Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Questa è la seconda parte dell'articolo su Inazuma Eleven, la prima è qui. La volta scorsa avevamo parlato della prima serie e del videogioco, e ora tocca alla seconda serie.
Inazuma Eleven Go (2011)
Anche la prima serie di Inazuma Eleven era originariamente divisa in tre parti (ognuna ispirata a un diverso videogioco della saga), ma io l'ho vista tutta in un blocco unico e così l'ho considerata quando ne ho parlato nell'articolo precedente.
La seconda serie invece ha una più netta separazione tra le sue tre parti, che quindi considererò qui come stagioni a sé stanti.
La prima stagione della seconda serie di Inazuma Eleven è datata 2011. Sono passati alcuni anni, Mark è compagni sono diventati grandi e ora seguiamo le vicende della nuova squadra della Raimon, quindi nuovi personaggi e un nuovo protagonista.
Ovviamente continuano a esserci le tecniche speciali, muri di roccia e tiri della cometa, con un'aggiunta: alcuni giocatori riescono a evocare uno "spirito guerriero", che si materializza alle sue spalle e li aiuta nel realizzare le tecniche speciali. In pratica Inazuma Eleven si sta trasformando in Jojo. E non solo per la presenza di questi pseudo-stand, ma anche per il loro aspetto. Spesso perfino i nomi dei personaggi e i caratteri utilizzati per scrivere a schermo i nomi degli spiriti sembrano essere delle reference a Jojo.
Quello che però colpisce in particolare di questa stagione sono le tematiche cupe e i toni più adulti, strani in un cartone che comunque dovrebbe essere per bambini e in cui i calciatori materializzano mani di luce.
La vittoria della Raimon nel torneo finale della prima serie (non venitemi a dire che è uno spoiler), e le sue imprese nel combattere alieni e supercattivi vari, hanno causato un enorme aumento della popolarità del calcio scolastico in Giappone. Le vittorie della squadra scolastica sono diventate un metodo per misurare la popolarità della scuola. Se la scuola ha una squadra perdente, quella scuola presto o tardi dovrà chiudere per mancanza di iscritti. Per questo si è creato un comitato, denominato "Quinto Settore" (non ho idea di quali siano i primi quattro), che organizza il gioco del calcio studentesco e lo fa nei minimi dettagli, arrivando a decidere chi deve vincere e chi deve perdere, per non penalizzare troppo una scuola con una squadra scarsa.
Questo significa che molte partite sono decise a tavolino da questo Quinto Settore, e le squadre prima dell'inizio della partita ricevono le direttive sul risultato. Disobbedire al Quinto Settore può portare gravi conseguenze, che possono andare dalla chiusura del club di calcio fino a vere penalizzazioni in campo scolastico. E da quello che ho capito del Giappone (il che probabilmente non è molto), questa cosa dei risultati scolastici lì è molto sentita, chi esce con dei pessimi voti dalla scuola rischia di "non avere un futuro ".
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| Dai, è chiaramente uno stand. |
E' una bizzarra distopia calcistica (d'altronde sappiamo poco e niente di quello che succede in questo mondo al di fuori del calcio studentesco), in cui i calciatori devono obbedire agli ordini e stare zitti, accontentandosi di poter giocare lealmente le partite che non interessano al Quinto Settore. Distopia nata comunque per motivi non del tutto disprezzabili, visto che si trattava di salvare dal fallimento delle scuole colpevoli solo di non avere bravi calciatori in squadra.
Quando arriva alla Raimon il giovane Arion, centrocampista, idealista ed entusiasta come il suo predecessore Mark Evans, protagonista della prima serie, immediatamente si ribella ai diktat del Quinto Settore e cerca di coinvolgere i suoi compagni nella sua ribellione.
I ragazzi sono quindi chiamati a decisioni difficili: giocare un calcio pulito, ideale, quello che amano e che hanno sempre sognato, porterebbe a conseguenze gravi che potrebbero gravare anche sulle loro famiglie oltre che su loro stessi.
Tematiche cupe, quindi, serie, pur nel tono surreale di una saga dove tutti i calciatori hanno poteri quasi magici (che però non utilizzano mai al di fuori del campo, d'altronde non abbiamo quasi idea di cosa facciano quando non giocano o si allenano) e dove un comitato organizzativo del calcio studentesco è comandato da un "imperatore" che si siede al buio in una sala dove campeggiano complessi ologrammi, circondato da lacché in divisa. Il contrasto è notevole, e almeno per tutta la prima parte non sembra più possibile che i problemi possano essere risolti sconfiggendo qualche squadra di calcio.
