martedì 16 dicembre 2014

Riddick, recensione

http://3.bp.blogspot.com/-7F60UqIfM-E/UjN58kVyRPI/AAAAAAAABHA/CzJSjaYIPzU/s1600/Riddick_Locandina.jpgSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Pitch Black fu probabilmente il miglior emulo di Alien mai uscito. Il suo seguito, Chronicles of Riddick, scelse di prendere una strada diversa con una versione più dark e tamarra di Guerre Stellari. Guardabile, ma soffriva molto il confronto con il predecessore, nonostante il budget decisamente superiore.

Tredici anni dopo Pitch Black ecco il terzo capitolo della saga, intitolato semplicemente Riddick. Ma non hanno capito che chi si augurava un ritorno alle origini intendeva nel senso della qualità, non della trama!

Riddick viene tradito dai Necromonger di cui era diventato il capo (una cultura dove basta uccidere il re per prendere il suo posto... quanto dura in media un sovrano? Mezz'ora?) e abbandonato su un pianeta selvaggio e disabitato. E così ecco azzerato quanto visto nel secondo capitolo, e lasciatemi dire che lo trovo un peccato.
Sul pianeta in questione tamarreggia per un po', poi trova per inspiegabile botta di culo una specie di stazione di rifornimento, presumo una specie di autogrill spaziale, nella quale attiva il radiofaro facendosi riconoscere per attirare qualche cacciatore di taglie, con l'intenzione di rubargli l'astronave.
E poi saltano fuori anche dei mostri senza occhi, che a differenza di quelli di Pitch Black invece che col buio escono solo quando piove, come le lumache.


Trama banale, decisamente impoverita rispetto al predecessore, degna di un film di serie B (o meno), personaggi stereotipati e poco interessanti (salvabile solo Santana, cattivo e fessacchiotto), anche lo stesso Riddick non fa altro che citare sé stesso.

E dire che l'inizio prometteva una bella trashata d'altri tempi, finché Riddick è da solo sul pianeta, con deliziose stupidaggini quali il protagonista che invece di steccarsi una gamba rotta legandola come farebbe qualunque persona normale decide di fissarci una placca piantandosi dei chiodi nella carne, o la pozza d'acqua dove vive il mostro che un momento è profonda tre metri e l'attimo dopo tre centimetri. Peccato che poi si scada nella noia. Noia alla quale va ad aggiungersi un finale (gli ultimi 30 secondi o giù di lì) tra i più brutti mai visti. Complimenti.


http://www.punchnels.com/wp-content/uploads/Riddick-banner.jpg

Un tentativo di ritorno alle origini, riuscito male. Perché una scelta simile? Chronichles Of Riddick era tutt'altro che un capolavoro, ma aveva un'estetica carina e si faceva guardare, inoltre prometteva grandi cose per il futuro del personaggio. Se proprio volevi eliminare i Necromonger, allora piuttosto dì che quest'avventura è ambientata prima della presa di potere di Riddick e finita lì, così non ti chiudi neanche nessuno sbocco narrativo per eventuali sequel (non che ci siano notizie di sequel in vista, ma il film lascia aperta la sottotrama della ricerca di Riddick del suo pianeta d'origine, quindi un sequel era nelle intenzioni).
Così invece abbiamo solo una specie di remake decisamente inferiore all'originale.

http://1.bp.blogspot.com/-GbySPZgeFNQ/Ui9De8CdDzI/AAAAAAAAFB0/Gx928gja29w/s1600/The+Aliens+Cometh+--+Riddick.jpg


E dire che Riddick ha dimostrato di avere ben altre potenzialità. Ci ricordiamo del mediometraggio animato Dark Fury del 2004 e dei due videogame Escape from Butcher Bay e Assault on Dark Athena, tutti con trame decisamente più interessanti di questa. E' un peccato che questa sorta di versione fantascientifica e moderna di Conan venga sprecata in questo modo.

Il Moro

2 commenti:

  1. Effettivamente, anche durante questo film mi sono appisolato...
    Meglio l'originale, rozzo ma efficace.
    Speriamo nel capitolo IV?

    RispondiElimina

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