martedì 14 aprile 2026

Rise of the tomb Raider e Tomb Raider Reloaded

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Stavolta prendiamo in esame due capitoli della saga di Tomb Raider. Due capitoli in realtà molto diversi tra di loro, ma sempre di Tomb Raider si tratta. 


Rise of the tomb Raider recensione

Rise of the tomb Raider (PC, 2015)

Mi sono accaparrato tutti e tre i Tomb Raider della saga cosiddetta "survivor timeline" gratuitamente grazie alle promozioni dell'Epic Store, ma la vita gira come vuole quindi è ormai da qualche anno che ce li ho ma solo adesso ho giocato al secondo. Quando giocherò il terzo probabilmente sarò in età pensionabile. No, scherzo: per me non arriverà mai l'età pensionabile.
Che scherzo triste... lasciamo perdere, e partiamo del gioco: come in ogni sequel che si rispetti, anche Rise of the tomb Raider è come il primo, ma di più!

Rispetto al sistema di "stanze e corridoi" di cui avevo parlato in occasione del primo capitolo, ho notato che il secondo lascia una maggiore libertà d'azione, e pur non essendo un open world offre una serie di aree esplorabili nelle quali spesso ci si trova coinvolti in combattimenti. Alcuni combattimenti sono inevitabili, per altri si può scegliere un approccio stealth, che io in genere preferisco. I combattimenti comunque sono meglio integrati nella mappa, è molto meno presente quella sensazione del primo capitolo per cui non appena vedevi un'area un po' più ampia eri sicuro che stavano per sparati addosso. Mi è sembrato anche che i nemici avessero intelligenza artificiale un po' più sviluppata e i combattimenti fossero un po' più difficili, ma anche così non mi hanno fatto impazzire perché in momenti particolarmente frenetici ci si trova a sparare un po' a caso, fino a decidere che conviene lanciarsi in mezzo e finire tutti a colpi di piccozza in testa. Comunque meglio del primo. 

Rise of the tomb Raider recensione

Per quanto riguarda l'esplorazione, sebbene non riesca a ricordare esattamente come fosse nel primo capitolo, mi sembra che qui ci vengano offerte più possibilità, più movimenti disponibili, forse pure troppi, e ci sia un maggiore appagamento nel girovagare per le splendide ambientazioni in cerca di collezionabili. Anche qui ho notato un enorme livello di dettaglio nella costruzione delle ambientazioni, per lo più paesaggi innevati, un livello di dettaglio che rischia addirittura di andarsi un po' a perdere nei momenti più frenetici, in cui ti viene da chiederti perché siano stati ad aggiungere tutti quei particolari se tanto è un posto in cui devi passare di corsa.
Devo spendere anche dei complimenti per l'ottimizzazione del gioco sul PC. Io uso un computer da ufficio riciclato, moderno ma non di certo un pc da gaming, eppure mi gira perfettamente, laddove altri giochi che a una prima occhiata sembrano graficamente meno impressionanti vanno terribilmente a scatti.
Se dal punto di vista tecnico e del gameplay mi è sembrato quindi che si siano fatti diversi passi avanti rispetto al primo capitolo, ora è il momento di parlare della storia, e lì non puoi confidare nell'avanzamento tecnologico, la storia te la devi inventare adesso come te la dovevi inventare prima.

rise of the  tomb raider recensione

Mentre nel primo avevamo la particolarità di una Lara alla sua prima avventura, sempre pesta e traumatizzata, qui abbiamo una Lara più esperta, il che aiuta anche ad accettare più facilmente che uccida decine di persone senza battere ciglio (e poi ne arrivano un po' di meno per volta, per cui Lara da meno l'impressione di essere un'inarrestabile macchina da guerra). Per compensare la perdita di quella caratteristica, quindi, gli autori hanno deciso di utilizzare una storia molto personale per Lara, una storia che coinvolge la sua famiglia e che è strettamente legata alla morte di sua madre e al suicidio di suo padre. Il fatto che Lara sia così coinvolta emotivamente aumenta in noi il senso di partecipazione e coinvolgimento. la storia nel suo complesso non è una di quelle che ci si ricorda a lungo, ma è comunque godibile con alcuni bei momenti. 

La versione gratuita con l'Epic Store contiene anche tutti, almeno credo, i DLC, dei quali uno in-game, una missione aggiuntiva che è forse la più bella di tutto il gioco, e un paio accessibili dal menù. Una si svolge tutta all'interno del Maniero Croft, ed è praticamente un walking simulator nel quale ci aggiriamo per l'enorme villa in cerca di indizi per scoprire alcune verità sulla morte dei genitori di Lara, e le altre sono varie missioni di combattimento, che ho mollato presto perché sono una schiappa. 

Nel complesso, Rise of the tomb Raider mi è piaciuto molto. Vi direi di provarlo, ma a meno che non ve lo siete accaparrato al momento giusto sull'Epic Store vi toccherà pagarlo...
EDIT dell'ultimo minuto: al momento in cui questo post viene pubblicato tutti e tre sono inclusi nell'abbonamento Amazon Prime.


