martedì 5 maggio 2015

Romanzi a fumetti Bonelli - Mohican. Recensione

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Uscito nel 2010, il quarto numero della collana Romanzi a fumetti Bonelli ha il soggetto di Paolo Morales e i disegni di Roberto Diso, già copertinista di Mister No. Vuole essere un seguito per il noto romanzo L'ultimo dei Mohicani.

La trama inizia dove finisce il libro scritto da James Fenimore Cooper nel 1826. Libro che ho letto tempo fa, e che mi era piaciuto nonostante l'età. Una grande storia avventurosa, piena d'azione, inseguimenti e sparatorie, con un protagonista spaccone e dannatamente abile con il fucile. Ne sono stati tratti diversi film, ma tutti ricordiamo quello di Michel Mann del 1992, con il grande Daniel Day-Lewis come protagonista e quella strepitosa colonna sonora.






Paolo Morales conosceva già più che bene il romanzo di Cooper, essendo l'autore principale della serie animata italiana L'ultimo dei Mohicani, adattamento in 26 episodi del libro. Non l'ho mai sentita nominare prima di cercare il nome di Paolo Morales su Wikipedia. Ma a che ora la trasmettevano? E un po' di pubblicità? E' questa l'attenzione che si dà danno alle opere italiane che non siano fiction con Manuela Arcuri o Massimo Boldi?
Va beh.


Locandina della serie animata

La storia di Mohican si svolge 20 anni dopo la fine di L'ultimo dei Mohicani, con gli stessi protagonisti, il cacciatore bianco cresciuto con gli indiani Lungo Fucile e il suo padre putativo Chingachgook (e ora pronunciatelo, forza!), cioè l'ultimo dei Mohicani. Siamo ancora durante la guerra tra inglesi e francesi nel nordest di quelli che saranno gli stati uniti, quindi i nostri, che accetteranno di fare da guida a tre religiosi, avranno ancora a che fare con gli inglesi e i loro alleati Irochesi.

Un cattivo indimenticabile. Qui non c'è, ovviamente.
C'è da dire che la premessa dei 20 anni dal termine del romanzo è parecchio campata in aria: i due protagonisti dovrebbero avere uno una sessantina d'anni e l'altro quasi ottanta, eppure entrambi pestano come fabbri (e uno dei due, indovinate quale, amoreggia anche con la foga di un giovincello). Si vede che hanno preso la sindrome da "personaggi dei fumetti" che non invecchiano mai nonostante il mondo intorno a loro cambi.

Incongruenze temporali a parte, i personaggi del fumetto sono fedeli a quelli visti nel romanzo, che già di loro si adattavano bene a rientrare nello "standard bonelliano". Le vicende che li vedono protagonisti sono ben raccontate e ben disegnate, ma hanno purtroppo il difetto di non essere niente di particolarmente originale, soprattutto in un paese dove il fumetto western e il western in generale ha radici profonde e diffuse come il nostro: bene o male, Tex, Zagor e i loro cugini ci hanno già raccontato quasi tutto.

Sessant'anni e non sentirli!
Alla fine della fiera, un buon fumetto, soprattutto per chi ha amato L'ultimo dei Mohicani del quale potrà qui ritrovare personaggi e atmosfere. E' anche stata ben mantenuta quell'aura di violenza e di ferocia a stento trattenuta che caratterizzava film e romanzo, e quell'ideologia "selvaggia" che porta quasi a giustificare le peggiori torture inflitte dagli indiani ai loro prigionieri.
Chi non conosce il libro o il film di Michael Mann, invece, può anche farne a meno... ma dovrebbe pensare seriamente a recuperare almeno uno dei due!

Il Moro



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