martedì 26 maggio 2020

Heavy rain: come NON scrivere una sceneggiatura

Heavy Rain recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Heavy rain, titolo uscito per la PS3 nel 2010 (in seguito convertito anche per PS4 e Windows) mi ha un po' deluso. Anzi, mi ha fatto proprio arrabbiare.

Ho già detto in articoli precedenti che, dopo aver schifato le avventure grafiche per una vita, recentemente ho cambiato idea e sto recuperando un mucchio di roba. Questo, in particolare, l'ho recuperato a 5 euro in un mercatino dell'usato. Heavy Rain è un'avventura grafica di tipo cinematografico, un po' come Life is strange, se vogliamo. La parte "giocata", che consiste per lo più nell'aggirarsi per stanze ammobiliate aprendo tutti i cassetti e gli armadi, serve quasi solo da collante per cutscene quasi sempre interattive, nelle quali bisogna premere il tasto giusto al momento giusto per andare avanti.

Ora, Heavy Rain era da un po' nella lista dei titoli che volevo provare, visto il mio relativamente nuovo interesse per le avventure grafiche, visto che mi era piaciuto il precedente gioco di David Cage Fahrenheit, e visti i voti assurdamente alti ricevuti dal gioco da parte delle varie riviste di settore. Basta visitare la pagina di Wikipedia, che ne riporta un bel po' in una tabella, per fare una media: possiamo dire che è un po' sopra al 9/10.
Questa è la conferma che i recensori professionisti non giocano i giochi fino al fondo, altrimenti non si spiega. Ne avranno ben ragione, d'altronde, avranno altri giochi da recensire, non è che possano completarli tutti al 100%.
Chiaro che, in un gioco di questo tipo, più simile a un film interattivo che a un videogame, il 90% lo fa la trama e come viene raccontata, visto che di "gioco" c'è poco. Non importa se la grafica è bella, se ci sono dei momenti cinematografici molto ben riusciti, se al doppiaggio italiano troviamo anche nomi grossi come Pino Insegno e Claudia Gerini al servizio di personaggi abbastanza ben scritti (abbastanza, non di più): se sbagli la sceneggiatura sbagli tutto.

Heavy Rain recensione
Qualsiasi tentativo di scrivere una sceneggiatura decente andrà perduto, come lacrime nella pioggia.


La trama ha dei presupposti anche interessanti. C'è un serial killer che rapisce i bambini quando piove (ci troviamo in una località dove quando piove lo fa almeno per una settimana di fila, ogni volta, non so se esistano davvero posti così in America) e li chiude in un pozzo ad annegare pian piano mentre la pioggia lo riempie. L'assassino lascia degli origami come firme.
Il protagonista è il padre dell'ultimo rapito, a cui il serial killer manda dei messaggi con delle prove da superare in cambio di indizi su dove si trova il bambino. Il motto, come pubblicizzato anche nei poster promozionali del gioco, sarebbe: fin dove sei disposto a spingerti per salvare qualcuno che ami? Ecco quindi che seguiamo il padre, Ethan, nella sua personale discesa all'inferno, in balia dei giochi sadici dell'assassino che gli fornisce indizi in cambio di prove dolorose e orribili, ma seguiamo anche altri tre personaggi che incrociano questa storia per altri motivi: un agente dell'FBI, un investigatore privato e una giornalista (il cui didietro viene inquadrato in continuazione).
Calcoliamo che da quando ho avuto un figlio sono diventato molto sensibile verso le storie in cui succede qualcosa a dei bambini, quindi Heavy Rain ha avuto gioco facile a coinvolgermi e inquietarmi fin da subito.
E quindi? E quindi tutto molto bello, fino all'ultimo capitolo.

Volete sapere come non si scrive una sceneggiatura? Giocate a Heavy Rain.

Heavy Rain recensione
Vade retro, sceneggiatore valido!


Proviamo a dare un sunto di quale sia il problema, prima di passare in zona spoiler: il gioco è bello, magari non bellissimo ma comunque molto bello, fino quasi alla fine. L'ultimo capitolo, quando tutti i nodi vengono al pettine, è un delirio idiota nel quale tutto quello che è stato detto prima viene stravolto, e si scopre che il giocatore è stato letteralmente fregato con falsi indizi.
Ora, questa cosa può anche essere fatta bene (come in The Prestige, Memento...), ma non è questo il caso (come in Now you see me, per dire, ma qui è molto peggio). Qui abbiamo personaggi che fino a quel momento hanno detto e fatto cose che, si viene poi a sapere, non hanno minimamente senso nella trama, ma sono messe lì solo per confondere il giocatore, e per ottenere l'effetto wow senza tenere conto di quello che è successo prima.

Ora possiamo anche essere più specifici, ma tutto quanto segue è un enorme spoiler killer rotante, quindi smettete di leggere ADESSO se avete intenzione di giocare a Heavy Rain (ma perché dovreste?).

