lunedì 27 agosto 2012

2 Minuti a Mezzanotte - crossover

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questo post è rivolto in particolar modo a Nicola Corticelli e Cuk, ai quali vorrei rubare i personaggi per coinvolgerli in una specie di crossover.
Perciò, se non siete uno dei due individui sopra citati, sappiate che proseguendo nella lettura incorrerete in orribili spoiler sul racconto ancora da scrivere!
Ovviamente, tutte le opinioni e gli interventi sono ben accetti, sia da parte degli altri autori che partecipano alla round robin sia da chiunque altro capiti da queste parti.

La mia idea per la trama, ancora allo stato embrionale, è questa:

se per caso avete letto lo spin-off Speranza Perduta, avrete notato che viene citata la situazione geopolitica dell'Egitto. In effetti mi è venuta voglia di prendere in mano il personaggio del Grande Thot, citato da Alex Girola nell'ambientazione di 2MM. L'idea è la seguente:
il Grande Thot, dopo aver vinto le prime elezioni libere dopo Mubarak in Egitto, ha riscontrato immediatamente un enorme consenso popolare, al punto da non avere praticamente nessun oppositore... restaurando di fatto lo status sociale di prima delle sommosse, con tutti i poteri accentrati nella sua persona. A differenza del regime precedente, però, il Grande Thot è osannato dalle folle e accolto come un salvatore, quasi un messia.
E questo è quasi tutto quello che si sa dell'Egitto dall'esterno.
Il Grande Thot ha fatto chiudere le frontiere. Recinzioni elettrificate, muri, guardie armate, sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati. Chi vuole uscire può farlo, ma non avviene mai: nel nuovo Egitto si sta bene, a quanto pare. Soprattutto, non si entra. La forte ripresa economica dell'Egitto seguita all'elezione del Grande Thot attira molti profughi figli della Primavera Araba, ma nessuno di loro viene ammesso nel paese. Gli unici bene accetti sono i Super, i figli di Super, i Girini, chiunque insomma sia dotato di superpoteri. Il perchè non è dato saperlo.
Questo per quanto riguarda l'ambientazione.

Ora, qualche anticipazione su cos succedere veramente in Egitto, anche se questo il lettore lo verrà a sapere solo in seguito (attenzione per i non autori, SPOILER).
Il Grande Thot è veramente un benefattore dell'Egitto. Il suo progetto è creare uno stato utopico, basato sull'utilizzo dei superpoteri. Oltre ad accettare i super provenienti dall'estero, il Grande Thot ha la possibilità di donare superpoteri a chiunque.
Questa  capacità gli deriva dall'essere in possesso di un frammento della Pietra Lucente di Tenochitlan (introdotta, se non sbaglio, nel capitolo 17 della round robin da Ariano Geta), da cui deriva la Teleforce. Grazie alla collaborazione del Dottor Destino, che ho introdotto nel mio racconto I fili del destino, riesce ad estrarre teleforce dal frammento e a usarla per donare poteri a chi vuole. I super creati in questo modo, in realtà, dovrebbero secondo me essere di livello basso, più o meno pari ai Girini.
Al momento, quindi, la città del Cairo è popolata quasi completamente da persone dotate di superpoteri, con le conseguenze immaginabili (tipo quello che si è visto in Top Ten di Alan Moore, ma meno "sgargiante" e ironico). Il resto dell'Egitto è ancora più o meno come prima, ma l'ottimismo è diffuso ovunque insieme alla ripresa economica.
Fine per quanto riguarda l'ambientazione.

Passiamo all'idea della trama.
Mi piacerebbe che i personaggi di Stan e Megan, protagonisti di Herb's Den di Cuk, cercassero asilo in Egitto, al Cairo. Però noi sappiamo che c'è molta gente interessata a loro, quindi diversi personaggi potrebbero arrivare in Egitto sulle loro tracce.
Potrebbe arrivare Kroner, che già era sulle tracce di Megan in Herb's Den, se Cuk non vuole tenerselo per una resa dei conti personale.
Pensavo di inserire Lo Scorpione, dal mio racconto L'omicidio di Lady Liberty, incaricato di uccidere Megan da qualche nemico di Rockster.
Anche lo START si dovrebbe interessare alla bambina: direi perchè ha la potenzialità di diventare uno dei Super più potenti in assoluto. In questo caso, l'uomo giusto da mandare sul campo sarebbe Blackjack, dal racconto omonimo di Nicola Corticelli, con le sue abilità di infiltrazione.
Però il Grande Thot potrebbe non volere i due ricercati nel suo paese, perchè attirano troppa attenzione dall'estero, oppure potrebbero essere loro stessi a volersene andare quando scoprono che stanno per raggiungerli anche lì... in ogni modo se ne devono andare dall'Egitto, ovviamente in gran segreto. Il Grande Thot contatta allora capitan Barbanera, che ho utilizzato nei miei racconti I fili del destino e Speranza Perduta. Lui possiede un sottomarino ed è un'ottima scelta per la protezione dei due, inoltre non è egiziano, per cui anche se lo prendessero ogni coinvolgimento dell'Egitto sarebbe fuori discussione.
Sto anche studiando un paio di comprimari originali, agli ordini del Grande Thot.

Bisognerebbe alternare i punti di vista dei vari personaggi nel loro avvicinamento al palazzo dove risiede il Grande Thot e dove sono ospitati i due fuggiaschi, e intrecciare le loro vicende. Qualche idea ce l'ho, ma vorrei prima sentire i pareri degli autori dei vari personaggi.

