martedì 8 febbraio 2022

Opinioni in pillole, Zagor: Il ritorno del barone Lapalette, Mortimer colpisce ancora, Il sakem senza piume

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Come ho già fatto altre volte, raccolgo in questo articolo le opinioni che ho scritto sul forum Zagortenay riguardo alle ultime storie uscite, modificandole un po' per renderle fruibili anche per chi non è un abituale frequentatore del forum in questione e quindi magari non ha già letto i volumi di cui si parla o non conosce a menadito la storia di Zagor.

Zagor il ritorno di Lapalette recensione

Color Zagor n.14: Il ritorno di Lapalette.

La storia nel complesso è un buon horror gotico, che magari avrebbe beneficiato di qualche pagina di sparatoria in meno e qualche approfondimento in più dello scienziato pazzo.
Le sparatorie comunque, unite ai disegni di Chiarolla, restituiscono uno zagor dinamico e ipercinetico, e non posso che apprezzarlo.
Un po' troppo sbrigativo il modo in cui viene eliminato dalla scacchiera l'avversario/alleato, il gestore del bordello di cui ora non ricordo il nome.
E' da segnalare la scarsa presenza del conte di Lapalette. In un albo dal titolo "Il ritorno di Lapalette", contenuto in una collana dove il principale leit motiv è dedicare ogni numero a un personaggio secondario, il barone in questione fa davvero poco.
Con questo non voglio dire che avrei voluto avere approfondimenti sulla figura del conte, passato drammatico o roba del genere, ma solo che avrei preferito che fosse un po' più presente sulla scena e che la storia girasse in qualche modo intorno a lui, invece è solo un personaggio secondario.
Cico quasi assente, è il problema delle storie troppo corte, ma magari sforbiciare un po' qualche sparatoria e dedicargli una gag anche solo di un paio di pagine si poteva fare.



Zagor 677-679 - Mortimer colpisce ancora recensione

Zagor 677-679 - Mortimer colpisce ancora

Il nuovo ritorno di Mortimer secondo me è sottotono rispetto agli altri.
Mortimer dovrebbe essere un machiavellico genio del male, ma il piano messo in piedi stavolta sembra raffazzonato, indegno dell'astuzia che contraddistingue il personaggio. Questo Fantomas del West sembra quasi allo sbando, nonostante i sorrisetti di sufficenza e l'atteggiamento di superiorità.
Il piano per far accusare Zagor di omicidio da una parte sembra inutilmente contorto (si poteva arrivare allo stesso risultato coinvolgendo meno fattori), dall'altra troppo banale e in balia dei capricci della fortuna per venire dalla mente di Mortimer.
Da una parte un'evoluzione del personaggio, che in realtà è un'involuzione, ci sta. Un uomo che ha sempre pensato di essere invincibile ma si trova non solo ad essere sconfitto sonoramente e pure più volte, ma perde pure l'amore della sua vita: che scleri è più che comprensibile. Peccato che questo vada a snaturare il personaggio. Piuttosto, sarebbe stato meglio mostrarlo ancora più violento e fuori di testa, mentre così sembra a metà strada tra il Mortimer precedente e una versione più folle e meno astuta, risultando quindi insipido.
Mi è piaciuto il coinvolgimento delle ragazze e il ruolo di Penny, non mi dispiacerebbe che diventasse più importante nelle prossime storie. Non sono mai stato particolarmente fan dell'algida Frida, ma la mia preferita resta sempre Gambit!
A parte il ruolo di Penny, però, diverse scelte di sceneggiatura sanno di già visto, in particolare già visto proprio nelle precedenti avventure di Mortimer. Su tutte, il confronto finale avviene in modo IDENTICO alla volta precedente, e fa niente se anche i personaggi lo notano.
Un altro difetto comune a molte sceneggiature di Burattini è che alcune scene, di solito dialoghi, sembrano a volte infilate in mezzo alla narrazione, come se si fossero fatte largo spintonando. E' il caso dei vari (fortunatamente brevi) flashback, del breve monologo interiore di Zagor su Penny, delle numerose piccole citazioni alle prime avventure di Zagor. Spezzano la continuità della vicenda.
SPETTACOLARI i disegni degli Esposito Bros, al momento quelli in grado di restituire lo Zagor più dinamico. Si agita talmente che sembra quasi plausibile che schivi tutte quelle pallottole!
Quando ci sono i ritorni di gente come Kandrax, Rakosi o Hellingen sai già che una spiegazione di qualche tipo salta fuori, ma un personaggio come Mortimer in teoria dovrebbe essere più difficile da far tornare da morte certa. E stavolta la fine di Mortimer sembra davvero definitiva... ma proprio definitiva definitiva! C'è da dire che questo ritorno mi ha dato la sensazione di essere stato scritto controvoglia, magari dietro l'insistenza dei lettori, e quindi può anche darsi che si sia voluto dare davvero un addio definitivo a Mortimer. Nel caso non sia così, sono curioso di vedere così si inventerà Burattini per farlo tornare ancora...


Zagor n. 27 bis - Il sakem senza piume recensione


Zagor n. 27 bis - Il sakem senza piume

Nel 1963 la casa editrice che stava pubblicando in Francia diversi fumetti Bonelli chiese il permesso di pubblicare una storia di Zagor realizzata da loro. Bonelli accettò ma disse da subito che la storia non sarebbe stata pubblicata in Italia, perché brutta (parole sue) ma anche perché usava vignette troppo grandi per rientrare nel formato a striscia. Solo nel 2011 la storia venne pubblicata anche in italiano nel formato "gigante" dall'A.N.A.F.I., ma solo in tiratura limitata per i soci.
Quella in mio possesso è quindi una copia digitale, realizzata dagli stessi "allegri falsari", come si definiscono loro stessi, che hanno realizzato lo Zagor 122 bis - L'isola misteriosa. Si tratta quindi di un'opera diffusa senza il permesso di nessuna delle due case editrici coinvolte, un'opera a cui comunque nessuna delle due era minimamente interessata e quindi destinata al dimenticatoio.
Il volume digitale è stato impaginato come un numero "27 bis", che sarebbe la sua sietemazione cronologica all'interno della serie.
Ci vuol poco a capire perché Bonelli non volle mai pubblicarla in Italia. Basti dire che è ambientata nel periodo temporale sbagliato, sembrando più una storia western classica della seconda metà dell'800, con i cowboy e le zone desertiche e rocciose. La trama stessa sembra più adatta a un numero di Tex. Zagor va un sacco a cavallo, Cico è incredibilmente efficiente rispetto al solito, e tutto fa pensare più a un numero di Tex che a uno di Zagor. Anche i disegni sembrano per lo pù ricalcati da disegni di Galep per Tex, e il volto di Zagor è completamente sbagliato.
Insomma una storia che è quasi meglio perdere che trovare, comunque un'interessante curiosità storica per gli appassionati.
L'albo è impreziosito da approfondimenti sulle storie francesi di Zagor, e da un fumetto più breve degli stessi autori, basato su due personaggi che sono palesemente Zagor e Cico (nella versione farlocca de Il sakem senza piume) senza i diritti per poterli chiamare così.

Il Moro

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Tutti i miei articoli su Zagor

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