Heavy Rain recensione
Io neanche ci volevo venire.


Fin dall'inizio il protagonista, Ethan, ha dei vuoti di memoria dai quali si risveglia in posti che non conosce, con in mano un origami. Questo e altri indizi gli fanno pensare di essere lui l'assassino dell'origami, in un caso di doppia personalità, evento clinico raccontato dalla narrativa molte più volte di quelle che è stato diagnosticato nella realtà (curiosità: sapevate che la stragrande maggioranza dei casi di disturbo dissociativo dell'identità, tipo in 90% o giù di lì, è stato diagnosticato negli Stati Uniti d'America? Questo porta quasi a pensare che sia più una questione di medici che di pazienti...).

Ovviamente noi da scafati fruitori di thriller sappiamo senza ombra di dubbio che se una cosa così ci viene ripetuta fin dall'inizio non è vera. Ci vorrà pure un colpo di scena, no?
A un certo punto un personaggio secondario, lo psicologo di Ethan, tira fuori una prova indiziaria che conferma la teoria di Ethan: un origami che avrebbe fatto durante una seduta, origami per i quali Ethan non mostrerà mai altro interesse durante il gioco, se non appunto durante questi black out. E' quindi evidente per il giocatore che lo psicologo sta mentendo, tanto più che dice di usare anche l'ipnosi durante le sedute. Ecco che è automatico tirare fuori la conclusione più ovvia: lo psicologo è l'assassino o un complice e usa l'ipnosi per causare le perdite di memoria di Ethan. E' così lampante che a quel punto mi è passata la voglia di continuare, sicuro com'ero di aver individuato l'assassino.
E invece? E invece la cosa muore lì. Non si parlerà mai più né dello psicologo ne di quell'origami che ha trovato, serviva solo per mettere l'FBI sulle tracce di Ethan e confondere il giocatore. Non c'è una giustificazione a livello di trama sull'origami che lo psicologo ha trovato. Niente.

E non solo: che fine fanno le perdite di memoria di Ethan? Cosa faceva durante i black out e perché si risvegliava con un origami in mano? Possiamo immaginare che salvare suo figlio lo faccia guarire, ma che senso avevano nella trama del gioco se non giustificare il suo sospetto di essere egli stesso l'assassino, e allo stesso tempo giustificare nel giocatore il sospetto che l'assassino fosse lo psicologo? A un certo punto delle perdite di memoria non si parla più, e finita lì.
A quanto pare nella prima stesura della storia c'era un elemento soprannaturale che prevedeva una connessione psichica tra Ethan e l'assassino, che avrebbe giustificato anche l'origami trovato dallo psicologo. A quanto pare, però, quando è stato deciso di eliminare questo elemento le parti che erano già state realizzate tenendone conto sono state lasciate così! Ma si può lavorare in questo modo?

Heavy Rain recensione
Amico, ti fai troppe domande.


Madison che conosce gente: a un certo punto a Madison Paige viene data la scelta di chiamare Ethan oppure l'agente dell'FBI Norman Jayden, perché è l'unico di cui si può fidare. Peccato che abbia mai conosciuto Norman durante il gioco! Dobbiamo presumere che siano successe cose anche al di fuori di quanto ci viene mostrato, cose talmente importanti che Jayden è addirittura "l'unico di cui si può fidare"? Se sono così importanti, perché non ci vengono dette?
E anche quando la madre dell'assassino gli dice il nome di suo figlio, Madison ha una reazione del tutto ingiustificata, visto che non ha mai conosciuto neanche lui!

Heavy Rain recensione
Sono Madison, conosco gente.

Sempre parlando di Madison, a un certo punto si scontra con un altro serial killer, che salta fuori praticamente dal nulla e nel nulla finisce. I legami accennati tra questo secondo serial killer e il primo non vengono ulteriormente approfonditi, e non c'è nessun accenno al fatto che Madison quantomeno lo denunci: lo fa fuori, se ne va e se lo dimentica.

Il vero assassino. Quando scopri chi è l'assassino la tua reazione non è "Ma dai, è lui?!" ma piuttosto: "Ma come cazzo fa a essere lui?!?"
Questo perché diverse cose che ha fatto durante il suo gameplay non hanno senso, una volta che si sa che lui è l'assassino. Perché sarebbe andato ad accusare il figlio del riccone? Solo per avere una scusa per ammazzare un po' di gente? E questa è solo una. Tutta la storyline di Shelby è una enorme paraculata, e nient'altro.
Forse avrebbe funzionato se fosse stato lui quello con la personalità multipla, ma così non è. E' scritto male e basta.