Se mi danno il permesso, il racconto lo scrivo io. Ma potrebbe essere un'idea anche una partecipazione attiva, magari gli autori scrivono le parti relative ai loro personaggi, o comunque si fa brainstorming per tutto.

Ovviamente, si accettano suggerimenti per qualsiasi cosa. Anche il coinvolgimento di altri personaggi, finché non diventa troppo complesso.

Allora, cosa ne pensate?

Il Moro

I sette peccati capitali dei libri

Salve a  tutti, è il Moro che vi parla!

Riprendo un'idea dal blog di Helldoom, che l'ha trovata su Vite di Carta, che a sua volta l'ha presa da Aislinn, che si è ispirato a Rossellina G., la quale l'ha letta su I libri di Lo, che a sua volta l'ha tratta da Happy Red Book, per poi risalire fino al canale youtube di Maharet Otonashi... Mamma mia che giro!

E voi, quali libri associereste ai sette peccati capitali?

AVARIZIA - Qual è il libro più costoso? E quale il meno costoso?
I più cari che ho comprato sono probabilmente le due raccolte dei sei libri di Dune, 20 euro ciascuno. Contando però che ogni raccolta comprende tre libri, in realtà i 20 sarebbero da dividere per 3...
Il più costoso che possiedo (però non è un libro ma un fumetto, e inoltre me lo sono fatto regalare) è l'ultima edizione de L'Eternauta di Oesterheld. 40 Euros.
I meno costosi (se non vogliamo contare gli ebook scaricabili gratuitamente) sono i vecchi Urania presi a 1 euro nelle bancarelle, quando non a 1000 lire. Una volta c'era anche una collana di libri fantasy che si chiamava "Il fantastico economico classico" i cui volumi costavano 1000 lire ciascuno, nuovi. Ne ho qualcuno.

IRA - Con quale autore hai un rapporto di amore/odio?
Ce ne metto due.
Alfred Bester: Il più delle volte non riesco a capire i suoi romanzi, soprattutto quando vanno a perdersi in astrazioni surreali, eppure sono sempre felice di averli letti. Com'è possibile?
Robert Sheckley: insuperabile nei racconti, pessimo nei romanzi.
Facciamo tre, va'.
Dan Simmons: adoro i suoi romanzi di fantascienza, aborro quelli di altri generi.

GOLA - Quale libro hai divorato e riletto più volte, senza vergogna?
Non ho dubbi: Creature della luce e delle tenebre, di Roger Zelazny. Anche perché è abbastanza corto. Tra l'altro, è uno di quella della collana da 1000 lire di cui sopra, quindi il rapporto prezzo/qualità/durata è astronomico. ;-)

PIGRIZIA - Quale libro hai tralasciato o messo da parte senza finirlo?
Parecchi. La mia coda di lettura è lunghissima, perciò, quando un libro mi annoia, mi faccio la domanda: mi interessa davvero sapere come va a finire? Se la risposta è no, grazie e arrivederci, passiamo ad altro. Gli ultimi sono stati La scomparsa dell'Erebus, di Dan Simmons, e Crash, di J.B. Ballard, ne ho anche parlato in un post precedente.

SUPERBIA - Di quale libro ti piace parlare per sembrare intelligente?
Magari avessi questa possibilità. Ma dalle mie parti pochi leggono, e se mi mettessi a parlare di libri al bar, colti o meno che siano, probabilmente mi ritroverei a parlare da solo... a meno che non si tratti di Tuailait! :-) Il massimo che sono arrivato a citare mi sembra che sia Il Signore degli Anelli.
Ecco, una cosa che faccio, invece, se si va con amici a vedere film tratti da libri che ho letto, è smarronare tutti con le differenze tra libro e film... ;-)

LUSSURIA - Quali caratteristiche trovi più attraenti nei personaggi sia maschili che femminili?
Non credo di averci mai pensato. Mi sa che è una domanda un po' femminile... Se si tratta di attrazione nel senso che comunemente si dà a questo termine, non penso di essere in grado di provare niente del genere per dei personaggi fittizi... Se parliamo dei tipi di personaggi preferiti, beh, amo i personaggi "normali", quotidiani, quando vengono a trovarsi in situazioni che esulano del tutto dalla normalità, se le loro reazioni sono credibili e ben scritte. Ma mi esalto anche con i personaggi ultracaricati tipo Conan il barbaro o Grey Mauser.

INVIDIA - quale libro vorresti ricevere in regalo?
Oddio... La wish List è bella lunga, mettiamoci dei libri che sto cercano da parechio tempo e che bramo alla follia: Quando la luce tornerà, di Vernor Vinge. Ho adorato alla follia Universo incostante, e questo seguito è praticamente introvabile. Su Ebay ogni tanto salta fuori, ma mai a meno di 30 euro. Stesso discorso per Ilium - L'assedio, di Dan Simmons, anche qui botte di 25-30 euro per un libro usato. Almeno questo sono riuscito a leggerlo dalla biblioteca.

Ed ecco confessati i miei peccati. Forza, fate altrettanto, salvate le vostre anime!

Il Moro







sabato 25 agosto 2012

E quel famoso referendum che fine ha fatto?

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Facendo seguito al mio precedente post, visto che ne ho parlato, ci tengo a dire come è andata a finire.

