mercoledì 18 dicembre 2013

Le più belle storie di zagor

Salve a tutti, é Il Moro che vi parla!

Dopo aver fatto il post sulle migliori storie di Tex, mi sembra giusto farne uno anche per le migliori storie di Zagor.
Peccato che qui la faccenda si complichi parecchio. In Tex ci sono molte storie ampiamente dimenticabili, fatte con lo stampino, soprattutto dall'inizio della gestione Nizzi, per cui è facile fare la classifica: quelle che mi ricordo sono le più belle.
Di Zagor, invece, me le ricordo più o meno tutte.

Zagor è stato più di ogni altro il fumetto della mia infanzia/giovinezza. Non so quanti mercatini dell'usato ho setacciato per completare la mia collezione.
Il bello di Zagor è la varietà: nonostante il periodo di ambientazione, la prima metà dell'800, le storie western sono solo una parte. Darkwood è uno scenario in grado di accogliere indifferentemente storie horror, fantasy, di fantascienza, di guerra, thriller, perfino di spionaggio, e molto altro. Ma, soprattutto, Avventura. Possibilmente mixata con tutto il resto.



Zagor è un eroe tutto d'un pezzo, di stampo classico. Non è invincibile, ma stenderlo è comunque piuttosto difficile. A volte ha dubbi, può sbagliare, ma succede di rado. Insomma, non è un "supereroe con superproblemi" all'americana, ma non è nemmeno un carrarmato inarrestabile come il suo illustre collega Tex.
Per ovviare alle poche sfaccettature del suo carattere, vengono spesso inseriti nelle sue storie comprimari con caratteristiche particolari, amici che lo coinvolgono in nuove avventure: tutto il gruppo dei trapper, il cercatore di tesori Digging Bill, il bizzarro inventore di macchine volanti Icaro la Plume...


Il lato comico ha sempre avuto molta importanza nelle storie zagoriane, soprattutto quelle del periodo classico. Le gag di Cico e dei suoi comprimari arrivano sempre nel momento giusto per spezzare la tensione, quando serve. Ma anche il lato drammatico è sempre presente, soprattutto in storie come Zagor racconta, dove ci viene raccontata l'origine del protagonista... un'origine, per molti aspetti, davvero sconvolgente.


La locandina di uno dei micidiali film turchi di Zagor, con tanto di tizia che fa lo spogliarello.
E quando mai se n'è vista una in Zagor. Roba da mettere vicino a capolavori quali Troppo belli e Dracula 3D.
Calcoliamo anche che il creatore di Zagor, Gian Luigi Bonelli AKA Guido Nolitta, e Mauro Boselli, attualmente uno dei principali autori della serie, sono, secondo il mio modesto e limitato parere, tra i migliori autori di fumetti italiani.

Anche nell'ex Yugoslavia andiamo forte.

Insomma, proviamo a scegliere alcune storie che mi sono rimaste particolarmente a cuore. Sarà difficile escludere le altre, ma ci proviamo.

Il numero è quello degli albi, che è diverso da quello di copertina (per conoscere il quale dovete fare +51). Nelle ristampe la numerazione è corretta, ma le prime storie di Zagor erano uscite all'interno di una collana-contenitore chiamata Zenith Gigante, precisamente nel numero 52.

La famosa copertina "scambiata"


55-56 Zagor racconta, di Nolitta e Ferri. Ve ne ho già parlato prima.

89-92, Libertà o morte, di Nolitta e donatelli, storia drammatica di guerra e soprusi, strettamente connessa con la realtà storica. Nemmeno Zagor potra evitare la tragedia dei Seminole.

87-89 Odissea americana, di Nolitta e Ferri. Ecco, questo è lo Zagor più puro. Un epico viaggio tra mille pericoli in terre sconosciute, talmente folli da sembrare un pianeta alieno.

95-99 Oceano, di Nolitta e Ferri, ancora una volta grande avventura, questa volta sul mare, tra pirati e tesori sommersi.

112-116 La marcia della disperazione, una storia western epica e poetica. Una fuga in un deserto terribile, sotto minaccia costante. Amore, sacrificio, determinazione. Un cattivo memorabile e una figura femminile forte e affascinante.

