-NOTA-
ho terminato di scrivere questo post, originariamente programmato per il 7 di ottobre, il giorno prima di sapere della morte di Lorenzo Bartoli. Per evitare che qualcuno mi accusi di voler attirare pubblico approfittando della morte dell'autore ho rimandato la pubblicazione fino a questo momento.
A parte questa nota, il post è rimasto come l'avevo scritto, come mi sembra giusto che sia. Non me ne voglia il signor Bartoli se parlo di lui "da vivo".
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Abbiamo parlato di Orfani, di Recchioni con copertine di Carnevale, in lungo e in largo su questo blog... pure troppo, forse. Trovate tutti gli articoli qui.
Qui abbiamo parlato anche di John Doe, realizzato da Recchioni e Bartoli ai testi e sempre con copertine di Carnevale.
E oggi dedichiamo un altro articolo a questi tre artisti parlando di loro opere meno conosciute. Cosa ne dite? Partiamo!
I colori di Carnevale è una raccolta di storie brevi, uscita nel 2003 e pubblicata dalla Eura editoriale in due volumi.
Come sempre succede con le raccolte, non tutte le storie sono allo stesso livello. Purtroppo, però, nessuna riesce a raggiungere un livello di eccellenza. Non ce n'è nessuna brutta, ma nemmeno nessuna superlativa. Forse il problema è che sono davvero troppo corte, non dando al lettore il tempo di affezionarsi ai personaggi o di comprendere appieno l'ambientazione. Non sono brutte, eh, ripeto, ma nemmeno memorabili.
Quelli che sono memorabili sono i disegni (e i colori, ovviamente) di Massimo Carnevale. Carnevale ha uno stile che trascende il fumetto per sconfinare nella pittura. La struttura a racconti permette a Carnevale di sbizzarrirsi variando spesso lo stile di disegno Volti particolareggiati e perfetti su sfondi sfumati, colori che tenui o forti che sembrano stare stretti nelle linee imposte loro dal disegno, fisionomie realistiche che si alternano a visi grotteschi. Splendidi.
Sedetevi con noi e facciamo quattro chiacchiere. No, la birra non ve la paghiamo.
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venerdì 19 dicembre 2014
lunedì 11 marzo 2013
Don't panic!
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Come ci ricorda Google con il suo delizioso doodle interattivo, oggi è l'anniversario della morte di Douglas Adams, autore, tra le altre cose, di una delle più importanti saghe della fantascienza: La guida galattica per autostoppisti.
Nato nel '52 e venuto a mancare nel 2001, ha regalato al mondo una serie nemmeno troppo vasta di romanzi di fantascienza umoristica e surreale (la sua "trilogia in cinque parti"), riuscendo ad entrare nell'immaginario collettivo di tutti gli appassionati.
Chi di voi non conosce la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto? :-D
Come ci ricorda Google con il suo delizioso doodle interattivo, oggi è l'anniversario della morte di Douglas Adams, autore, tra le altre cose, di una delle più importanti saghe della fantascienza: La guida galattica per autostoppisti.
Nato nel '52 e venuto a mancare nel 2001, ha regalato al mondo una serie nemmeno troppo vasta di romanzi di fantascienza umoristica e surreale (la sua "trilogia in cinque parti"), riuscendo ad entrare nell'immaginario collettivo di tutti gli appassionati.
Chi di voi non conosce la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto? :-D
domenica 2 dicembre 2012
Parliamo di autori: Simon Clark
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!Da quando abbiamo aperto il blog, per le mie recensioni ho deciso di parlare esclusivamente di film, libri o quant'altro solo immediatamente dopo averli letti o visti. Questo per evitare di scrivere solenni castronerie dovute a ricordi sballati.
Questa pratica però mi impedisce di parlare dei miei libri preferiti, come la saga di Hyperion di Dan Simmons, o It di Stephen King, o Creature della luce e delle tenebre di Roger Zelazny, o Apocalypse di Clive Barker, o Perdido street Station di China Mieville... Va beh, la smetto. Quello che voglio dire è che non posso fare l'analisi di libri che mi sono piaciuti (o che comunque mi hanno colpito in qualche modo) ma che ho letto molto tempo fa, per il semplice fatto che non me li ricordo abbastanza bene per poterne parlare con giudizio.
Per questo ho pensato di inaugurare questa rubrica: non di libri si parla, ma in generale di autori. così, anche se non mi ricordo bene i loro libri, posso comunque dirvi qualcosa su di loro e sulle cose che scrivono. Magari preferendo autori un po' meno noti, su King o Lansdale non saprei cosa dire che non sia già stato detto mille volte... :-D
Per cominciare, ho deciso di parlare del poco conosciuto, almeno da noi, Simon Clark.
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