Ovviamente, se volete sentirvelo dire da fonti più autorevoli di me basta che scriviate "referendum anti casta" su Google News.

Le firme raccolte sono 1.305.639, ben di più delle 500.000 necessarie per poter presentare la richiesta.

copincollo un pezzo di intervista:

“1.305.639 è un numero che racchiude un forte segnale politico” ha dichiarato Maria Di Prato, coordinatrice nazionale di Unione Popolare (unico componente il Comitato referendario). ”Un desiderio primario dei cittadini. Un desiderio forte e già palese ma ora, col conforto numerico, diventato  incontrovertibile. Un risultato che  dimostra in modo nitido il profondo solco creatosi tra classe politica e popolo. Un pieno dissenso dei cittadini tutti che non si sentono più rappresentati dagli attuali politici. Mai prima d’ora si era visto un movimento, che vive esclusivamente di autofinanziamento, conquistare un simile risultato”, sottolinea Di Prato.

A quanto pare, le firme dovrebbero essere valide. Vi ricordo la polemica scaturita dal fatto che le firme per un referendum non possono essere raccolte l'anno precedente alle elezioni. Eppure, il comitato organizzatore ha fatto esaminare la questione da 11 giuristi esperti di diritto costituzionale, che hanno dato il loro parere positivo in base a gabole burocratiche che, per una volta, potrebbero essere utilizzate per qualcosa a favore dei cittadini. Certo che potevano pure pensarci prima invece di andare a battagliare dopo.

A gennaio le firme verranno depositate in Cassazione, dove ne verrà controllata la validità, e poi passate alla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità dell'intero procedimento... e dovrà farlo entro gennaio 2014. Solo allora si potrà cominciare a organizzare davvero il referendum.

Che dire, questo referendum deve ancora superare un bel po' di ostacoli e schivare un mucchio di polemiche. Se pure passerà, prima che se ne riparli ci vorrà talmente tanto tempo che ce ne saremo già dimenticati.
La speranza è che, visto il parere popolare, i parlamentari decidano di tagliarsi da soli quella fetta di stipendio, facendo risparmiare al paese anche i soldi del referendum. Abbiamo già visto che se la riforma passasse con i soldi risparmiati in un anno si coprirebbero a malapena le spese (ma ricordiamo anche che poi si continua a risparmiare anche gli anni successivi).


Il rammarico è che non sia passato l'altro referendum , quello proposto dal Comitato del Sole: se con questo si tagliano 3.500 euro al mese per parlamentare, con quello si andava a togliergliene oltre 12.000. Allora sì che ne sarebbe valsa la pena. Se i calcoli che ho fatto l'altra volta sono giusti (e sono il primo a dubitarne), se passa questa riforma andiamo a risparmiare 3-4 euro l'anno per contribuente. In pratica non cambia niente nè a noi nè a loro (con gli stipendi che hanno non sono 3500 euro in meno a fargli la differenza). Ma è andata così, perciò accontentiamoci.
Speriamo più che altro che sia un segnale forte per far capire alla nostra classe politica che proprio cretini non siamo, e che la misura è ormai colma.

3 o 4 euro l'anno in meno da pagare sono niente. Offri una birra a un amico. Eppure, se penso che adesso la sto offrendo a gente che, per sanare l'economia del paese, non sa fare altro che salassare i suoi cittadini, allora sì che mi girano le balle.

Abbiamo politici che per la maggior parte del tempo non fanno altro che fare finta di litigare tra loro, e quando si sentono in vena di lavorare alzano le tasse.
Un paio di esempi che mi fanno incazzare.
Come dice qui, il 75% del prezzo delle sigarette va allo stato. Questa scoperta è stata uno dei motivi che mi hanno spinto a smettere di fumare (all'epoca erano al 70%, se non ricordo male). E, se io posso pure non fumare, la benzina nella macchina la devo mettere, e lì le tasse sono al 60%.
Se diamo un'occhiata a Wikipedia, scopriamo che il prezzo della benzina in Italia è il terzo più alto d'Europa. Se le proporzioni fossero corrette e fosse con le tasse che si tiene su un'economia, la Germania dovrebbe pagarla il doppio di noi. Ma forse i loro governanti hanno la capacità di mandare avanti il bilancio in modo efficiente, con azioni più creative rispetto a pretendere i soldi dai loro cittadini.

Francamente, se posso fare a meno di pagare dei genialodi che per uscire dalla crisi non riescono a inventarsi niente di meglio che aumentare le tasse, lo farò. A fare il politico così siamo capaci tutti.

Il Moro


venerdì 24 agosto 2012

Girfriend from Hell, di Germano M.

Salve a tutti, è il Moro che vi parla!

Prima di parlare di questo libro, una premessa: è legato al progetto Survival blog di Alessandro Girola. Progetto del quale non ho mai letto null'altro. Sono arrivato quando ormai quello che c'era da dire era stato detto, e la mole di altre cose da leggere che si era accumulata nella mia libreria e nel mio hard disk mi ha scoraggiato dal prendere in mano tutti i contributi al progetto. Sono stato spinto a leggere ques'unica emanazione del Survival Blog dalle numerose recensioni positive trovate in giro per la rete, quindi eccomi pronto ad aggiungervi anche la mia.

