martedì 30 giugno 2026

Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti, di Alessandro Cerato

Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti, di Alessandro Cerato recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Ho ricevuto questo volume dall'autore, che mi ha chiesto una recensione. Dato che tra le pagine non ho trovato banconote, sarà una recensione del tutto imparziale! 😁

Cosa fa Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti è abbastanza chiaro fin dal titolo: indagare sugli altri universi narrativi nati sulla scia del successo dei Masters of the Universe

E' stato probabilmente Star Wars, con la relativa linea di giocattoli, ad inaugurare quella tendenza a mischiare fantasy e fantascienza, con la sua ambientazione fantascientifica in cui si muovevano personaggi ed eventi tipici del fantasy, tra guerrieri dalle capacità soprannaturali dotati di armi magiche, signori oscuri e imperi malvagi. I MOTU esasperarono questa tendenza, realizzando un'ambientazione mista di grande fascino, in cui ci si muove da un castello medievale a una montagna su cui vive un saggio mistico a bordo di velivoli tecnologicamente avanzati, e dove un guerriero armato di spada può confrontarsi allo stesso livello con uno armato di fucile laser.
I Masters hanno segnato la fantasia di una generazione. Potevano i produttori di giocattoli esimersi dal tentare di bissarne il successo? Figuramoci, e quindi ecco nascere decine di altre linee, che sfruttavano la medesima formula. 

Alessandro Cerato si concentra qui sulle linee che condividono un aspetto particolare con i Masters: raccontano nuovi mondi. Ma, allo stesso tempo, vuole mettere sotto i riflettori serie meno fortunate, quasi dimenticate. Evita quindi di parlare di linee come G.I. Joe o Transformers, sia perché sono talmente famose che ne hanno già parlato tutti, sia perché le loro storie sono ambientate per lo più sul nostro pianeta. 
No, quello su cui l'autore si vuole focalizzare sono i nuovi, incredibili mondi che approdavano sugli scaffali dei negozi di giocattoli degli anni '80, porte verso infinite possibilità per la fantasia dei bambini che camminavano tra quelli scaffali con una mano stretta in quella della mamma e l'altra tesa a sfiorare realtà lontane che già prendevano forma nella loro fantasia. 

Marshal Bravestarr è probabilmente la più nota delle linee di giocattoli trattate nel libro, grazie probabilmente al fatto che i suoi cartoni sono stati trasmessi con una certa frequenza. Le altre sono Starcom, Silverhawks, Visionaries, Centurions, Sectaurus e Dino-Raiders, e sono sicuro che a questo punto ai diversamente giovani sarà suonato più di un campanello. 

Le parti migliori del libro sono proprio quelle dove Cerato racconta la meraviglia della fantasia dei bambini, che si trovavano di colpo a disposizione decine di mondi in cui ambientare le loro storie. Fantasia che non ha limiti, non accetta nemmeno quella imposta dalle linee di giocattoli stesse, facendo interagire senza problemi personaggi anche molto diversi tra di loro.

Ci sono anche parti più "tecniche", relative sia alla descrizione dei prodotti, sia alla produzione e distribuzione delle diverse linee, sia al successivo fenomeno del collezionismo. Queste parti purtroppo risultano abbastanza didascaliche, sarebbero probabilmente più efficaci se accompagnate da foto dei giocattoli stessi: il libro contiene delle immagini, ma sono ammucchiate al fondo di ogni capitolo, mentre sarebbero state meglio se più fuse con il testo, così da dare un immediato riscontro visivo alle descrizioni e più dinamicità alle parti tecniche.

Oltre Eternia - La galassia dei giocattoli perduti, di Alessandro Cerato recensione
La "variant cover"

Un altro saggio sull'argomento, che ho letto poco tempo fa, faceva questa riflessione: man mano che andiamo avanti, la fantasia dei bambini viene sempre più incanalata, lasciata meno libera di esprimersi. Ci sono stati tempi in cui i bambini giocavano con quello che trovavano. Uno scatolone diventava una nave pirata, una bicicletta un cavallo, un ramo una pistola. Con l'avvento della televisione, dei cartoni animati e delle linee di giocattoli, l'aspetto più "scatenato" di questa fantasia ha iniziato a perdersi: i giocattoli ti davano già dei personaggi e delle ambientazioni, non dovevi più inventartele tu, dovevi inventarti solo le storie che li vedevano protagonisti. Sarebbe quindi iniziata in quel momento una contrazione della fantasia dei bambini, destinata ad aumentare ancora, sempre più incanalata in direzioni precise dai media.
Già quando l'ho letta non ero d'accordo, e la lettura di Oltre Eternia mi da l'occasione di parlarne anche qui. Io sono convinto che la moltitudine di nuovi mondi e personaggi a disposizione fosse invece di stimolo, una spinta ad allargare i propri orizzonti mentali. In particolare quando iniziavi a mischiarli, come dice anche Cerato in Oltre Eternia. Forse non ti serviva più cavare le storie da quello che trovavi, perché un pezzo del lavoro era già fatto; allo stesso tempo, però, questo ti consentiva di andare oltre. Ti mostrava che era possibile creare nuovi, fantastici mondi in cui vivere storie incredibili. Ti toglieva il limite imposto dalla realtà che ti circondava, fatta di leggi fisiche e orizzonti limitati, regalandoti uno spazio di gioco infinito, l'universo intero. Prima avevamo pirati e cowboy. Ora c'è uno sceriffo spaziale che cavalca un cavallo cyborg parlante e armato di spingarda. Ci sono negromanti che imbracciano fucili laser. Uomini insetto che domano dinosauri. Come si può dire che questo non sia uno stimolo per l'immaginazione di un bambino? 

