martedì 8 luglio 2014

Ercole, le dodici fatiche e un mucchio di gente che le prende.

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Mi riallaccio al precedente post su Ercole, ispirato dall'uscita dei film Hercules - Il guerriero e Hercules - La leggenda ha inizio.
Avevamo lasciato il forzuto spaccatore di culi dopo l'impresa del vello d'oro, e da lì andiamo avanti.

Al ritorno dalla ricerca sposò la figlia del re di Tebe, dalla quale ebbe otto figli (più i cinquanta di prima fanno 58: non lo si direbbe così virile dalle dimensioni del.. va beh, ormai avete capito). Era, moglie di Zeus, era però ancora arrabbiata con il poverino che in realtà non le aveva mai fatto nulla, perciò lo fece impazzire spingendolo a sterminare la sua stessa famiglia. Nel frattempo probabilmente Zeus si stava facendo qualche altra sciacquetta, ma Era preferisce vendicare che prevenire.
Teseo ferma Ercole prima che possa suicidarsi per il dolore e la vergogna, convincendolo a chiedere all'oracolo di Delfi un metodo per purificare il suo animo. L'oracolo gli disse di mettersi al servizio di Euristeo, re di Argo, il che ci fa pensare che l'oracolo prendesse le bustarelle dal suddetto re.

Quello che Ercole non sapeva è che anche Euristeo era discendente di Perseo, e che in passato Zeus aveva proclamato che il prossimo nato di quella stirpe sarebbe diventato re. Quella strega di Era aveva anticipato il parto di Euristeo in modo che nascesse prima di Ercole, che si era visto così usurpare il trono. Per qualche strano motivo Euristeo odiava Ercole invece del contrario, quindi trovarselo di colpo al suo servizio provocò un gran sfregare di mani e abbondanti sogghigni soddisfatti. Giusto per divertirsi, il simpatico Euristeo ordinò al povero supereroe di affrontare le note dodici fatiche.

Dovette prima stendere il Leone di Nemea, invulnerabile. Lo strangolò e si fece un mantello con la sua pelle.


Ercole e il leone

Dovette poi uccidere l'Idra di Lerna, serpente marino con nove teste di cui quella centrale immortale. Le teste tagliate ricrescevano, per cui Ercole si fece aiutare dal nipote Iolao che cauterizzava col fuoco le ferite prima che le teste ricrescessero.
Curiosità 1: L'Idra di Lerna e il Leone di Nemea erano fratelli, figli di Tifone ed Echidna, che generarono anche altri meravigliosi pargoli: la Sfinge, Cerbero, la Chimera e altri meno famosi. Pensa partorire affari del genere.
Curiosità 2: Iolao era noto per andare con uomini più vecchi di lui, e alcuni dicono andasse anche con lo stesso Ercole. Le solite malelingue.


Ercole e l'Idra

Dovette poi dare la caccia alla cerva di Cerinea, dalle corna d'oro e gli zoccoli di bronzo, che dovette fermare senza uccidere in quanto sacra ad Artemide.


Ercole e la cerva

Catturò poi il feroce Cinghiale di Erimanto, portandolo vivo al re Euristeo, il quale si spaventò al punto da rifugiarsi dentro una botte. Bella figura.


Ercole, cinghiale e fesso nel vaso.

Seguirono uno scontro con dei centauri ai quali aveva rubato del vino e la caccia agli uccelli cannibali dalle piume di bronzo che infestavano il lago Stinfalo, poi la più divertente: pulire le enormi stalle del re Augia, che non venivano pulite da trent'anni. Abbastanza letame da concimare tutto il Tavoliere delle Puglie. Ercole fece il furbo deviando le acque di due fiumi dentro le stalle, senza nemmeno mai sentire l'odore di pupù.


Furbo, lui.

Catturò poi le cavalle di Diomede, che si nutrivano di carne umana, dando loro in pasto Diomede stesso.


Brutta fine per Diomede.

Ercole finì nel palazzo del re Admeto, il quale aveva saputo da Apollo che se qualcuno si fosse sacrificato per lui lui sarebbe vissuto più a lungo. La moglie Alcesti fece il sacrificio (cretina), e l'indignato Ercole non appena lo seppe scese agli inferi per riportarla nel mondo dei vivi.


Si sa che all'inferno fa caldo, sarà per quello che ci va nudo.

Ercole catturò poi il Toro di Creta, padre del Minotauro. E qui apriamo una parentesi, perché la madre del Minotauro era una ninfa, di forma quindi umana. C'era un toro che doveva essere sacrificato a Poseidone, però il toro era così bello che il re di Creta ne sacrificò un altro. Poseidone, a cui giravano le balle (inventò così tra l'altro il motore fuoribordo), indusse nella donna una sfrenata passione per il toro (!). Per poter appagare la sua passione la ninfa entrò dentro una vacca di legno munita di apposito foro. Mi viene da vomitare.


In questa interpretazione senza neanche la vacca di legno.