119-122 Addio fratello rosso, di Nolitta e Donatelli, storia drammatica che dimostra che non sempre la ragione prevale, quando il rosso è contrapposto al bianco. Perché chi amministra la giustizia non è per forza imparziale.

129-133, Kandrax il mago, di nolitta e Ferri. Horror, mistero, atmosfere angoscianti e riti tenebrosi. Il druido redivivo è una figura classica ma ancora affascinante.

178-182 Terrore dal sesto pianeta, di Nolitta e Ferri. Fantascienza e misticismo indiano. Sì, ci sono gli alieni, decenni prima di Cowboys VS. Alien. Ed è meglio. Come bloccare un'invasione aliena perpetrata da bug-eyed monsters con tanto di Hellingen come alleato. Con arco e frecce, e un po' di magia.

186-189 Il ritorno del vampiro, di Castelli e Ferri. Il vampiro Zagoriano è quello più classico che si possa immaginare, e qui lo vediamo prendere gradualmente possesso di un'intera cittadina.

201-203 Devil Mask, di Sclavi e Ferri, Un interessante intrigo che coinvolge sia il mondo dei bianchi che quello degli indiani. Una complicata trama incentrata sulla vendetta, con un Cico più eroico del solito, dal creatore di Dylan Dog.

275-280, Il ritorno di Helingen, di Sclavi e Ferri, la storia più lunga nonché la più controversa di Zagor. C'è chi la ama e chi la odia. Niente vie di mezzo. Certo, c'entra poco con quello che siamo abituati a leggere in Zagor, e in seguito verrà dagli autori successivi rinnegata, dicendo che si è svolta in una realtà parallela. Ma a me è piaciuta lo stesso. Cercare di riassumerla in due parole è impossibile.

334-336, Ladro di ombre, di Boselli e Laurenti, Personaggi intriganti per storie d'amore tormentate, in un'ambientazione nordica tra tribù indiane che si vedono di rado nella narrativa western, splendidamente interpretate da Laurenti.

345-348 Passaggio a nord-ovest, di Boselli e Marcello, una trasferta all'estremo nord per la partenza di una grande avventura, con l'introduzione di uno dei cattivi più interessanti (in seguito sprecato, putroppo).

366-367, Vendetta vudu, di Boselli e Laurenti. Una nuova, affascinante e pericolosissima villain. Zombi, paludi mefitiche, divinità haitiane. Che volete di più?

386-388, Il terrore dal mare, di Boselli e Andreucci. Un horror d'azione che Hollywood si sogna, con citazioni da H.P.Lovercraft e R.E.Howard. Zagor contro Dagon e il Kraken, con tanto di cultisti e maghi oscuri. Oh, Yeah.

Speciale 4, La fiamma Nera, di Boselli e Ferri, che ridefinisce la mitologia dell'eroe. Letteralmente. In viaggio nell'oltretomba per aiutare Kiki Manito a sconfiggere il suo grande avversario, Wendigo.

speciale 6, La congiura degli dei, di Boselli e Marcello, una storia del passato di Zagor, alle prese con le tradizioni e le divinità dei Mohawk.

Speciale 8, Anima Nera, di Boselli e Ferri, dove zagor dovrà salvare Darkwood da... sè stesso.


AAARGH, basta, non ce la faccio. Quelle che ho lasciato fuori verranno a tormentarmi la notte.


In generale, diciamo che sono sicuramente da leggere tutte quelle che vanno al'incirca dal 50 al 200, momento nel quale Nolitta ha abbandonato la sceneggiatura delle storie per dedicarsi alla direzione della casa editrice. Brutta perdita.
Boselli arriva nel 334, e le sue storie hanno sempre un perché. Quelle scritte da Burattini, attuale curatore della serie, invece, in genere non mi piacciono. Mi sembrano troppo legate a uno stile del passato, superato, troppo classico. Sembra un po' di leggere storie scritte nei primi anni di vita della serie. Può sicuramente piacere ai nostalgici, ma Boselli riesce ad usare un linguaggio più moderno che preferisco.