Copincollo dal sito dell'autore la sinossi, ottima anche come introduzione all'ambientazione:

"Anno 2015. La Gialla, un morbo che tramuta gli esseri umani in bestie antropofaghe, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventi che hanno condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell."

Si tratta quindi di un'apocalisse zombi, anche se invece dei morti viventi ci sono gli infetti denominati "Gialli". A differenza degli zombi sono più facili da uccidere, ma a quanto pare il morbo è di più rapida diffusione: non è necessario il morso di un infetto, basta venire in contatto con un fluido corporeo qualsiasi o ingerire alimenti infetti. E inoltre i Gialli sono feroci e rapidi nei movimenti, un po' come gli zombi dei film più moderni.
Il gioco del Survival Blog consisteva nello scrivere una serie di racconti di sopravvissuti alla pandemia, in forma di finti blog. Progetto ispirato dichiaratamente a World War Z di Max Brooks, e forse anche ad Apocalisse Z di Manel Loureiro, ma non ne sono sicuro... potrebbe anche essere il contrario ! ;-)
Girlfriend from Hell è il contributo dell'apprezzato blogger Hell, o Germano M. che dir si voglia. Qui il suo blog.

Dal punto di vista della trama devo dire che mi è piaciuta soprattutto la parte iniziale, quando il contagio inizia a diffondersi. Il protagonista viene accettato all'interno di un'area protetta, nella quale si avverte tutta l'angoscia di un mondo che sta andando allo sfacelo proprio davanti alla porta di casa, mentre dentro si cerca di continuare ad avere una parvenza di vita normale.
Le parti successive mi sono piaciute un po' meno, quando si inizia a tornare su un terreno più classico di sopravvivenza "on the road". Intendiamoci, non ci sono cadute di stile da parte dell'autore, è solo che il punto di vista dall'interno della Safety Zone mi sembra un contesto più originale per un genere straabusato come quello dell'apocalisse zombi, dopo sa un po' di già visto.

Il protagonista (autobiografico?) è simpatico e permette l'immedesimazione: cinico e umano, descrive con distacco ciò che gli succede intorno, senza eccedere in considerazioni personali se non qualche critica appena accennata alla politica di Cameron. Anche la storia d'amore che si sviluppa con la star del cinema Zooey viene trattata in modo quasi distaccato, freddo, essenziale. D'altronde, tutto il libro simula un blog, ed è normale non scendere troppo nel dettaglio con i propri sentimenti in una pagina di pubblico accesso... soprattutto quando può leggerla anche la ragazza!

Lo stile di scrittura di Germano M. ha in questo libro secondo me dei pregi come dei difetti. Il fatto che simuli la trascrizione di un blog da un lato è ben realizzato, con frasi brevi e concise e aggiornamenti del diario sempre più brevi e distanziati nel tempo man mano che la pandemia dilaga e la situazione di Hell e Zoey si fa difficile. D'altro canto, ma è una mera opinione personale, io trovo lo stile delle descrizioni di Germano troppo preciso. Si scende secondo me eccessivamente nei particolari, anche se non si raggiungono le vette dell'altro racconto che ho letto di questo autore, Lollipop (del quale è da poco uscito il seguito, che leggerò al più presto). Della protagonista di Lollipop veniamo anche a sapere in che direzione passa lo spazzolino quando si lava i denti, per Hell non arriviamo a quei livelli ma anche qui capita di perdersi in descrizioni accuratissime che, seppur efficaci, spezzano secondo me il ritmo, e forse mal si adattano a quello che dovrebbe essere un blog scritto nei ritagli di tempo. Va detto, però, che questo succede solo nella parte iniziale: fedele allo stile che ha deciso di dare al libro, verso la fine, quando i post di questo blog fittizio sono più brevi e concisi, anche queste descrizioni ridondanti spariscono o vengono ridotte al minimo.
L'autore stesso ammette, sul suo sito, che lui descrive quello che vede nella sua mente. Per questo preferisce una descrizione dell'ambiente o fisica dei personaggi all'introspezione. Sembra quasi di guardare un film, invece di leggere un libro. Non che sia un male, ma personalmente preferisco un approccio più "letterario".

Ultima importante nota di merito, che purtroppo io non ho potuto apprezzare appieno per limiti tecnici: il libro è scritto davvero come se fosse un blog, con l'inserimento di immagini e fotografie oltre a link che portano a pagine internet diverse, tra cui molti video musicali che sottolineano in modo efficace ciò che si sta leggendo (almeno credo dalle altre recensioni che ho letto, visto che io, con il mio Nintendo DS riadattato per leggere gli ebook, non ho potuto aprirne neanche uno).

Un metodo originale, innovativo e al passo con i tempi per scrivere un libro. Il problema è che per apprezzarlo appieno è necessario leggerlo su un pc o un tablet con accesso a internet.
Ciò non toglie nulla, comunque, alla forza della narrazione: se è piaciuto a me che l'ho letto su quello schermetto del c%$$0 significa che chiunque può apprezzarlo anche senza la musica in sottofondo.

In conclusione, un libro da consigliare a tutti, anche a chi non è appassionato di zombi o a chi, come me, non ha seguito il progetto Survival Blog. Si vede l'impegno che l'autore ha profuso per scrivere un ebook che poi ci ha regalato, rendendolo scaricabile gratuitamente. Conoscendo la spazzatura che troviamo in libreria per decine di euro, c'è solo da alzarsi in piedi e applaudire, tanto più che questo libro sarebbe più che degno di stare sullo stesso scaffale di titoli più noti e blasonati (vedi ad esempio, per rimanere nel genere, il ridicolo "Orgoglio e pregiudizio e zombie" di Seth Grahame-Smith, che si è limitato a modificare leggermente il romanzo originale aggiungendo qualche pagina di scontri con gli zombi qua e là).

