venerdì 1 dicembre 2017

John Wyndham e le donne negli anni '60.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Mutanti e mutazioni è una raccolta che comprende tre romanzi e cinque racconti di John Wyndham.
Ora, John Wyndham è l'autore di uno dei miei libri preferiti di sempre, Il Giorno dei Trifidi.

Non vi è mai successo che il primo libro che leggete di un autore vi piaccia moltissimo, tanto da aver paura di leggerne un altro per timore di vedere deluse le vostre aspettative? Ecco, con Wyndham mi è successo così, e per questo ho aspettato parecchio prima di attaccare questa vecchia raccolta trovata in bancarella.
Infatti non ho trovato nessuna storia in grado di competere con il capolavoro di cui sopra, ma è stata comunque una lettura abbastanza piacevole e interessante... ma forse non per il motivo che Wyndham avrebbe preferito.



John Wyndham

In Chocky Windham ci racconta della vita di una famiglia costretta a convivere con un amico immaginario del bambino, che tanto immaginario non è.
Chocky purtroppo sembra davvero un racconto allungato fino a trasformarlo in un romanzo breve. Che Chocky sia reale è evidente da subito, e quindi buona parte di quello che succede risulta inutile e noioso per il lettore. Interessante comunque notare alcuni aspetti della scrittura e della società nel 1968. Wyndham tratteggia alla perfezione il lento disfarsi del rapporto tra marito e moglie a causa di Chocky, ma guarda caso è sempre la moglie quella più isterica e irrazionale, e anche qualche commento vagamente sessista qua e là denuncia gli anni in cui Wyndham è vissuto.


John Wyndham

Il secondo romanzo della raccolta, Il lichene cinese, curiosamente sovverte l'impressione lasciata dal primo, nonostante sia stato scritto 8 anni prima. La protagonista è infatti una ragazza emancipata, che rifiuta il ruolo da brava moglie che vorrebbe per lei la madre per dedicarsi a una carriera nella ricerca biochimica.
Sarà lei a scoprire l'esistenza di un lichene che, opportunamente trattato, permette di prolungare la vita umana fino a oltre duecento anni. Peccato che non ce ne sia per tutti... oltre ovviamente a un gran numero di altri problemi.
Anche qui è interessante notare il trattamento riservato dall'autore, e da tutti gli altri uomini della stessa epoca, alle donne. Abbiamo già parlato della protagonista, ma a fare da contraltare abbiamo la causa scatenante del caos che succede più avanti nel racconto: due donne che si comportano esattamente come delle galline isteriche, e nessuno che se ne stupisce.
Inoltre, a un certo punto la protagonista rinunirà sotto di sè un mezzo esercito di donne "potenti". Ma sono tutte, dalla prima all'ultima, potenti in quanto sposate a uomini potenti. Politici, uomini d'affari e così via. La protagonista è l'unica delle molte donne presenti a essersi fatta una carriera per conto suo, e che carriera.
Anche questo racconto è un po' troppo lungo rispetto alla storia che narra, ma è comunque migliore del primo, anche solo per l'attento studio delle immediate conseguenze dell'annuncio dell'esistenza di una medicina che prolunga la vita.


John Wyndham


Il terzo romanzo è del tutto diverso: al posto dell'ambientazione urbana abbiamo un futuro post-apocalittico dove si è formata una società di tipo agreste. La piaga di questo futuro sono le mutazioni causate dalle radiazioni, che vengono viste dagli ultrareligiosi umani "normali" come una blasfemia agli occhi di dio, da cacciare e isolare in terre altrettanto malate, quando non addirittura da eliminare.
I trasfigurati è in effetti l'unico vero "romanzo" di questa raccolta che sembrava fatta di racconti allungati, e non presenta traccia del tema "femminile" che vi ho accennato. Il libro è uscito nel 1955, e mi vien quasi da pensare che la misoginia di Wyndham sia venuta (e aumentata) con l'età, visto che i personaggi femminili di questo racconto sono anzi forti e alla pari con i maschi. Comunque sia, questo romanzo presenta una forte critica verso l'estremismo religioso, di qualsiasi tipo, non solo quello delle comunità abitate dai protagonisti, come si vedrà più avanti nel romanzo (eviterò di spoilerare).


John Wyndham


Il volume comprende poi anche quattro racconti, precedentemente usciti nella raccolta I racconti del tempo.

