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venerdì 29 gennaio 2016

The Revenant, recensione

recensioneSalve a tutti, è  Il Moro che vi parla!

Come forse ricorderete ho già dedicato una serie di post alla figura di Hugh Glass, trapper la cui vicenda rasenta la leggenda, fino a diventare leggenda egli stesso. Qui parlai della sua figura storica, qui del primo film tratto dalla sua vicenda e qui del libro da cui è tratto quest'altro film.
E ora finalmente tocca al film attualmente nelle sale, The revenant, diretto dal regista premio oscar Alejandro González Iñárritu.

Credo di non avere abbastanza conoscenze tecniche di cinema per spiegare perché questo film è bellissimo.
Di Caprio sarà pure immenso (ma anche Tom Hardy dà la solita prova eccezionale) ma l'oscar mi sa che non lo vince neanche stavolta. Gli oscar tecnici, però, sono tutti suoi.
A partire dalla battaglia iniziale, immenso capolavoro di regia, realistica, cruda, terrorizzante, e girata con una serie di pianisequenza da infarto. La videocamera balla in mezzo alla natura e ai personaggi, quasi facendone parte, e riuscendo a trasportarci nel vivo dell'azione coinvolgendoci come forse solo Gravity prima d'ora era riuscito a fare.
La battaglia finisce, ma la videocamera continua a danzare con grazia per tutto il film, mostrandoci lo sporco e la fatica dei personaggi, e la grandosità della natura che, come mai prima d'ora, se ne frega. Non importa quanto grandi siano i drammi che coinvolgono questi piccoli uomini. La natura se ne frega, e continua a sovrastarci con la sua immensità, a continuare per la sua strada nonostante tutti (almeno nell'800, mi sa che al giorno d'oggi con quello che le stiamo combinando non è più tanto indifferente... ;-) ).

martedì 15 dicembre 2015

The Revenant, di Michael Punke - recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Un altro post dedicato a Hugh Glass e alla sua storia, dopo quello sulla sua vicenda storica e quello sul film che nè è stato tratto nel 1971, Uomo bianco và col tuo dio.

Revenant (in originale The Revenant), di Michael Punke, è uscito in america nel 2002 e racconta la storia di Glass dall'inizio della spedizione dei 100 Di Ashley fino al ritrovamento dell'odiato Fitzgerald. La storia è più o meno quella che avete letto nel post precedente, con qualcosa in meno e qualcosa in più (viene approfondito il passato di Hugh Glass, che ho scoperto qui aveva anche servito come pirata, arruolato contro la sua volontà, sotto Jean Lafitte! Più leggi più cose saltano fuori di questo tizio pazzesco!), e anche qualcosa di cambiato o inventato (nel libro i vermi gli hanno infestato la schiena senza che lo volesse, mentre da quello che ho letto in giro sembra che si fosse fatto infestare apposta perché gli mangiassero la carne man mano che andava in cancrena).

martedì 8 dicembre 2015

Uomo bianco va' col tuo Dio - recensione

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Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Abbiamo parlato nel post precedente di Hugh Glass, trapper ed esploratore alla cui vicenda è ispirato il prossimo film con Leonardo di Caprio, The revenant.

Alla vicenda in questione fu però ispirato un altro film, nel 1971.
Il film dal titolo originale Man in the wilderness viene rititolato qui Uomo bianco va' col tuo Dio, che già negli anni 70 c'era la moda di dare ai film titoli che ricordassero  altri film di successo. Non ce ne siamo ancora liberati.

Il nome di Hugh Glass viene cambiato in Zachary Bess, probabilmente per qualche problema di diritti, così come sono cambiati i nomi degli altri personaggi.

Il film si concentra sulla vicenda che ha reso famoso Glass, la sua sopravvivenza all'attacco dell'orsa e l'odissea per tornare alla civiltà, sostenuto dalla forza dell'odio.
La vicenda è ovviamente ridotta, per rientrare nei tempi cinematografici. Mentre Glass intendeva tornare alla civiltà, contando di ritrovare chi l'aveva tradito in seguito, Bess cerca invece di raggiungere direttamente la spedizione.
Ci sono anche altre differenze con la storia di Glass, che in qualche modo in questo film viene sminuita della sua epicità. C'è in generale una sensazione che i tempi siano più brevi di quanto avvenne realmente, e le ferite di Bess meno gravi, visto quanto riesce a schizzare di qua e di là pur senza alzarsi in piedi.

martedì 1 dicembre 2015

Hugh Glass, un duro di quelli duri.

Leonardo di CaprioSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

E' prevista per dicembre 2015 (28 gennaio 2016 in Italia) l'uscita del nuovo film con Leonardo di Caprio e Tom Hardy, The revenant. Il regista, Alejandro González Iñárritu, ha recentemente vinto la bellezza di tre oscar per  Birdman.
Il film è basato su un romanzo omonimo del 2003 scritto da Michael Punke, edito in Italia da Einaudi con il titolo Revenant.

Il libro è a sua volta basato sulla storia vera di Hugh Glass. Dalla sua storia era stato tratto anche un altro libro, Lord Grizzly, nel 1954, e un film, nel 1971, intitolato Uomo bianco va' col tuo Dio! (Man in the wilderness).
Ne parliamo la prossima volta.

Partiamo invece proprio dall'inizio, parlando di Hugh Glass, uno che non la mandava a dire.
Nato all'incirca nel 1780 in Pennsylvania da genitori irlandesi e morto nel 1833, fu trapper nei luoghi ancora selvaggi della frontiera, là dove la vita valeva pochi spiccioli, e solo chi aveva la pelle spessa come cuoio poteva sperare di riuscire a conservarla attaccata alle ossa.
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