martedì 19 febbraio 2019

Alita Angelo della battaglia, il film

Alita Angelo della battaglia recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Forse ricorderete che abbiamo già parlato in lungo e in largo di Alita in questo blog.
Qui feci una panoramica su quanto uscito fin'ora legato al personaggio.
Qui parlai del primo manga di Alita e del primo spin-off dedicato al Motorball.
Qui parlai del seguito Alita: Last order,
E qui dell'ulteriore sequel/prequel, Alita: Mars cronichles, e dell'OAV che è stato tratto dalla prima parte del primo manga.

Diciamo la verità: diffidare degli adattamenti americani di storie orientali è cosa buona e giusta. È andata bene con I magnifici 7, è andata bene con Edge of tomorrow, ma vogliamo parlare di Ghost in the shell, Death Note, Oldboy o, ehm... solo allo scriverne il nome tremo... Dragonball evolution?

È quindi con un certo timore che sono andato a vedere questo film, nonostante i grossi nomi coinvolti. James Cameron dice che erano tipo 20 anni che voleva fare un film su Alita. Ha anche dichiarato che la sua serie televisiva Dark Angel è in parte ispirata ad Alita. Ma noi sappiamo che Cameron tra un film e l'altro fa passare almeno 10 anni di cazzeggio spendendo i soldi che ha guadagnato, e adesso ha da fare una manciata di seguiti di Avatar, povera stella. Per Alita si limita quindi a scrivere la sceneggiatura in coppia con Laeta Kalogridis (che credo  essere cugina della scrittrice di romanzi Fantasy e horror Jeanne Kalogridis, del quale tempo addietro letto I diari della famiglia Dracula, non male), affidando la regia al buon Robert Rodriguez, mica l'ultimo arrivato, essendo già regista di una discreta quantità di filmoni, tra cui il capolavoro totale e tombale Dal tramonto all'alba.



Alita Angelo della battaglia recensione


Anche davanti alla macchina da presa ci sono un paio di nomi da non buttare via, Purtroppo un po' sprecati: Christoph Waltz non ha molte occasioni per dimostrare quanto è bravo, ma è comunque in grado di mangiarsi la scena quando compare. Jennifer Connelly è sempre splendida, ma un'espressione sola per tutto il film. Alla fine chi se la cava meglio è proprio il faccione finto della protagonista, interpretata con la motion capture da Rosa Salazar, attrice di origine cubane nota per saghe young adult come Divergent e Maze runner. Ha anche vinto un premio come doppiatrice per il personaggio di copperhead in Batman: Arkham Origins.
Da segnalare anche Michelle Rodriguez nei panni di Gelda (si vede per circa 3.4 secondi ed è mascherata dalla CGI, se non l'avessi letto su Wikipedia non me ne sarei mai accorto), il re della serie Z Casper Van Dien nella parte di Amok (questo mi è sfuggito proprio, o la sua parte è stata tagliata o dura meno di mezzo secondo, sullo sfondo, nascosto dietro una tenda e al buio), Marko Razor, noto per essere il "cattivo" dell'imprescindibile Undisputed 2, nella parte di Ajakutty (mah, me lo ricordo dai fumetti, qui posso solo immaginare che fosse uno dei giocatori di motorball) ed Edward Norton nella parte di Nova (anche la sua parte durerà qualcosa come 0.7 secondi, ma almeno è riconoscibile).

Alita Angelo della battaglia recensione
Questa foto dalla pagina Facebook di Casper Van Dien è tutto quanto sono riuscito a trovare su questo fantomatico Amok, che nel film non ho visto.


Non ho capito il motivo che sta dietro agli occhioni da manga. Va bene che è tratto da un manga, ma nel fumetto non è che avesse gli occhi più grandi degli altri.  L'effetto è un po' straniante, e non riesco ancora a capire se mi è piaciuto o no. Da un certo punto di vista, gli occhi troppo grandi rendono evidente il fatto che anche la faccia è artificiale come il resto del corpo di Alita; e inoltre aiuta a nascondere le magagne della CGI: quando, come va di moda in molti film ultimamente, soprattutto Marvel, ci vengono mostrati personaggi ringiovaniti grazie alla computer grafica, si vede subito che sono finti, perché l'occhio umano cerca in un viso alcune caratteristiche particolari. Con un viso palesemente finto, invece, l'occhio non ha di queste pretese, e quindi è più disposto ad accettarlo come reale. D'altra parte, però, la CGI in questione non è abbastanza perfetta, e nonostante il livello tecnico altissimo non ci si può liberare della sensazione di stare guardando degli attori recitare insieme a un faccione in CGI per tutto il film. Non era meglio lasciarle la sua faccia normale? la faccia degli altri cyborg sembra sempre vera...



