venerdì 30 gennaio 2015

Le più belle storie di Nathan Never


fumetti fantascienza
Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

non devo venirvi a spiegare cosa sia Nathan Never: si tratta probabilmente del più importante portabandiera della fantascienza fumettistica in Italia. Esordisce nel 1991, per mano dei cosiddetti "tre sardi": Medda, Serra e Vigna, e continua tutt'ora con ottimi dati di vendita, dovrebbero aggirarsi sulle 45.000 copie mensili senza contare i vari spin-off.

Il mondo di Nathan Never è un mondo molto complesso e variegato, a cui vengono continuamente aggiunti nuovi elementi e fatti evolvere i vecchi. Fin dall'inizio ha preso ispirazione dai classici della fantascienza, riuscendo, a volte in modo un po' "stridente" ma sempre credibile, a far convivere Blade Runner con Dune con Fanteria dello spazio. Non è un caso che sia l'unica testata italiana (almeno, al momento non me ne vengono in mente altre) ad avere così tanti spin-off paralleli alla serie regolare.



Copertina per un'edizione americana (Dark Horse) di Nathan Never, riferita a Cuore di tenebra.

Come per quasi tutti i fumetti Bonelli, oltre alla serie regolare ci sono gli Speciali annuali e i Maxi sempre annuali (che spesso contengono soltanto storie scartate dalla serie regolare...).
Abbiamo poi Nathan Never Gigante, di grande formato e anch'esso annuale. Almanacchi della fantascienza annuali. Agenzia Alfa ci dovrebbe in teoria presentare storie con protagonisti gli altri personaggi della serie, ma spesso c'è comunque Nathan di mezzo. L'interessante Asteroide Argo ci mostra le avventure di alcuni personaggi che sono stati trasportati dall'altra parte della galassia, storie "spaziali" con ambientazioni molto diverse dal solito, che però dopo un paio di numeri interessanti diventa noioso come una seduta in parlamento (letteralmente).
Legs Weaver, principale "spalla" di Nathan Never nei primi anni, ha avuto una serie regolare che si è interrotta al numero 119, oltre a dieci "Speciali" annuali, quattro albi della serie fuori continuity "Legs e le paladine" che ci presenta la Legs di un mondo alternativo, e un Maxi Legs. Segnaliamo anche i record di Legs, primo personaggio femminile protagonista di una collana bonelliana, e anche primo personaggio omosessuale.
L'ultima uscita, Universo Alfa, è una collana-contenitore che approfondisce il mondo di Nathan Never mostrandoci, alternando le storie, vicende con nuovi protagonisti: ad esempio le avventure della sezione eurasiatica dell'Agenzia Alfa, la prosecuzione delle avventure di Legs o storie di soldati durante le guerre contro le stazioni orbitanti...


Ebbene sì: è uscito anche il videogioco per Amiga.

Insomma, ogni anno oltre ai 12 numeri regolari uno che vuole tutta la saga dovrebbe comprarsi altri 6-7 albi, a prezzo maggiore. Un po' eccessivo, visto anche che buona parte delle avventure degli albi fuori serie sono comunque inserite nella continuity e contengono storie che saranno importanti per i prossimi sviluppi...
Capisco la necessità di fare soldi, ma questa frammentazione è francamente fastidiosa ed eccessiva. Al punto che io compro regolarmente gli albi di Nathan Never in edicola, ma non mi sogno nemmeno di seguire le serie "laterali": compro poi l'usato appena lo trovo.
La cosa migliore, dal mio punto di vista, sarebbe eliminare completamente i Maxi e gli Speciali (soprattutto i primi spesso sono un vero spreco di carta) e raccogliere tutte le varie saghe "parallele" all'interno della collana-contenitore Universo alfa, magari rendendolo semestrale o triimestrale e concedendogli qualche pagina in più quando deve raccontare storie di più ampio respiro, facendogli raggiungere la paginazione di Agenzia Alfa. Sarebbe tutto molto più ordinato e facile da seguire.
Ma non succederà mai, quindi torniamo a parlare dell'argomento di cui al titolo: le storie più belle.

Ecco, se per la Grande Ristampa avessero fatto un'operazione simile a Ken Parker Collection della Panini, ristampando non solo le storie della serie prinicipale ma tutte le storie in ordine cronologico, allora sarebbe stata una figata. Comunque, complimenti al copertinista Max Bertolini.