Un'altra cosa che mi ha colpito riguarda i personaggi della prima serie, molti di essi ricompaiono in ruoli secondari nella seconda e ora hanno circa 25 anni. Pur essendo stati campioni del mondo e potendo tirare cannoni infuocati e comete glaciali, quasi nessuno di loro è riuscito a fare carriera nel mondo del calcio. Giusto un paio sono riusciti a diventare allenatori, comunque di squadre scolastiche. Gli altri hanno tutti smesso di giocare a calcio, se non come hobby, non appena usciti da scuola. Trovo questa cosa molto triste, e mi fa riflettere sul ruolo dei club scolastici in Giappone. Proviamo a parlarne, per quel poco che ne so.
Leggo in giro che, una volta entrati nel mondo del lavoro, i giapponesi sono molto inquadrati e pensano solo più a quello. Se ci pensiamo anche in Italia c'è gente con una mentalità simile, quelli che ti giudicano un fannullone se lavori meno di dieci ore al giorno. Sicuramente ne conoscete qualcuno anche voi.
Qui però si parla di lavorare in senso generale, mentre in Giappone a quanto pare c'è più una cultura di fedeltà all'azienda e ai colleghi, che arrivano a sostituire la famiglia. E' la norma che all'uscita dall'ufficio i colleghi si trovino insieme al bar vicino, chi si sottrae potrebbe essere addirittura malvisto. Tutti cercano di non prendere mai troppe ferie e non stare mai a casa in malattia. Non si dice mai di no allo straordinario (si può anche essere licenziati per questo, ho letto di un caso in cui a un dipendente è stato chiesto di fare alcune ore di straordinario subito prima della fine dell'orario di lavoro, e ha rifiutato per un impegno precedente: nonostante si sia presentato in anticipo il giorno successivo e abbia portato a termine il lavoro, è stato licenziato lo stesso. Spero che sia un caso limite). Sono documentati diversi casi di morte per stress da troppo lavoro, a volte per suicidio, altre volte per conseguenze di un'eccessiva spossatezza.
Insomma, non mi dilungo troppo, ma il punto è che i club scolastici per la grande maggioranza dei giapponesi sono l'ultima occasione per dedicarsi alle loro passioni. Un destino parecchio triste dal nostro punto di vista, e Inazuma Eleven mi sembra riflettere quetsta situazione più di altri spokon in cui i protagonisti da grandi diventano tutti campioni e vanno a giocare in Italia o in Brasile. Sì Tsubasa, sto parlando con te. Realistico (il che è strano in una serie dove evocano spiriti giocando a pallone), ma deprimente.
Inazuma Eleven Go: Chrono Stones (2012)
La seconda stagione riprende gli stessi personaggi della prima e parte solo qualche mese dopo la fine della precedente, ma lo fa con un botto: il calcio non esiste più!
Il tono cambia drasticamente, e dalle tematiche cupe della stagione 2 passiamo ad argomenti decisamente più cazzoni: (altri) cattivi dal futuro vogliono cancellare il gioco del calcio, perché nel futuro una razza di uomini evoluti discendenti dai calciatori della Raymon minaccerà la loro supremazia. Il protagonista Arion viene quindi contattato da un altro viaggiatore del tempo, che lo coinvolge in diversi viaggi per correggere gli eventi modificati dai cattivi e ripristinare il corso normale del tempo. Man mano riuscirà far tornare alla normalità anche i suoi compagni ricostituendo la squadra.
Sì, c'è sempre un certo afflato drammatico con questi tizi disperati perché vogliono portar via loro il gioco del calcio, arrivando anche a manipolazioni ipnotiche, ma il passaggio da una cupa distopia a una storia di viaggi nel tempo spesso abbastanza vaghi e incongruenti (per quanto si cerchi di mantenere un certo rigore scientifico) è evidente.
E poi come fa Arion a ripristinare gli eventi? Semplice, bloccando gli emissari dei cattivi del futuro e... sfidandoli a una partita di calcio! Che vi aspettavate? Sì, non ha nessun senso, perché mentre prima tutte le strane cose che succedevano si risolvevano giocando a calcio perché comunque c'entravano sempre col calcio e rimanevano all'interno di quell'ambiente, ora senza alcuna ragione il calcio viene utilizzato anche da chi il calcio dovrebbe cancellarlo, quasi come se fosse solo un altro metodo di combattimento, una strana forma di arte marziale.
