa bene cosa ci stiano a fare, condita con scene d'azione e di combattimento stilose in stile anime giapponese e profondissime frasi filosofiche pronunciate da ragazzini, anche questo molto giapponese.

martedì 28 aprile 2020

Redline, un film tamarrissimo.

redline anime recensione
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Redline è un film d'animazione giapponese del 2009, diretto da Takeshi Koike, che in seguito ha diretto tre film di Lupin III.
La storia gira intorno a una gara di automobili interplanetaria, nella quale è permesso praticamente di tutto tranne usare motori antigravitazionali.
Queste corse folli ed esagerate, nelle quali gareggiano piloti coloriti come le loro bizzarre automobili, hanno un successo di pubblico incredibile su tutti i pianeti della galassia, ed è proprio il voto del pubblico a decidere quale sarà il prossimo pianeta sul quale la gara si dovrà svolgere.

Abbiamo una scena di corsa assolutamente spettacolare in apertura del film, lunga e coreografata in maniera sincopata, con un montaggio così veloce e frenetico da fare sogghignare dal piacere,
Lo stile del disegno è quello proprio di opere come Lupin III o Cowboy Bebop: alieni a parte, ci sono umani allampanati altissimi e magrissimi, donne umane altissime e magrissime ma con tette enormi, insomma avete capito il tipo. Fisionomie che, come anche i mezzi, vengono deformate, stiracchiate, allungate, strizzate dalla velocità e da una regia frenetica che si lascia andare ad inquadrature ardite, come tipico di molti film d'animazione giapponesi imperniati sull'azione, ma spinte qui all'estremo.

lunedì 25 marzo 2019

Fullmetal Alchemist Brotherhood, recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Oggi recupero un post "vecchio", che ho scritto addirittura nel lontano 2013, e da allora è rimasto ad aleggiare tra le "bozze" come uno spirito dimenticato. In effetti, anche l'anime di cui si parla è ormai vecchiotto.

Esiste un manga che si chiama Fullmetal Alchemist (2001-2010), che non ho mai letto.
Ora, è noto che quando un manga ha successo in Giappone non stanno lì a pensarci tanto, e fanno subito partire una serie di anime, senza aspettare la fine del fumetto.
Con la serie anime Fullmetal Alchemist (2003-2004, 51 puntate e una manciata di OAV),che ho visto e che mi è piaciuta molto, è successa una cosa strana: forse il manga è rimasto indietro, forse l'anime andava troppo veloce, fatto sta che a un certo punto l'anime è arrivato in pari con il fumetto.
Invece di sospendere per un po' l'anime, suddividendolo magari in stagioni come è stato fatto per altre produzioni, gli autori dell'anime hanno deciso di andare avanti per conto loro, così che a un certo punto la trama dell'anime diverge totalmente da quella del manga.

mercoledì 24 gennaio 2018

Alita: Mars Chronicles, e il primo OAV tratto dal manga

Alita Mars Chronicle recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questo è l'ultimo articolo dedicato ad Alita, almeno fino a che non uscirà il film di Robert Rodriguez.

Alita ha iniziato le sue pubblicazioni nel 1991, e continua tutt'ora. Dopo la prima e la seconda serie è attualmente in corso di pubblicazione Alita: Mars Cronichles, che è sia un prequel che un sequel delle serie precedenti.

La serie è in gran parte ambientata nel passato di Alita, che al tempo si chiamava Yoko. Si svolge su Marte, un pianeta tremendo, terraformato solo in parte, completamente chiuso in una specie di "palloncino" che mantiene l'atmosfera, sconvolto da un'infinita serie di guerre tra fazioni che dura da oltre cento anni.
Ma non è solo un prequel, dicevamo, perché vi compare anche Alita adulta, giunta su Marte in cerca delle sue origini tre anni dopo gli avvenimenti del torneo raccontato alla fine della seconda serie.
In pratica, fin dove sono arrivato a leggere io, Alita adulta compare in un solo gruppo di capitoli, nel quale si limita a fare a botte. Questa parte è di gran lunga la più debole, rimane in sospeso ma francamente mi frega poco di sapere come va a finire, e insomma se non l'avesse messa magari era meglio.

martedì 24 febbraio 2015

Metropolis

Osamu Tezuka
Aggiungi didascalia
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Metropolis (Metoroporisu) è un film d'animazione giapponese del 2001, diretto da Rintaro e basato su un manga di Osamu Tezuka del 1949. E voi sapete chi è Osamu Tezuka. Il più importante fumettista giapponese, ha inventato badilate di elementi che sono stati ripresi in praticamente tutti i manga successivi ai suoi, tanto da essere definito "padre dei manga" o anche "dio dei manga". La sua opera più conosciuta è Atom, o Astro Boy che dir si voglia.