Alita Angelo della battaglia recensione
Facciona in CGI...


Alita Angelo della battaglia recensione
...e faccia reale.

Faccione a parte, ottimo tutto l'impianto visivo, con scene d'azione spettacolari. I combattimenti sono resi replicando alla perfezione e in maniera ottimale quanto visto nel manga. La resa della città dei rifiuti forse poteva essere migliore, nel senso che non ha niente di visivamente originale, avrebbe dovuto essere più "sporca", grezza. Cioè, è una città che basa il suo intero ciclo economico sul riciclo dei rifiuti (se non ricordo male nel manga si chiamava proprio "Città Discarica", qui la chiamano "Città di Ferro", ma potrei sbagliarmi). Qui invece abbiamo ambienti per lo più perfettamente puliti, neanche troppo disordinati, e gente che se ne va in giro altrettanto pulita e ben vestita. Addirittura, molti personaggi sembrano davvero dei fotomodelli, vedi tutta la banda di Hugo (uno ha addirittura i pantaloni con i risvoltini!); perfino quelli imbruttiti da protesi bioniche, come i cacciatori di taglie, sono sempre belli e ordinati.

Alita Angelo della battaglia recensione
Fighetti col risvoltino in gita.


Come già accennato, Robert Rodriguez ha deciso di usare la stessa tecnica che ha usato per Sin City: molte scene sono infatti fotocopiate dal fumetto, identiche. E' un bene? E' un male? Alla fine, dipende sempre dal risultato.
La trama è rispettosa di quella originale, al netto di ovvi decurtamenti per motivi di tempo. Anzi, vengono raccontate più cose di quelle che avrei creduto, ad esempio il motorball nel fumetto arriva dopo. Succede davvero un mucchio di roba, e che la storia non diventi confusionaria o troppo affrettata è un miracolo. Succede forse addirittura troppo, perché il film dura un paio d'ore, ma si esce dal cinema con la sensazione che sia durato di più. Non mi è sembrato che ci fossero problemi di ritmo, quindi può darsi che il problema fosse solo che c'è tanta roba da assimilare.
Oppure, forse, manca quel qualcosa che spinge ad appassionarsi a una storia. Forse non c'è "abbastanza" emozione. Forse si va avanti in un modo un po' piatto. E' qualcosa di difficile da definire, che non sono ancora riuscito ad afferrare bene. Certo è che se il film mi è piaciuto (più di quanto credevo) ma l'ho trovato lungo, nonostante non lo fosse poi così tanto, da qualche parte c'è qualcosa che non va.
Ma è solo la mia impressione, ovviamente. Ad altri potrebbe non fare questo effetto.

Alita Angelo della battaglia recensione


Il mio giudizio finale quindi è che secondo me da questo manga non si poteva ricavare un film migliore, dal punto di vista di regia e sceneggiatura. Peccato per la resa visiva della città discarica, che è così pulita da togliere buona parte del fascino cyberpunk dell'ambientazione, tanto che a momenti sembra di guardare un teen movie.
Ed è un bel film anche per chi non conosce il materiale originale, che potrebbe anche essere stupito da alcuni bei colpi di scena.

Il Moro.