La prima parte della stagione appare in effetti piuttosto ripetitiva, con un susseguirsi di brevi partite contro la stessa squadra di cattivi viaggiatori nel tempo.
Se la stagione precedente citava con una certa evidenza Le bizzarre avventure di Jojo, questa volta le citazioni sono addirittura lampanti, e talmente importanti ai fini della trama che non si può più limitarsi a chiamarle citazioni. Uno dei due viaggiatori temporali che aiutano la Raymon è un orsacchiotto robotico con un testone rotondo a cui mancano solo i gadget per essere Doraemon (lo vedete in alto nell'immagine sopra, accanto al pulmino temporale), e gli spiriti guerrieri della seconda stagione ora possono essere "indossati", diventando né più e né meno che le armature dei Cavalieri dello Zodiaco. Anche i nomi e l'aspetto di svariate armature sono molto (troppo) simili.
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| Giusto per essere chiari: lo spirito guerriero da cui deriva quest'armatura si chiama Fenix. |
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| Ok? |
Andando avanti poi iniziano anche a viaggiare nel tempo, non per reclutare giocatori del passato come immaginavo, ma per, diciamo, "estrarre" da personaggi del passato le loro capacità, ad esempio le abilità tattiche di Nobunaga Oda (noto per essere uno dei migliori strateghi della storia del Giappone, e per questo utilizzato come boss finale in diversi videogiochi strategici) per passarle a uno dei personaggi. Peccato che, a parte Nobunaga che è famoso anche all'estero, gli altri personaggi che incontrano siano personaggi storici del Giappone di cui non sappiamo nulla.
Oltre alle mosse speciali della prima serie, agli spiriti guerrieri della seconda e alle armature dell'inizio della terza, si aggiungono quindi delle "fusioni" in stile Dragonball di alcuni dei membri della squadra con dei personaggi storici. I personaggi si trasformano in versioni di loro stessi mischiati con Giovanna D'arco e compagnia: in pratica rimangono uguali fisicamente ma i capelli cambiano forma per assomigliare a quelli del personaggio storico con cui si sono fusi, oltre a sviluppare nuove mosse e capacità. Si possono fondere anche con alcuni animali (dinosauri, per lo più), ma purtroppo anche in quel caso cambia solo la pettinatura. Il che non vuol dire che non si possano giocare partite di calcio contro dei dinosauri. Sì, succede anche questo.
La seconda stagione risulta decisamente inferiore sia alla prima che alla prima serie, noiosetta e ripetitiva, e questa cosa delle continue sfide a calcio sempre con la stessa squadra di cattivi stanca in fretta. La mia idea è che la storia ricalchi troppo fedelmente il videogioco, che anche in questo caso non ho giocato, ma mentre una struttura ripetitiva in un gioco del genere è normale, in un anime no.
Inazuma Eleven GO Galaxy
In questa stagione si torna indietro: il nuovo regolamento del torneo mondiale dice che non si possono usare spiriti guerrieri, fusioni, armature, eccetera, quindi si torna alle "semplici" mosse speciali della prima serie. E, in men che non si dica, i personaggi sembrano addirittura dimenticarsene. C'è anche un altro gradito ritorno: il cattivo della prima serie, Dark, qui diventato buono per quanto antipatico (beh, non parla quasi mai, è oltre l'antipatico) e soprattutto le sue travi! Mi mancavano, le travi!
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| E' tornato e saranno travi per tutti! |
C'è un cambio radicale nella squadra: solo tre elementi vengono mantenuti (più un quarto che viene ripescato in seguito), gli altri sono tutti personaggi nuovi, provenienti però da sport diversi e che non hanno mai giocato a calcio. Come mai il nuovo allenatore della squarda che va al campionato mondiale (che non è la nazionale giapponese, è più una specie di mondiale per club, non ho capito bene) ha scelto questi giocatori privi di esperienza per un campionato così importante? Lo scopriremo più avanti, l'importante è che per farli allenare gli lanci addosso delle travi, poi siamo tutti contenti.
Tutta la parte iniziale sembra un cartone sul calcio quasi normale, nel senso che partecipano a un mondiale con giocatori di altre nazioni, e per quanto lo stile sia sempre quello, con i palloni fiammeggianti e i turbini oscuri, con gente che va a fare il mondiale senza aver mai giocato a calcio, con un pubblico adorante nonostante siano ragazzini delle medie, sembra che stavolta debbano "solo" giocare a calcio, come succede in parte della prima serie. Questa parentesi dura anche un po' troppo: io non guardo Inazuma per vedere partite "normali"!