Ora il paradigma è cambiato. Vengono prodotte serie animate di alta qualità, perché lo scopo non è quello di vendere giocattoli ma di vendere la serie, e i giocattoli sono solo qualcosa in più (con le dovute eccezioni: ad esempio mio figlio guardava la serie dei Gormiti del 2018, che altro non era che una vetrina per i giocattoli). Il marketing viene fatto con i film, o meglio le saghe cinematografiche: Star Wars, Marvel, Monsterverse e quant'altro generano introiti enormi dal merchandising, buona parte del quale è costituita dai giocattoli. Fateci caso quando passate nella corsia dei giocattoli di un supermercato. I "pupazzi" (quindi quello che non è costruzioni o automobiline) sono praticamente tutti presi da queste saghe. Ogni tanto salta fuori qualche cinesata o qualche gormita redivivo, toh. Cambiano i mezzi, ma i metodi rimangono gli stessi. Devo dire, però, che sento la mancanza di tutti i mondi lontani e alieni dei giocattoli degli anni '80 raccontati da Cerato in Oltre Eternia. La maggioranza dei giocattoli moderni ha i piedi più piantati per terra, intesa proprio come la Terra, un maggiore realismo, anche quando si parla di mostri giganti. Sì, c'è ancora Star Wars che è sempre ambientato in una galassia lontana lontana, ma è una galassia di cinquant'anni fa. Vedo pochi "strani, nuovi mondi". Magari ce ne vorrebbe qualcuno in più, per spingere la fantasia dei bambini di nuovo oltre i limiti.

Oltre Eternia, quindi, è un libro interessante, chiaramente dedicato agli appassionati, che è in grado non solo di risvegliare vecchi ricordi ed emozioni, ma anche di stimolare qualche piccola riflessione. Alcuni difetti putroppo gli impediscono di essere imperdibile, su tutti un eccessivo indugiare su aspetti più tecnici che rendono pesante a momenti la lettura, ma magari è solo perché io non sono un collezionista e non riesco a provare interesse per certi aspetti.

Lo potete acquistare su Amazon a questo link (se lo acquistate passando da qui, a voi costa uguale ma a me arriva qualche centesimo).

Il Moro


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2 commenti:

  1. Sono fra i diversamente giovani a cui hanno suonato parecchi campanelli ^_^
    Già è stato un miracolo farmi comprare i costosissimi Masters dai miei genitori, non ci ho provato neanche ad allargare il giro, quindi le linee di giocattoli che citi le conosco perché studiavo attentamente le relative pubblicità sul settimanale "Topolino": visto che dopo più di 40 anni ho ancora tutti i Masters comprati da bambino, direi che la spesa dei miei genitori è più che ammortizzata.

    Sposo in pieno la tua tesi, malgrado i giocattoli che avevo fossero fortemente legati ad universi ben descritti e incanalati, una volta che li prendevo in mano ero io a comandare e a riscrivere la storia, forte anche del fatto che Eternia era un concetto vago: per citare Elio, era un «prodotto della mente» :-P
    Io collezionavo i libretti dei vari personaggi, oltre ai quaderni e diari di scuola, con storie che non avevano alcun legame fra di loro, perché tutto era possibile e c'era spazio per tutti. Vorrei infatti ricordare che durante l'apice dei Masters è esplosa la ninja-mania e quindi è apparso un improbabile guerriero delle ombre ad Eternia: non esistono limiti alla fantasia, e quindi facevo lottare personaggi fantasy con tecniche marziali legate ai film della Cannon con Sho Kosugi.
    Inoltre cambiavo spesso vestiti, nessun personaggio era minimamente legato alla sua "storia", dal cartone o dal libretto allegato, erano tutti "mattoncini" per le mie, di storie, e se c'era da fare un'epica battaglia dove morivano tutti eroicamente, schiattavano senza problema, buoni o cattivi che fossero, protagonisti o comparse.

    Ma io appartengo all'epoca lontana in cui le Lego erano costruzioni, non costosi oggetti di collezionismo sfrenato: quando si comprava un modello, lo si faceva poi basta, i pezzi servivano per costruire quello che volevo io, non quello che dicevano le istruzioni. Oggi paghi una scudisciata un Lego Star Wars che puoi farci solo quello che dice la confezione, poi lo metti lì a prender polvere. Ovvio che così la fantasia si atrofizza.
    Io creavo robe nuove usando Lego per poi unirle ai Playmobil per fare la guerra ai Masters e a qualsiasi altro pupazzo avessi a disposizione, da qualsiasi franchise provenisse: nessuna serie animata o live action Netflix potrà mai eguagliare le storie epiche che mi inventavo sul momento per giustificare quelle immense carneficine di pupazzi :-D

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    1. Verissimo, c'erano le volte in cui facevo i salti mortali per non far morire i MAsters nelle mie storie, e le volte in cui me ne fregavo e scavavo un sacco di tombe! 🤣
      Riguardo ai Lego, sfondi una porta aperta: ormai il mercato dei Lego è eccessivamente complicato, ci sono quelli per adulti e quelli per bambini, ma costano tutti un sacco! Avendo anche i miei nipoti piccoli per casa ogni tanto, mi fanno arrabbiare quando mi smontano i lego per giocare, ma per un motivo semplice: li disfano solo ma poi non li rimontano! e la volta dopo voglio avere qualcosa di montato da distruggere! eh no cari, montate voi quello che vi pare, lo facevo già con mio figlio di rimontarli dopo che lui li aveva distrutti, mi è bastato!

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