martedì 12 gennaio 2016

Esp, miniserie a fumetti, recensione

recensioneSalve a tutti, è Il Moro che vi parla!

La storia editoriale di questo fumetto è un po' complicata.
La serie esordisce su L'intrepido nel 1992, dove prosegue con storie brevi fino al 2005.
Escono poi 18 volumi in formato bonellide dal 1995 al 1997, che proseguono le storie con personaggi differenti.
Escono altri due volumi tra il 1998 e il 1999 per una diversa casa editrice, sempre in formato bonellide, poi nel 2000 una storia a puntate su un giornale romano.
Nel 2008 la casa editrice Comma 22 dà il via a una ristampa dei 18 volumi del '95, ma non credo che abbia mai completato il progetto

Quelli in mio possesso, e gli unici che ho letto, sono i 18 bonellidi del '95-'97.

Purtroppo, essendo un seguito, se non si sono letti quelli prima ci si trova un po' spaesati nei primi numeri, dove si viene buttati dentro l'ambientazione senza che questa venga in alcun modo introdotta, e lo stesso vale per i personaggi. Ma dopo due o tre numeri si inizia a viaggiare tranquilli.
Il Dipartimento Esp dovrebbe essere una specie di istituto che indaga sul paranormale, sullo stile di "Altrove" di Martin Mystere. Presumo che fosse più presente nelle storie brevi su L'Intrepido, qui si vede abbastanza poco. I suoi membri hanno la possibilità di raggiungere facilmente tutta una serie di mondi paralleli, nessuno dei quali assomiglia a un classico mondo fantasy.
La protagonista è bianca, membro del dipartimento Esp con alcuni poteri, dei quali il principale è la capacità di uscire dal proprio corpo e entrare in altri. Bianca ha perso il suo amore, morto prima dell'inizio della serie, ma ha acquisito un'amica che è più di una sorella, Kendra, monaca guerriera assetata di vendetta proveniente da uno di questi mondi paralleli. Come Kendra è violenta e mascolina, Bianca è triste e malinconica, e si lascia coinvolgere emotivamente nelle situazioni con cui si trova a confrontarsi.

recensione


Le storie spesso ricordano alcuni Dylan Dog, sia per la personalità della protagonista sia per alcuni schemi narrativi (per esempio c'è un mucchio di gente che muore male in modi surreali e declamando poesie), altre volte si rifanno a uno stile di fantascienza molto "francese", chiaramente ispirato a Moebius, soprattutto nelle ambientazioni e nei disegni (per fortuna le trame non sono i pipponi onirici, incomprensibili e insopportabili, di Moebius).

Esp è poetica surreale, con situazioni assurde in mondi assurdi che sono allegorie del nostro, dove il dolore e la tristezza diventano entità tangibili, dove i personaggi non hanno paura di vivere e mostrare i loro sentimenti.

michelangelo la neve

Insomma, una serie da emo.

Diciamo pure che mi è piaciuta, ottimamente sceneggiata, ben disegnata, profonda come sentimenti e come intenti filosofici e sociologici (che non definirei come "sottotesti" in quanto sono ben evidenti). Ci sono momenti davvero emozionanti. Sicuramente meglio di Dylan Dog, almeno fin dove sono arrivato a leggerlo (al numero 120, per chi fosse curioso).

Che però sia una serie da emo è evidente anche dal tenore delle lettere che arrivavano nella pagina della posta. Possibile che metà dei lettori di questo fumetto fossero quindicenni aspiranti suicidi che hanno vissuto una vita troppo intensa? I fumetti sono stati scritti apposta per questo target o è solo il tipo di persone che attirano?
Mah. Certo che numeri come il 9, Le nuvole negli occhi, sembrano scritti apposta per toccare le ragazzine tristi dall'immedesimazione facile.

recensione


Emocazzate a parte, la serie di Michelangelo La Neve secondo me vale una lettura, la sua poesia ci sta bene in qualsiasi collezione di fumetti. Se frequentate il mercato dell'usato fateci un pensiero. Peccato che non si tratti di una miniserie ma di una serie interrotta, quindi priva di una conclusione.

Se siete quindicenni emo aspiranti suicide lasciate perdere, rischiamo di trovarvi appese a una corda dopo tutta questa tristezza!

Il Moro

6 commenti:

  1. Sia per età che per filosofia di vita a quanto pare io non rientro nei lettori-tipo di questa serie, però ti ringrazio di averla segnalata ;-)
    Incredibile abbia avuto una così ricca vita editoriale senza però mai sfondare in realtà.

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    1. Almeno questa è riuscita a stare a galla per un po'... molte alla prima difficoltà cadono nell'oblio.
      il Moro

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  2. Era da una vita che non ne sentivo parlare

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    1. A girare per mercatini dell'usato salta fuori di tutto...

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  3. Se ci fosse stata una maggiore attenzione da parte della casa editrice avremmo un capolavoro
    Di rara creatività. Difficilmente la Bonelli avrebbe tirato fuori una serie del genere .mondi pazzeschi e profondi sentimenti entrambi mai banali

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  4. Se ci fosse stata una maggiore attenzione da parte della casa editrice avremmo un capolavoro
    Di rara creatività. Difficilmente la Bonelli avrebbe tirato fuori una serie del genere .mondi pazzeschi e profondi sentimenti entrambi mai banali

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