In Metropolis Tezuka si ispira alla lontana all'omonimo film di Fritz Lang (qui recensii il libro). Mi dice Wikipedia (non ho letto il fumetto) che il film è più vicino al suo omonimo del '27 rispetto al manga.

In un mondo alternativo, con tecnologie avanzate e robot al servizio dell'uomo, c'è una città che ha raggiunto un livello tecnologico superiore al resto del mondo: Metropolis. Qui è stata costruita la Ziqqurat, un altissimo palazzo simbolo dei poteri politici che la dominano, politici che tramano nell'ombra per ottenere poteri ancora maggiori.
Una città su livelli, dove il più alto è colorato e meraviglioso, destinato ai benestanti, mentre nel più basso vivono i poveri e i reietti, tutti coloro che hanno perso il lavoro e tutto ciò che avevano per colpa dei giochi di potere e dell'introduzione dei robot. In città arriva un investigatore giapponese con il nipote, sulle tracce di uno scienziato criminale. Vengono così coinvolti nelle trame dei poteri forti e nella ribellione che viene dal livello più basso, oltre a conoscere l'ultima creazione robotica, un automa supremo con l'aspetto di una ragazzina, dallo scopo e dai poteri misteriosi.

venerdì 6 giugno 2014

Summer Wars

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Summer Wars è un film anime del 2009 prodotto dallo studio Madhouse (lo stesso che produce Batman-Il cavaliere di Gotham)per la regia di Mamoru Hosoda.

La trama: Oz è un enorme social network, a metà strada tra Facebook e un videogioco tipo Second life. Un vero e proprio mondo virtuale strettamente connesso con il reale, dove ognuno può scegliersi un avatar puccioso e perdersi tra gli innumerevoli intrattenimenti offerti, oltre a socializzare e perfino lavorare. Ci si può accedere tramite computer, smartphone, Nintendo DS (più volte mostrato nel film, anche se mai citato direttamente) e tutto quello che abbia uno schermo a colori.
E poi c'è Kenji, un liceale che per un soffio non ha rappresentato il Giappone alle ultime olimpiadi di matematica, che ha un lavoro part-time ai margini dell'infrastruttura di Oz. La bella Natsuki gli chiederà di accompagnarla dalla sua famiglia in occasione del compleanno della nonna (ma sembra avere un piano segreto...).
Dopo aver fatto conoscenza con la numerosissima famiglia di Natsuki, Kenji riceve una mail anonima con un indovinello matematico. Lui non può resistere, risolve l'indovinello e risponde. Il giorno dopo scoprirà di essere ricercato dalla polizia per aver violato Oz, preso il controllo di centinaia di account e gettato nel panico una buona parte del mondo, nel quale Oz, che qui quasi sostituisce internet stesso, è ormai profondamente integrato con tutte le principali infrastrutture.
Ma poco di questo caos giunge nella tranquilla villa di campagna nella quale Kenji si trova insieme alla famiglia di Natsuki...

lunedì 1 ottobre 2012

Batman - Il cavaliere di Gotham


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Viste le disavventure vissute alla visione di Il cavaliere oscuro - Il ritorno, ho deciso di cercare di consolarmi con qualche altro media dedicato al personaggio.

Batman-Il cavaliere di Gotham è una compilation di sei OAV (anime creati direttamente per il mercato home video) realizzati da diversi studi giapponesi, in collaborazione con autori americani. E' uscito in occasione del secondo film della saga cinematografica e dovrebbe, almeno nelle intenzioni, raccontare episodi ambientati cronologicamente tra il primo e il secondo film, un po' come è successo per Animatrix con la saga di Matrix, o con Dark Fury per la saga di Riddick. In realtà, a parte "Field test", gli altri episodi sono molto più vicini ai fumetti che ai film.