Se volete sapere da dove iniziare, visto che alla fine ne ho citate parecchie, scelgo due titoli che bisogna leggere per forza: La marcia della disperazione e Il terrore dal mare. Il resto, poi, volendo, potrete recuperarlo con calma.

La copertina migliore della serie secondo diversi sondaggi.
Poi ci sono molte storie che, per un motivo o per l'altro, mi sono rimaste nel cuore, ma che non ho inserito nella lista per non farla diventare troppo lunga.


Posso comunque dire che Zagor mi ha accompagnato dall'infanzia all'età adulta, e che non rimpiango nemmeno un minuto speso a rileggere per la quinta o sesta volta storie come Zagor contro Supermike o Le creature delle acque morte.


Grande Zagor! Grazie di tutto!

Il Moro

-EDIT di giugno 2015-
Ho parlato non tanto bene di Burattini, ma mi sono dovuto ricredere su di lui e sugli altri autori di Zagor in occasione della nuova "odissea" in sudamerica: un ciclo di storie eccezionale, che riesce a portare nuovamente Zagor ai fasti del passato. Non tutte le storie sono allo stesso livello, ma comunque l'intero ciclo è da leggere.

13 commenti:

  1. Quoto tutto, ma ce ne sono tante altre. Le prime che mi vengono in mente sono l'alleanza Zagor-Poe versus Hellingen-Windingo; la trasferta europea con Fraser e Murdo; la storia delle sette città di Cibola; e tante, tante altre

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  2. Moreno, se clikki sul mio nome c'è un post su Zagor che feci circa 3 anni fa

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    1. sono in pefetto accordo cn ogni parola... Solo che io ci ho provato, con l'esercizio inutile! ;)

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  3. Non so perché ma avevo immagino tu fossi uno zagoriano…. Lo sono stato anchi’io nel periodo d’oro. Fin da bambino (oogi ho 46 anni) ho collezionato tutti gli albi, fin dal primo numero. Sono arrivato più o meno al 250 finché. Purtroppo, gli eventi della vita mi hanno costretto ad abbandonarne la raccolta. Li conservo tuttora a casa di mia madre. Ogni tanto li sfoglio e mi dico “Ok adesso li porto a casa mia e trovo il tempo di rileggerli”. Poi non lo faccio perché non ho più il tempo libero che avevo una volta. Quei 250 numeri sono acorà tutti lì, uno a fianco all’altro, quasi tutti originali, prima serie, con il prezzo “150/200 lire” stampigliato sopra. Che belli! Ho amato tutti i personaggi, indistintamente, sia i buoni sia i cattici, e ricordo ce era una festa quando vedere riapparire gente come Bat Batterton, Fishleg, Digging Bill, Satko, Tonka, Guita Jim e chi più ne ha più ne metta. Ho amato anche Kandrax, Hellingen, Sam Fletcher (Iron-Man), Bela Rakosi e tutti i cattivoni che andavano e tornavano.
    Provo a fare un elenco delle stori eche ho preferito, limitatamente a qui primi 250 numeri (ho visto che oggi ne sono usciti ormai più di 600… porca vacca!)

    32/33 – Il fuggiasco – La casa del terrore (Non dimenticherà mai gli occhi di quella donna oltre i vetri della finestra)
    39/40 – Odio – Lo spettro del passato (La migliore di hellingen a mio parere)
    48/49 – Belve – L’uomo lupo (davvero stupenda la scena della trasformazione)
    51/52 – Gli evasi – Morte sul fiume (la migliore in assoluto. “Muori cane Cayuga!”… te lo ricordi?)
    55/56 - Zagor racconta – Il re di Darkwood (un must, senza alcun dubbio)
    70/71 – Fiamme nella notte – Il fiore che uccide (la battaglia con le piante carnivore sul battello è memorabile)
    78/79 – I falchi delle nevi – Eskimo (bellissima la scena di Cico che cercava di camminare con quelle cose ai piedi)
    111/112 – Acque misteriose – La capanna maledetta (questa faceva veramente paura, soprattutto la lettura del diario di chi era stato in precedenza nella capanna maledetta)
    121/112 – Il giorno della giustizia – Addio fratello rosso (ho pianto lacrime infinite)
    124/125 – Zagor contro Supermike – La settima prova (Esaltante. Altro che supereroi marvel)
    130/131 – Il fantasma di Stone Hill – Kandrax il mago (la migliore di Kandrax a mio parere)
    136/137 – Tigre – Dharma la strega (bellissime quelle tigri)
    171/172 – Viaggio senza ritorno – L’ultimo vikingo (Anche qui ho pianto tantissimo. Quei vikinghi geneticamente modificati facevano davvero paura. E che dire del cervo carnivoro?)

