martedì 11 febbraio 2014

Forme di vita extraterrestre e l'equazione di Drake

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Che ne pensate degli extraterrestri?
Credete nella possibilità che esista la vita su altri pianeti? Meglio ancora, forme di vita intelligente?
Se siete di quelli a cui non frega niente, avete sbagliato blog. Magari cercavate questo.
Per quelli che invece alzano lo sguardo per guardare le stelle, dirò: io ci credo.
Altrimenti non mi spiego tutto questo spreco di spazio.



Qualcuno dice che se esistono dovremmo già averli visti, o quantomeno intercettato le loro trasmissioni (il cosiddetto paradosso di Fermi). I motivi plausibili potrebbero essere diversi.
- Potrebbero non esistere civiltà più avanzate della nostra. Qualcuno dovrà pur essere il primo, no?
- La velocità della luce potrebbe essere davvero un limite invalicabile, quindi ognuno se ne sta nel suo orticello. E se le eventuali altre civiltà fossero estremamente lontane non ci arriverebbero nemmeno le loro onde radio.
- Potrebbero anche essere talmente diversi da noi da non comunicare con mezzi da noi riconoscibili.


- Non bisogna calcolare solo lo spazio, ma anche il tempo. Da quanto esiste la razza umana? E da quanto conosce le onde radio? Su scala cosmica, meno di un battito di ciglia. Facciamo che una civiltà tecnologica possa sopravvivere per un tempo tra i 1000 e i 10.000 anni, poi o si estinguerà o passerà ad un diverso stadio dell'evoluzione. Nei miliardi di anni di vita dell'universo, che probabilità ci sono che due razze tecnologicamente evolute vivano nello stesso lasso di tempo? (Sì, è un discorso semplicistico a cui bisognerebbe allegare anche il tempo che ci mettono le onde radio a propagarsi nello spazio, ma è comunque valido. Leggetevi questo articolo per approfondire.)

Yoh-oooh!! C'è nessunoo??

- Potrebbero non voler comunicare con noi. Chiunque abbia seguito anche solo saltuariamente Star Trek sa cos'è la Prima direttiva. Ma i motivi potrebbero anche essere diversi da quelli ottimistici previsti nella storica serie, ad esempio gli extraterrestri potrebbero aver paura di noi (ricordo un racconto, forse di Asimov, in cui non appena gli umani riescono a superare i limiti del sistema solare vengono accolti nella grande federazione galattica; peccato che siano l'unica razza dell'universo a non aver voluto posare le armi prima di entrare nelle sale del consiglio della federazione [o qualcosa del genere] e minaccino di prendere il controllo dell'intera galassia in poco tempo per la loro natura di conquistatori).


Queste e altre obiezioni al paradosso di Fermi sono raccolte nel volume Se l'universo brulica di alieni... dove sono tutti quanti? di Stephen Webb

Insomma, per un motivo o per l'altro, la loro esistenza non è ancora da escludere.

Chi ci crede senza ombra di dubbio è l'astrofisico statunitense Frank Drake, al punto da formulare, nel 1961, un'equazione per quantificare il numero di civiltà aliene nell'universo.

Sheldon ci enuncia l'equazione:

     
      N = R* · fp · ne · fl · fi · fc · L
dove:
N   è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione
R*   è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea
fp    è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne   è il numero medio di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl    è la frazione dei pianeti ne su cui si è effettivamente sviluppata la vita
fi    è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc    è la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare
L    è la stima della durata di queste civiltà evolute
All'equazione originale dovrebbero in effetti essere aggiunti un fattore che tenga conto della possibilità di ricomparsa di una civiltà evoluta sullo stesso pianeta nel quale se ne è estinta un'altra magari migliaia di anni prima, uno che tenga conto di pianeti che potrebbero essere stati colonizzati da civiltà in possesso del volo spaziale, inoltre nel conto dei pianeti andrebbero inserite anche le eventuali lune abitabili... Suggeritene altri, se li trovate.


Questi qui, ad esempio, stavano su una luna.

Appare subito chiaro che l'equazione si basa su dati mooolto vaghi, diciamo pure meramente ipotetici. Non possiamo essere sicuri della durata media di una civiltà tecnologica. Non possiamo sapere con certezza quante stelle possiedano un sistema solare, nè quanti pianeti in media per ogni sistema solare possano ospitare la vita. In teoria, potrebbero essere anche tutti ad avere la potenzialità per sviluppare la vita, se consideriamo forme di vita anche molto diverse da quella terrestre. Mi viene in mente la saga dell'Odissea nello spazio di Clarke, dove solo nel sistema solare si trovava vita praticamente ovunque, bastava scavare un po'.