È tutta la sottotrama relativa al problema di droga di Norman Jayden, a cosa serviva, visto che non ha avuto nessuna vera influenza sulla trama? Ogni personaggio ha una certa quantità di scenette finali, che cambiano a seconda delle decisioni prese durante il gioco, e il problema di droga ha influenza solamente su queste scenette finali del tutto estranee alla trama principale.
Ci sarebbe anche da spendere due parole su ARI, la realtà virtuale a disposizione di Jayden, unico elemento fantascientifico che stona come un occhio nero in una storia dove non c'è nessun altro elemento "futuristico".

Heavy Rain recensione
Norman gioca a palla virtuale. Alla fine del gioco capitava anche a me.


Visto che ci sono molti finali diversi a seconda delle decisioni prese o della riuscita o meno delle prove a cui si viene sottoposti, pensavo che queste stranezze nella trama fossero dovute a decisioni che avevo preso e che avevano fatto andare la trama prima in un direzione e poi in un'altra, ma veloci ricerche in rete mi hanno confermato che non è così. E' solo tutto scritto male e basta.
La sensazione è che a una trama iniziale siano stati poi apportati numerosi tagli e modifiche, fatti però con l'accetta e senza curarsi di ricucire i lembi.

Per questo, posso dire che Heavy Rain non mi ha solo deluso: mi ha proprio fatto arrabbiare, perché fino alla fine sembrava davvero niente male. Prima che scoprissi di essere stato preso in giro per tutto il tempo.

Il Moro

8 commenti:

  1. Ma che peccato, proprio ora che cercavo giochi simili a Life is Strange ed avventure grafiche un titolo che poteva interessarmi ma che però sarebbe meglio evitare.

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    1. Questo sì, sicuramente c'è di meglio in giro.

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  2. Terrificante la sceneggiatura che racconti, forse la frase di lancio doveva essere "Cosa sei disposto a scrivere pur di ottenere un effetto WOW?"
    L'obbligo dell'Effetto Wow a volte è una mannaia che cade sull'intera storia, anche a me è capitato di amare dei film fino a tre quarti, per poi cominciare ad insultarli una volta che autori poco accorti li hanno distrutti per fare il colpone di scena a tutti i costi. Invece tu qui racconti un errore addirittura strutturale: l'inserimento di scene a casaccio e "fili narrativi" buttati nel vuoto con il solo scopo di dare i soliti falsi indizi al lettore/giocatore così da non fargli capire il colpo di scena finale: qui c'è da chiamare l'Unità Vittime di Sceneggiatura!
    Ricordo negli anni Novanta gli ultimi film TV di Perry Mason, girati dal povero Burr sovrappeso e con un piede nella fossa: presentavano A, B e C... e poi il colpevole era D, mai presentato dalla storia! Ma che giallo è? Così qui i difetti che indichi sono gravissimi: magari saranno frutto di un taglio di scene chiave o di cambi di storia all'ultimo secondo, ma allora perché fare uscire un gioco così palesemente monco?
    Sui recensori con me sfondi una porta aperta: i casi palesi di recensioni scritte a casaccio, magari su ordinazione, e di voti messi a occhi chiusi si sprecano, quindi semplicemente li ignoro. E se qualcosa viene considerato a furor di popolo un capolavoro, ne sto lontano perché sicuramente non mi piacerà :-D

    Comunque nella mia ignoranza videoludica non sapevo esistessero giochi del genere, cioè fortemente legati alla narrazione. Mi chiedo come mai altri tipi di giochi, con magari una trama più marginale, ingaggino bravi scrittori e invece titoli del genere non puntino molto di più sull'autorialità. Di autori di thriller te ne vengono via un tanto al chilo, possibile non ne avessero uno sottomano per scrivere un soggetto meno zoppicante?
    Spero che parlerai ancora di questo tipo di gioco perché mi interessa tanto, essendo appassionato di narrativa transmediale ;-)

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    1. Ho già parlato di Life is strange, e di diverse avventure grafiche e testuali, e di altre parlerò. Di giochi con un taglio cos' "cinematografico", come appunto Heavy Rain, Farenheit e Life is strange non ne esistono poi tantissimi, ma ce ne sono, anche vecchi, e se riuscirò a giocarci ne parlerò sicuramente.

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  3. Beyond è più coerente, ma di contro ha una storia decisamente meno interessante, quando non proprio noiosa.
    Detroit porta a casa il risultato ma barcolla costantemente sopra un coacervo di banalità sci-fi dette mille volte e frasi fatte.

    Vabé li hanno dati tutti col PS Plus quindi almeno posso dire di non averci buttato dei soldi.

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    1. Non ho ancora provato nè l'uno nè l'altro, ma ammetto che erano in lista entrambi. Certo ch3e se me ne parli così un po' mi passa la voglia!

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  4. Oddio, io sapevo che era bruttino, perché me lo dissero.
    Comunque questo gioco lo associo a un episodio personale... al di là di questo, nada.

    Moz-

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