Da questo link potrete scaricare l'opera di Germano M. Vi troverete anche i link alle altre recensioni del romanzo, fatte da gente molto più preparata e competente di me. Che state aspettando?

Il Moro

venerdì 17 agosto 2012

L'amore per la lettura

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Piccolo post autobiografico, oggi.

La mia libreria è relativamente piccola. Da tempo ho deciso di tenere esposti solo i libri che devo ancora leggere. Gli altri o sono finiti su Ebay, o alla biblioteca, molti sono ancora negli scatoloni in attesa di assegnazione. Pochi eletti hanno trovato un posto nella libreria più piccola in salotto, dedicata ai preferiti.

Per i fumetti è un altro discorso, quelli li tengo tutti. Allora, in pratica sono tre scaffali, sei ripiani ciascuno, su ogni ripiano due file di fumetti... tra i duemila e i tremila volumi, credo. Per la stragrande maggioranza Bonelli, qualche bonellide, pochi americani, un paio di manga (nessuna concessione all'estetica, tra l'altro: robusti scaffali in ferro da officina, essenziali e bruttini ma pratici).

Tempo fa, quella che poi è diventata mia moglie, vedendo la quantità spropositata di fumetti con cui le stavo riempiendo la casa (e sapendo che la maggior parte li ho letti più di una volta), mi chiese:
"Ma quanto ci hai messo a leggere tutta 'sta roba?"

Questa domanda mi riporta ai tempi dell'infanzia, e mi ispira una riflessione.
Da cosa è iniziato il mio amore per la lettura? Lettura in generale, perché da piccolo ho iniziato con i fumetti, e i libri sono stati per me la naturale evoluzione.
Beh, risalendo il più indietro possibile, il primo fumetto che ricordo di aver tenuto in mano è "Il figlio di Mefisto", Tex n. 125, trovato per caso a casa dei nonni.
Sicuramente c'è stato qualche Topolino, prima (ricordo che mia zia regalava a ogni natale l'abbonamento a me e a mio fratello), e altre letture più infantili. Non credo di aver iniziato la mia carriera di lettore con zombi, riti vudu, colpi di revolver e interrogatori a base di pugni sul naso e volti tumefatti. Eppure, quello è il mio primo ricordo di un volume specifico. Potrebbe essere stato il mio ingresso nei fumetti "per grandi", diciamo.
Beh, ha funzionato proprio bene. Sono quasi diventato matto quando ho scoperto che la storia non si esauriva con quel volume. Avventura! Mistero! Azione! Magia! Cosa si può volere di più?
Allora, dopo lunghe e affannose ricerche, ecco spuntare da un sottoscala un intero scatolone pieno di numeri di Tex, Zagor e Mister No più vecchi di me.
Mamma mia, ricordo ancora l'emozione che ho provato quando li abbiamo tirati fuori da là sotto, abbiamo soffiato via la polvere e li abbiamo ripresentati alla luce del sole.
Divorati, letti e riletti, non sempre nel giusto ordine, molte storie erano incomplete, ma chissenefrega.
Altri scatoloni sono saltati fuori, setacciando le case dei nonni, fino a che io e mio fratello non fummo sicuri che non ci fosse più niente da trovare.
Poi abbiamo scoperto i mercatini dell'usato, e l'escalation non si è più fermata.

Impossibile dire quante volte ho letto "Il figlio di Mefisto". La ritengo tutt'ora una delle storie più belle di Tex, e non sono l'unico. In realtà ho sempre preferito Zagor e Mister No a Tex (non prendiamo in considerazione tutto quello che è venuto dopo, parlo ancora di quando ero un innocente frugoletto). Magari farò poi un post per dire cosa ne penso dell'una o dell'altra serie, ma è con il granitico ranger del Texas che ho iniziato, ed è con quella storia che sento di avere un legame particolare.

I fumetti e poi i libri hanno plasmato la mia vita, contribuendo a fare di me ciò che sono ora. Dato che quello che sono adesso non mi fa poi così schifo, non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per non aver buttato via i loro vecchi fumetti e per avermi trasmesso l'amore per le storie e l'avventura.

E voi? Quanto riuscite a risalire indietro sul sentiero dei ricordi? Qual è stata la prima cosa che ricordate di avere letto, fumetto o libro che sia? O quella che ricordate con più affetto?


Il Moro.


giovedì 16 agosto 2012

Clarke-Baxter: serie dell'Odissea del Tempo

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Giusto ieri ho finito (finalmente, devo dire) la trilogia dell'Odissea del Tempo,  scritta a quattro mani da Arthur C. Clarke e Stephen Baxter (anche se qualcuno dice che Baxter scriveva e Clarke si limitava a dirigere).

Andiamo a  esaminare i libri uno per uno.