Piero Angela, nel suo saggio Nel cosmo alla ricerca della vita, del 1980, ci illustra i possibili risultati dell'equazione, evidenziando la forbice tra le ipotesi più pessimistiche e quelle più pessimistiche.
Qui potrete leggere la spiegazione più dettagliata, non è molto lunga comunque posso anticiparvi io i risultati: il più ottimista degli ottimisti otterrebbe un'eccezionale risultato di 600.000 civiltà evolute solo nella nostra galassia (!), il peggior pessimista avrebbe invece un risultato di 0,0000001, il che vorrebbe dire che anche noi in realtà non esistiamo. :-D

Posto ce n'è. Possibilità, direi anche.

Wikipedia ci mostra stime basate sui valori che appaiono più attendibili. Con queste, si arriva a un risultato di circa 23.

L'astrono italiano Claudio Maccone ha recentemente rifatto i calcoli secondo un nuovo teorema matematico relativo al calcolo probabilistico, e ha aggiornato il risultato dell'equazione a 4590.

Alla fine, questi numeri lasciano il tempo che trovano.
Ma l'importante, in fondo, non è calcolare quanta gente ci possa essere là fuori. L'importante è sognare di non essere soli. Lo sguardo rivolto verso le stelle, per quelli a cui l'espressione "il cielo come limite" non è mai sembrata una veduta abbastanza ampia.
Quello che sogna più di tutti è lo stesso Drake, che nel 1974 fondò il SETI.
L'istituto Search for Extra-Terrestrial Intelligence è un'organizzazione scientifica senza scopo di lucro, che attua diversi progetti per la ricerca di vita intelligente nel cosmo. E non si limitano nemmeno a tenere occhi e orecchie aperti nello spazio.

Lo conoscete, no?
 Ne 1974 spararono nello spazio il famoso messaggio di Arecibo tramite un segnale radio. Date un'occhiata alla pagina di wikipedia per una spiegazione più dettagliata, dal canto mio posso dire che io non sarei mai riuscito a decifrarlo... E anche se fossi riuscito a comporre l'immagine non avrei mai capito cosa volesse dire. E magari è meglio così, visto che c'è anche indicata la posizione della Terra: noi sappiamo cosa ci fanno gli alieni con la nostra posizione, vero? :-)

Il culo, ci fanno!


Per ora non è stata scandagliata più di una minuscola frazione dello spazio che ci circonda, e non siamo nemmeno sicuri che riconosceremmo un segnale qualora dovessimo vederlo.
Fatta eccezione per quello che viene definito Segnale Wow!, il SETI fino adesso non ha trovato nulla. E il Segnale Wow di per sè, un impulso che è stato rilevato una sola volta e mai più ripetuto, ha più le caratteristiche di una cosa a cui si "vuole" credere, piuttosto che una prova concreta.

Il SETI serve a poco, pare. Potrebbe addirittura avere un effetto contrario, e convincerci che siamo soli se continuerà a non trovare niente.
Eppure, io credo che la vita debba poter esistere anche altrove. E' vero che le caratteristiche che permettono la vita sulla Terra sono frutto di coincidenze ai limiti dell'incredibile, ma lo spazio è talmente vasto, siamo sicuri che le possibilità che queste coincidenze si ripetano siano così remote?
Forse, inconsciamente, spero che esistano altri mondi, dove la vita è migliore che su questo. Giusto perché almeno così non sarà tutto "spazio sprecato". Qualcosa che magari possa darci fiducia nell'esistenza di un essere superiore, un creatore che allora non ha sbagliato proprio tutto. Forse spero che gli alieni arrivino per salvarci, per mostrarci le meraviglie del cosmo e dimostrarci che tutto l'odio, l'invidia e la violenza che permeano questo mondo sono nient'altro che un errore. Forse sono solo un sognatore cresciuto a pane e fantascienza.

Una cosa è certa: quando arriveranno gli alieni io, per stare tranquillo, adotterò la filosofia di Tex Willer.

Non si sa mai! XD
Il Moro

15 commenti:

  1. Dico la verità, non avevo mai approfondito l'equazione di Drake, nonostante abbia un fratello che mi ha passato un minimo d'interesse per l'ufologia.
    Ottimo post

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    1. Grazie! Sono argomenti affascinanti, se trattati con il rispetto che meritano e con intelligenza. Non so se hai visto qualcuno di quei documentari demenziali che fanno su Focus tv... XD

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  2. Bellissimo post, sono argomenti che mi affascinano tantissimo e alcune cose che hai citato non le conoscevo, come il segnale wow. Figo :)

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    1. Grazie, uno ogni tanto mi viene bene! :-)

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    2. Anche più di uno ogni tanto eh. In realtà, caro moro, il tuo blog non lo seguo spesso (pur avendo roba che davvero mi interessa) per il semplice fatto che è scritto bianco su nero. Pare una scemata, lo so, ma ti assicuro che non è affatto una scusa. Io ci lascio gli occhi a leggere xD

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    3. Sì? In realtà a me piace di più così, ma se scopro che anche altri la pensano come te vedo di porre rimedio...

