lunedì 20 giugno 2016

Il congresso di futurologia, di Stanislaw Lem

recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Il blog Liberi di scrivere ha lanciato per la data di oggi un blogathon: in pratica ci si mette d'accordo per pubblicare tutti un post sullo stesso argomento nello stesso giorno.
Il giorno è oggi, l'argomento sono i film/serie TV tratte da libri.
Potevo non partecipare?


Abbiamo già imparato dai libri già recensiti su questo blog che dai romanzi di Stanislaw Lem ci si può aspettare di tutto.

Il nostro protagonista, un astronauta che ci narra la vicenda in prima persona, viene invitato a presenziare a un congresso di futurologia che si tiene dentro un immenso hotel Hilton. Ma il congresso fa a malapena in tempo a iniziare, che una serie di contestazioni trasforma le strade in zona di guerriglia, costringendo gli ospiti dell'hotel a cercare rifugio in qualsiasi modo.
Il mondo futuro descritto da Lem è un mondo dominato dalla paura degli attentati, sconvolto dalle manifestazioni dei dissidenti, carico di un senso di fatalità secondo il quale potrebbe andare pure peggio.


Il congresso di Futurologia è un romanzo allucinato e delirante, come il protagonista, che cade appunto vittima di allucinazioni. Scritto con uno stile ben diverso da quello pacato di Solaris, è un caleidoscopico vortice di situazioni, allucinazioni e follie di ogni genere. Il tutto per criticare la società moderna con una satira divertente e abbastanza antiamericana.

Nella seconda parte del libro si fa un ulteriore salto nel futuro, dove le guerre e ogni tipo di conflitto sono sparite grazie alla chimica. Ora c'è una pastiglia per ogni cosa, letteralmente. Qui la narrazione si fa meno concitata e allucinata, pur mantenendo sempre un tono surreale.

Un buon libro, ma inferiore alle principali opere di Lem.

recensione


Nel 2013 venne girato un film basato sul libro, intitolato The congress.

In realtà la trama è parecchio diversa dal libro.
Qui a un'attrice in declino e con un figlio disabile viene proposto di cedere i diritti di sfruttamento della sua immagiine a una casa produttrice cinematografica, che la scannerizzarà e girerà film interamente in digitale senza più bisogno di consultarla, come è già  stato fatto con gran parte degli attori del mondo.
Lei accetta e, vent'anni dopo, al momento del rinnovo del contratto, viene invitata agli studi della Miramount nei quali si sta tenendo un congresso di futurologia, che però hanno sede in una "zona d'animazione": all'ingresso le viene fatta inalare una fiala di un allucinogeno che le fa vedere ogni cosa come se fosse un cartone animato. Tutti i partecipanti al congresso partecipano a questa grande allucinazione collettiva.
La storia si evolve poi seguendo la falsariga del romanzo, con un salto nel futuro e un mondo completamente dipendente dagli allucinogeni.

Robin Wright recensione


Insomma, il film è ambientato in un mondo molto simile a quello descritto dal libro, e ha una trama che presenta notevoli similitudini, ma non è la stessa storia.

Il film è girato in parte in live action e in parte come cartone animato. A recitare la parte di sè stessa (anche se nella realtà non ha un figlio disabile) c'è l'attrice Robin Wright, che dopo ha recitato in House of cards vincendo annche un Golden Globe come migliore attrice protagonista. E in effetti è piuttosto brava.

robin Wright recensione


Il film è particolare, lento, poetico e surreale. Il surreale può piacere o non piacere, e a me in genere non piace. Ho comunque guardato abbastanza volentieri questo The Congress, quindi una possibilità potete dargliela.

Il Moro

12 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto, specialmente nella seconda metà, quando diventa citazionista al limite del lisergico, mi ha ricordato, alla lontana, un film di Satoshi Kon ;-) Cheers!

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  2. Ne avevo sentito ben parlare di The Congress e sicuramente lo guarderò. Mi hai fatto venire più voglia di leggere il libro però ;)
    Bella l'iniziativa comunque. Me la son proprio persa...

    CervelloBacato

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  3. Credimi... Mica lo sapevo che The Congress è tratto da un libro...

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    1. Ma ci sono io per colmare le tue lacune! ;-p

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  4. Stanislaw Lem lo conoscevo per Solaris, neanche io conoscevo questo libro, e solo vagamente avevo sentito parlare del film. Tutti e due da recuperare.

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  5. Non conoscevo proprio questo libro/film. Il libro però mi ha incuriosita davvero tanto! Il film non so se lo guarderò ma al libro devo dare una possibilità...

    Ti lascio la mia tappa del blogathon: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/blogathon-2016-i-migliori-film-tratti-dai-libri-the-millionaire-le-dodici-domande-di-vikas-swarup/

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  6. Non conoscevo ne il libro ne il film.
    Ma il libro sembra bello.
    Terrò presente questo titolo.

    Ti lascio la mia tappa se vuoi venire a leggere : https://milionidiparticelle.wordpress.com/2016/06/20/blogathon-i-migliori-film-tratti-dai-libri-le-cronache-di-narnia-di-c-s-lewis/

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  7. Il romanzo sembra molto interessante, anche se non ne avevo mai sentito parlare... Questo blogathon sta facendo lievitare la mia lista di libri da acquistare e leggere =D

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