La viziata figlia di Euristeo voleva la cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni, perché evidentemente al giorno dei saldi era arrivata tardi. Ercole dovette quindi intraprendere un viaggio insieme ad altri eroi (tra cui Teseo) durante il quale affrontò Amazzoni, mostri marini e altri semidei. Che poi magari la cintura la trovava anche su eBay.


Chi ha detto che un gentiluomo non picchia le signore?

Andiamo sul pesante quando Ercole dovette catturare i buoi rossi di Gerione, un mostro con tre tronchi e relative tre teste e tre paia di braccia. A guardia delle sue mandrie c'erano il tremendo figlio di Ares e il mostruoso cane Ortro, cane a due teste con un serpente come coda, fratello guarda un po' del Leone e dell'Idra di cui sopra. Ercole pestò alla grande tutti quanti, e un bel cazzotto se lo prese pure Era, che era accorsa in aiuto degli altri contro l'odiato eroe. Era ora, vecchia strega.


L'Orrido Gerione testimonial della carne Liebig

Dovette poi recuperare tre mele d'oro dal giardino delle Esperidi, quattro ninfe figlie della Notte, che nessuno sapeva dove fosse. Durante il lungo viaggio per trovarle Ercole incontrò, e per lo più menò, molti altri personaggi, tra cui ad esempio il titano Prometeo, che liberò dal supplizio.


Non proprio una fatica però, una volta trovato.

L'ultima prova era la più tremenda: Ercole avrebbe dovuto catturare Cerbero, guardiano delle porte infernali nonché fratello del Leone, dell'Idra e di Ortro, oltre agli mostri già citati. Tutta la famiglia stermina 'sto bastardo.
Per farlo dovette intraprendere un viaggio nell'Ade, durante il quale incontrò vecchi amici e nemici. Menò anche il cane a tre teste e lo portò a Euristeo il quale, terrorizzato, lo liberò del suo impegno.


Nel frattempo esce dalla botte.

Fine delle dodici fatiche, ma ovviamente le imprese eroiche di Ercole non si fermano qui. Arrivò al punto di scontrarsi con Apollo, e lo scontro fu talmente devastante che dovette arrivare Zeus a interromperlo. Partì per l'Asia, dove dopo aver menato un altro po' di gente si fermò presso la regina della Lidia, dove cazzeggiò per tre anni.


Ercole VS Apollo, round 1: FIGHT!

Stufo dell'inazione riprese tornò poi in patria (ma non prima di aver ingravidato la regina), deciso a vendicarsi di quelli che gli avevano fatto dei torti. Radunò un piccolo esercito, tra cui alcuni vecchi compagni, e mise a ferro e fuoco un bel pezzo di Grecia. E fece un altro figlio, giusto per essere sicuro di averne abbastanza (a quanti siamo arrivati? 60?)

Le ultime avventure di Ercole sono abbastanza complicate, quindi strariassumiamo: sposa Deianira, sottraendola al dio Alcheloo (che pestò), e proteggendola poi dalle mire del centauro libertino Nesso. Colpì Nesso da lontano con una freccia e questo, prima di morire, disse a Deianira che se avesse intinto una tunica nel suo sangue l'indumento avrebbe acquisito il potere di far rivivere l'amore di Ercole per lei.
Il fatto che Deianira abbia potuto credere a questa stupidaggine è chiaramente legato al fatto che si sia innamorata di quell'attaccabrighe: tanto sveglia non doveva essere.
Dopo una delle sue spedizioni contro gli antichi nemici Ercole tornò in patria portandosi dietro, tra gli schiavi catturati, anche la sua vecchia fiamma Iole. Gelosa, Deianira diede a Ercole la tunica perché si innamorasse di nuovo di lei. Non serve nemmeno dire che la tunica era in realtà avvelenata.

Non riesce a stare fermo nemmeno sulla pira funeraria.


Zeus raccolse il corpo di Ercole un attimo prima che morisse, portandolo con sè nell'Olimpo ed elevandolo al rango di divinità.
Divenne, giustamente, il protettore dello sport e delle palestre.

Ercole è l'archetipo del supereroe moderno. Combatte per lo più da solo o con qualche assistente alla Robin (e altrettanto ambiguo, vedi Iolao), si batte per la giustizia contro i malvagi e contro le ingiurie scagliate contro di lui dalla sfortuna (qui nella persona di Era), vive innumerevoli avventure ed è preso come esempio da da chi le legge. Anche nell'antica Grecia c'era bisogno di eroi.

La scaletta prevede ancora un ultimo post su Ercole, molto più leggero. Alla prossima.

Il Moro









4 commenti:

  1. L'ho letto tutto di un fiato!
    E' interessantissimo come post :)
    Sono curioso di vedere l'ultima parte su Ercole

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  2. Le dodici fatiche di Ercole sono nulla in confronto alle fatiche di Renzi!...:-)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensa avere Ercole a capo del governo... La Merkel non farebbe più tanto la grandiosa! XD
      Il Moro

      Elimina

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