L'occhio del tempo
Un gruppo di soldati dell'ONU del 2037 si ritrovano di colpo, senza motivo (esatto, senza motivo, se voi ne trovate uno fatemelo sapere), sbalzati su una versione artificiale della Terra, costruita unendo varie "fette" del pianeta prelevate in epoche diverse. Abbiamo così una versione di Babilonia da poco abbandonata dai suoi antichi abitanti sullo stesso piano temporale di una Chicago di fine 1800, e altri strani accostamenti. Dall'unione di queste diverse "fette" derivano conseguenze climatiche quali tempeste e una consistente glaciazione, conseguenze forse troppo poco approfondite. Dice che ci sono delle tempeste, che a nord fa freddo, ma non si vedono veramente le conseguenze di questa cosa sugli eventi narrati. In questo scenario si scontrano gli eserciti di Alessandro Magno e Gengis Khan, la migliore fanteria e la migliore cavalleria della storia. Anche loro sono stati trasportati su questo mondo con le fette temporali sulle quali si trovavano.

martedì 14 agosto 2012

Tucker & Dale vs Evil

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Visto un altro filmetto stasera, ed ovviamente eccomi a parlarne un po'.
Tucker & Dale vs Evil, visto in inglese sottotitolato, è quello che si potrebbe definire un horror-comedy, alla Shaun of the Dead per intenderci, pur essendo molto più artigianale e "low budget".

Tucker e Dale sono due ragazzi di campagna, che decidono di passare le vacanze nella casa sul lago appena comprata da Dale. Nella stessa zona arriva anche un gruppo di ragazzi del college, i classici che-più-classici-non-si-può ragazzini dei film horror, vittime predestinate con tanto di teste bionde e tette al silicone. Una ragazza del gruppo si fa male e viene soccorsa da Tucker e Dale, ma gli altri ragazzi, che evidentemente hanno visto troppi film horror, li scambiano per i due classici maniaci assassini. Questo genera una serie di equivoci degni di Totò, ma con mooolto più sangue.

Il film gioca soprattutto sul ribaltamento dei ruoli classici: i due campagnoli, che di solito sono i cattivi, qua sono dei bonaccioni a cui capitano un mucchio di guai, e i ragazzini che vogliono fare gli eroi finiscono per trasformarsi nei cattivi...
Le situazioni sono divertenti, gli attori principali sono bravi, e c'è pure un po' di sangue per chi ama il gore-non tanto, comunque, e sempre "sul ridere".
Forse perde un po' nell'ultimo quarto d'ora, quando i ruoli sono ormai ben definiti e si trasforma in uno slasher quasi classico. Nel complesso, comunque, una visione gradevole e divertente. Consigliato, soprattutto a chi ama il gener slasher ma non si offende se glielo prendono in giro!

Il Moro.

lunedì 13 agosto 2012

Drive

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Stanotte vi parlo del film Drive, che ho appena finito di vedere dopo aver sentito pareri entusiastici da diversi amici.

Premetto che la mia è un'opinione meramente personale. Immagino che a molti questo film possa piacere parecchio, per lo stile con cui è girato.
A me no.
D'altronde io non sono nemmeno un esperto di cinema, solo uno a cui piace vedere film e magari parlarne con gli amici. La mia opinione conta quello che conta. Però avete voluto passare da questo blog, quindi beccatevela.

Il protagonista è uno stuntman di Hollywood specializzato in incidenti d'auto, che si diletta anche di corse automobilistiche e, per arrotondare, quando glielo chiedono si fa pagare per fare l'autista per rapinatori di banche o altro.
Detto così farebbe pensare a un film stracarico di inseguimenti, incidenti stradali, lamiere accartocciate e roba del genere.
No.
Il protagonista conosce la sua vicina di casa, la quale ha un figlio piccolo e un marito in prigione. Si infatua della donna e si affeziona al bambino, ma poi il padre esce di prigione.
Il padre è nei guai perché deve dei soldi a dei tizi, che lo coinvolgono in una rapina. Il protagonista decide di aiutarlo ma la rapina si rivela una trappola. Scatta allora la vendetta verso chi vuol fare del male alla donna a cui si è affezionato.
Ribadisco che non si tratta di un film d'azione. Per tre quarti abbondanti del film non si vedono altro che sguardi assenti.
Capisco che sia fatto in questo modo apposta. Il protagonista dà in effetti l'idea di un introspettivo un po' alienato, al quale il mondo scorre addosso senza toccarlo. C'è, o ci dovrebbe essere, un'intensa malinconia di fondo. Uno che ha difficoltà a rapportarsi con gli altri e che dimostra una calma interiore e una padronanza di sè eccezionali, salvo poi esplodere in sporadiche manifestazioni di ultraviolenza quando gliele fanno girare.

Sarà pure voluto. Sta di fatto che la maggior parte del film è fatta di primi piani di questo che guarda fisso nel vuoto, alternati con scene di lui e la ragazza che si guardano fissi negli occhi, chiusi in silenzi imbarazzati. Forse vuole essere un introspettivo con problemi di socializzazione, ma a me sembra solo vagamente autistico.
Verso la fine c'è un primissimo piano di lui, fermo con la stessa espressione che ha avuto per quasi tutto il film, con lo sguardo ovviamente fisso nel vuoto, che dura quasi un minuto. A dirlo sembra poco, ma un minuto di scena fissa guardando un film credetemi che è abbastanza, credevo che si fosse piantato il dvd. 

L'ho liquidato in poche righe, ma cosa si può trovare da dire su un film di sguardi fissi e espressioni ebeti?
In una parola: noioso. Io non sono uno di quelli che vogliono vedere per forza le sparatorie e gli inseguimenti, ma l'ho trovato comunque inutilmente lento e pesante.
Ci tengo comunque a dire che ad altri potrebbe piacere.