Parliamo dei singoli episodi.

Il primo, "Have i got a story for you", narra di quattro ragazzi, ognuno di loro è redece da un incontro con Batman, e lo racconta a modo suo. L'idea è carina, i ragazzi vedono Batman in modi diversi e lo reinterpretano secondo la loro fantasia. Ad esempio, il primo lo vede combattere con un criminale con i suoi tipici movimenti fludi e gli attacchi improvvisi, e pensa che sia una specie di ombra vivente. Peccato per i disegni: orribili. Le animazioni perà sono ottime.


venerdì 7 settembre 2012

The Sky Crawlers - cavalieri del cielo


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stanotte ho visto il film The sky crawlers, e ovviamente non posso fare a meno di parlarne sul blog.

La regia è di Mamoru Oshii, conosciuto soprattutto per Ghost in the shell, film che ho francamente odiato. Per questo non ero molto convinto quando ho scelto questo film, ma devo dire alla fine sono rimasto favorevolmente colpito.

 La trama non è chiara dall'inizio: prima sembra che i ragazzi protagonisti siano soldati in una guerra che potrebbe ricordare la seconda guerra mondiale per l'aspetto dei veicoli, delle ambientazioni e dei vestiti. poi salta fuor che la guerra è in realtà tra due compagnie, e la gente normale, i civili,non sembrano direttamente coinvolti nel conflitto. Vivono una vita normale, senza preoccupazioni, anche se i giornali riportano quasi solamente notizie dei combattimenti aerei, contrapposti ai giovanissimi piloti che rischiano la vita ogni giorno. Poi si evolve svelando altri misteri che preferisco non spiattellare.
Sì, perché è odioso che qualunque sito parli di questo film sveli le rivelazioni che avvengono solo nell'ultima mezz'ora, anche quelli che riportano solo la trama. Io quindi preferisco non dire come finisce, anche se leggendo da qualsiasi altra parte lo saprete immediatamente senza passare attraverso nessun avviso di spoiler. Chissà perché.

Diciamo comunque che, nonostante sia incentrato sulla storia di un pilota, da combattimento, di combattimenti ce ne sono pochi. Quei pochi sono comunque ben fatti (in computer grafica), ben disegnati e adegutamente spettacolari. Il film si concentra soprattutto su questi ragazzi e sulla loro strana vita, lenta, apatica. Sono quasi tutti privi di emozioni (oltre che di ricordi), rassegnati, senza una chiara idea di cosa stanno facendo, del perchè combattono, di chi erano prima della guerra. Ci sono diversi spunti di riflessione, esistenziali e filosofici, più suggeriti che mostrati.

I disegni sono essenziali, dai fondali lasciati volutamente scarni ai volti inespressivi dei protagonisti, anche qui tutto voluto. Un po' stanca, però. Diverso il discorso durante le scene di combattimento aereo in computer grafica, dove tutto accelera fino alla frenesia.

Il film sarebbe anche interessante, ma ha un grosso problema: la noia. Il regista, forse in una disperata autocelebrazione, tira per le lughe qualunque cosa, pensando che sia sufficiente per creare un effetto drammatico.
Ogni fottuta inquadratura è prolugata per due secondi oltre la sua utilità. Non c'è mai un dialogo che non si concluda con due o tre secondi di primi piani muti. Sguardi inutilmente fissi nel vuoto, lunghissimi silenzi, attese snervanti. Va bene che crea un'atmosfera di malinconia, ma a me sembra che siano state messe unicamente per raggiungere le due ore di girato. Intendiamoci, dare al film una velocità troppo elevata l'avrebbe snaturato, ma così è troppo. L'ho guardato mentre facevo altro, e sono riuscito comunque a capirlo perfettamente senza mai bisogno di mandare indietro qualche scena.

A parte questo difetto, il film è comunque valido e fa riflettere... ma bisogna guardarlo senza prima leggere la trama: spoiler assicurato. 
Consigliato.