In Considera le sue vie, del 1961, torna prepotente il tema della donna e della sua condizione nella società, stavolta in maniera esplicita e al centro della storia. Non entrerò troppo nel dettaglio per non spoilerare, ma dallo scritto emerge un Wyndham progressista che sembra quasi stonare con quanto visto in Chocky e Il lichene cinese, il che prova, se ce ne fosse bisogno, che non si può capire il pensiero di un uomo da quello che scrive.
A parte questo, il racconto parte quasi come un horror, nel quale viviamo tutta l'angoscia di una donna che si ritrova in un corpo deforme che non riconosce come il suo, in un mondo altrettanto alieno. Purtroppo, come quasi d'obbligo per questo genere di storie, la tensione viene mantenuta fino alla spiegazione del mistero, e lì (come sempre, appunto) il racconto diventa molto meno avvincente.  


Il lascito Problema di identità, entrambi del 1961, condividono con Considera le sue vie la stessa tematica fantascientifica: lo scambio di corpi. La protagonista di Considera le sue vie si ritrovava nel corpo di una donna del futuro, quello del breve Il lascito si trova brevemente nel corpo di un sè stesso più  anziano e usa le informazioni raccolte per migliorare il suo passato, e quello di Problema di identità finisce nel corpo di un sè stesso di un universo parallelo, innamorandosi della moglie di quest'altro e poi cercandola fino all'ossessione una volta tornato nel suo continnuum.


Una, del 1953, e La ruota, del 1952 sono due racconti brevi, simpatico il primo, fulminante il secondo.

E' curioso come a volte un libro di fantascienza, invece di trasportarci nel futuro, ci porti nel passato. La caratteristica della scrittura di Wyndham è di portare il fantastico nella quotidianità, una quotidianità talmente ben descritta da poter fungere da libro di storia, e farci capire qualcosa di più del mondo dei nostri padri e nonni. Posso dire che grazie a una raccolta di fantascienza ho imparato un po' di storia.

Il Moro

11 commenti:

  1. Bellissimo post complimenti, di John Wyndham ho letto solo "Il Giorno dei Trifidi" quindi doppiamente figo questo post per me ;-) Cheers

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  2. Vedo con piacere che anche tu trovi chicche su bancarella!
    Nel mio lungo periodo di amore per Urania molte volte mi è capitato Wyndham sotto gli occhi, ma temo di non aver letto quanto avrei dovuto di suo: il fatto stesso di non ricordare se ho letto i titoli che citi mi fa sospettare di non averlo fatto. (Dovrò consultare i miei elenchi ma temo di aver letto pochissimo dell'autore.)
    Capisco benissimo il timore di leggere altro di un autore che ci ha incantato, e la conseguente delusione di non ritrovare tutto ciò che ci era piaciuto. Comunque è interessante questo tuo sguardo su titoli anche lontani nel tempo, quasi ad avere la percezione di come sia cambiato il romanziere nel corso del tempo: non abbiamo sempre le nostre convinzioni per tutta la vita, quindi ci sta un cambiamento nel corso del tempo.

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  3. Io per adesso ho letto soltanto Il Giorno Dei Trifidi, I Figli Dell'invasione ed i Trasfigurati e li ho amati tutti e tre tantissimo.
    Chocky che non conoscevo mi intriga notevolmente, proverò a recuperarlo.

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  4. Io di lui ho letto solo "I figli dell'invasione", a causa della mia passione per il film "Il villaggio dei dannati" (il primo non il remake), e l'ho trovato un bellissimo romanzo. A quanto pare dovrei leggermi anche "Il giorno dei trifidi".

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  5. Ti consiglierei anche "Il Risveglio dell'Abisso" un romanzo del 1953 sempre di Wyndham che la dice lunga sui rapporti all'interno di un matrimonio inglese del periodo in questione.
    Wyndham è stato un grande autore, purtroppo per alcuni particolari -la figura femminile ad esempio- hanno fatto invecchiare male molte delle sue opere.
    Ciao.

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  6. Non mi è mai capitato tra le mani ma provvederò, per il momento sono ancora alle prese con l'opera omnia di P.K. Dick
    *MaryA*

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    1. Niente, Philip dick non riesce proprio a fare breccia nel mio cuore di ghiaccio.

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