E non fatevi ingannare dalla locandina: questo è il vero maestro del martello!

Il Moro

domenica 5 agosto 2012

2 Minuti a Mezzanotte - Speranza Perduta

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ecco pronto un nuovo spin-off per 2 Minuti a mezzanotte. Il titolo è scritto qua sopra, e lo prendete da qui o dai soliti link a destra.
Siamo ben lontani dalle atmosfere scanzonate di Supereroi e Supercattivi, nonché di Porta a Porta o Volare. Questo è horror, duro e puro.

Pur non essendo un seguito, riprende un personaggio da I fili del destino. Non è necessario leggere I fili del destino per capire Speranza Perduta, ma è meglio. Quindi, se non l'avete fatto, leggetevelo, anche perchè è bellissimo! XD

  In questo post avevo chiesto proprio suggerimenti su come gestire il personaggio in questione senza obbligare il lettore a sorbirsi anche il racconto precedente, senza però interrompere la suspance del momento. Alla fine la scelta è stata l'inserimento di una nota a piè di pagina mischiato con il presentare il personaggio come meglio era possibile all'interno del testo stesso. Non so se è venuto bene. Ovviamente, accetto suggerimenti per migliorare il racconto in vista di un'eventuale raccolta in ebook di tutti gli spin-off!

A proposito della nota: che io sia stramaledetto se cercherò mai più di inserire note a piè pagina in un testo. Finché scrivi e facilissimo, Openoffice ha il suo bel "inserisci nota piè di pagina" e fa tutto lui. peccato però che poi devi convertirlo.
Il risultato con il pdf è abbastanza penoso, ma bene o male si può guardare. Con l'epub sono diventato scemo.
Calibre, ovviamente, non è stato di alcun aiuto. Writer2epub meno che mai. Funziona il link che ti porta dal testo alla nota, ma in nessun modo sono riuscito a fargli fare il percorso inverso. Così uno dovrebbe ricercarsi il punto dove è arrivato ogni volta che legge una nota. Improponibile.
Ho provato allora a modificare il file creato con Calibre con Sigil, programma che permette appunto di modificare gli epub. Apriti cielo, immagino che per chi ha conoscenze di programmazione sia facilissimo, ma io di XHTML non so una mazza. Qualcosa come tre ore di lavoro pieno per sei note del cavolo, e il risultato non è nemmeno un granchè. Qualcuno mi dica come si fa!

Per ora, comunque, beccatevi il racconto così com'è, e abbiate pazienza.
Ovviamente, tecnicismi a parte, fatemi sapere cosa ne pensate!

Ci sentiamo prossimamente, sto studiando un progettino per 2MM che potrebbe lasciarvi a bocca aperta... Occhio alle mosche!

Il Moro

venerdì 3 agosto 2012

Crash - di J. G. Ballard

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla.
Mini opinione assolutamente inutile su un romanzo che non sono nemmeno riuscito a finire.
Ho provato a leggere questo romanzo, giuro. Non ho mai visto il film che ne è stato tratto, nè ho mai letto altro di James Graham Ballard. Non so perchè, l'ultima volta che sono andato in biblioteca l'ho pescato dallo scaffale.

Ecco la trama da Wikipedia:

Racconta della perversione (in verità ancora molto moderna) di un gruppo di stravaganti e disperate persone nella Londra di fine XX secolo (ma senza ossessioni per collocazioni temporali troppo precise) che sentono il bisogno di eccitarsi e di divertirsi attraverso lo scontro automobilistico non virtuale e che vivono una vita 'parallela' fatta di collezionismo di macabre fotografie di auto relitti di incidenti stradali. Quello di Ballard è un mondo devastato dalla mancanza di comunicazione e dall'incapacità dei corpi di godere secondo le coordinate naturali richieste dall'energia libidica: quello che emerge da una trama volutamente deviante e sfuggente è un profondo senso di nausea per il presente disumanizzato.

Forse la trama doveva già darmi un indizio, ma io ci ho provato lo stesso. Non ce l'ho fatta.
Dopo tre capitoli di sangue, vomito, corpi menomati, vomito, mutilazioni, vomito, cicatrici, vomito, orribili incidenti automobilistici e ancora un po' di vomito perchè mi sembra che ce ne sia un po' poco, ho lasciato perdere onde evitare di imitare i personaggi e correre in bagno a mettere la faccia nel cesso.
Sarà pure ben scritto, descrizioni sicuramente efficaci, ma non fa per me. Non so come finisce, ma qualcosa mi dice che il protagonista morirà in un incidente stradale osservando le sue budella che colano sull'asfalto.
Decisamente, non fa per me.

