venerdì 2 maggio 2014

Biancaneve e il cacciatore

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Visto l'altra sera questo Biancaneve e il cacciatore, film del 2012, che fa parte dell'onda fiabesco-revisionista degli ultimi anni, insieme a Alice in wonderland, Biancaneve, Cappuccetto rosso sangue, Il grande e potente Oz, Hansel & Gretel cacciatori di streghe, Il cacciatore di giganti, la serie C'era una volta... e sicuramente qualche altro che ora non mi viene in mente (quelli a cartoni animati non stiamo a contarli che diventiamo vecchi).

Come più o meno tutti gli altri, c'entra ben poco con la favola originale.
Impossibile non confrontare questo film con il già citato Biancaneve, uscito al cinema a pochissima distanza. Rispetto al lavoro di Tarsem, qui abbiamo un approccio meno "fiabesco" e surreale, trasformandolo così da favola in vero e proprio fantasy. Biancaneve sembra essere destinata a sconfiggere la perfida strega/regina per via di una profezia, più che per il fatto di essere più bella (e che mi vengano a raccontare che quella ciospa della Stewart è più bella di Charlize Theron... va beh). Profezia che viene pronunciata dallo specchio magico, ma della quale misteriosamente sembrano essere a conoscenza anche i nani.
Dopo che il ratto la bellissima principessa è riuscita a fuggire dalla prigione, la regina invia sulle sue tracce il cacciatore, ovviamente il solito scansafatiche riluttante dedito al bere ma pronto a evolvere in un eroe a tutto tondo riscattando il misterioso passato... Già visto? Sì, un po' di volte. Ma non si deve cercare l'originalità in una storia tratta da una fiaba del 1812, no?


Ovviamente non sto a spoilerarvi la storia, che va avanti tra inseguimenti e battaglie. Dopotutto nessun film ambientato in epoca medievale (o precedente) può dirsi tale senza una bella battaglia all'arma bianca, fa niente che sia tratto da una fiaba in cuio non c'era niente del genere.
Interessante la rivalutazione della figura di Biancaneve, che da "donzella in pericolo" in eterna attesa del principe azzurro si trasforma qui in una donna forte ed emancipata. Fino al momento in cui scenderà in battaglia con tanto di armatura (e qui forse si è un po' esagerato, visto anche il periodo in cui dovrebbe essere ambientata la storia, ma abbiamo già visto anche questo molte altre volte in altri film fantasy).

Difficile truccarsi, in uno specchio così.

Le scenografie e i costumi sono buoni (soprattutto quelli della regina, splendidi), ma non in grado di stare al confronto con quelli di Biancaneve di Tarsem. Questa però è un'opinione strettamente personale da prendere con le molle, in quanto i costumi di Tarsem erano molto surreali (e a me piacciono di più anche per questo), a tratti addirittura onirici, mentre quelli di questo film (a parte quelli della regina) sono molto più ancorati alla realtà storica.
Picola parentesi per i nani. Nel film di Tatrsem, almeno, erano nani veri. Ma ci vuole tanto? Attori nani ce ne sono, in fondo!

Parlando di attori, la Stewart non fa niente di più di quello che faceva in Twilight: mostrare gli effetti di una bizzarra paresi facciale che le fa tenere le labbra socchiuse e gli occhi persi nel vuoto per la maggior parte delle inquadrature a lei dedicate.




Basta così, o dovrei mettere mezzo film.

Abbastanza dimenticabile anche la parte del cacciatore Chris Hemsworth, mentre la Theron dà merda a tutti con una performance eccezionale, splendida nel rendere una regina cattivissima ma allo stesso tempo spaventata dalla possibilità di perdere ciò che ha, oppure sconvolta dalla rabbia. Grande.

Non fatevi venire strane idee, porcelli.
Non è l'anteprima di un bacio saffico, ma l'alternativa all'invecchiamento
prima della fondazione di Bottega Verde.

Insomma, a me è piaciuto di più l'altro Biancaneve del 2012, ma è  ovviamente questione di gusti: ho smpre amato lo stile surreale di Tarsem.
Direi che comunque è un buon film, anche se non eccezionale, guardabile anche solo per la recitazione e i costumi di Charlize Theron... e anche perché è una bella gnocca ehm, splendida donna.

Mi chiedo solo: ma che se ne fa un cacciatore di una scure? Qualcuno gli ha visto addosso un arco o materiale per preparare trappole? E di una scure così grossa, poi? Qualcuno degli autori è mai andato a caccia? Dovrebbe correre dietro ai daini con la scure alzata gridando "vieni qui che ti taglio la testa!"? Neanche Zagor usa la scure per cacciare, santa polenta!

Comoda da portare per boschi!
Il Moro

6 commenti:

  1. Si salva la regina come dici, però ho apprezzato anche gli effetti speciali e l'ambientazione (pur con la ladrata a Miyazaki). Il Biancaneve di Tarsem mi manca, non mi ispirava molto. E' più verso la commedia o sbaglio?
    I nani non nani invece mi sono mooolto piaciuti. Usare i nani veri era un po' come togliere l'elemento magico.

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    1. Quello di Tarsem è un po' più sul ridere, sì, trovi la recensione qui in giro

      http://storiedabirreria.blogspot.it/2013/01/biancaneve.html

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  2. Ah pensa che lo avevo totalmente dimenticato come film...

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    1. Me lo dimenticherò presto anch'io, credo...

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