giovedì 1 febbraio 2018

30 anni di Hellraiser in Italia: i videogiochi di Hellraiser

Virtual HellSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Questo post fa parte del ciclo dedicato ai 30 anni di Hellraiser in Italia, iniziativa a cui partecipo insieme ad altri colleghi blogger malati come me.

Forse leggendo il titolo vi sarete fatti delle illusioni. Mi dispiace deludervi: non esistono videogiochi ispirati a Hellraiser.
Ma ci sono cumunque un paio di storie interessanti da raccontare al riguardo.

Ci sono stati due tentativi di portare Hellraiser sul media videoludico. Giusto per confondere un po' le idee, parto dal secondo.

Nel 1995, prima dell'uscita del quarto film della saga, i Magnet Interactive Studios annunciarono un videogame per PC intitolato Hellraiser: Virtual Hell.
Si sarebbe dovuto trattare di un horror (chiaramente) con visuale in prima persona, in stile Doom.
Dal punto di vista della trama (che non sarebbe stata scritta da Barker) si sarebbe trattato di un plot nuovo, slegato da quanto visto in film e fumetti. Secondo quanto dichiarato dal designer Doug Barnett, il gioco avrebbe dovuto rispettare lo "spirito" dei film, quindi presentare un sottomondo pieno di bizzarrie mostruose tra cui anche alcune nuove, come Pinball, che avrebbe lanciato sfere d'acciaio contro il giocatore.
Ma, prima di continuare, una cosa importante: il banner dell'iniziativa!



Il prototipo mostrava l'immagine di un computer che si trasformava in Pinhead, il quale spalancava la bocca attirando a sè il giocatore e ingoiandolo. Ci si trovava così in un inferno pieno di una nebbia rossa e solforosa.
Anche l'attore Douglas Bradley, interprete di Pinhead in quasi tutti i film, è stato coinvolto nel progetto.
Bradley ha girato le scene che vedevano protagonista il cenobita Pinhead davanti a un green screen, contemporaneamente alle riprese per Hellraiser: Bloodline. All'epoca non era ancora prassi comune come oggi, infatti Bradley ha dichiarato di non vedere l'ora di vedere il gioco finito, perché a recitare da solo davanti a un muro verde si era sentito un cretino. Purtroppo il suo desiderio non verrà mai esaudito.
Ad oggi, tutto quello che rimane sono le poche schermate che ho trovato e che vi metto di seguito, e la copertina che avete trovato in testa all'articolo.

virtual hell

virtual hell


virtual hell


Prima di questo ci fu un altro tentativo di portare Hellraiser sul piccolo schermo, con un gioco per NES del 1990. La casa produttrice, la Color Dreams, era già famigerata per aver creato altri pessimi giochi da licenze cinematografiche.
All'epoca la Nintendo richiedeva a tutte le compagnie che volevano rilasciare un gioco sui loro sistemi un pagamento, in cambio di una valutazione del gioco e una licenza ufficiale per il rilascio. Per non pagare, la Color Dreams bypassava il controllo del chip di blocco del NES e rilasciava giochi senza licenza. Cos'è questa? Pirateria al contrario?
I soldi che hanno risparmiato non pagando le licenze li hanno probabilmente usati per acquisire i diritti di Hellraiser, il loro progetto più ambizioso, che sono costati tra i 35.000 e i 50.000 dollari. Il gioco è stato creato utilizzando una versione potenziata del motore di Wolfstein 3D, ma l'hardware del NES non era abbastanza potente per farlo girare, così hanno creato appositamente un nuovo tipo di cartuccia.
La nuova cartuccia venne chiamata "Super Cartridge", conteneva un processore programmabile Z80 e 4 MB aggiuntivi di RAM. Permetteva la manipolazione di video in tempo reale, zoom, sfondi completamente animati e un utilizzo di un maggior numero di colori su schermo. Una bomba, insomma, anche se non funzionava perfettamente.

Il gioco si basava su un personaggio che veniva chiuso all'interno della scatola. Il giocatore poteva manipolare la scatola da fuori così da far cambiare l'aspetto del labirinto all'interno e aiutare il suo amico a uscirne, mentre i cenobiti cercavano di impedirglielo.