Nathan Never si può dividere all'incirca in due macroperiodi: prima e dopo il numero 100, corrispondente all'arrivo come gestore della testata e principale autore di Stefano Vietti, gia autore di Hammer per la Star comics.
Oltre a chiudere tutte le varie sottotrame e ad aprirne di nuove, Vietti fa dei cambiamenti anche a livello dell'ambientazione e del tono delle storie, che d'improvviso diventano molto più "fantascientifiche": la tecnologia in possesso dei protagonisti subisce una brusca (e difficilmente spiegabile) evoluzione, e si ritrovano sempre più spesso coinvolti in avventure spaziali o extradimensionali e sempre meno a battere le strade e ad avere a che fare con la varia umanità che le affolla.
Il nuovo corso gode di un'impostazione sicuramente più "spettacolare", storie lunghe e saghe strettamente interconnesse, si salva il mondo ogni due per tre, ma le prime avventure, che personalmente preferivo, avevano influenze molto più cyberpunk, oscure e intimiste, meno "esagerate" e più "umane", spesso addirittura poetiche. Anche come autore Vietti, pur avendo un grande occhio per saghe lunghe e intricate e la capacità di far interagire un gran numero di personaggi, non mi piace molto, mentre reputo Michele Medda, che sta ancora scrivendo Nathan ma non più quanto un tempo, uno dei migliori autori in seno alla Bonelli.


Recentemente, in occasione del numero 250, c'è stato un nuovo restyling della serie... ma dal 250 in avanti non li ho più letti, si stanno accumulando man mano sullo scaffale in attesa che abbia finito di leggere tutto il resto che mi interessa, quindi non so dirvi. Al massimo tornerò qui ad aggiornare la lista più avanti.

Basta tergiversare. Passiamo alle storie.
Purtroppo, alcune di esse sono inserite all'interno di saghe di più ampio respiro, nel caso cercherò di indicarvi gli altri numeri da avere.


N. 9, Gli occhi di uno sconosciuto, un thriller e una storia d'amore.

N. 10, Inferno, pregiudizi, politica e leggi razziali.

Nn. 18-19, L'abisso delle memorie. La storia più bella di Nathan Never, e una delle mie storie a fumetti preferite in assoluto. La storia che racconta il passato del protagonista e la sorte della moglie e della figlia.

N. 21, Delirio, ispirato al Settimo sigillo di Bergman.

N. 26, Vampyrus, ispirato a Dracula.

N. 27, Cuore di Tenebra, non serve che vi dica a cosa è ispirato.

N. 28, Io Robot, anche qui la fonte d'ispirazione è evidente. Seguito diretto del n. 1 della serie.

N. 29, L'ultima onda, un poetico tuffo nei ricordi.

N. 32, Dirty Boulevard, una storia corale, metropolitana, poetica.

N. 57, Thor 14, con un personaggio che ricorda molto una versione sfigata di Flash.

N. 76-77, Fenice, storia complessa con eccezionali disegni di un De Angelis al massimo della forma... ma strettamente connessa con la continuity, dovrete sicuramente leggervi i primi tre Giganti e il numero 43... il quale però pretende che prima ve ne leggiate un mucchio di altri. :-D

N. 97-98, Il divoratore di mondi, avventura nello spazio-tempo per i sempre spettacolari disegni di giancarlo Olivares.

N. 100, Il numero cento, colori e dimensioni parallele.

N. 115-116, Il viaggio nel tempo, di cosa parla è chiaro, legato ai già citati 97 e 98.

n. 120, Infiniti universi, seguito del n. 100 con dei collegamenti al 26, splendida storia intimista sulla paura della morte.

N. 139, Vita artificiale, una straziante storia d'amore.

Giganti Nn. 1-2-3, la saga dei Tecnodroidi, ambientata in un possibile, ulteriore futuro. la saga continua nei giganti. 5-6-7-8, ma i primi tre sono i migliori.

Gigante n. 4, La rivolta, ancora razzismo e giochi politici.

Il primo team-up tra Nathan Never e Martin Mystere, Prigioniero del futuro, albo fuori seie.



Ho cercato di mettere storie singole, che non facessero parte di lunghe saghe. Lunghe saghe che non sarebbero magari neanche male, ma, mentre ad esempio la saga di Atlantide prende 6 numeri, dal 60 al 65, quella della Guerra contro le stazioni orbitanti o quella della Guerra dei mondi richiedono, oltre alla lettura degli albi che costituiscono la saga stessa, anche la conoscenza di numerosi eventi avvenuti nei numeri precedenti. La saga degli Uomini ombra, poi, che ha momenti anche notevoli, è spalmata su un numero di albi che si aggira intorno al centordici.



 La continuity di Nathan Never è precisa e serrata e, se questo è gradito da chi segue regolarmente la saga, allontana i lettori occasionali. Proprio questo è il motivo che sta dietro al nuovo reboot, se così si può dire, seguito al numero 250, prima del quale sono state chiuse quasi tutte le sottotrame precedenti.

Ce ne sono sicuramente molte altre meritevoli, nel mezzo, che non ho messo perché secondo me inferiori a quelle già citate, o più probabilmente perché non me le ricordo... XD

E voi, leggete Nathan Never? E quali sono le vostre storie preferite?

Il Moro

4 commenti:

  1. Nathan Never lo sto scoprendo da poco: mi segno alcune cose che hai suggerito.
    Sull'immagine del videogame... ebbene si ci ho giocato!
    All'epoca l'Amiga sfornò un casino di giochi dei fumetti italiani: ricordo anche quello di Dylan Dog!

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    Risposte
    1. credo che abbiano fatto pure quello di Martin Mystere.

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