18 commenti:

  1. Oh che bello, ho scritto il mio post sul film ieri, quindi posso leggere tutti i commenti che voglio a partire dal tuo. Il difetto grosso è tutto quell’accumulo di trame nel finale, e uno scarso uso dei personaggi di contorno, a partire da Jenny Connelly, ma su di lei sono schifosamente di parte. Si è rivolto al pubblico giovane, ma secondo me ha tutto per far appassionare anche i neofiti al personaggio, con tutti i difetti, a me è piaciuto, spero faccia un sacco di soldi per vedere almeno un seguito, visto che la storia ne ha decisamente bisogno, se fosse tutto basato sul Motorball, ne sarei felicissimo ;-) Cheers

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, ha un po' l'aria di qualcosa che ha voluto tenere il piede in due scarpe, con un'anima da teen movie o young adult che dir si voglia, tra ragazzini bellocci e ben vestiti e partite di calcetto in piazza, contrapposto a scene più forti, quali cyborg smembrati e uccisi malamente. Io avrei tenuto il film esattamente com'è ma con due dita di sporcizia in più (e qualche fotomodello in meno).

      Elimina
  2. I cyborg, soprattutto i cacciatori di taglie e i "cattivi" mi hanno veramente impressionato..poi geniale far interpretare al "piccolo" Jackie Earle Haley il gigantesco Grewishka (e infatti non l'ho riconosciuto).. per il resto anch'io vorrei un seguito sul Rollerball, cioè sul Motorball vabbè ci siamo capiti :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A questo punto facciamo direttamente un remake di Rollerball... anzi no, che ci hanno già provato e non è andata bene. :-)

      Elimina
    2. Sei stato diplomatico; il remake di Rolerball è MALE allo stato puro! :-D

      Elimina
    3. Un esempio di rara bruttezza.

      Elimina
  3. Ho riflettuto sul film. Appena ci vediamo ti dico cosa secondo me non ha funzionato.

    RispondiElimina
  4. Un buon film d'azione, nonostante la banalizzazione di molti passaggi (Nova subito inquadrato come supercattivo) che smorzano un po' la naturale crescita della protagonista, e qualche dialogo stonato, che non sono mai stati il punto forte del Cameron sceneggiatore, ad appiattire le interazioni fra i personaggi, forse è per quello che non convince pienamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nova è praticamente inutile ai fini della trama, serve solo come aggancio per un sequel che vedo improbabile. Inoltre mi ha dato abbastanza fastidio la scena dove si toglie gli occhiali (che nel fumetto non mi sembra tolga mai, io pensavo fossero protesi bioniche), che serve solo per far capire bene che è Edward Norton. L'avrà voluto lui per essere sicuro di essere riconosciuto?

      Elimina
  5. C'era un periodo subito dopo "Fanteria dello Spazio" in cui il povero Casper Van Dien pareva lanciatissimo, invece sono bastati un paio di flop a condannarlo alla serie Z.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nella quale però è ancora lanciatissimo!

      Elimina
    2. Nel Zinefilo lo chiamo "Master Casper": il Maestro della serie Z :-D

      Elimina
  6. Camerono non ha alcuna fantasia: dal 1990 dice la stessa cosa ad ogni intervista, "Erano vent'anni che volevo fare questo film"...
    Di sicuro Jim parlava di Alita da anni, mancando palesemente il momento giusto per presentarlo: ora è solo inutile e sterile sfoggio di effetti speciali, cioè l'unica cosa che interessa Cameron dai primi Novanta in poi.
    Mentre Occhioni Belli è pronta a conquistate il nulla, il nuovo Terminator al femminile di Jim slitta di mesi: è ancora impegnato coi seguiti di Avatar? Sono passati dieci anni, Jim: la scusa non regge più :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è però una cosa da dire sugli effetti speciali: quelli dei film di Cameron sono sempre così avanzati da far salire l'asticella, imponendo ogni volta un nuovo standard tecnico. Per lui l'importante è quello e lo fa benissimo. Dai nuovi e strombazzati sequel di Avatar mi aspetto qualcosa di visivamente grandioso, da far saltare le mascelle e sanguinare gli occhi... ma nient'altro.

      Elimina
  7. Chissà cosa ne sarebbe uscito se il buon James non si fosse fissato con i mille seguiti del sopravvalutatissimo Avatar.
    Io mi sono riletto i primi sei volumi del manga proprio per rinfrescarmi la memoria prima di vedere il film.
    Le prime recensioni mi avevano quasi convinto di non vederlo, ma ultimamente ne stanno fioccando anche alcune positive.
    Lo vedrò con più serenità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può guardare, certo che di difetti ne ha, ma per qualcuno che ha letto il manga è carino rivedere le stesse scene rifatte uguali.

      Elimina
  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
;