Dobbiamo andare avanti di un bel po' di episodi perché la serie prenda la piega che ci si aspetta dal titolo della stessa: i nostri vengono coinvolti in un torneo di calcio galattico, in cui la posta in gioco è la salvezza del pianeta!
C'è un mondo lontano che sta modendo, e i suoi abitanti per salvarsi si disperdono nella galassia. Ma sono tanti, talmente tanti da aver bisogno di occupare quasi tutti i pianeti abitabili, e quindi anche quelli abitati, della galassia! Il torneo di calcio decreterà chi potrà essere risparmiato dall'incredibile orda...
E si svela anche perché è stata selezionata gente che non aveva mai giocato a calcio: salta fuori un nuovo "potere", stavolta uno spirito animale, o animale totem, se preferite. Che poi non è altro che una nuova serie di mosse speciali a tema animale, a mio parere anche inferiori rispetto a spiriti guerrieri, armature e fusioni, che almeno avevano anche altri effetti. Ma va beh.
Ammetto che a un certo punto un po' perso il filo di chi sono questi alieni e cosa vogliono, i "cattivi" non sembrano appartenere alla stessa fazione degli invasori, e forse gli invasori non sono tanto cattivi, insomma ho fatto un po' fatica. Ma temo che sia perché stavo meno attento.
La stagione che mi è piaciuta di meno fin'ora. Non ha il gusto di novità della prima serie, le tematiche intriganti della seconda, i continui e sempre più folli power up della terza. Sembra un tentativo di tornare alle origini, ma la storia è insipida, tutta la prima parte "normale" è noiosetta, i nuovi poteri non sono niente di che rispetto ai precedenti. Solo quando partono per lo spazio (a bordo di un treno spaziale che è chiaramente ripreso da Galaxy Express 999, nell'unica citazione di questa stagione, o almeno l'unica che ho colto io) torna ad essere un po' più interessante, ma comunque meno che le serie precedenti, nonostante la posta in gioco altissima: la salvezza dell'intera galassia!
Con questa stagione finiscono anche le avventure di Arion, Victor, J.P. e degli altri personaggi di questa squadra. Ma non farò un altro articolo per parlare della prossima serie, perché in gran parte non è uscita in italiano e quindi non l'ho vista. Giusto qualche cenno qui sotto.
Inazuma Eleven Ares (2018)
Particolarità di questa terza serie è l'essere tratta non da un videogioco regolarmente uscito, ma da uno che è stato cancellato! In effetti la prima stagione, Inazuma Eleven Ares, è tratta dalla prima metà del videogioco Inazuma Eleven Ares no Tenbin, che poi è stato appunto cancellato e sostituito da un altro videogioco, Inazuma Eleven: Victory Road.
Questa è anche l'ultima stagione di Inazuma Eleven a essere arrivata in Italia. C'è stata una seconda stagione, Inazuma Eleven Orion no Kokuin ("il sigillo di Orione"), datata 2018, che qui non è mai arrivata. Arriverà? Mah. Nella mia vita ho visto un sacco di anime in giapponese con i sottotitoli, ma francacamente non mi va di fare lo stesso con questa, perché a me personalmente non interessa poi molto e mio figlio (9 anni) non ha ancora la voglia di guardarsi le cose in lingua originale.
Il problema è: visto che la seconda stagione è tratta dalla seconda metà dello stesso videogioco, la storia finisce?
Non lo so e probabilmente non lo saprò mai.
Come indicato all'inizio dell'articolo precedente, ho scritto questi due articoli tre anni fa, aggiungendo ora solo la postilla iniziale al primo articolo e questa finale al secondo. Avendo mio figlio nel frattempo perso interesse, non abbiamo visto nemmeno la prima stagione di Ares, l'unica in italiano. Ammetto che un po' di curiosità ce l'ho, questa follia di superpoteri calcistici risulta sempre interessante, ma non abbastanza per mettermi a guardarla da solo, già faccio fatica a seguire quello che mi piace.
Comunque, se i tiri della tigre di Holly & Benji non vi sono bastati, sappiate che in Inazuma Eleven potrete trovare molto, ma molto di più!
Il Moro











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