La super cartuccia avrebbe portato a un prezzo maggiorato per il gioco. Questo, unito al fatto che molti negozi rifiutavano di vendere giochi senza licenza Nintendo, portava a un concreto rischio di fallimento per la casa produttrice, che abbandonò il progetto dopo alcuni mesi. Ci rimangono gli artwork per la scatola, la schermata di caricamento e alcuni poster e pagine promozionali:

clive barker hellraiser videogiochi
Bozza preliminare della copertina

clive barker hellraiser videogiochi
Pubblicità  su rivista per promuovere la "super cartridge"

clive barker hellraiser videogiochi
La schermata di caricamento

clive barker hellraiser videogiochi
Pubblicità del gioco che menziona anche le versioni per Sega Mega Drive e Atari Lynx.
E adesso le cose si fanno interessanti...
La Color Dreams poco tempo dopo ha deciso di cambiare genere; ha cambiato nome un paio di volte fino a "Wisdom Tree", e si sono specializzati nella produzione di giochi a tema cristiano. Già.
Costoro avevano ancora a disposizione la licenza per l'utilizzo del motore di Wolfstein 3D che non avevano utilizzato per Hellraiser... E che, vuoi lasciarla lì a prendere polvere?
Ed ecco quindi sbucare fuori Super 3D Noah's Ark.
Come si può passare da qualcosa di violento, malato, diabolico, addirittura sensuale come Hellraiser a un gioco basato sul recuperare animaletti pucciosi da caricare sull'arca di Noè? Beh, l'ex Color Dreams ha già dimostrato di poter fare questo e altro.
Super 3D Noah's Ark ha quindi lo stesso motore di Wolfstein 3D: stesse mappe, stessa interfaccia, stesso sistema per munizioni e salute, stessa IA dei nemici. Solo, una fionda al posto del mitragliatore, e animaletti recalcitanti da colpire per convincerli a starsene buoni sull'arca invece di nazisti da uccidere.
Super 3D Noah's Ark fa parte di una serie di giochi dallo stile fumettoso basati sulla bibbia, sotto il logo Bible Adventures, ed è l'unico pubblicato per Super Nintendo.
Ma la nostra amica Wisdom Tree, ex Color Dreams, con tutta la loro fede religiosa, non ha cambiato abitudini, e non ha mai preso la licenza per pubblicare giochi per la Nintendo...
Super 3D Noah's Ark esce quindi per SNES, ma come fare per bypassare le protezioni del sistema? Semplice, bisogna inserire una cartuccia di un gioco con licenza nell'apposito alloggiamento nella parte superiore della cartuccia di Super 3D Noah's Ark, e... Miracolo!

Di seguito un video di gameplay, giusto per farvi capire cosa è diventato quello che avrebbe dovuto essere un sanguinolento gioco su Hellraiser:



Esiste anche una versione aggiornata del gioco per PC, del 2014.

E dopo questo viaggio nel mondo videoludico che Hellraiser è riuscito solo a sfiorare, lascio la parola ai miei colleghi blogger!

"La Bara Volante" ricorda il film con il suo stile inimitabile

"Il Zinefilo" ci parla degli Artigiani del Dolore

"IPMP" presenta le locandine italiane d'annata

Il Moro

5 commenti:

  1. Sono allibito nel vedere il gioco dell'arca di noè...roba da class action..che fine ingloriosa per il progetto Hellraiser

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    1. beh, nel libro da cui è tratto ci sono di certo molti più morti che in Hellraiser... ;-)

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  2. Da violento amante di Wolf3D e Doom, all'epoca sarei impazzito per Hellraiser, sebbene dubito che in quel tempo lo conoscessi. Al pensiero adesso di aggirarmi per la scatola di Lemarchand mi vengono i brividi: che peccato non si sia quagliato.
    Possibile che con tutti i videogiochi che ci sono non ci scappa un Hellraiser? Andiamo, hanno fatto il videogioco di "Grey's Anatomy", possibile non ci sia spazio per i Supplizianti? ^_^

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    1. Hanno fatto il videogioco di Grey's Anatomy?! :-O

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  3. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, vero Color Dreams? ahahah
    Non conoscevo affatto queste vicende legate a Hellraiser, felice d'averle scoperte!

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