sabato 10 novembre 2012

Il ciclo del nuovo mondo, di James Kahn


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Quest'oggi parliamo di una coppia di libri di difficile definizione.

L'autore, James Kahn, non è uno scrittore particolamente noto. E' conosciuto più che altro per le sue novelization di film fantastici, ha scritto quella di Il ritorno dello Jedi, Indiana Jones e il tempio maledetto, Poltergeist I e II, e I Goonies. Ha inoltre collaborato a show televisivi come Melrose place, Star Trek: The next generation e altre.

Di difficile definizione perché non è facile decidere in quale filone inserirli, se si dà importanza a queste cose.
Si tratta di fantascienza, dato che si svolge in un mondo futuro e visti i numerosi aspetti "tecnologici". Allo stesso tempo, però, è assolutamente fantasy, sia per la presenza di numerose creature tipiche del genere, sia per l'atmosfera che si respira e il tipo di trama che viene raccontato.




Vi copincollo qui la quarta di copertina del primo romanzo del ciclo:

Un urlo rauco, profondo, inumano lacera il tessuto della notte. I sei abitanti della capanna di tronchi si guardano sbigottiti l'un l'altro poi guardano la finestra e la porta. "Dio mio!" dice la Madre. "Che sarà stato?" "Ho paura, mamma" dice il bambino più piccolo. Dopo un intervallo di silenzio l'urlo si rinnova più vicino, poi d'improvviso la porta scoppia all'indietro, strappata dai cardini, e tre esseri orrendi si precipitano sulla famigliola facendone scempio... Ma siamo appena all'inizio. Il romanzo - uno dei più lunghi e spettacolari presentati quest'anno da Urania - procede con lo stesso ritmo mozzafiato fino all'ultima delle sue fittissime pagine.

No, non dice molto... :-)
Nel futuro, le manipolazioni genetiche diventeranno sempre più semplici e alla portata di tutti. Trascinati da mode folli, molti faranno modificare i loro animali domestici per dar loro la parola, mentre altri faranno modificare se stessi per assomigliare a creature mitologiche, come centauri o vampiri.
Una catastrofe mondiale, però, sterminerà buona parte dell'umanità, così che il mondo si trasformerà in una terra selvaggia, dove solo sparse qua e là si troveranno le vestigia dell'antica civilità e resti di tecnologia avanzata. L'umanità, enormemente ridotta di numero, diventerà niente di più e niente di meno di una delle nuove razze che abitano il mondo: i già citati Animali parlanti, Vampiri e Centauri, ma anche Tritoni, Arpie, Minotauri, Neurumani (androidi immortali per la maggior parte artificiali, con solo più poche parti biologiche), Abominii (incroci malriusciti, esseri mostruosi dalle forme diverse e orribili), e decine di altre razze, molte prese dalla mitologia, altre inventate di sana pianta.

Nel primo romanzo, Tempo di mostri, fiume di dolore (World enough, and time - 1980) si narra della comparsa di un nuovo, misterioso Animale, che fa rapire esseri umani per degli esperimenti. Le mogli dello Scriba Umano Joshua (gli scribi sono gli ultimi rimasti a conoscere la scrittura, che però per loro è a tutti gli effetti una religione) e del suo amico Centauro Beauty sono tra questi rapiti, e quindi i due intraprendono un viaggio verso la città del Nuovo Animale, che si fa anche chiamare Regina, per liberarle. Durante questo viaggio incontreranno altri bizzarri personaggi, alcuni li ostacoleranno mentre altri si uniranno a loro nella ricerca, e vivranno numerose avventure, a volte rocambolesche, a volte surreali.

Nel secondo libro, L'oscuro fiume del tempo (Time's dark laughter - 1982) (contiene qualche piccolo e indolore SPOILER sulla fine del primo) Josha riceve un richiamo mentale  dalla rediviva Regina che lo obbliga a raggiungerla nella stessa città dalla quale erano faticosamente fuggiti alla fine del primo romanzo. I suoi amici partiranno a loro volta per salvarlo.
Nonostante il primo romanzo sia perfettamente leggibile a sè stante, per questo bisogna assolutamente leggere il precedente, in quanto vengono mostrati gli sviluppi di numerose tematiche che vi erano state introdotte. E' forse meno avventuroso del primo, ma è molto interessante l'esame delle profonde conseguenze che l'impresa passata dello Scriba Joshua e dei suoi compagni ha avuto sulla società e sulle persone che hanno incontrato.

 I romanzi hanno interessanti approfondimenti filosofici, soprattutto da parte della Neurumana Jasmine, che spesso riflette sulle follie del passato dell'umanità, ma anche sul valore dell'amicizia, sull'odio e sulla fratellanza tra le razze, sulla violenza, sulla corruzione del potere... C'è di che pensare, se si ha voglia di farlo.

E' certo che questi romanzi susciterebbero orrore e raccapriccio in quei criticoni che credono nel rispetto assoluto delle "regole" della scrittura. James Kahn non ha probabilmente mai sentito parlare di "show don't tell", ma di questo francamente mi frega poco, e il Punto Di Vista è spaventosamente ballerino, tanto da saltare da un personaggio all'altro anche all'interno di uno stesso paragrafo (soprattutto in L'oscuro fiume del tempo), e questo a volte un po' di fastidio lo dà, più che altro perché se da una parte ci sono le volte in cui salta da un personaggio all'altro come un grillo sotto acido, viceversa può succedere che un personaggio venga lasciato da parte per un bel pezzo, e conseguentemente ci si può dimenticare qualche pezzo della sua vicenda prima che venga ripreso...


Piccolo SPOILER, cercando di rimanere sul vago: il finale del secondo libro va a "chiudere il cerchio", ridisegnando l'ambientazione come se il futuro del mondo divenisse invece il suo passato. Voglio dire che alla fine del secondo il ciclo è finito, punto e basta.

Per questo, sono rimasto un po' perplesso quando ho saputo dell'esistenza di un terzo libro del ciclo: la chiusura del secondo mi sembrava piuttosto definitiva. Timefall, però, se non ho capito male, non è un sequel dei primi due libri ma ci si ricollega con una complessa trama di universi paralleli e doppleganger... Purtroppo, non è mai uscito in italiano, e visto che è del 1987 dubito che mai lo farà.

In conclusione, questi due libri hanno parecchi difetti dal punto di vista stilistico. Su molti si può passare sopra senza problemi, ma comunque si notano.
Eppure c'è una grande inventiva, un grande amore per la parola scritta, l'"atmosfera" del romanzo è assolutamente affascinante, la vicenda raccontata è interessante e capace di sorprendere (James Kahn non cerca il lieto fine a tutti i costi...), l'ambientazione è eccezionale, i personaggi di Joshua e della Neurumana Jasmine sono profondi e ben caratterizzati (gli altri un po' meno), ci sono interessanti spunti filosofici... Insomma mi sento di consigliarne senza riserve la lettura, se li trovate in qualche bancarella.

Il Moro




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