Il Moro.





sabato 21 luglio 2012

King of thorn

Salve a tutti, è il moro che vi parla!
Oggi ho visto il film King of Thorn, e qui ci sta un bel copiaincolla:




Nuovo film cinematografico dello studio d'animazione Sunrise (Gundam), il fanta-horror King of Thorn è ispirato all'omonimo manga di culto ideato da Yuji Iwahara e ambientato in un prossimo futuro minacciato da un pericolosissimo virus.
Nel 2015 una malattia chiamata “Medusa”, che uccide tramutando i corpi in pietra, è diventata una pandemia mondiale. Nella speranza che nel futuro sia possibile trovare un antidoto, la multinazionale Venus Gate sceglie alcune persone infettate dal virus perché vengano ibernate in capsule nella struttura sotterranea di un antico castello inglese. Soltanto sette infetti da Medusa sopravvivono. Per quanto tempo hanno dormito? E cosa è accaduto al mondo?

(fonte: Mymovies)

Ora, il punto è che non conosco nessuno così nerd da guardare le stesse cose che guardo io nella vita reale, così, per parlarne un po', approfitto del mio bellissimo blog!

Colgo l'occasione lanciatami da questo film per parlare di quello che secondo me e la mia ristretta mentalità da occidentale è il peggior difetto dei film d'animazione giapponesi, o almeno di quelli di fantascienza:
il 99% sono belli per la prima metà, e per la seconda non si capisce una cippa.
Ditemi che non è vero, se ne avete il coraggio!
Ora, sarà colpa della traduzione. Sarà colpa del fatto che questi film sono tratti quasi sempre da manga (come questo, manga che tra l'altro non ho letto) e quindi devono condensare in un paio d'ore scarse chissà quanti volumi di fumetto. Molto più probabilmente, sarà colpa mia. O magari li ho beccati tutti io, non so.
Eppure, quasi tutti gli anime fantascientifici che ho visto soffrono di questa sindrome. Partono bene, poi vanno a perdersi in finali mistici e spunti filosofeggianti che, forse perchè io non ho il cervello a mandorla, mi lasciano puntualmente basito.
Provate un po' a fare caso a quanti sono i finali nei quali il protagonista fluttua su sfondo bianco, poi ditemi.

Anche King of Thorn soffre di questa sindrome, ma in misura decisamente meno opprimente rispetto alla media.
La prima parte è ottima. Una serie di servizi al telegiornale ci spiegano la situazione del mondo in rapporto al virus Medusa, che trasforma le persone in pietra, poi si passa subito all'istituto criogenico, dove gli ammalati si recano per farsi surgelare in attesadi tempi migliori. Ovviamente, qualcosa va storto, e gli ibernati si risvegliano prima del tempo scoprendo di trovarsi in una situazione da incubo.
La prima metà del film è un puro horror d'azione, con mostri, sparatorie e inseguimenti. Gli ottimi disegni e l'apporto della computer grafica, sempre perfettamente integrata col resto, contribuiscono a creare un insieme d'effetto.
Sono buoni anche i riferimenti alla fiaba della Bella Addormentata, come pure i vari flashback che iniziano a far intravedere un po' di luce. 
Prima o poi, però, dovranno arrivare le spiegazioni, e lì ti voglio.
In realtà, se si sta molto attenti la storia si capisce. Molto attenti.



 Si capisce nel senso che hai abbastanza chiaro cosa sta succedendo, ciò non toglie che sia un pasticcione fanta-psichico che a parer mio stride un po' con i mostri e gli inseguimenti della prima parte, e che alcuni elementi rimangano un po' misteriosi (SPOILER: ma cosa c'entrava il supercomputer? Non ha fatto niente! FINE SPOILER).

Alla fine, comunque, se si guarda un film di fantascienza giapponese bene o male si sa a cosa si va incontro. Tralasciando gli sproloqui precedenti, King of Thorn mi è piaciuto più di molti altri anime. A parte che, almeno, il finale più o meno si capisce, sono belli i disegni, sono belle le atmosfere, sono interessanti i personaggi e la trama.
Alla fine, il preziosissimo consiglio del Moro: se amate l'animazione giapponese King of Thorn sono un paio di ore ben spese.  Se la odiate, difficilmente sarete arrivati a questo punto del post. Se siete a metà strada e avete un po' di tempo da perdere, potete pure provare a guardarlo. Potrebbe non dispiacervi.
Il Moro. 
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