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  3. Il SETI fa quello che può con le (poche) risorse che ha e nell'universo (sterminato) in cui si trova. È un buon programma, anche solo per averci fatto sognare il Contact. L'equazione di Drake di per sé è rigorosa e ha una sua consistenza, il problema come hai ben enunciato è che alcuni fattori è possibile stimarli con una discreta certezza, altri no.

    Fra l'altro, una ragione per il mancato contatto potrebbe essere la scelta di una civiltà di chiudersi in sé stessa, la stagnazione. È già successo nella nostra storia, vedi la Cina imperiale o anche solo la Toscana medicea che non diede seguito all'impresa coloniale americana quando ancora poteva. Nazioni che poi sono diventate piccole e vassalle. In un contesto spaziale, se noi restiamo dove siamo che senso ha per una civiltà evoluta contattarci, al di là dei rapporti di buon vicinato o di ottenere qualche vantaggio sul piano pratico?

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    1. Questo è possibile, ma spiegherebbe solo perché nessuno ci ha ancora contattato volontariamente, non perché non abbiamo nemmeno ancora trovato segni di altre civiltà. Se una nave passasse al largo delle coste della Toscana senza attraccare quantomeno la vedremmo. Certo, in un contesto spaziale, passare "al largo" della Terra con un'astronave potrebbe significare che loro rimangono fuori dalla portata dei nostri strumenti mentre noi siamo evidenti per loro... ma non dimentichiamo che le onde radio si propagano nello spazio per distanze incommensurabili. Il che farebbe pensare che gli alieni, per non farsi rilevare da noi, si debbano nascondere apposta. Ma il tempo che ci mettono queste onde radio a propagarsi confonde ancora di più questo tipo di ragionamenti...

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    2. Dato che incontiamo difficoltà a monitorare tutti i NEO, non è detto che un'astronave "al largo" sarebbe notata, a meno che non puntasse un radiofaro su qualche array del SETI (che cioè ascolta proprio quelle frequenze).

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    3. “Sono qui fra noi e si fanno chiamare Ungheresi” Vero Salomon Xeno?

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  4. A mio modesto parere è inutile calcolare "probabilità" quando non ci si basa su alcun dato concreto. Sappiamo solo che ci sono moltissime stelle, e che molte di esse possiedono un sistema planetario. Da quel poco che si è visto i pianeti possono essere di tantissimi tipi ma trovarne uno come la terra con la sua unica combinazione di qualità sembra cercare un ago in un pagliaio... ma anche qui ci sono troppo pochi dati.

    Non sappiamo di preciso come si è originata la vita e non sappiamo se sia lecito supporre che debba nascere anche in luoghi con caratteristiche diverse. Per quello che vediamo nel nostro sistema solare non c'è da essere ottimisti ma, anche qui, il campione è minimo.

    Visto che l'universo ha 13 milioni di anni, però una cosa potrebbe essere (forse!) garantita: le civiltà extraterrestri che superano la velocità della luce e se ne vanno in giro per il cosmo stile Star Trek dovrebbero averci ormai incontrato, a meno che non ci evitino di proposito. Con l'età dell'universo, e visto che il nostro sole è relativamente giovane, gli alieni avrebbero colonizzato la galassia da un pezzo.
    Insomma non sono molto ottimista, però è un peccato...

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  5. Ooops... 13 MILIARDI di anni

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    1. Anche quello è un punto interessante... e se superare la velocità della luce non fosse possibile "e basta"? L'investimento che servirebbe per allestire una nave generazionale potrebbe essere talmente proibitivo da scoraggiare chiunque... E quindi in questo caso la presenza di civilità extraterrestri non sarebbe da escludere.
      Viene però fuori un'altra considerazione: se gli altri sono troppo lontani, allora è come se non ci fossero.
      Il Moro

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  6. Secondo una delle tante teorie il nostro universo è infinito e, in quanto infinito, comprende tutte le possibilità immaginabili e non. Di conseguenza, oltre ad un numero infinito di nostre versioni(lievemente o profondamente diverse da noi), sarebbe logico pensare ad un numero infinito di razze aliene.
    Teoria interessante :)

    Per chi vuole farsi due risate e rimanere nel tema fantascientifico, tanto caro al nostro Moro, leggete questo:
    http://www.uforay.net/?p=1079

    Vorrei sottolineare la densa bibliografia che ha permesso di redigere questo fantastico saggio (sarcasmo!?) :)

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    1. Quel tipo dovrebbe scrivere le sceneggiature per Martin Mystere... certo, prima dovrebbe imparare l'italiano. Almeno un po'.

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