Il Moro.

giovedì 2 agosto 2012

Un piccolo suggerimento

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!
Come dice il titolo, sono qui a chiedervi un piccolo consiglio di scrittura.
D'altronde, è così che Dmitry Glukhovsky ha fatto la sua fortuna. Ma io non ho bisogno di una revisione così radicale, per ora.
Sto scrivendo il mio ennesimo ebook per 2 Minuti a mezzanotte, ma ho un dubbio atroce.
A un certo punto comparirà un personaggio già visto nel mio precedente spin-off, I fili del destino.
A me, però, piacerebbe che un lettore non sia per forza obbligato a leggere il precedente per poter capire questo nuovo racconto.
Il problema è che inserire una spiegazione a quel punto del racconto comporterà un inevitabile calo di suspence, andando ad interrompere una scena clou.
Ora, come fare?
Queste sono le possibilità che sono venute in mente a me:

1 - inserire una nota a piè pagina che spiega chi è questo personaggio. Questo risolve il problema per quelli che hanno letto I fili del destino, che non leggono la nota e finita lì. Ma quelli che non conoscono il personaggio la devono leggere con conseguente rottura del ritmo.
2 - potrei in quel momento passare al POV del personaggio in questione e lì inserire la spiegazione di chi diavolo è. Potrebbe anche venire abbastanza bene e non interrompere il ritmo, ma tutto il resto della storia è visto dal POV del protagonista, e quindi un cambio potrebbe suonare come una forzatura (anche perchè lo sarebbe :-) ).
3 - sbattermene e obbligarvi a leggere anche I fili del destino. Tiè.

Voi che ne dite? Come aggirereste il problema? E state tranquilli, quando diventerò ricco e famoso vi citerò nei credits del kolossal hollywoodiano che verrà tratto dalla storia! :-)

Il Moro

mercoledì 1 agosto 2012

Dinosauri, di Ray Bradbury

Salve a tutti, è il Moro che vi parla. 
Una piccola quasi-recensione di un libro che ho letto ieri pomeriggio in un paio d'ore (anche perchè è piuttosto corto).
Dinosauri è una raccolta monotematica di racconti di Ray Bradbury, il cui argomento centrale è facilmente intuibile. Si tratta in realtà di racconti scritti in periodi distanti tra loro (Se non sbaglio tra il '51 e l''83), raccolti in una veste impreziosita dai disegni di illustratori di fama: David wiesner, William Stout, Overton Loyd, Steranko, Gahan Wilson, Kenneth Smith e Moebius.

"Cronache Marziane" è uno dei libri della mia top ten assoluta. Dopo quello, ho iniziato a cercare qualsiasi cosa Bradbury abbia mai scritto. Devo però dire di non aver ancora trovato altro allo stesso livello di quel capolavoro.
I dinosauri sono una delle grandi passioni giovanili di Bradbury, e si vede soprattutto nel primo racconto:
"A parte il dinosauro, cosa vuoi fare da grande?"
Un ottimo racconto,in cui si vede la grande abilità poetica di Bradbury. Da leggere a bocca spalancata lasciandosi trascinare dall'emozione. E' secondo me il migliore della raccolta, aperto a diverse interpretazioni: il bambino che vuole diventare un T-rex è un giovane confuso che deve essere riportato sulla retta via per essere salvato, o un sognatore che la cui fantasia viene malvista da una società chiusa e rosa dall'invidia, che deve essere riportato con i piedi per terra per rientrare nella massa? Bellissimo.
Fantastico anche "La sirena", racconto strafamoso, a quanto pare, ma che io non conoscevo. La sirena di un faro attira dagli abissi del tempo un antico mostro marino. Anche qui è presente la dicotomia tra la solitudine struggente e malinconica del mostro, solo da milioni di anni, e la furia devastante che scatena quando si accorge che a lanciare quel canto non è un suo simile.
"Rombo di Tuono" è ancora più famoso, più che altro perchè è stato ripreso successivamente in decine di salse, letterarie, fumettistiche e cinematografiche: cosa succederebbe se qualcuno andasse indietro nel tempo fino alla preistoria e uccidesse una farfalla? Bello, ma la storia è talmente nota che non sono riuscito a goderlo appieno, era come se l'avessi già letto. Ma la descrizione del tirannosauro è epica. Non penso di aver mai letto di un mostro così spaventoso. Geniale.
"Tyrannosaurus rex" è carino, ma niente di più, secondo me. Un tecnico degli effetti speciali deve creare un tirannosauro meccanico per un film, lottando con le assurde pretese del committente. Niente di eccezionale, e anche le illustrazioni di Moebius mi fanno abbastanza ca****.
"Ode al dinosauro danzante" e "E se vi dicessi che il dinosauro non è morto?" sono due componimenti poetici, il primo incentrato su dinosauri danzanti in stile "Fantasia" di walt Disney, l'altro su vigile che multa un dinosauro per parcheggio vietato. Non mi sono piaciute, ma non posso escludere che siano i limiti della traduzione. Tradurre una poesia, secondo me, è una stronzata a prescindere.
In conclusione, Bradbury per me è sempre un genio, pur con i suoi alti e bassi. Prendere questo libro? Mah. Non perchè non meriti, ma perchè la maggior parte dei racconti qui proposti si trova già in altre raccolte, tranne forse "A parte il dinosauro, cosa vuoi fare da grande?" che se non sbaglio è stato scritto apposta per questa. Sono convinto che si possano trovare antologie più complete. Quindi non mi sento tanto di consigliarlo non per colpa dell'autore, ma dell'edizione stessa.
Certo, qui ci sono in più i disegni, e alcuni meritano anche (tra tutti, quelli di Kenneth Smith), ma non sono un sufficiente valore aggiunto se possedete già alcuni dei racconti.
Contate anche che l'ho finito in un paio d'ore. Da prendere se lo trovate a prezzo conveniente (io l'ho preso in una bancarella a 1 euro).
Il Moro.




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