martedì 16 dicembre 2025

Opinioni a piccoli sorsi, fumetti DC: Supergirl la donna del domani, Man and Superman, Batman La notte del cavaliere oscuro, Multiversity

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Hanno iniziato a uscire i primi trailer del prossimo film DC dedicato a Supergirl, quindi ho deciso di pubblicare la mia opinione sul fumetto dal quale è tratto, scritta un paio di mesi fa. Dato che era un po' corta ho aggiunto le mie anche su alcuni altri fumetti DC che ho letto di recente, anche loro aleggiavano tra le bozze da un po'.


Supergirl la donna del domani, di Tom King, recensione

Supergirl la donna del domani, di Tom King, Bilquis Evely (disegni) e Matheus Lopez (colori) - 2022

Questo volume al momento sta avendo risonanza mediatica perché è quello da cui sarà tratto il prossimo, o uno dei prossimi film dell'universo cinematografico DC, recentemente rebootato (se questa parola non esiste, allora l'ho appena inventata) da Superman di James Gunn. E in effetti nelle prime pagine vediamo, beh, sarebbe spoiler sul finale di Superman:

Ma è anche un fumetto di Tom King, e per quello che ho potuto vedere fino adesso è difficile che Tom King faccia un fumetto brutto, quindi vale sicuramente la pena di leggerlo.
Anche se bisogna ammettere che King qui non è al suo massimo.

Supergirl woman of tomorrow, di Tom King, recensione

Il punto è che Supergirl - La donna del domani sembra un po' la sagra del già visto.
Innanzitutto il plot, che è ripreso chiaramente e credo anche dichiaratamente da Il grinta: una ragazzina in cerca di vendetta per il padre ucciso chiede a Supergirl di aiutarla a dare la caccia all'assassino. Parte quindi un inseguimento che vede le due correre dietro all'assassino per mezza galassia.
E lo svolgimento ricorda molto alcune storie del più noto cugino, All Star Superman su tutte, ma anche Su nel cielo, scritta dallo stesso King che quindi ripete anche sé stesso. Si tratta di una saga episodica in cui su ogni pianeta in cui si fermano le due ragazze incappano in qualche avventura o disavventura, non necessariamente legate alla ricerca del fuggitivo. 

Supergirl woman of tomorrow, di Tom King, recensione

Una trama che non colpisce particolarmente, quindi, sostenuta però dalla prosa di King, che arriva spesso a sfiorare la poesia. Il punto di vista è quello della bambina, che commenta le imprese e l'eroismo della sua amica, temendo al contempo che proprio per il suo eroismo non le permetterà di uccidere l'assassino quando lo troveranno. La futilità della vendetta, convivere con il dolore evitando di trasformarlo in rabbia, sono all'incirca le principali tematiche affrontate qui.
E sostenuta anche dagli splendidi disegni, dallo stile che ricorda un po' certa fantasy europea. Atmosfere sognanti che fanno da contrasto con eventi di notevole crudeltà. Mi viene anche da chiedermi come rendere graficamente queste ambientazioni in un film live action, visto che non c'è una sola vignetta ambientata sulla Terra e i personaggi dall'aspetto umano sono giusto tre o quattro: possibile che vogliano realizzarlo totalmente in CGI? Vista la qualità della CGI di Superman, forse sarebbe meglio lasciar perdere... 

Un bel fumetto, quindi, anche se non raggiunge le vette toccate altre volte da Tom King, in particolare con Visione - un po' peggio di un uomo o Mister Miracle, ma anche Rorshach mi è piaciuto di più.
Rimane comunque una lettura più che consigliata, indipendentemente dal fatto che ne fanno un film.


Man and Superman, di Mark Wolfman e Claudio Castellini, recensione

Man and Superman, di Mark Wolfman e Claudio Castellini (2019)

L'ennesima riscrittura delle origini di Superman, in questo caso (di nuovo) l'arrivo a Metropolis, l'inizio del lavoro al Daily Planet, Il primo incontro con Lois Lane e Lex Luthor, e la prima volta che indossa il costume.
Mi sembra un tema un po' inflazionato. Solo in questo blog parlammo di storie con temi simili, se non direttamente sovrapponibili, quiquiquiqui e qui, e nell'articolo sulle migliori storie di Superman ne trovate anche una a cui non ho dedicato un post specifico. Ecco, questa non andrà ad arricchire quell'articolo.

Man and Superman, di Mark Wolfman e Claudio Castellini, recensione

Parliamoci chiaro, l'unico motivo che ha questa storia di esistere sono i disegni di Claudio Castellini, artista comunque sul quale ho delle riserve. Disegni bellissimi il più delle volte, ma tende a ripetersi con fisionomie o pose sempre molto simili. Comunque, è lui a rendere gradevole una storia altrimenti abbastanza stucchevole, in cui vediamo poca azione per concentrarci sui dubbi del giovane Clark alle prese con la metropoli e con i dubbi su quella che pensa dovrebbe essere la sua missione.

Sì, ci sono spunti interessanti, per carità, dalle paure post-11 settembre alla difficoltà di trovare lavoro, dal quant'era bello vivere in campagna a quanto è brutto vivere in città. Ah, tra l'altro: il vero motivo per cui Superman non molla tutto e torna a casa sconfitto dalle difficoltà della città è che vede un pelo di figa. Davvero. E ora che ha trovato questa nobile motivazione "bara" utilizzando i suoi poteri per riuscire ad assicurarsi lo scoop che gli procura il lavoro, perché a quanto pare in città per un giovane alla sua prima esperienza trovare un lavoro è un'impresa degna di Superman. Credo che Wolfman non abbia una grande opinione della vita in città...
Non so, io mi sono un po' rotto le balle, sarà mica che continuare a riraccontare la stessa storia mille volte stanca?