Tomb Raider Reloaded recensione

Tomb Raider Reloaded (2023)

Ho giocato questo Tomb Raider Reloaded subito dopo aver giocato a fondo a Vampire Survivors (che tutt'ora è installato nel mio smartphone, ogni tanto ci torno), quindi mi è venuto naturale fare dei confronti.
Chissà cosa ha pensato Luca Galante, sviluppatore e produttore principale del suddetto gioco sui vampiri in cui non si vede nessun vampiro, quando si è accorto hanno preso le sue idee per produrre un capitolo di una delle più importanti saghe videoludiche di sempre!
In realtà non sono sicuro di quanto il gameplay di Vampire Survivors sia originale, è piuttosto probabile che ci siano esempi simili precedenti, ma è quello a cui è volato il mio pensiero mentre giocavo a Tomb Raider Reloaded, gioco per smartphone gratuito con acquisti in-app e del tutto gratuito per gli abbonati Netflix, che è come l'ho giocato io. 

Tomb Raider Reloaded recensione

Si tratta quindi di un "roguelite", genere di giochi che differiscono dai "roguelike" perché, mentre in questi ultimi ogni volta che si muore ci si ritrova a zero e basta, nei roguelite ci sono dei passaggi intermedi.

Il gioco consta di una serie di tombe da visitare. Ogni tomba può contenere un numero variabile tra 10 e 50 quadri che occupano più o meno una schermata dello smartphone. Quando si entra in una tomba si è privi di potenziamenti, potenziamenti che ogni volta vanno raccolti salendo di livello. Come in Vampire Survivors, ogni volta che si sale di livello ci viene richiesto di scegliere tra tre potenziamenti scelti a caso. Alla fine della tomba questi potenziamenti vengono azzerati e per la prossima si ricomincia di nuovo da zero. 
Come in Vampire Survivors e in generale nei roguelike, tra un livello e l'altro si possono comunque acquistare dei potenziamenti permanenti che aumentano le statistiche di difesa, attacco e quant'altro del personaggio, nella versione Netflix del gioco non servono soldi veri ma lo si fa con dei collezionabili da raccogliere durante le partite. 
Come per molti giochi per cellulari, la gestione di questi potenziamenti è stata resa inutilmente complicata, tra premi per ogni giorno in cui apri il gioco, premi per il raggiungimento di determinati obbiettivi che cambiano di giorno in giorno o di settimana in settimana, fino ad arrivare all'assurda complicazione delle tre o quattro valute necessarie per potenziare questa o quella parte. Perché devo raccogliere un tipo di monete per potenziare i vestiti, un altro per le armi, un altro per acquistare le casse che contengono altre armi, eccetera? Ma in realtà nei giochi per cellulari è normale così, una complicazione che magari a qualcuno piace o che serve in qualche modo intricato per riuscire a vendere più contenuti in-app. L'abbiamo visto di recente ad esempio nel detestabile Metal Slug Awakening, che ti costringeva a passare più tempo a gestirti 'ste mille risorse che a giocare.
Fortunatamente Tomb Raider Reloaded ha ancora al centro il gioco, e il gioco, come in Vampire Survivors, ci vede aggirarci per queste arene nelle quali Lara spara automaticamente contro il nemico più vicino, con l'handicap che può sparare solo quando è ferma sul posto.
Come in Vampire Survivors, se si prendono i potenziamenti giusti e si è in un livello con più di dieci quadri si può arrivare a scaricare un vero "bullet hell" contro i nemici. Ma prima di arrivare a quel momento bisogna dosarsi tra lo schivare i colpi e l'attaccare i nemici, cose che come detto non si possono fare contemporaneamente. 

Tomb Raider Reloaded recensione

I problemi sono due, e sono legati al fatto che è la versione gratuita di un gioco con microtransazioni. Innanzitutto è meno supportato della versione a pagamento, sia per la correzione dei bug sia per gli eventi online che a un certo punto hanno semplicemente smesso di essere accessibili per chi ha la versione Netflix, ed è un peccato perché davano dei bei premi. Ma soprattutto la curva di difficoltà: nella versione a pagamento per superare le tombe più avanzate potevi comprare i potenziamenti, qui non puoi, costringendoti a passare letteralmente ore a rifare mille volte tombe già fatte per potenziarti abbastanza per andare avanti.

Il gioco quindi risulta molto divertente all'ìnizio, ma la sua natura originaria di gioco con microtransazioni viene presto fuori, e dopo aver rifatto la stessa tomba per cinquanta volte senza riuscire nemmeno così a superare il livello a cui siamo bloccati credetemi che vi passa la voglia. 
Ma se avete l'account Netflix è gratis quindi provarlo non vi costa nulla.

Vampire Survivors è sicuramente molto meglio, comunque.

Il Moro

Ho pubblicato diverse compilation di videogiochi, videogiochi cioè accomunati da un tema particolare. Ad esempio tutti i videogiochi dove compare un particolare attore o personaggio, o seguiti più o meno apocrifi di un videogioco classico, e altre. Alcune sono "elenchi ragionati", altre veri e propri approfondimenti sul tema. Le trovate tutte a questo link.


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