    Fa davvero piacere ogni tanto leggere post del genere. E’ un tuffo nel passato. Grazie mille

    Ciao! Anzi… Aaayyyaaakkk!

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    1. Anche oltre il 250 ci sono tante belle storie, anche se negli ultimi anni siamo in calando. Nolitta, poi, prima di rinunciare all'"identità segreta", era un vero artista.

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  4. Su Zagor dovrei farmi una cultura.
    Lessi qualche storia anni fa, ma ormai non ho più ricordi

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    1. Allora considera questa una guida su quali storie recuperare... :D

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  5. Ciao fratello zagoriano! Confesso di avere intervistato tempo fa Burattini sul mio blog- a me non dispiace- e di avere dedicato un lungo articolo ai film turchi di Zagor, comunque è sempre bello incontrare un altro appassionato!

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    1. Vado subito a cercare l'intervista! I film turchi confesso di non aver mai avuto il coraggio di guardarli...

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  6. Pure alcune di G.L. Bonelli dei primi 30-40 numeri non è che si ricordino facilmente. XD
    Passando al protagonista dell' articolo, secondo me da "L' inferno dei vivi" in poi le storie cominciano ad essere maggiormente ad ampio respiro e via via più esaltanti fino a "I ricattatori", primo kolossal zagoriano vero e proprio e miglior storia degli anni 60 (si, anche più di "Zagor racconta" XD) a mio parere.
    Già l' inizio dei 70 ci porta storie come "Sfida all' ignoto", di solito poco citata, ma che è una delle mie preferite ^^, e "La stella di latta", il più classico dei western, ma raccontato alla grandissima.
    Poi vengono le storie che tutti citiamo XD.

    "171/172 – Viaggio senza ritorno – L’ultimo vikingo (Anche qui ho pianto tantissimo. Quei vikinghi geneticamente modificati facevano davvero paura. E che dire del cervo carnivoro?)"

    Anche a me piace molto, ma viene poco citata. Soprattutto a causa del disegnatore, Pini Segna, che secondo me qui è alla sua miglior prova.

    Del dopo Nolitta abbiamo anche "Il grande inganno", mitico thriller castelliano e il fantasy sclaviano "Il signore nero", alcuni gioiellini toninelliani come l' inusuale "Uno strano fuorilegge", la comparsa di Skull il mutante ne "L' agguato del mutante", l' avventuroso "Naufragio sul Missouri", la sourvivor-story "La palude dell' orrore" e il misto tra racconto di fronteria avventuroso e il noir con "Le belve del Black river", le prime due di Capone "Tenebre" e "La notte del diluvio" nonché alcune di Burattini come "L' abbazia del mistero", "L' uomo con il fucile", "I pirati del drago", "Il mistero dell' unicorno", "La terra dei Cherokee", quelle di Mortimer, almeno le prime tre (la quinta non l ' ho ancora letta), e le più recenti "La palude dei forzati" e "Il gigante di pietra".
    E questo per citare le migliori, sennò di altre più che discrete, buone ce ne sono diverse a mio parere.

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  7. "e in seguito verrà dagli autori successivi rinnegata, dicendo che si è svolta in una realtà parallela"

    Questo lo disse già Sclavi.

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    1. Ah, secondo è vero che Burattini ha uno stile più classico e lineare, ma lo trovo anche piuttosto dinamico. Soprattutto a fine anni 90, inizio 2000 le sue avventure avevano acquisito un ritmo ancora maggiore mentre da metà anni 2000 ha usato uno stile più ricercato che più di una volta gli ha procurato delle critiche riguardo il suo voler soffermarsi e risoffermarsi su determinati particolari.

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