Ah, se tutte queste origini non vi bastano, vi segnalo anche il mio articolo sulle fonti letterarie che hanno ispirato il personaggio.



Batman La notte del cavaliere oscuro, di Jock (2022)

Giusto pochissime parole per questa storia in tre volumi con autore unico ai testi e ai disegni, lo scozzese Jock. Un pericoloso detenuto, un superumano radioattivo, deve essere trasferito dall'Arkham Asylum alla prigione di Blackgate. Diversi gruppi però potrebbero volerlo liberare, per svariati motivi, quindi Batman decide di vigilare sul trasferimento. Ovviamente va tutto a catafascio e Batman deve caricarsi il tizio a spalle e portarlo di peso alla sua destinazione.

Una storia semplice, piacevole e ben disegnata, con svariate influenze da I guerrieri della notte, il che non può che essere cosa buona e giusta. Se vi capita datele un'opportunità.


Multiversity, di Grant Morrison recensione

Multiversity, di Grant Morrison (2014)

Ci sono cascato di nuovo: avevo detto che non avrei mai più letto un'altra crisi della DC. Letteralmente, le testuali parole che trovate in questo articolo sono state: "Personalmente ho giurato che non leggerò mai più qualcosa con la parola crisi nel titolo."
Ed ecco come hanno fatto a fregarmi: non c'è la parola crisi nel titolo!
E a proposito di questo fumetto, i "ci sono cascato di nuovo" non sono uno ma due: continuo a dare possibilità a Grant Morrison in quanto autore amato da chiunque al mondo, per vedere se riesce a convincere pure me. No, non c'è riuscito nemmeno stavolta. Non dico di odiarlo, in questo blog trovate diversi articoli su storie che bene o male mi sono piaciute (All star supermanThe FilthNoi3 - Nuovo organismo ibridoDoom PatrolSuperman and the men of steelSwamp Thing), ma non ho mai parlato di quelle che non sono riuscito a finire... stavolta ce l'ho fatta, ma ho fatto fatica.
Doppia mea culpa quindi per aver messo mano a questo delirio fantamagico nel quale Grant Morrison esprime tutta la sua vena di onnipotenza, perfettamente in linea con le altre crisi DC, almeno quelle che hanno la compiacenza di dichiararsi tali già dal titolo.

Multiversity, di Grant Morrison recensione

La trama di base è la solita: meganemico dai poteri di portata più che divina minaccia la stabilità del multiverso DC, tendenzialmente divorando un universo per volta.
Dalla crisi precedente sono rimasti 52 universi paralleli, ma ho l'impressione che questo numero sia una presa in giro, sia perché facilmente aggirato (ad esempio in Dark Knights Metal si sono inventati che esistono altri 52 universi che sono la versione "oscura" dei primi, raddoppiando così gli universi come se niente fosse) sia perché mi sembra che i 52 universi di un autore siano diversi dai 52 universi di un altro. Anche in questa stessa opera c'è una mappa degli universi in cui si evince che ci sono sì 52 universi, ma ci sono anche altri mondi ulteriori che sono tipo "sfere celesti" o simili quindi non contano come universi... insomma, 52 un paio di balle.

Particolarità della storia imbastita da Grant Morrison è la struttura: il primo e l'ultimo capitolo di Multiversity riguardano la storia vera e propria della lotta alla megaminaccia ultradivinasuperturbocolfischio, mentre quelli di mezzo (gli albi sono 9 in totale da una cinquantina di pagine ciascuno) raccontano storie ambientate in alcuni di questi più o meno 52 universi, storie più "normali" ma che vengono toccate in qualche modo dalla crisi (e ribadisco crisi) in atto. Anche qui, un altro paio di balle per la "particolarità", visto che comunque tutte le crisi precedenti prevedevano una trama principale e una serie di spin-off (o tie-in, con questi termini mi confondo sempre) sparsi per le testate, qui Grant Morrison si è limitato a mettere tutto insieme in unico volume. 
Alcune di queste storie sono anche belle (e i disegni sono sempre magnifici) ma quasi tutte non hanno un vero finale, dato che devono continuare nel volume finale, che ha lo stesso tono del primo: puro Grant Morrison in pieno delirio fantascienzo. Tenetevelo.

Devo stare attento, evitare la parola "crisi" non basta più...

Il Moro


2 commenti:

  1. Tom King tanta roba ma di certo non mi sproni a iniziare 'sta lettura. Al momento riesco a leggere solo roba leggera. Secondo me nel film ci staranno tanti alieni umanoidi, vedi Guardiani della Galassia. Tanto i tempi dei pupazzi so' finiti 😭​
    Ma ben venga un Superman attratto dalla cara e vecchia faiga! Lo dipingono quasi sempre asessuato 😁​ Comunque lo ricordavo più vecchio del 2019 questo volume.
    Infatti non avrei mai pensato di vederti trattare Multiverisy! 😲​ Io non vedevo l'ora di leggerlo, perché doveva essere legato al vecchio universo pre-Nuovi 52, poi dopo il reboot ho mandato a cacare tutta la DC fino al 2016.

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    1. Più che gli alieni sono i fondali: temo un qualcosa simile all'ultimo Ant-Man girato tutto su schermo verde con pochissima interazione con lo sfondo.
      Multiversity mi ha fregato, ma giuro che è l'ultima volta! Solo più storie singole dalla DC per me.

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