martedì 9 settembre 2014

Saga The Giver, di Lois Lowry - recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Parliamo di una saga di fantascienza/fantasy per ragazzi che ho finito di leggere da poco, giusto il giorno prima di vedere in tv il trailer del film tratto dal primo libro: The Giver - La storia di Jonas. Che nei titoli dobbiamo sempre distinguerci.

The giver - Il donatore è un libro fantasy per ragazzi del 1993, primo di una quadrilogia.

È un libro abbastanza corto, che ci racconta di un mondo distopico che deve molto a 1984. Un mondo futuro dove tutto è ordinato e perfetto, dove la vita di ogni individuo è regolata da regole ferree, dove tutti sono inquadrati e il destino di ognuno è deciso a tavolino. La principale differenza dall'illustre ispiratore è che qui la gente non si rende conto di essere sotto una dittatura, talmente questo modo piatto e vuoto di vivere è radicato (e grazie anche a certe pillole che inibiscono i sentimenti). Nemmeno i membri del Consiglio, che detengono il potere, si sentono dei dittatori, ma anzi dei benefattori: grazie a queste usanze infatti sono quasi del tutto sparite le malattie e le guerre. Il prezzo da pagare è il libero arbitrio, e insieme a esso i sentimenti. Non sono solo le pillole, ogni aspetto della società è studiato in modo da annullare già nel neonato l'insorgere di sentimenti complessi.


Il giovane Jonas viene scelto per essere il prossimo "accoglitore di memorie", incaricato di raccogliere dal precedente le memorie dei tempi passati, quando il mondo era ancora quello che conosciamo. Saranno proprio queste nuove conoscenze a spingerlo alla ribellione.
Il metodo con cui le memorie vengono trasferite appare puramente magico o comunque non viene spiegato, e per questo direi che siamo più vicini al fantasy che alla fantascienza. Ma chissenefrega,in fondo. L'intento dell'autrice non era certo di scrivere un romanzo dalle solide fondamenta tecniche, ma raccontare una storia che, come una favola, potesse portare qualcosa nei cuori dei ragazzi che la leggono.
Il libro scorre bene e si lascia leggere con interesse, pur essendo privo di veri colpi di scena o di un intreccio più che lineare, peccato per il finale troppo sbrigativo e surreale, che ti lascia lì a dire "mbeh? finisce così?"



Il secondo romanzo del ciclo, Gathering blue - La rivincita, del 2000, ha un'ambientazione completamente diversa nonostante il mondo sembri essere lo stesso. Una società agreste, primitiva (anche qui conseguenza di una grande catastrofe), dove non è tollerato chi soffre di difetti fisici. La protagonista Kira, zoppa, dovrà lottare ferocemente per farsi accettare dopo la morte della madre che l'aveva sempre protetta: per la sua condizione le altre donne del villaggio vorrebbero che fosse semplicemente esiliata, quasi una condanna a morte. La sua rivalsa avverrà grazie alle sue straordinarie capacità come tessitrice.
Verrà incaricata di restaurare la tunica del Cantore, che ogni anno canta le storie del passato basandosi proprio sui disegni della tunica.
Cambia l'ambientazione ma il tema è lo stesso: una società futura più o meno distopica, risultato di una non meglio precisata catastrofe, dove un giovane viene selezionato per un lavoro importante grazie a una sua particolare abilità, scoprendo sfumature del mondo in cui vive che non sospettava, e che la porteranno al rifiuto. Grande importanza hanno anche qui i colori e la memoria del passato.
Praticamente gli stessi temi e storie molto simili con ambientazioni e personaggi diversi. Impossibile evitare la sensazione di rileggere quasi la stessa storia. Ho idea che inizialmente le due storie non dovessero far parte dello stesso ciclo, ma è solo una mia impressione.
Aggiungiamo che anche qui c'è il finale "tronco", ancora più evidente che nel precedente. Sembra davvero che ne manchi un pezzo, ma in questo caso è probabilmente perché un seguito era già in cantiere.



Nel terzo libro, Il messaggero (Messenger, 2004), finalmente iniziano a tirarsi un po' di fili. Qui abbiamo la conferma che tutto avviene nello stesso mondo, seguendo le vicende di un personaggio secondario di La rivincita che incontra anche un personaggio di The Giver.
Anche qui c'è un ragazzino che scopre di avere un potere/capacità particolare in un mondo che sembra bello ma nasconde un segreto. Il principio è lo stesso ma lo svolgimento è diverso, visto che in questo caso l'autore aveva sicuramente già previsto un ulteriore seguito. Proprio per questo, però, è forse un po' meno coinvolgente emotivamente dei precedenti.



Il figlio (Son, 2012)
L'ultimo del ciclo è diviso in due parti ben distinte. Nella prima viene ripreso un personaggio che nel primo libro era rimasto "dietro le quinte", nella seconda un altro personaggio secondario del primo libro è cresciuto e diventa protagonista. Approfondire di più vorrebbe dire spoilerare sui primi della saga.

La saga gode di un'ottima prosa, ed è pregna di significati profondi. Non è una saga fantasy "epica", anzi, di epico ci sono solo i sentimenti e la forza di volontà dei personaggi principali.
Ci sono però dei difetti. La gestione dei "poteri", ad esempio, sembra lasciata un po' al caso. Non si sa da dove arrivano, ma sicuramente ce li hanno solo i personaggi principali, che guarda caso si conoscono tutti. E il potere di Jonas dal primo al secondo libro cambia misteriosamente, e non c'è più traccia del "trasferimento di memorie" e salta fuori una specie di visione a distanza.

Inoltre, cosa che dà abbastanza fastidio, sia i primi tre libri che la prima parte dell'ultimo terminano tronchi, quasi su cliffhanger. Poi il libro successivo (o la seconda parte nel caso de Il figlio) inizia con un bel "qualche anno dopo", con i problemi del precedente che nel frattempo si sono risolti da soli, i motivi e i modi non si sanno o vengono rapidamente riassunti.

Giudizio finale: buono per ragazzi, che troveranno ideali alti e significati profondi. Meno male che c'è ancora chi scrive bei romanzi per ragazzi, invece di limitarsi a fantasy fatti con lo stampino.
Per adulti, forse, a cui saltano più all'occhio i difetti, è una lettura meno valida, ma comunque una saga interessante.

Non ho idea di come possa venire il film, The Giver non mi è parsa una storia semplice da trasporre in video.

Il Moro

2 commenti:

  1. Il film in effetti è molto semplicistico. Si fa guardare ma non passerà alla storia.

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